In luglio, con il cuore in gola a Santarcangelo

Come ogni anno – e presto saranno cinquanta – torna il Festival di Santarcangelo. Un’evoluzione instancabile lo ha segnato fin da quando quella tappa estiva in Romagna accompagnava anno per anno, nella mia personale esperienza e nei miei incontri, il Nuovo Teatro. Era il tempo in cui l’Italia e gran parte dell’Europa scoprivano un linguaggio d’arte e una forma di stare insieme completamente diverse da ciò che per i primi settant’anni del ‘900 era stata la lingua dominante della scena occidentale.

Da allora  – cioè dalla fine degli anni ’70 – Santarcangelo ha continuato la sua evoluzione, così come si è evoluto il nostro modo di percepire il teatro. E per alcuni di noi, anche di farlo.

A ridosso della conferenza stampa che ha annunciato la 48esima edizione del Festival, intitolata Con il cuore in gola, condivido volentieri il lungo comunicato, che ne riassume gli appuntamenti, tra il 6 e il 15 luglio 2018.

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Comunicato

La 48^ edizione di Santarcangelo Festival, storica manifestazione dedicata alla performance contemporanea internazionale, si terrà a Santarcangelo di Romagna (RN), da venerdì 6 a domenica 15 luglio 2018, con un programma che, da mattina all’alba, spazia tra le arti e i generi, senza limiti geografici e disciplinari. Titolo dell’edizione 2018: Con il cuore in gola.

Tre falchi, liberi di volare, sfiorano lo spettatore provocando attrazione, timore, persino minaccia. Rapaci potenti, magici, nobili, capaci di risvegliare lo spirito, di ravvivare la curiosità: la condivisione dello spazio con questi animali selvatici provoca le stesse emozioni dei grandi momenti di trasformazione“.

GOLD è la creazione 2011 che Francesca Grilli riprende nella prima serata di Santarcangelo 2018, il 6 luglio.

Francesca Grilli, Gold

Al secondo anno di direzione artistica di Eva Neklyaeva – nata a Minsk e formatasi ad Helsinki come curatrice e direttrice di istituzioni artistiche internazionali, tra cui Baltic Circle Festival – e Lisa Gilardino – manager internazionale di performing arts e curatrice – il Festival conferma e rilancia il suo ruolo nella scena contemporanea internazionale, configurandosi come una piattaforma intercontinentale che offre al pubblico una nuova ampia visione su ciò che di rilevante accade oggi nell’ambito delle performing arts.  

Nei primi due weekend di luglio, Santarcengelo ospiterà una proposta di spettacolo audace e avventurosa, che rompe alcune consuetudini, accogliendo 54 formazioni da tutto il mondo, quasi 200 artiste e artisti le cui voci sono ancora poco ascoltate, le cui creazioni hanno formati speciali o trattano tematiche difficili da presentare nel circuito tradizionale, ma sono urgenti per il dibattito artistico e politico contemporaneo.

Spaziando tra linguaggi e stili molto differenti, gli oltre 150 appuntamenti di Santarcangelo Festival 2018 conducono il pubblico al di là dei confini dell’ovvio e del conosciuto, anche geografico, e disegnano un articolato paesaggio emotivo: cuore in gola, claim di questa 48^ edizione, individua proprio la manifestazione corporea dell’intensità di un’emozione, la sensazione viscerale, pre-verbale che attraversa il corpo in alcune condizioni emotive. Gli spettatori sono invitati a immergersi in questa intensità, a esplorarla e a prenderne consapevolezza, attraversando luoghi sconosciuti del territorio e del proprio inconscio, con modalità di visione non convenzionali e immersive.

