Perché non si guarisce mai dalla propria infanzia?

Ogni venerdì è un venerdì speciale. Almeno da quando la sedicenne Greta Thunberg si è messa in piedi davanti al parlamento di Stoccolma con il cartello Sciopero da scuola per il clima. Da allora i Friday for Future, i venerdì in cui gli studenti si impegnano, non in classe, ma manifestando per le strade, si sono moltiplicati in tutto il mondo.

Friday for Future Siena maggio 2019
Il Friday for Future a Siena, maggio 2019

Prima che la casa bruci

Venerdì scorso a Siena, ho incrociato la colorata marcia per il clima di un Friday for Future che scendeva verso piazza del Campo, la più bella piazza d’Italia. Bambini, ragazzi, adolescenti volevano ricordarci, seguendo Greta, che bisogna sbrigarsi, perché la nostra casa è in fiamme. Che è anche il titolo del suo libro. Preoccupati – ne sono sicuro – ma anche allegri, decisi, compatti, insieme a genitori e insegnanti, si muovevano al ritmo delle parole d’ordine lanciate dai megafoni.

Un po’ come succedeva anche a me, cinquant’anni fa, quando ero ancora teen, ma scendevo in piazza. Le ragioni erano altre. Anche se, a pensarci bene, pure allora la richiesta era una richiesta di futuro. Un futuro che è stato migliore – non si può negare – di quello che aspetta loro, se qualcosa non cambia. Appunto.

Greta Thunberg a Stoccolma

E proprio come succedeva cinquant’anni fa c’è ovviamente qualcuno che rimprovera a quei piccoli manifestanti di marinare la scuola e far festa. Come il premier australiano Scott Morrison. Dopo che migliaia di studenti lo scorso marzo hanno scioperato per il clima, Morrison ha tuonato chiedendo “più apprendimento e meno attivismo”. Stupisce sapere che è stato appena riconfermato e che è di destra? No.

Friday for Future Australia 2019
Il Friday for Future degli scolari australiani, marzo 2019

Girotondi verdi

Mentre il girotondo allegro di questo venerdì verde circondava anche piazza del Campo, in testa mi ronzava il tema di uno degli spettacoli che sempre a Siena era tra i finalisti di In-Box, il progetto teatrale di cui ho parlato in un post precedente.

Il Friday for Future Siena maggio 2019
Il Friday for Future a Siena, maggio 2019

Lo spettacolo si intitola La Classe e lo ha ideato Fabiana Iacozzilli. La definizione che lei stessa ne dà è docupuppet per marionette e uomini, ma è molto più di una creazione per pupazzi. L’autrice e regista ricostruisce la figura di una certa suor Lidia, che deve aver angosciato la sua vita di scolara, quando frequentava un istituto retto da religiose. Un tipo poco raccomandabile, suor Lidia. Minacce, derisioni, botte, altro che Montessori. La spaventosa pedagogia di quella educatrice è rimasta nella memoria di tutti i compagni di quella classe. Rappresentati nello spettacolo da pupazzi, mentre soltanto l’oscura creatura dominante, la suora con i baffi, ha movenze umane. 

La classe Fabiana Iacozzilli
La Classe (ph. Cosimo Trimboli)

Quei primi anni di scuola

Ma è alla luce della memoria di quegli scolari – i loro racconti registrati dalla stessa Iacozzilli in un specie di audio-inchiesta sull’infanzia – che il tema della paura, il ricordo delle cicatrici psicologiche, la persistenza forte dei primi anni di scuola, si trasformano in uno studio sulle vocazioni. Non tanto ecclesiastiche, piuttosto teatrali. Le quali, come ha ben raccontato Goethe nascono proprio lì, nell’infanzia. Così accadrà che l’impulso alla scena e al teatro si fissi nella testa della scolara Fabiana, maltrattata in classe, quando proprio suor Lidia la spinge alla regia di una recita scolastica. C’è qualcosa di torbido e di curioso in quelle voci, in quei pupazzi, nella loro narrazione, qualcosa di teatralmente interessante. Tanto è vero che, dopo essere stato finalista a I Teatri del Sacro 2017 (vedi il programma di quest’anno) e al Premio Tuttoteatro.com Cappelletti 2017, La Classe è risultata vincitrice anche nella selezione In-Box 2019.

