Ci vuole un fisico bestiale. Mimmo Borrelli e i mostri

Si pensava, una volta, all’ influsso maligno dell’arcobaleno. ‘Nzularchia di Mimmo Borrelli rivive a Napoli in lettura e corpo. Una co-produzione di Teatro Stabile e Teatro Festival a 15 anni dalla ‘scoperta’ dell’autore.

Mimmo Borrelli 3 - 'nzularchia - ph Marco Ghidelli
ph. Marco Ghidelli

Nella lingua dei Campi Flegrei, Nzularchia vuol dire itterizia. Piuttosto insolito, per essere il titolo di un lavoro teatrale, no? Eppure a Mimmo Borrelli aveva portato fortuna. Con quel titolo aveva vinto il Premio Riccione 2005. Il Riccione è il più longevo fra i concorsi italiani di drammaturgia. Borrelli aveva appena compiuto ventisei anni.

“Uno scrittore furibondo, fluviale, forte, già importante – diceva la motivazione – con un’acuta sensibilità linguistica e un coraggio da leone, forsennato nella sua ambiziosa loquacità da inferno…”.

Me le ricordo quelle parole. Mi aveva colpito il fatto che una giuria autorevole come quella si fosse espressa con entusiasmo tanto ardito. A dire il vero, la giuria si era spaccata in due. I sospettosi e gli entusiasti, e i secondi avevano prevalso. Doveva essere un forza della natura, quell’autore.

Autore e attore

Oggi, quindici anni dopo, Mimmo Borrelli è ancora così. Anzi, di più. Più ruggente e più feroce. Non solo autore. Già da tempo e con grande energia, anche attore. Ha una forza bestia, Borrelli.

Mimmo Borrelli 4 - 'nzularchia - ph Marco Ghidelli
ph. Marco Ghidelli

Per ristabilire i contatti umani – dice lui – in un momento in cui distanziamento e limitazioni li hanno depressi, ha deciso di riprendere in mano ‘Nzularchia. Che era stata già allestita nel 2008, per il Teatro Mercadante di Napoli da Carlo Cerciello. L’autore, ovviamente, allora non era in scena.

Lo è oggi invece, sempre per lo Stabile napoletano. E la scena se la prende tutta. Quando si mette a delirare, schiantato sul vecchio ramo portato in spiaggia dalla corrente. Quando ficca la testa dentro le buste della spesa e sembra soffocare. Quando con un pelliccia rancida addosso, appare come una decrepita e malvagia divinità marina.

‘Nzularchia è il capitolo primo di una Trinità dell’acqua che ha via via impastato antropologia flegrea, intersezioni linguistiche, geografie personali e brandelli di autobiografia. Pozzuoli, Bacoli, Torregaveta: i luoghi e le varianti campane della lingua di Borrelli, tutte le sue ossessioni, i suoi fallimenti, le sue malattie sentimentali.

Mimmo Borrelli 2 - 'nzularchia - ph Marco Ghidelli
ph. Marco Ghidelli

Pozzuoli sprofonda

Questa itterizia, il giallo che viene su dal fegato e intorbida le pupille, Borrelli la riversa in scena, metabolizzando in sé i tre personaggi della prima versione di ‘Nzularchia. È un fluire fragoroso di parole, spesso incomprensibili. Un colare caldo di sudori che il corpo non cela. La sommatoria di lampi, di suoni, di tuoni che corrono sul margine degli abissi. Pozzuoli sprofonda là vicino. Nelle acque di Baia si intuiscono i mostri.

Intendiamoci. La sua scrittura e il suo interpretare non sono trascrizione di una parlata bruta. È un lavoro cesello, invece, che sul tessuto orale innesta una studiata filologia poetica. La quale, per essere fino in fondo compresa, va spiegata in nota (le note raddoppiano le pagine dei suoi testi per il teatro). Oppure ruminata, come lui sa fare, e promossa a canto ritmico. Così parlava l’antica sibilla di Cuma. Indizi, misteri, profezie.

Mimmo Borrelli 5 - 'nzularchia - ph Marco Ghidelli
ph. Marco Ghidelli

Indizi, misteri, profezie

Così non è possibile (e probabilmente non è nemmeno importante) cogliere fino in fondo la storia che ‘Nzularchia racconta. Quella di un padre mitologico, forse solo camorrista, che si mangia i figli impedendo loro di nascere. Non è importante perché il teatro animale di Borrelli la restituisce al pubblico, facendo risuonare una corteccia più primitiva. È un istinto preistorico a dirci che si tratta di un artista speciale. Il ragionamento, la storia, anche l’applauso, vengono dopo.