Al centro della riflessione sulle emozioni, la paura: elemento cruciale del contemporaneo, strumento di manipolazione politica ed economica, di cui riappropriarsi come comunità e come individui, recuperandone l’originaria funzione, elemento di forza e coesione quando vissuta in un ambiente protetto e condivisa. L’intelligenza emotiva collettiva oggi è offuscata, relegata a qualcosa di esoterico: performance, teatro, danza, concerti, cinema, dj set, escursioni, pratiche sportive e dedicate al benessere e alla cura del corpo saranno l’occasione per riattivarla e riscoprire un rapporto con la natura nel suo senso più ampio, spazio in cui tornare a sperimentare la libertà, entrare in contatto con il mistero, il magico, il rituale.

 

Il paesaggio naturale

Un rituale collettivo contemporaneo, che accade nella natura e che parla di natura. Come nel caso delle creazioni di Ingri Fiksdal, coreografa norvegese per la prima volta in Italia: Night Tripper e Diorama for Santarcangelo lavorano sulla percezione e sul suo impatto. Night Tripper è una passeggiata nel bosco, una performance-concerto, un rituale e un evento sociale. Il progetto mette in scena, in mezzo alla natura e al crepuscolo, sei performer, insoliti strumenti musicali, un coro e molti spiriti potenti. Il progetto viene re-immaginato per Santarcangelo in una versione site-specific lungo il letto del fiume Marecchia. In Diorama for Santarcangelo la coreografia diventa una lente attraverso la quale Ingri altera o interviene sulla percezione del paesaggio naturale, in un’esperienza onirica e indimenticabile, su una spiaggia di Rimini all’alba.

Artista associato, Markus Öhrn dalla Svezia con The Unkown crea una cornice per otto artisti, che presenteranno ogni sera un progetto inedito: un palco temporaneo nel bosco, lungo il fiume Uso, accoglie ogni notte il pubblico, che compirà un passo verso l’ignoto. Gli artisti invitati, quattro svedesi e quattro italiani, sono Makode Linde, artista visivo, musicista e dj, Linnea Sjöberg, artista visiva e performativa, Linnea Carlsson, scultrice, disegnatrice e creatrice di installazioni sonore, Oskar Nilsson, pittore, Damiano Bagli, musicista, inventore e pensatore, Mara Oscar Cassiani, coreografa, performer e new media artist, Federica Dauri, performer, e Maurizio Rippa, cantante lirico e performer.

In Don’t be frightened of turning the page, Alessandro Sciarroni prende spunto dal movimento migratorio di alcuni animali che al termine della loro vita tornano a riprodursi e a morire nel luogo dove sono nati. Con il mondo animale si relaziona anche Francesca Grilli, artista associata del Festival, che in Gold invita gli spettatori a condividere lo spazio con tre falchi, alcuni falconieri e tre cantanti. Nei suggestivi Orti dei Frati Cappuccini agisce Cristina Kristal Rizzo con ikea: un flusso continuo e ipnotico di movimento crea uno spazio di vicinanza nel quale chi guarda è invitato ad amplificare i propri sensi. Anche Muna Mussie con Oasi, coproduzione del Festival, riflette sulla natura e sulle paure connesse ai sGecko) Version/11.0.1 Safari/604tto, chiusa in a una sfera trasparente, in solitudine. Muna presenterà anche Punteggiatura, un’opera d’arte collettiva realizzata grazie al dialogo con un nucleo di donne di differenti provenienze del territorio bolognese. Il libro di stoffa, un “tessuto sociale” che si mette in pratica e si traduce in ricamo, è promosso da ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione, nella cornice di Atlas of Transtions Biennale I Right to the City, a cura di Piersandra Di Matteo. L’opera è realizzata in collaborazione con la Scuola delle Donne | Pilastro (CESD), Biblioteca Italiana delle Donne, con il coinvolgimento delle cooperative Camelot e Mondo Donna, Cantieri Meticci, Ars Aemilia e Santarcangelo dei Teatri.