La Classe - Fabiana Iacozzilli
La Classe (ph. Piero Tauro)

Allora, il cortocircuito tra questo spettacolo e il girotondo di quella decina di classi, sulla piazza di Siena, alle prese con la battaglia per il clima, finisce con l’essere ancora più interessante.

Almeno per me. O almeno per chi, come me, è convinto che le esperienze di quella manciata d’anni, pochi in fin dei conti, gli anni della scuola, racchiudano in sé il destino dell’individuo adulto. Perché – dice con spirito da profeta Fabiana Iacozzilli – nessuno guarisce mai dalla propria infanzia.

La Classe, studio presentato al premio Tuttoteatro.com 2017

LA CLASSE, uno spettacolo di Fabiana Iacozzilli
Collaborazione artistica Lorenzo Letizia, Tiziana Tomasulo, Lafabbrica
Collaborazione alla drammaturgia Marta Meneghetti Giada Parlanti Emanuele Silvestri
Performer Michela Aiello, Andrei Balan, Antonia D’Amore, Francesco Meloni, Marta Meneghetti
SceneMarionette Fiammetta Mandich
Luci Raffaella Vitiello
Suono Hubert Westkemper
Fonico Jacopo Ruben Dell’Abate
Foto di scena Tiziana Tomasulo
Consulenza Piergiorgio Solvi
Organizzazione, Comunicazione Giorgio Andriani, Antonino Pirillo
Coproduzione CrAnPi, Lafabbrica, Teatro Vascello, Carrozzerie | n.o.t
Supporto Residenza IDRA, Teatro Cantiere Florida/Elsinor nell’ambito del progetto CURA 2018 e con il supporto di Settimo Cielo/ Residenza Teatro di Arsoli e di Nuovo Cinema Palazzo

Tutti pazzi per Siena e Castrovillari. Due dritte per il fine settimana

A In-Box (Siena, in questi giorni) e a Primavera dei Teatri (Castrovillari, da venerdì 25) i primi appuntamenti con gli spettacoli che gireranno l’Italia nella stagione prossima.

Non ditemi che basta qualche giorno di pioggia a rovesciare i calendari. A Castrovillari, provincia di Cosenza, puntuale arriva una Primavera, per segnalare l’avvio di quella che, nella lingua di chi fa teatro, è la stagione dei festival. Anche a Siena, che ha sempre scelto la strategia dell’anticipo, è pronto il festival dal vivo che si chiama In-Box 2019.

Se vi capita perciò di stare in Toscana questo weekend, o in Calabria anche in quello successivo, provate a mettere in agenda qualcuno dei loro spettacoli. Perlopiù novità, debutti, o spettacoli che finora non hanno avuto grande circuitazione e che invece la meritano. La curiosità (la mia, perlomeno) insomma paga. E l’esperienza dimostra che ne vale la pena.

In-Box, nella scatola delle sorprese

Di In-Box e della sua originale formula avevo scritto lo scorso anno. Ci sono tornato sopra quando, a maggio, la compagnia Bahamut con il suo It’s app to you si era distinta tra un centinaio di proposte in concorso (leggi qui).

In questo momento, esattamente un anno dopo, viaggio sul treno che mi porta di nuovo là, nei pressi quella incredibile Piazza, che a starci in mezzo – senza la confusione del Palio e con la gente che tranquilla invece si siede per terra, in attesa che il sole la baci in faccia – in questa piazza dicevo, senti comunque uno stordimento. E’ la radice profonda della città italiana, l’umanesimo ancora vivo che ti parla da quei palazzi, disposti a semicerchio e (ovviamente) color terra di Siena. Provate per credere.

Piazza del Campo - Siena

Ci sarebbe qualcosa da dire pure sul Teatro dei Rozzi, poco distante, che ospita i momenti più importanti della manifestazione. Vale la pena ricordare il motto della congrega di artigiani che decisero di costruirlo, a metà del 1500. “Chi qui soggiorna acquista quel che perde“. Un indovinello che potreste provare a risolvere (la soluzione nel prossimo post).

