In-Box. Quella vetrina di animali da compagnia (teatrale)

Chi si trova a passare in Toscana questo fine settimana, una sosta a Siena deve farla. E non solo per i pici, che qui sono un piatto inarrivabile, se conditi con briciole, o cacio e pepe. Ma per quella bella occasione di teatro che è In-Box 2017 dal vivo , festival e vetrina di compagnie emergenti, intitolata quest’anno Animali da compagnia. Capito il gioco di parole?

My Place – il corpo e la casa, finalista In-Box 2017

Sono tante le soluzioni che il nostro sistema teatrale si è dato per rendere visibile il lavoro dei gruppi più giovani. Bandi, call, contest, rassegne, festival e festivalini. Per lo più a costo zero. Che in realtà, per chi fa teatro, significa a guadagno zero. Le soluzioni young oriented sono poi le più disparate. Talvolta le più disperate. Se la generazione dei quarantenni – che in Italia sono ancora giovani, ovviamente – fa fatica a mettere assieme tre o quattro date in un mese, figuratevi che cosa possono fare gli under 35. Ai quali manca la disinvoltura organizzativa che i fratelli maggiori hanno dovuto conquistarsi. E manca pure la base economica per dare gambe alle proprie idee. Spesso molto belle, queste idee. E spesso annegate nel doversi arrangiare.

Un’amica, che il teatro lo conosce bene, dice che il FUS (il capitolo finanziario che lo Stato riserva allo spettacolo dal vivo) dovrebbe essere diversamente decifrato nel loro caso: Famiglie Unite per lo Spettacolo. Perché i loro produttori sono genitori, zii, nonni, disposti a investire i risparmi nella carriera artistica di figli e nipoti. Sempre che i risparmi ci siano.

In-Box è un progetto di visibilità per giovani compagnie teatrali, nato da un’idea di Straligut Teatro e fondato su una rete che conta finora una quarantina di partner e sale teatrali che coprono buona parte della penisola. In-Box si è dato da fare a trovare qualche soluzione (artistica ed economica) alla situazione di cui stiamo parlando. “Sosteniamo gli artisti emergenti dando loro lavoro (repliche) e riconoscendone la dignità economica (cachet)” hanno spiegato Fabrizio Trisciani e Francesco Perrone nel loro bando-manifesto (che si può sfogliare qui ).

My Place – il corpo e la casa

Oggi alla 9a edizione, tra miglioramenti e aggiustamenti, In-Box ha raggiunto una solidità che lo pone in evidenza nell’agenda teatrale italiana. Tanto che a sostenerlo e a dagli una mano ci sono il circuito teatrale regionale (e cioè la Fondazione Toscana Spettacolo), assieme a Comune di Siena e Regione Toscana.

La formula è un po’ complessa, ma si può spiegare così: per i 10 spettacoli selezionati nei due filoni (In-Box Blu e In-Box Verde, che fa riferimento al circuito del teatro ragazzi) quest’anno vengono messe a disposizione 76 repliche nei teatri della rete, a cachet prefissato.

Tra mercoledì 17 e sabato 20 maggio, a Siena, al Teatro dei Rozzi e al Teatro del Costone, per In-Box 2017 Dal Vivo, quei dieci spettacoli finalisti vanno in scena. E alle 22.30 di sabato, il conclave dei quaranta partner di rete proclamerà i due vincitori, nel corso di un Savana Party ospitato da una birreria. Insomma, non quelle paludate cerimonie che di solito concludono i Premi. Ma un evento più divertente e spumoso. Da associare magari a quel buon piatto di pici.

Homologia, finalista In-Box 2017

Tra i 10 finalisti ci sono nomi e titoli che si sono già conquistati un certo numero di estimatori, con le proprie forze e grazie ad altre occasioni (come il Premio Scenario o il Premio Giovani Realtà del Teatro). A me per esempio è capitato di vedere Homologia (di Dispensa Barzotti), quarantacinque minuti filati e silenziosi che richiamano immagini estratte certo dall’album iconico di Samuel Beckett. Ma trovano pure la via di spettacolari sorprese che strappano al pubblico degli oooohhhh di ammirazione.

Oppure Vania (della compagnia Oyes, cresciuta nella factory del milanese Teatro dei Filodrammatici) che va ben oltre l’ispirazione a Cechov, e ricava un tessuto di emozioni dal lavoro pulito e vivificante di attori molto determinati.

Vania, finalista In-Box 2017

Ma provo curiosità soprattutto per ciò che non ho ancora visto e che, spesso capita, mi cattura con quanto di inaspettato va contro le mie attese. Siccome c’ho una certa età, non mi ritrovo spesso ad assistere a spettacoli per giovanissimi. Perciò dalla sezione maggiorenne mi aspetto tanto: da My Place – il corpo e la casa (di Qui e Ora, residenza teatrale) per esempio, o da Scarabocchi (Teatro Rebis e maicol&mirco), Sempre domenica (del Collettivo Controcanto) e Hallo, I’m Jacket! (di Dimitri/Canessa). Insomma da tutti gli altri sfidanti, a cui faccio l’augurio di strappare il maggior numero di repliche ai tanti programmatori teatrali che saranno presenti a Siena. Dove, tra artisti, spettacoli, giurie popolari (quella dei Millennials individuerà lo spettacolo da far rivedere qui nella prossima edizione), un aperitivo, in piazza del Campo, la sera, ci sta. In compagnia di animali da compagnia.

Hallo, I'm Jacket, finalista In-Box 2017

Trovi qui tutte le informazioni su In-Box 2017 dal Vivo (17-20 maggio, Siena)

 

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