Il paesaggio umano

Donne di Bologna, adolescenti italiani e islandesi, un coro di Santarcangelo, ma non solo… Nella creazione dei 150 appuntamenti sono coinvolti quasi 200 tra adulti, adolescenti e bambini del territorio. È il caso di Multitud di Tamara Cubas, dall’Uruguay, che aprirà il Festival il 6 luglio con una performance nello spazio pubblico a ingresso libero che coinvolge circa 70 volontari. La domanda di partecipazione è aperta a tutte e tutti (il workshop si terrà dal 28 giugno al 5 luglio). Tamara, coreografa con formazione legata alle arti visive, analizza la condizione sociale dell’essere umano contemporaneo, la nozione di eterogeneità all’interno di un collettivo, l’idea di “altro”, le relazioni interpersonali e la possibilità di dissenso.

Tamara Cubas, Multitud
Tamara Cubas, Multitud

Dalla Grecia Panagiota Kallimani, per la prima volta in Italia, presenta Arrêt sur image, performance frutto di un laboratorio con bambini che si svolge nei luoghi da loro frequentati: una scuola, un giardino, una piazza. Lo spazio della loro vita quotidiana prende una dimensione surreale, straniante. In una danza lenta, dal ritmo inusuale.

Il pubblico è chiamato ad essere in alcuni casi co-creatore dell’esperienza di spettacolo e il Festival può davvero dirsi realizzato con il supporto delle comunità, quella locale e quella temporanea di spettatori, performer, attivisti, operatori. Come in Your word in my mouth, creazione prodotta da e per il Kunstenfestivaldesarts di Bruxelles da Anna Rispoli, Lotte Lindner&Till Steinbrenner in cui gli spettatori sono invitati a dare la loro voce alle parole di alcune persone intervistate sul tema dell’amore, mettendo in discussione la loro stessa tolleranza o indifferenza.

Il paesaggio emotivo

Santarcangelo Festival 2018 disegna un paesaggio emotivo variegato e cangiante. Un Panorama vasto e inaspettato, in cui addentrarsi senza pregiudizi e limitazioni, come nello spettacolo omonimo di Motus, artisti associati del Festival: una biografia plurale e visionaria del gruppo interetnico di performer del mitico teatro dell’East Village newyorkese, La MaMa. Sempre di Motus anche CHROMA KEYS di Enrico Casagrande, Daniela Nicolò e Silvia Calderoni, performance-scheggia impazzita di Panorama, un’immersione dal sapore cinematografico sui bordi della visione e negli angoli inquieti di noi stessi dove predominano le inquadrature sull’elemento umano. Una ricerca in cui i vecchi artifici, Truka e Chroma Key faranno apparire mondi altri, forse mostruosi.

Motus, Panorama

Emozioni e vita vissuta anche al centro di minor matter in cui la coreografa dominicana Ligia Lewis affronta questioni relative alla percezione del corpo e dell’etnia, combinando danze popolari e uno score musicale che attraversa generi e epoche. Da Nuova Delhi Mallika Taneja con Be careful affronta il tema della violenza sulle donne con un solo, fra teatro e danza, dotato di grande intelligenza e ironia. Dall’Australia Nicola Gunn, artista rivelazione dell’ultima edizione del Coil Festival di New York, presenta per la prima volta in Italia il suo Piece for Person and Ghetto Blaster, di cui è autrice e interprete: da un semplice episodio, un litigio con un uomo che lancia dei sassi a una papera in uno stagno, s’innesca un’esplosione di testo, movimento ed energia; una ricerca coreografica precisa ed incalzante si fonde con una drammaturgia testuale originalissima, che spazia dalla filosofia al racconto personale per aneddoti, con un’ironia sovversiva.

Anche in Gentle Unicorn, di Chiara Bersani, coproduzione del Festival al suo debutto, il pubblico si confronta con il corpo politico dell’artista attraverso la metafora del leggendario animale (in partnership  con Operaestate/B.Motion Festival di Bassano del Grappa e Graner di Barcellona). Si basa su una biografia, ma del nonno, RH negativo di Asia Giannelli, una performance-video installazione che include un breve documentario, un testo e una lastra di ghiaccio.

