Mi illumino al tramonto. Il mio amico Gianfranco Pagliaro e la Casina di luce

Si illuminerà al calar del sole, mercoledì 11 settembre, la Casina di luce che Gianfranco Pagliaro aveva disegnato trent’anni fa e che sarebbe poi diventata il logo del Teatro Miela, a Trieste.


L’11 settembre 2019 Gianfranco Pagliaro avrebbe compiuto sessant’anni. Ne aveva poco più di trenta quando è scomparso, nel 1991, in un incidente stradale, lasciando nella memoria della città il suo segno grafico, “ironico e gentile“.


Artista, sperimentatore, attivista su tanti fronti, dagli acquarelli alla moda, dalla computer graphic alla fotografia, Pagliaro era stato anticipatore e movimentatore delle tendenze che attraversavano fluide gli anni ’80, e che lui frequentava tutte, scomodando e ibridando cinema, musiche, immagini, modelli di vita.


Assieme a lui, una generazione intera di trentenni provava a trasformare Trieste, città soffocata da storia, passato, rimpianti, in un hub (ma non si diceva ancora così) in cui avrebbero voluto far rimbalzare idee e, prima di tutto, fatti.

La più incisiva tra quelle idee fu l’invenzione della Cooperativa Bonawentura, seguita subito dopo dal fatto: la fondazione del Teatro Miela nel 1990 ( https://www.miela.it/storia/). Un milione di lire per un milione di idee era il motto di un progetto visionario e ambizioso. Che diventò realtà, con la donazione milionaria di oltre 300 “signori Bonawentura”. Gianfranco Pagliaro accompagnò la ristrutturazione di quello spazio e ne disegnò il logo: lo stilizzato contorno alludeva all’edificio che oggi è la Casa del Cinema di Trieste, con la sala teatrale, la bandierina svelta, e il fiotto di luce: fulgido, solare, di un giallo intenso, un invito ad affrontare gli anni Novanta. Quelli che lui non conobbe.

Per ricordare i suoi sessant’anni mancati e i trent’anni imminenti del Teatro Miela, i “signori Bonawentura” di allora, gli amici di Gianfranco, e tanti altri ancora, più giovani, disposti a seguirne la traccia, hanno deciso di illuminare, proprio l’ 11 settembre, giorno di un non-compleanno, la Casina di luce.

Illuminiamola insieme

Mercoledì 11 settembre, ore 18, sul terrazzo della Casa del Cinema, si inaugurerà l’esposizione che presenta quindici opere inedite dell’artista: una struttura espositiva aerea e leggera, come le nuvole e come il cloud digitale dove queste opere, subito dopo, troveranno casa. Quindi, al calar del sole la Casina si accenderà esattamente come avrebbe voluto il suo creatore.

Il catalogo dell’iniziativa, insieme al Livre de Dessin (riproduzione del libro di disegno che Pagliaro acquistò a Parigi nell’87 e diventò il suo diario visivo, pubblicato in edizione limitata per la mostra del ’93) sono in vendita, singolarmente o insieme, anche online, in un pacchetto che comprende l’invito numerato per la serata dell’11, al quale si aggiunge una plaquette di poesia.

Hanno contribuito al progetto Casina di luce (voluto, ideato e portato avanti con determinazione da Lella Varesano) molti di coloro che videro nascere quel disegno. Ma la riuscita dell’evento di mercoledì si deve in particolare al contributo tecnico e artistico degli architetti Roberto D’Ambrosi e Livia Rossi, del designer Ilario Bontempo, del dj Nazareno Bassi, e alle voci dell’attrice Barbara Della Polla e di Oriana Varesano.

“E non finisce qui – vuole aggiungere Lella Varesano, a cui non è mai mancata fiducia nel proprio progetto, nonostante la complessità – la Casina di luce di Pagliaro è un gesto artistico pubblico, non una una memoria nostalgica, e intende stimolare un progetto futuro. Il Cloud Project : la realizzazione di un archivio digitale degli artisti contemporanei. Il primo passo sarà la versione beta dell’archivio online di una parte della sua produzione di Pagliaro da affidare sempre alla rete, quella rete che non ha potuto abitare, ma che avrebbe certamente sperimentato con la curiosità di un coraggioso pioniere”.

La presentazione del Cloud Project avverrà il 13 settembre (ore 11.30) nella sala Predonzani della Regione Friuli Venezia Giulia a Trieste (piazza Unità 3, ).

Per sostenere l’intero progetto è stato aperto un crowfunding online, pagina sulla quale è anche possibile ottenere l’invito per la serata. Altre notizie e aggiornamenti sulla pagina Facebook della Casina di Luce.

Ma per entrare davvero nella vita e nelle opere di Gianfranco, la strada maestra è il sito che lo racconta.