[ Dimenticavo una cosa. Se si tratta – come in questo caso – di un monologo (per quanto a tre voci) una stretta nei tempi e nella drammaturgia riuscirebbe a valorizzare meglio quella specialità. A cui dà già un bello spessore il lavoro sonoro e musicale dal vivo di Antonio Della Ragione, che se ne sta in un angolo, circondato da percussioni e tintinnaboli. Ma si fa sentire in ogni molecola dell’atmosfera].

Mimmo Borrelli 1 - 'nzularchia - ph Marco Ghidelli
ph. Marco Ghidelli

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‘NZULARCHIA
di e con Mimmo Borrelli
musiche composte e eseguite in scena da Antonio Della Ragione
installazioni video Alessandro Papa
illustrazioni video Domenico Raisen
disegno luci Angelo Grieco
produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale
in coproduzione con Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia

Mimmo Borrelli - 'Nzularchia - copertina
Anche se c’è scritto romanzo, è un testo teatrale

Breaking news 2. I premi Tuttoteatro.com

In diretta, un attimo dopo l’annuncio di questa sera, dal Teatro India di Roma, ecco l’esito della tredicesima edizione del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti”.

la locandina 2019 del Premio Tuttoteatro.com

La giuria, composta da Roberto Canziani, Gianfranco Capitta, Rodolfo di Giammarco, Chiara Mignemi, Attilio Scarpellini e Mariateresa Surianello, ha scelto a maggioranza e per la prima volta nella storia del Premio, di assegnare un ex-aequo.

Risultano pertanto vincitori della edizione 2019 di Tuttoteatro.com.
la compagnia Sesti – Maiotti per Luca 4, 24 
la compagnia Beat Teatro per La Vacca 

Queste le motivazioni con cui vengono premiati i due studi.

LUCA 4, 24
“Tre lingue del teatro si incontrano per raccontare un accadere del mondo: quella della parola, quella della musica, quella del corpo. Divergono – seguendo ciascuna il proprio percorso d’arte – ma insieme ricostruiscono una storia dell’Italia di oggi. Le parole di Luca evangelista – il passo in cui la sacra scrittura testimonia che nessuno è profeta in patria, conducono lo spettatore alla condizione dei testimoni di giustizia, ganglio oscuro della nostra convivenza civile”.

LA VACCA
“Il desiderio, che muove notoriamente il sole e le altre stelle, muove anche il disegno di una periferia urbana in cui la scoperta delle pulsioni in due corpi ragazzini incontra e si confonde con l’atavica sottomissione delle bestie all’uomo. La vacca, etichetta che riduce a oggetto sessuale la nobile femmina bovina, rivela una convergenza di trame che non racconta, ma a cui allude. Emarginazione omologazione, biologia e turbamento di cuore”.

Il Premio Nicolini

Assieme al Premio Tuttoteatro.com, la giuria ha assegnato anche il Premio “Renato Nicolini”, che va a personalità “che si siano distinte nella progettazione, nella cura e nel sostegno delle attività culturali e artistiche, esprimendo col loro operare un rinnovamento delle dinamiche relazionali e della stessa politica culturale”.

MIMMO BORRELLI E EFESTOVAL
La sesta edizione del “Nicolini” premia Mimmo Borrelli e il suo Efestoval, “un festival povero forse di danari, quanto ricco di suggestioni e emozioni, che dei Campi Flegrei, quella terra ribollente di bullicame e sofferenza, fa un punto forte di rinascita e battaglia, per tutti”.

Tutti gli Ubu, minuto per minuto

I miei antichi maestri, al giornale, mi raccomandavano sempre di stare sul pezzo. Espressione che non ho mai capito. Quale pezzo? Quello che sto scrivendo? E stare come?

La vita è sogno - Ronconi
La vita è sogno. Ma magari….

Chi la capisce, invece, magari apprezzerà questo tentativo di streaming testuale che faccio – stando appunto sul pezzo – da una postazione tra le nevi alpine. Tentativo un po’ maldestro, visto che la connessione, quassù, è precaria e lenta. Ma ci provo ugualmente.

Se continuate a leggermi, vi aggiorno su come sta andando la finale dei Premi Ubu 2018, in svolgimento in questi momenti a Milano, al Teatro Studio del Piccolo.


Cominciamo:

Premi Speciali
22 voti. Aldes – Roberto Castello
20 voti. ex aequo: Antonio Viganò, Teatro dell’Acquario, Gianni Manzella, Andrea Cosentino
16 voti. Centrale Fies

“Il teatro non si può conservare, conserviamo almeno la memoria degli spettacoli” dice Gianni Manzella, citando Franco Quadri.

Miglior nuovo testo straniero
21 voti. Afghanistan – Enduring Freedom di Richard Bean, Ben Ockrent, Simon Stephens, Colin Teevan, Naomi Wallace

Nuovo testo italiano – Scrittura drammaturgica
28 voti. La Cupa – di Mimmo Borrelli

Una pausa, mentre Federica Francassi ci invita “ad allenarci a distinguere tra poesia e intrattenimento”.