L’emozione è al centro anche di I am within, prima tappa di una progetto che troverà forma compiuta nel 2019, di Dewey Dell: una bambina, sola in scena, si confronta con la paura, con la fuga da ciò di cui non si può sopportare la vista o l’udito.

Artista affermata in Brasile e ancora poco conosciuta in Europa, Michelle Moura presenta per la prima volta in Italia il suo lavoro: FOLE esplora la ricerca fra respiro, voce e movimento, invitando gli spettatori a un viaggio, alterando gli stati percettivi. Si dipana tra movimento, testo, drammaturgia, immagine e intervento sociale anche 105: society for the creatively maladjusted di Nana Biluš Abaffy, per la prima volta ospitata con il suo lavoro fuori dall’Australia. Nana è stata nominata al prestigioso Premio Kier come più talentuosa coreografa emergente nel suo Paese.

Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, con Francesco Alberici, presentano Scavi, coproduzione del Festival, prima ed unica restituzione pubblica della ricerca per il nuovo spettacolo teatrale Quasi Niente, liberamente ispirato al capolavoro di Michelangelo Antonioni Deserto Rosso, che debutterà ad ottobre 2018. Il film del 1964, creato a partire da un breve racconto di Tonino Guerra, ha come protagonisti il paesaggio, una Romagna trasfigurata, e una Monica Vitti indimenticabile.

Dal Libano Tania El Khoury con As Far As My Fingertips Take Me propone una conversazione attraverso un muro fra un unico spettatore e un rifugiato. Attraverso il contatto fisico e il suono, vengono condivise storie con persone che hanno subito recentemente discriminazioni a causa dei confini.

Il paesaggio pubblico

Da spettacoli per uno spettatore alla volta ad appuntamenti pensati per lo spazio pubblico, aperti a tutti e tutte, a ingresso libero. Dall’inaugurazione del Festival con Multitud di Tamara Cubas a Those ghels di Buhlebezwe Siwani & Chuma Sopotela, per la prima volta in Italia dal Sudafrica. Chuma è attrice, regista e performer, Buhlebezwe è artista e sciamana: insieme presentano una performance tra danza e video, con cui decostruiscono la rappresentazione del corpo femminile nei video musicali. Sempre nello spazio pubblico, l’intervento performativo pensato ad hoc per Santarcangelo da Sissi che con Unravelling vein immaginerà il paese come un corpo emotivo, grazie alle vene e alle arterie del sottosuolo.

La musica

Il programma musicale, a cura di Stefania Pedretti e Francesca Morello, a ingresso libero, si dipana tra concerti e DJ-set sotto lo chapiteau di Imbosco. Dalla Germania Bleedingblackwood: Timo C Engels, musicista e dj di stanza a Berlino, si esibirà con Martina Bertoni, suonatrice di cello italiana, di formazione classica, in un concerto fortemente connesso alla natura. Father Murphy, una delle più interessanti entità musicali italiane, porterà il suo live tra concerto, rito e performance artistica. Dalla Svezia Trepaneringsritualen, progetto da solista del musicista svedese Thomas Martin Ekelund, si configura come un live act estremo che esplora i temi della religione, del magico e dell’occulto. Sequoyah Tigerproporrà un live set danzato del progetto musicale della produttrice e compositrice veronese Leila Gharib, tra canzone, reminiscenze melodiche dei gruppi doo-wop anni ’50, bizzarrie elettroniche, video e atletiche azioni sonico-gestuali condivise con la danzatrice e coreografa Sonia Brunelli (insieme sono Barokthegreat). DalSudafrica il duo dei FAKA: Fela Gucci e Desire Marea esplorano una combinazione di linguaggi e discipline che variano dai concerti alla performance, alla letteratura, dal video alla fotografia, per creare un’estetica eclettica con la quale trasmettono la loro esperienza di corpi neri queer nell’Africa post-coloniale

