David Foster Wallace. A teatro, cavalcando il web

Per chi ha amato, e ancora ama, i libri di David Foster Wallace. Per chi ne ha orecchiato, solo qualche volta, il nome. Anche per chi a teatro vuole uscire dai soliti schemi, mettersi in sintonia con un presente di interferenze e contaminazioni.

Si intitola Infinite Wallace il progetto teatrale che prima sul web e poi in lunga serie di serate a teatro affronta – con una modalità che oggi si direbbe liquida, trasversale, inclusiva –  l’eredità dello scrittore suicida a 46 anni, proprio un decennio fa. Ma che già nel 1996, con romanzo di mille pagine, aveva impresso una svolta ai modi nei quali fare oggi letteratura. Forse anche teatro.

Si intitolava Infinite Jest quel romanzo, e proprio dal titolo parte Infinte Wallace, progetto di web-reading della compagnia BluTeatro e del regista Luca Bargagna. Una compilation di contributi originali che chiunque può postare su Facebook e che andranno a comporre la staffetta dei due primi episodi teatrali – FunHouse Chapter 1 e FunHouse Chapter 2 – che prendono il via venerdì 18 maggio al Teatro Giovanni da Udine e martedì 22 al Teatro Verdi di Pordenone.

Da qui era partito  DFW

Nell’ultimo atto dell’Amleto, il principe di Danimarca palleggia tra le mani il teschio e dice la sua famosa battuta:  “Ahimè, povero Yorick! Io lo conoscevo: era un tipo di spasso infinito – infinte jest scrive Shakespeare – e con una eccellente fantasia! Mi avrà portato sulle spalle mille volte”.

“Se a casa possedete un libro di Foster Wallace, uscite a fargli prendere una boccata d’aria” incita Luca Mascolo, attore che si è formato all’Accademia Silvio D’Amico, ha lavorato con Lavia e con Ronconi, e fa ora parte di BluTeatro.

Detto altrimenti, la proposta che la compagnia ha lanciato è di costruire un’opera web collettiva, linkando uno all’altro i video di un minuto in cui chiunque si può cimentare leggendo, interpretando, commentando pagine dello scrittore americano. Basta postare il video sull’evento Facebook “Infinite Wallace”, aggiungere gli hashtag #infinitewallace e #webreading e condividere con i propri amici, suggerendo loro fare altrettanto (vedi qui tutte le istruzioni).

Raccolti a mosaico, i materiali si integreranno in palcoscenico con “FunHouse 1 e 2”, spettacoli ugualmente ispirati a un titolo di Foster Wallace: “Verso Occidente l’impero dirige il suo corso”. Nelle pagine di quel racconto, spesso etichettate come esempio di un contemporaneo “realismo isterico”, lo scrittore immaginava la grande riunione che, in una cittadina dell’Illinois, avrebbe messo assieme tutti i quarantaquattromila figuranti comparsi negli spot McDonald’s.

Quarantaquattromila è anche l’ambizioso traguardo di contributi video che BluTeatro si è proposto di raggiungere con il suo progetto “infinito” o almeno pluriennale.

Vai al progetto  INFINITE WALLACE  di Bluteatro.

“Il nostro progetto – spiega Luca Bargagna, regista dell’operazione – è frutto di riflessioni scaturite da un’idea precisa: vedere se anche a teatro funzionano i principi di apertura e serialità, tipici già della letteratura, del cinema, della televisione. Apertura perché lo spettacolo nasce da un laboratorio permanente, alimentato da una modalità partecipativa, quella del web-reading. Serialità perché l’occasione offerta dai teatri di Udine e Pordenone (che si sono uniti per ospitare i due capitoli di FunHouse) ci ha consentito di immaginare una modulazione dei lavori di Wallace, che favorisce il movimento: un flusso di spettatori che si spostano. È una sfida, un esperimento, com’è nella natura di Bluteatro”.

[pubblicato su IL PICCOLO, 10 maggio 2018]

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