Nuova performer (under 35)
26 voti. Chiara Bersani

Dice Chiara Bersani: “Se il mio corpo è qui, è grazie a tutti quei maestri che hanno scelto di avermi come allieva: come gli astronauti che sono arrivati sulla luna, anch’io pianto una bandierina, una linea di partenza: io non voglio più essere un’eccezione: la varietà della forma non è solamente un rischio, ma una forza per tutti quei corpi che faticano a trovare uno spazio in cui fare esplodere le loro voci”.

Nuovo performer (under 35)
Ex aequo: Marco d’Agostin, PierGiuseppe Di Tanno

Miglior spettacolo straniero
25 voti. Nachlass – Rimini Protokoll

“Togliete la parola straniero, perché in teatro nessuno è straniero”. Sergio Escobar, che ritira il Premio.

Dice Stephan Kaegi, in linea da Cuba: “Sono qui in Avana dove lavora a un nuovo progetto che vado a mostrare in aprile a Bologna. Qui è il teatro America, ma aprovecho per mandare molti saluti, de tutti miei protagonisti. Il teatro in Avana non è morto, c’è piccola sala come quasi il piccolo teatro in Milano, dove le porterò un nuovo spettacolo con un robot in cena, non un attore. Mando baci di teatro America in Avana”.

Miglior allestimento scenico
23 voti – Marco Rossi e Gianluca Sbicca (Freud, o l’interpretazione dei sogni)

Miglior progetto sonoro
19 voti. Andrea Salvatori per Beatitudo

Miglior curatore/curatrice o organizzatore/organizzatrice 
21 voti. ex aequo: Francesca Corona (Short Theatre), Daniele Del Pozzo (Gender Bender)

Dice Francesca Corona, da Calcutta: “Sono felice che i tre finalisti provengano da luoghi indipendenti, luoghi che hanno saputo avere responsabilità nell’accompagnamento degli artisti e nell’incontro tra pubblici e nuovi formati.”

Grazie a Graziano Graziani – lo dico di passaggio, per il grazioso saluto a me che scrivo e a tutti noi del gruppo d’ascolto Nordest Siberia (46°26N 13°18E), qui a digitare tra le nevi.

Continuiamo pure:

Premio Ubu alla Carriera
32 voti. Enzo Moscato

Moscato: “Pensavo di scappare, ma vabbè, vi leggo alcuni versi da Partitura (1987), sul soggiorno napoletano di Giacomo Leopardi”. E li dedica “ai piccoli roditori di tutto e tutti”.

Miglior attore o perfomer
13 voti. ex aequo: Gianfranco Berardi (Amleto Take Away), Lino Guanciale (La classe operaia va in Paradiso)

Migliore attrice o performer
17 voti. Ermanno Montanari (Va’ pensiero)

Miglior regia
14 voti. Mimmo Borrelli per La Cupa

“Non dico niente altro, ma senza gli attori, che vengono da me violentati, non si ottiene niente”. Mimmo Borrelli.

Migliore spettacolo di danza
22 voti. Euforia – Silvia Rampelli

“Quel silenzio che fonda la parola: la solitudine e la responsabilità di fronte allo spettatore”. Silvia Rampelli.

Premio Franco Quadri 2018 (per acclamazione unanime del direttivo dell’Associazione Ubu per Franco Quadri)
Bouchra Ouizguen

La motivazione dice: “Coreografa coraggiosa e solare, Bouchra Ouizguen ha fatto della danza uno strumento sovversivo capace di ribaltare, con una forza espressiva tutta al femminile, stereotipi e interdizioni che investono le posture delle donne nel mondo arabo. (…) Artista che si è assunta il ruolo politico di dare impulso alla nascita di una scena coreografica marocchina e araba, nell’assegnazione del Premio Franco Quadri a Ouizguen, l’Associazione vuole sottolineare il fulgore vitale di questa “perla del deserto” e testimoniare l’urgenza di un agire artistico capace di farsi caldo e militante per dischiudere, come in un battito d’ali, nuove relazioni espressive”.

Spettacolo dell’anno 2018
19 voti. Overload di Sotterraneo

Dice Daniele Villa di Sotterraneo: “Veniamo sostenuti da una fetta dell’ecosistema italiano, che è il nostro habitat. Anche perché è un giallo intrigato, il teatro italiano”, mentre Claudio Cirri indossa la bandana di David Foster Wallace, “in questo teatro pieno di gente che tutti i giorni vuol diventare viva”.

“La notte Ubu sta volgendo al termine” aggiungono Graziani Graziani e Federica Fracassi, contenti per tutti i premi che hanno distribuito, mentre parte il Walter-Polka di Stravinsky.

E su Stravinsky, vi saluto anch’io e torno nella baita. Buoni Ubu, buona notte.