Ad Imbosco, il tendone da circo nascosto tra gli alberi ai piedi del Parco Cappuccini, quando cala la notte e gli spettacoli sono terminati hanno inizio la musica e il ballo, con DJ italiani e internazionali in consolle da mezzanotte all’alba: Deep Soulful Sweats – Australia, Dani – Belgio con Habibi / Al Queer, GEGEN – Germania, Lilith Primavera, Tropicantesimo, Lady Maru & Valerie Renay – Germania/Italia, Matteo Vallicelli, The Expandig Universe, The Good Chance Radio.

 

Progetti speciali

La collaborazione tra Santarcangelo Festival e MACAO, centro per le arti, la cultura e la ricerca di Milano, prosegue quest’anno con l’attivazione di un dispositivo che mette al centro la cura e l’amore, per sé, l’uno nei confronti dell’altro e per le comunità, come azione radicale attraverso cui immaginare nuove forme sociali. Crypto Rituals incrocia l’economia circolare con la costruzione di comunità, prima di tutto affettiva, introducendo nel Festival una criptomoneta, Santa Coin (con il supporto tecnico di dyne.org e commonfare.net) e coinvolgendo alcuni professioniste/i del territorio che si occupano di benessere e cura del corpo. Piazza Ganganelli sarà invasa durante i fine settimana da rituali a cui prender parte: i servizi offerti dagli artigiani del corpo coinvolti, un’acconciatura o un massaggio, una manicure o una lettura di tarocchi, entreranno nella programmazione del Festival e saranno acquistabili con le Santa Coin, così come tutta l’offerta di spettacolo.

 

Progetti realizzati con la comunità di teenager locali sono la non-scuola / Teatro delle Albe, Let’s Revolution! e WASH UP con Eva Geatti & Slander, percorsi che coinvolgono i ragazzi durante tutto l’anno e che culminano nel Festival.

In aggiunta al programma di performing arts, Santarcangelo Festival ospita, come ogni anno, il mercatino artigianale Garage Sale, un’offerta di ristorazione vegan-friendly, con alimenti eco-sostenibili locali, un programma di proiezioni cinematografiche gratuite all’aperto ogni sera, una serie di attività sportive all’aperto. Oltre a questi progetti, la programmazione comprende workshop, talk, momenti di condivisione.

Il Festival collabora anche quest’anno con La Notte Rosa / Pink Your Life, il capodanno estivo su 170 km di Riviera, nella notte del 6 luglio 2018.

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Il programma completo sul sito del Festival di Santarcangelo.

Santarcangelo Festival è realizzato grazie al Comune di Santarcangelo di Romagna e ai Comuni di Rimini, Longiano, Poggio Torriana e San Mauro Pascoli. È sostenuto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Emilia-Romagna, Goethe-Institut Mailand, Institut français Italia, Australia Council for the Arts, Swedish Arts Council, Performing Arts Hub Norway, Reale Ambasciata di Norvegia, e dagli sponsor Gruppo Hera, Gruppo Maggioli, CAMAC, Romagna Acque Società delle Fonti, Amir Onoranze Funebri, Camera di Commercio della Romagna, Banca Popolare dell’Emilia Romagna.

Santarcangelo 2017, le date contagiose

Penso che il programma del Festival di Santarcangelo, quest’anno alla 47esima edizione, interessi a molti. Tra il 7 e il 16 luglio ci sono in cartellone titoli e nomi che mi incuriosiscono parecchio, non le cose che sappiamo un po’ tutti. Siccome il nuovo sito non è ancora attivo, trascrivo qui sotto il comunicato che presenta il programma. Ne parleremo poi a luglio. Quando il teatro vive la sua stagione calda.