In-Box è naturalmente molto più contemporaneo e, venendo al programma, va detto che una prima selezione ha già individuato, tra 400 proposte, i 12 finalisti (di cui 6 per In-Box Verde, riservato a produzioni per infanzia e adolescenza). Il mio interesse è però rivolto agli altri 6, che vi elenco di seguito, assieme ai 5 hashtag esplicativi che per ciascuno sono stati individuati da Straligut Teatro, la compagnia di Siena che assieme a Fondazione Toscana Spettacoli organizza la Rete e la finale In-Box.

Il programma

Domani 23 si parte con Così Lontano, così Ticino – Cronaca da NN, una produzione di Teatro Città Murata e Mumble Teatro ( i tag sono: #svizzera #mina #memoriamigrante #tinder #rapirela gioconda, qui il link alla scheda sul portale Sonar). Subito dopo, Farsi fuori di Luisa Merloni per Psicopompoteatro (#annunciazione #femminismo #orologiobiologico #scelta, qui la scheda).

Così Lontano, così Ticino - Cronaca da NN - Teatro Città Murata - Mumble Teatro
Così Lontano, così Ticino – Cronaca da NN

Venerdì 24 è la volta di 46 tentativi di lettera a mio figlio di Claudio Morici (#mancanza #divertimento #paternità #giocattoli #separaziongenitori, qui la scheda). Segue Aplod, produzione di Fartagnan Teatro (#distopia #videosharing #nerdworld #gattini #like, qui la scheda). Si termina, in serata, con La Classe – un docupuppets per marionette e uomini nato da un’idea autobiografica di Fabiana Iacozzilli ( #laclasse #docupuppets #vocazione #zigomi #compagnidiclasse, qui la scheda).

Sabato 25, ultima giornata, si comincia con Maze, produzione 2018 di Unterwasser (#livecinematicperfomance #videopoems #epiphanies #percorsi #sguardi, qui la scheda) e si finisce con la proclamazione della compagnia che sarà riuscita ad ottenere il maggior numero di repliche nella sessantina di teatri-compratori aderenti a In-Box, per la stagione 2019/20.

La classe (ph. Cosimo Trimboli)

Con Jan Fabre a Sud, per cominciare

Anche Castrovillari è un avamposto di novità. Spesso è dalla sala maggiore (il teatro Sybaris) e dalle altre piccole sale del Protoconvento che fanno la loro prima tappa i titoli di compagnie che scelgono Primavera dei Teatri per conquistare una visibilità speciale. Per quanto stia arroccata sul monte Pollino, per quanto sia complicato raggiungerla, la città calabrese è ogni anno punto di riferimento per operatori, critici (e anche criticoni). Tutta gente la quale, oltre che in teatro, è specializzata in buon cibo. E in questo senso svolgono un compito eccellente la taverna situata sotto Castello Aragonese (l’indispensabile Osteria della Torre Infame) e Kamastra, il ristorante di Civita dove si ci ritrova in piatto la tradizione culinaria arbëreshë, quella della antica comunità degli albanesi d’Italia, stanziati nei territori del meridione fin dal XV secolo.

Ma qui non siamo in un blog di ristorazione, ed è preferibile passare al programma del festival. Che si avvia, clamorosamente, venerdì 25, con la prima italiana del più recente spettacolo di Jan Fabre, The Night Writer. Giornale notturno di cui è protagonista uno dei migliori attori italiani contemporanei, Lino Musella (qui la scheda).

Primavera dei teatri 2019

Ma c’è poi tanto da vedere a Primavera dei Teatri, e sfogliare il programma (che va avanti fino al 1 giugno) è davvero indispensabile. Lo potete scaricare da questa pagina.

Se volete un po’ di consigli – e so che sono faccende squisitamente personali – i miei andrebbero a… Ma no, meglio se vi studiate da soli il programma di tutto il festival. E poi scegliete voi.