Biennale Teatro 2017. Ladies first: il programma di Latella

Prima le signore. Da alcuni mesi al timone del Festival Internazionale di Teatro della Biennale di Venezia, Antonio Latella ha presentato oggi il programma 2017, il primo del suo mandato quadriennale. Un cartellone di spettacoli, incontri, iniziative, tutto dedicato alla regia. A una regia di donne.

La scenografia di Katrin Brack per il molieriano Tartuffe

Ene-Liis Semper,  48 anni, estone. Nathalie Béasse,  45 anni, francese. Anna Sophie Mahler,  38 anni, tedesca.  Suzanne Boogaerdt e Bianca Van Der Schoot, 42enni, dall’Olanda. Claudia Bauer, 51 anni, bavarese.  Tutte la stessa generazione. E poi le italiane Maria Grazia Cipriani e Livia Ferracchiati.

Con le idee ben chiare e con parecchi assi (anzi regine) nascoste nella manica,  Latella direttore entrante ha elencato quali saranno i punti e i nomi salienti del primo capitolo (2017) del suo progetto per il festival teatrale della Biennale. “Non una vetrina, non un festival supermercato, come se ne vedono tanti in Europa. La Biennale, come la intendo io, è il luogo dove assistere alla creazione di nuovi alfabeti, nuove grammatiche, che possono evolvere in linguaggi” ha detto  questa mattina a Roma presentando le diverse articolazioni del programma: il cartellone di spettacoli, i workshop della Biennale College, gli incontri a Ca’ Giustinian, i due premi alla carriera che verranno consegnati in apertura, martedì 25 luglio: il Leone d’Oro e quello d’Argento.

Premi che andranno ancora a due donne, artiste davvero sconosciute in Italia. La scenografa tedesca Katrin Brack (Leone d’oro) che Latella assicura di aver visto all’opera in alcuni spettacoli, da lui amatissimi nei suoi lunghi soggiorni in Germania, diretti da Luk Perceval e Dimiter Gotscheff. E la regista di Cracovia Maja Kleczewska (Leone d’argento) che Latella considera l’ideale erede della nuova scuola teatrale polacca, quella in cui sono già iscritti Krystian Lupa e Krysztof Warlikowski.

 

La scenografia di Katrin Brack per Anatol di Schnitzler

Un festival che si annuncia quindi costellato più da sorprese che da sicurezze. L’opposto delle sette edizioni dirette dal suo predecessore Àlex Rigola che ogni anno puntava sui nomi più accreditati dell’orizzonte registico internazionale.

Per il 2017 si tratta invece di registe, donne, delle quali poco conosciamo e alle quali La Biennale sembra dare fiducia, poiché ospiterà non uno spettacolo, ma brevi personali, composte anche da due, tre, quattro titoli. Come è il caso della giovane italiana Livia Ferracchiati (classe 1986) che dopo i graffi di Ti auguro un fidanzato come Nanni Moretti sarà in cartellone con ben tre titoli (Todi is a small town in the center of Italy, Peter Pan guarda sotto le gonne, Stabat Mater, tutti del 2017) e alla quale ci piacerebbe davvero riconoscere il titolo di nuova leva italiana per il prossimo decennio.

Ma si vedrà. Cosi come si vedranno uscire da “scatole magiche” i lavori di Anna Sophie Mahler (che lavora a Zurigo, già assistente del mago svizzero Christoph Marthaler) o quelli di Ene-Liis Semprer, “pericolosa eroina di performance rituali e video incentrati sul corpo, il cui fascino si basa sulle reazioni fisiche provocate nell’osservatore”, già conosciuta per aver rappresentato l’Estonia alla Biennale Arti Visive del 2001. Un suo titolo tentatore è Filth, da tradurre Che zozzo! e da vedere il 26 luglio.

Tentatore anche il titolo del College, riservato a giovani artisti selezionati attraverso un bando prossimamente in scadenza. Per le 8 diverse sessioni di You know i’m not good, Latella ha chiesto ai docenti  “di identificare un’artista, donna, operante dalla seconda metà del Novecento misteriosamente scomparsa, e di mettere una lente di ingrandimento là dove si possa vedere qualcosa che per troppo tempo è rimasto nascosto, o volutamente tenuto sotto silenzio”. Così Simone Derai di Anagoor ha scelto di lavorare attorno alla figura di Marilyn Monroe, Nathalie Béasse su Jean Seberg, Franco Visioli e Letizia Russo su Unica Zürn, Anna-Sophie Mahler su Aglaja Veteranyi, Maria Grazia Cipriani su Amy Winehouse, Katrin Brack su Charlotte Posenenske, Luk Perceval su Sinéad O’Connor, Suzan Boogaerdt e Bianca Van Der Schoot su Lee Lozano. Un ventaglio di storie da raccogliere in chiusura del Festival, l’11 e il 12 agosto.

Assieme al programma del Festival di Teatro sono stati presentati oggi anche il Festival di Danza Contemporanea (direttore Marie Chouinard) e di Musica Contemporanea (direttore Ivan Fedele) che hanno scelto, per i rispettivi Leoni d’oro, nomi di altissima caratura come la coreografa americana Lucinda Childs (che sarà premiata il 23 giugno) e il compositore e direttore d’orchestra cinese Tan Dun (30 settembre).

I programmi completi sono disponibili sul sito della Biennale di Venezia.

 

 

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