Santarcangelo Festival è energia contagiosa: la creazione contemporanea italiana ed internazionale torna protagonista nel borgo romagnolo dal 7 al 16 luglio per dieci giorni e dieci notti d’estate, in un programma che spazia dalla performance alla coreografia, dall’arte visiva alla musica, dal dibattito al dj-set fino a tarda notte. La 47esima edizione, la prima firmata dalla direzione artistica di Eva Neklyaeva e dalla co-curatela di Lisa Gilardino, è un’esperienza immersiva: concentra il proprio sguardo sul corpo come strumento politico, crea habitats d’artista aperti ad ogni ora, si muove sui binari dell’empatia per dar vita a quella comunità temporanea di performer, attivisti, operatori e pubblici variegati che è da sempre la linfa vitale del Festival.

 

Artisti associati

Tre artisti associati affiancano per il triennio 2017-2019 questo viaggio, Francesca Grilli, Motus e Markus Öhrn: con ciascuno di essi, legati al Festival da percorsi differenti, è avviato un dialogo e una collaborazione artistica che si declina nella condivisione di progetti, nella coproduzione di performance e in un continuo e reciproco confronto. Proprio allo svedese Markus Öhrn, di stanza a Berlino, è affidata l’inaugurazione del Festival, venerdì 7 luglio allo Sferisterio, con una molotov cocktail opera all’aperto, dal titolo Terra bruciata. Francesca Grilli, artista italiana residente a Bruxelles, torna a Santarcangelo dopo dieci anni con un progetto che coinvolge la comunità di rifugiati locali, The forgetting of air, 8 e 9 luglio. Motus porta in scena un gruppo unico di attrici in ÜBER-ŸRAFFICHE(nude expanded version), dal 14 al 16 luglio: un riallestimento del recente Raffiche, ripensato per gli spazi di una palestra e dalla durata di oltre tre ore.

 

Habitats: un nuovo museo in città, un sirenetto in residenza, un laboratorio sulla sostenibilità artistica

Gli habitats sono il cuore del nuovo progetto artistico, spazi aperti e fruibili per tutta la durata del Festival: artisti visivi e performer sono invitati ad immaginare nuovi luoghi a Santarcangelo, creazioni site-specific in cui il pubblico può decidere di entrare e tornare quando preferisce. Progetto principe di questa impronta è l’apertura di un nuovo spazio museale nel centro della città, il Museum of Nonhumanity, la cui inaugurazione anticipa il Festival al 23 giugno. Il progetto è curato da Terike Haapoja, artista visiva di origine finlandese di stanza a New York e già rappresentante del Nordic Pavillon alla Biennale d’Arte di Venezia, e dalla scrittrice Laura Gustafsson, insieme nel progetto History of Others. Come si è costruito nei secoli il confine tra umano e non umano? Quali conseguenze e quali libertà ha concesso all’uomo questa distinzione? Museum of Nonhumanity si articola attraverso un’esposizione, la programmazione di un calendario di incontri dal titolo Freedom for Every Body e la realizzazione di un Vegan Cafè, per un’opera a metà strada tra installazione artistica, costruzione sociale e performance che riflette su oppressioni, schiavitù, genocidi, abusi di risorse naturali e animali. Sul rapporto tra uomo e natura si concentra anche Club Ecosex, degli australiani Pony Express, per la prima volta in Europa: un’esperienza erotica verde, in simbiosi con fiori, piante e terra. Il duo esplora i temi della post-sostenibilità ispirandosi al manifesto dell’ecosessualità di Elizabeth Stephens e Annie Sprinkle. MACAO, il collettivo artistico dietro al polo artistico milanese, inaugura l’Open-Love Point, attivo fino al 16 luglio: all’interno un laboratorio aperto sul rapporto tra produzione artistica e sostenibilità, dal titolo Robot+Syndicate, progetto triennale che esplora dall’interno la struttura del Festival e che prospetta nuovi possibili scenari di organizzazione. Il sirenetto Merman Blix arriva per la prima volta in Italia, in una residenza artistica che dura quanto il Festival: lo avvisteremo in giro per la città, in apparizioni estemporanee nelle fontane del paese o nella piscina comunale, dove terrà un workshop su come liberare la sirena che è in noi. Altri habitats comprendono la tenda di decompressione del collettivo finlandese W A U H A U S, che ci invita dal 7 al 9 luglio in uno spazio dove riposarsi dalle calde e intense giornate di Festival, una mostra d’arte firmata da Eva Geatti, e la creazione di un vero e proprio Bed&Breakfast per artisti curato dal gruppo delle Azdore.

