In fila indiana al Festival dello Spettatore. Dove l’occhio è professionista

Un weekend a Arezzo per il Festival dello Spettatore 2019, dedicato alla partecipazione del pubblico e ai processi di cittadinanza attiva.

Nelken Line a Arezzo (ph. Mara Giammattei)

Nelken Line a Arezzo (ph. Mara Giammattei)

E se lungo le strade del centro storico, affollate il sabato sera, vi capitasse di incrociare una fila indiana di signore e signori vestiti eleganti. Elegantissimi anzi, da gran sera.

E se questi signori e signore, sfilando leggeri sulla musica di Louis Armstrong, muovessero braccia e mani per disegnare nell’aria geroglifici deliziosi.

Non potreste far altro che guardarli incuriositi, invidiosi, o magari contrariati, per l’irruzione di tanta bellezza nel tran tran di un sabato in provincia.


Non è difficile, nelle città del mondo, imbattersi in una Nelken Line. Si tratta di una sequenza di movimenti tratta da uno spettacolo di Pina Bausch (intitolato appunto Nelken, garofani) che con pochi simbolici gesti racconta le quattro stagioni. Sono figure semplici: le possono imparare tutti. Non occorre essere danzatori. Basta essere spettatori. Spettatori partecipi e attenti. E decidere di unirsi alla Nelken Line.

la Nelken Line a Prato – Italia

Movimentare il corso

Una Nelken Line ha movimentato lo scorso sabato sera il corso principale di Arezzo. È stato uno dei momenti più spettacolari del Festival dello Spettatore, alla sua quarta edizione (leggete qui qual era il programma).

Potreste chiedervi: ma con tutti i festival che ci sono in Italia, c’era davvero bisogno di un Festival dello Spettatore. Sì, ce n’è bisogno.

Perché uno spettatore partecipe e attento, uno spettatore che sa cosa significa essere spettatore, ricava una soddisfazione maggiore da ciò che vede. E non è poco.

Ma migliora anche la qualità della vita: la sua e quella degli altri. Essere spettatori migliori significa condividere i valori di una comunità, piccola o grande che sia, impegnarsi assieme ad altre persone e approfondire qualcosa insieme, discutere e condividere, esprimere e motivare scelte e giudizi. Essere insomma essere cittadini migliori. Ed è tanto.

Spettatori Erranti

Dalla chiusura (per restauro) del teatro Petrarca a Arezzo è nata dieci anni fa l’idea degli Spettatori Erranti (qui il loro sito), una piccola comunità di appassionati, ma disorientati da quella assenza, comunità che si è organizzata, grazie a Laura Caruso, Isabela Lops e Alessandra Stanghini, mettendo in rete l’attività di diverse sale e compagnie teatrali che agivano in quella provincia.

Selfie con spettatori erranti

Il fenomeno ha preso poi piede in molte altre parti d’Italia, e in un decennio gli spettatori organizzati si sono moltiplicati. Tanto che oramai si contano più di venti di gruppi ben strutturati.

Ogni anno si ritrovano qui, a Arezzo, per la Gran Reunion che li vede protagonisti. Una volta tanto non tocca agli attori, ma proprio a loro, spettatori e professionisti. Attorno alla convention si sviluppa poi un programma di spettacoli e incontri, in collaborazione pure con le scuole (Arezzo vanta in Italia l’unico Liceo statale a indirizzo teatrale, il Vittoria Colonna). E anche di momenti conviviali.

Mi piace questa iniziativa, perché sottintende che l’arte e la bellezza non sono cose per specialisti. Ma costituiscono, al contrario, un patrimonio comune, a cui ciascuno può accedere, basta dotarsi di desiderio, curiosità e voglia di imparare.

Spettatori professionisti

Con la loro voglia di imparare questi spettatori professionisti hanno attirato a Arezzo, nel corso degli anni, organizzatori teatrali e economisti della cultura, responsabili di musei e ideatori di manifestazioni, esperti di rigenerazione urbana e social media manager, progettisti di residenze d’arte.

Un tessuto di conoscenze e di esperienze che fa oggi fa del Festival dello Spettatore (promosso e sostenuto dalla Rete Teatrale Aretina) un unicum in Italia. Dove il fenomeno della partecipazione – contrariamene a quel che si crede – sta aumentando. Delusi o indifferenti alla militanza nelle attività politiche, sempre più cittadini guardano con interesse alle partecipazioni civiche: quella ambientale, quella del volontariato, quella culturale. Cittadini migliori, fatemelo dire.

(ph. Mara Giammattei)

Il Festival dello Spettatore 2019, si racconta sulle sue pagine Facebook e Instagram, ma anche in un volume appena pubblicato da Morlacchi editore, che raccoglie tutti i documenti e le discussioni di questi anni.

Lettura utile per chi, da un po’ di tempo, si riempie la bocca di termini come Audience Development o ingaggio, ma non ha ancora partecipato a un’iniziativa che dimostra come l’audience, il pubblico, anzi i pubblici, stanno sviluppando le proprie forze e ci tengono a diventare protagonisti. Co-protagonisti, almeno.

Perché anche di artisti, possibilmente bravi, c’è bisogno, parecchio.

Spettatori partecipanti

Hanno partecipato all’edizione 2019 del Festival dello Spettatore i gruppi organizzati:
Avanguardie 20-30 (Bologna)
Casa dello Spettatore (Roma)
CasaTeatro, Murmuris e Unicoop (Firenze)
Direzione Teatro, Ateatro ragazzi (Bastia Umbra, PG)
I Pionieri della visione, Cy Twain (Tuscania, VT)
I Visionari, Sosta Palmizi (Arezzo)
La Konsulta, Teatro dei Venti / Festival Trasparenze (Modena)
L’Italia dei Visionari – Be SpectACTive!, CapoTrave / Kilowatt (Sansepolcro, AR)
Officine Papage, Teatro dei Coraggiosi (Pomarance, PI)
Palchetti Laterali, Università del Salento (Lecce)
Pubblico non privato / Spettatori mobili, Teatro Magro e Zero Beat (Mantova)
SpettAttori, Libera Accademia (Arezzo)
Spettatori Erranti, Rete Teatrale Aretina (Arezzo)
Spettatori Erranti Valdarno, Rete Teatrale Aretina (Valdarno)
Spettatori Erranti Valdichiana, Rete Teatrale Aretina (Val di Chiana)
Spettatore professionista (Foligno)
Under 25, Dominio Pubblico (Roma)

controselfie con spettatori partecipanti (ph. Mara Giammattei)


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