Una festa per Moira Orfei, la Callas del circo (e non solo)

Domani, 10 febbraio, si celebra Moira Orfei. “Non serviva che ti dicessero che era una diva: entrava in scena e lo capivi al volo”.


Il titolo è Gli italiani si voltano. E gli italiani si voltavano veramente al passaggio di quel sedere maestoso, avvolto nell’abito bianco. 

Scattata a Milano, davanti alla Galleria, la foto divenne subito famosa e fu poi esposta anche al Guggenheim Museum e al Moma di New York. L’anno era il 1954. Il fotografo era di Mario De Biasi. Ma l’abito bianco, e anche il sedere, erano di Moira Orfei. “Non serviva che ti dicessero che era una diva: entrava in scena e lo capivi al volo”.

Nonostante sia scomparsa 3 anni fa, il volto di Moira Orfei rimane ancora saldo nell’immaginario nazionale. E nel ricordo di milioni di spettatori. 

Dallo scorso gennaio e fino al 3 marzo, San Donà di Piave (VE), città dove aveva fissato la residenza e dov’è adesso sepolta, ricorda Moira Orfei la Regina con una mostra.

Ma è domenica 10 febbraio che la serie di iniziative (organizzate dall’associazione Circo e Dintorni e sostenute da Comune di San Donà e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali) culmina in una serata-tributo, pensata per restituire tutto il suo smalto a un’artista che ha segnato non solo la storia del circo, ma quella dello spettacolo popolare. Italiano e internazionale.

La domatrice

“Domatrice di animali in pista, domatrice di pubblico sullo schermo, domatrice di uomini nella vita privata” così recitava la formula per lei coniata. La serata-tributo giocherà sulle molteplici sfaccettature di un personaggio che aveva un volto solo, ma replicato milioni di volte sui manifesti. Verranno ripercorse le traiettorie della sua vita: il circo, il cinema, la famiglia, la musica, la televisione. E soprattutto la sua natura di icona.

Moira “on ice”

Per raccontarla, ci vorrebbe Umberto Eco

“Per raccontare Moira ci vorrebbe uno come Umberto Eco, che aveva così ben descritto la fenomenologia pop di Mike Bongiorno” dice Alessandro Serena, ideatore della serata e della mostra assieme ad Aurelio Rota. “Quel ruolo popolare di diva non deve però offuscare le capacità imprenditoriali di Moira: il fiuto che aveva sviluppato assieme al marito Walter Nones, mio zio”.

Alessandro Serena è il nipote di Moira e di Nones (oltre che docente a Milano di Storia dello spettacolo circense e di strada). “Riuscivano a interpretare le trasformazioni che stavano avvenendo nello spettacolo dal vivo ed erano, per certi versi, capaci di anticipare la storia. Sempre a livelli di qualità altissima’”. Non solo l’intuito del Circo su Ghiaccio, ma anche le tournée del Circo di Mosca e del Circo Cinese, molto prima che cadessero muri e cortine di ferro.

Nella mostra, Serena ha raccolto foto celebri e scatti rari, che ritraggono sua zia nel suo ruolo di star, ma anche nell’aspetto privato, oltre ai manifesti degli spettacoli e dei film a cui ha preso parte: quasi 50, con Totò, Mastroianni, Manfredi, Gassman, e diretta anche da registi di calibro, Pietro Germi per esempio in Signore e signori. A impreziosire l’esposizione ci sono costumi di scena e accessori appartenuti al suo variopinto, indimenticabile guardaroba.

Moira Orfei e Walter Chiari nel film Gli italiani e le donne, 1962

Miranda Orfei – diventata poi Moira, su suggerimento del produttore Dino De Laurentiis – era nata a Codroipo nel 1931, durante una sosta del circo fondato da suo padre Riccardo, conosciuto col nome di Clown Bigolon.

“San Donà di Piave è invece la città veneta che ha ospitato i quartieri invernali del suo circo, il luogo in cui risiedeva quando non era in tournée” spiega Serena“Non è un caso che nasca qui un tributo che evidenzia come il ricordo di Moira è ancora vivo e sentito. La mostra, in particolare, restituisce l’immagine di una icona pop senza tempo, una Callas del Circo”.

La serata di domenica 10 al Teatro Metropolitano Astra di San Donà prevede la partecipazione di artisti e musica dal vivo, video e filmati inediti, che di Moira degli elefanti permetteranno di conoscere i segreti attraverso documenti rari e aneddoti sulla vita della famiglia Orfei.

Verrà anche consegnato il Premio Moira, riconoscimento destinato a figure dello spettacolo dal vivo che si sono contraddistinte per la qualità e per la comunanza coi valori degli Orfei. Quest’anno a ricevere il Premio sarà Brigitta Boccoli, artista trasversale che ha diviso la propria carriera tra cinema, teatro, televisione e che dopo aver conosciuto e sposato Stefano Orfei Nones (figlio di Moira e Walter Nones) condivide oggi con lui il lavoro nel circo.

Il futuro del circo

Ampio spazio avrà inoltre chi continua oggi a lavorare in quel solco. Nelle giornate successive Moira Orfei la Regina ospiterà performer internazionali, come gli ucraini Derku, esponenti di un teatro fisico (il 24 febbraio) e gli acrobatici kenyoti The Black Blues Brother (il 3 marzo), che testimonieranno il carattere “mondiale” degli Orfei.

Oppure i giovani allievi dei corsi di Karakasa – Laboratorio delle Meraviglie: il futuro del circo. “Al quale mia zia Moira – conclude Serena – guardava sempre con fiducia e ottimismo”.

[parzialmente tratto dal mio articolo pubblicato sul quotidiano di Trieste, IL PICCOLO, 12 gennaio 2019]