Il corpo al centro del cambiamento politico

Quali corpi hanno il diritto di danzare, amare e mostrarsi? Con l’affermarsi di politiche sempre più conservative, la rappresentazione del corpo femminile, il colore della pelle, le tematiche queer e le diversità fisiche diventano un importante nodo di espressione, e tracciano una linea rossa tra i progetti presentati al Festival. La performer canadese Dana Michel, insignita del Leone d’Argento per l’Innovazione nella Danza alla Biennale di Venezia, porta a Santarcangelo l’acclamato solo Yellow Towel, dal 14 al 16 luglio: una riflessione sugli stereotipi legati all’identità black. L’austriaca Doris Uhlich campiona ed amplifica i suoni generati dalla sedia a rotelle del suo partner nella prima di Ravemachine (8 e 9 luglio) mentre Silvia Gribaudi, con l’irriverente R.OSA esplora l’incredibile fisicità della performer Claudia Marsicano, in un solo ispirato a Botero e agli anni ’80 di Jane Fonda (dal 7 al 9 luglio). Ancora Silvia Gribaudi sarà protagonista di incursioni cittadine site-specific, a partire dal riallestimento del suo fortunato solo A corpo libero (8 e 9 luglio). Fresco di debutto a Kampnagel di Amburgo, The Olympic Games di Chiara Bersani e Marco D’Agostin approda al Festival in un’anteprima tra il 7 e l’8 luglio, mentre Goodnight, peeping Tom (dal 9 al 16 luglio) vede sempre la giovane coreografa italiana protagonista di un’intima performance per 5 spettatori alla volta. Tocca temi legati alla sessualità il lavoro dell’emergente performer finno-egiziana Samira Elagoz: Cock, cock… Who’s there? (13 e 14 luglio), racconta di rapporti di potere, forme autonome di espressione sessuale, tentativi di relazione con gli uomini.

 

Tra danza e performance

Nomi affermati e giovani performer emergenti compongono il resto del progetto del Festival. Simona Bertozzi, coreografa dal potenziale internazionale, porta a Santarcangelo il potente e allo stesso tempo delicato And it burns, burns, burns (15 e 16 luglio); il catalano Quim Bigas Bassart presenta in prima nazionale Molar (13 e 14 luglio), un solo sull’empatia e sulla felicità. Filippo Michelangelo Ceredi racconta in Between Me and P. (dall’8 all’11 luglio) la scomparsa del fratello, a soli 22 anni, e la sua intima relazione con questa ferita; ancora dall’Italia Strasse anima uno dei campi da basket della città in House Music Santarcangelo(15 luglio), un lavoro condiviso e partecipato da alcuni residenti del quartiere. Anche quest’anno il Festival si sposta nella meravigliosa cornice di Villa Torlonia, a San Mauro Pascoli, per due giornate affidate alla creatività di Orthographe e Mara Oscar Cassiani (12 e 13 luglio): i primi propongono Stanze, performance tratta da The bells will sound forever di Thomas Ligotti; Mara Oscar Cassiani con Spirit porta invece avanti un’indagine sul concetto di rito. Ancora una trasferta a L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, per la prova aperta di (Untitled) Humpty Dumpty di Cristina Kristal Rizzo e Sir Alice (16 luglio), il cui debutto è programmato al Festival di Avignone. Sarà l’emergente Fabrizio Saiu a chiudere idealmente il Festival, il 16 luglio, in una parata per le vie del centro guidata da tiratori di frisbee, musicisti e smartphone.

 

Programma musicale e Dopofestival al circo

Curato da Stefania ?Alos Pedretti e Francesca Morello, il programma musicale del Festival include concerti dal vivo, installazioni sonore, dj-sets e feste fino a tarda notte nel rinnovato spazio dedicato al Dopofestival, un nuovo chapiteau. Enrico Malatesta e Giovanni Lamipresentano Ephemeral Islands (8, 9 e 15 luglio), un’indagine sui paesaggi sonori della città, mentre Trinity in Silent / Shout (dal 13 al 15 luglio) crea mini dj-sets per una persona alla volta. Il resto della programmazione musicale include concerti gratuiti in giro per il paese: l’acclamato cantautore australiano Scott Matthew (14 luglio), i russi Phurpa (9, 11 e 12 luglio), già ospiti di Primavera Sound a Barcellona, Baby Dee dai Paesi Bassi (7 luglio), la rapper svedese Gnučči (8 luglio) e gli italiani Holiday INN (15 luglio). Playgirls from Caracas, Giuseppe Moratti, Tropicantesimo, Khan Of Finland, Lady Maru, St.RoboT, Silvia Calderoni e altri dj animeranno ogni sera il Dopofestival fino a notte inoltrata. Parte del progetto musicale è frutto di una collaborazione attiva con Short Theatre.

 

Progetti

Durante l’anno, Santarcangelo dei Teatri supporta attività educative di lungo termine dedicate ai più giovani. Durante il Festival vengono presentati i risultati finali di questi laboratori: non-scuola guidata da Michele Bandini con oltre 60 ragazzi (10 luglio), e Let’s Revolution! a cura di Teatro Patalò, con oltre 20 adolescenti (11 luglio). Torna, in tre giorni di programmazione, Premio Scenario (dal 10 al 12 luglio), per un appuntamento dedicato alla proposte più interessanti della giovane generazione teatrale italiana. In collaborazione con la Cineteca di Bologna, prenderà inoltre vita in Piazza Ganganelli, durante tutto l’arco del Festival, il cinema all’aperto gratuito; non mancheranno il mercatino vintage e second-hand curato da Garage Sale e il ristorante in piazza del Centro Festival. Il workshop fotografico tenuto dal reporter Davide Monteleone e curato da e.motion permetterà inoltre ad un gruppo di giovani fotografi di cimentarsi nel racconto delle giornate di Festival in un’esperienza formativa. Come ogni anno, le attività di Santarcangelo Festival sono monitorate dal progetto sulla sostenibilità ambientale P.S. Presente Sostenibile, cui sono legate diverse pratiche di rispetto ecologico durante l’intera rassegna.

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Santarcangelo Festival è realizzato grazie al Comune di Santarcangelo di Romagna, e ai comuni di Rimini, Longiano, Poggio Torriana e San Mauro Pascoli. È sostenuto dalla Commissione Europea, dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dalla Regione Emilia-Romagna e dagli sponsor Gruppo Hera, Gruppo Maggioli, CAMAC, Romagna Acque Società delle fonti, Amir Onoranze Funebri e CMC Ravenna. Il Festival collabora quest’anno con La Notte Rosa / Together, il capodanno estivo su 170km di Riviera, nella notte del 7 luglio.

 

Biglietteria

Tickets: da 2€ a 12€

Abbonamento a 4 spettacoli: 40€

La biglietteria in Piazza Ganganelli aprirà lunedì 3 luglio 2017

tel + 39 0541 623149

 

Info

www.santarcangelofestival.com

info@santarcangelofestival.com

tel. 0541.626185