Sono impaziente di vedere Virginia Woolf. Voglio scoprire chi ne ha paura

Debutta domani a Spoleto il testo di Edward Albee, esploso sui palcoscenici di Broadway esattamente 60 anni fa e consacrato alla storia del cinema quattro anni dopo dalla coppia Liz Taylor – Richard Burton. Chi ha paura di Virginia Woolf? in una nuova edizione italiana, diretta da Antonio Latella, tradotta da Monica Capuani, prodotta dal Teatro Stabile dell’Umbria.

Sonia Bergamasco in Chi ha paura di Virginia Woolf?
Sonia Bergamasco in Chi ha paura di Virginia Woolf? regia Latella (ph. Brunella Giolivo)

Io sono impaziente di vedere Virginia Woolf. O perlomeno chi ne ha paura. 

È una pietra miliare del teatro anglo-americano, quella commedia. È una combinazione esatta di psicologia di coppia e scrittura teatrale. Sono le scene fotografate dagli angoli bui di un matrimonio borghese e al tempo stesso i dialoghi di una drammaturgia luminosa. Un equilibrio di realismo e invenzione, trivialità, raffinatezze, raramente raggiunto da altri autori di teatro americani. Direi solo Mamet e Shepard, per fermarsi al secolo precedente.

Un storia notturna di sesso e alcol: non solo

Martha e George, coppia matura, invita Nick e Honey, coppia più giovane, per il drink della mezzanotte. Bevono. Tanto. Tirano avanti fino al mattino. Tirano fuori tutto. Vanno oltre.

George Segal, richard Burton, Liz Taylor nel film Who's abradi of Virginia Woolf? di Mike Nichols (1966)
il film di Mike Nichols del 1966

Nel teatro americano della seconda metà del ‘900 l’alcol scorre sempre a fiumi. Ma qui l’impianto alcolico è molto di più di un congegno narrativo, è un detonatore. Il carburante teatrale che assicura il booster [ il termine è entrato nell’uso, no? 🙂 ] al talento di attori e attrici di ogni successiva epoca e paese.

Guardatevi intanto il trailer originale del film:

Leggetevi anche, se vi fa piacere, 14 particolari curiosi che ne aumentano la leggenda.

Bestie di razza

Ecco perché Chi ha paura di Virginia Woolf resta da allora una commedia con la quale attori e attrici si cimentano. Dopo le 664 repliche del primo allestimento a teatro (New York, Broadway, Billy Rose Theatre) , dopo Taylor e Burton cinematografici e Katlheen Turner più Bill Irwin quattro decenni più tardi in palcoscenico, in Italia ci si sono provate bestie teatrali di razza. Sarah Ferrati e Enrico Maria Salerno (a fare Nick c’era Umberto Orsini). Anna Proclemer e Gabriele Ferzetti. Mariangela Melato e Gabriele Lavia. E non sono stati i soli. Finora, Chi ha paura di Virginia Woolf? è stato un testo per attrici e attori. Eccellenti. Quasi mai per registi.

Perciò: sono davvero curioso ora di vedere come lo prenderà in mano e cosa saprà farne Antonio Latella. Che tra i registi della sua generazione resta il più imprevedibile e il più sorprendente. Quello che meglio sa smarcarsi dalle banalità della tradizione e del già visto.

Chi ha paura di Virginia Woolf? - regia Latella
lo spettacolo diretto da Antonio Latella (ph. Brunella Giolivo)

Chi ha potuto assistere al suo Hamlet, Premio Ubu lo scorso anno, già lo sa. Come chi lo ha apprezzato nel fluviale Via col vento (che si intitolava Francamente me ne infischio), o nel Pinocchio sconsigliato ai minori di anni 14, o ancora dell’anti-eduardiano Natale in casa Cupiello. Non c’è titolo che gli metta soggezione e che lui non provi a restituire svestito dalle abitudini e dal già detto.

Per fare tutto questo – spiega Latella nelle sue note di regia – “ho voluto circondarmi di un cast non ovvio, non scontato, un cast che possa spiazzare e aggiungere potenza a quella che spesso viene sintetizzata come una notturna storia di sesso ed alcool. Un cast che avesse già nei corpi degli attori un tradimento all’immaginario”.

Liz Taylor in Who's afraid of Virginia Woolf?
Liz Taylor nel film

Niente stereotipi

Così gli interpreti che Latella ha scelto non rispecchiano precisamente il profilo che Albee aveva scolpito nel 1962 per i suoi personaggi. Per esempio: la Martha divoratrice ma anche un po’ ciabattona che era Taylor nel prototipo del 1964, adesso è Sonia Bergamasco. Attrice di una compostezza e di una bellezza che ne sono l’opposto.

E accanto a lei non sembra affatto stereotipo Vinicio Marchioni che interpreterà George. Nei ruoli della coppia giovane e malassortita ci saranno Ludovico Fededegni e Paola Giannini. 

Marchioni e Bergamasco in Chi ha paura di Virginia Woolf?
Vinicio Marchioni e Sonia Bergamasco (ph. Brunella Giolivo)

Latella ci tiene a disperdere qualsiasi interpretazione consolidata. A cominciare da quella che vede nel titolo, Who’s afraid of Virginia Woolf? (derivato dal Who’s afraid of the Bad Big Wolf dei tre porcellini disneyani), una trovata, un gioco di parole. Che lo stesso Albee raccontava di aver scoperto una sera, per caso, sullo specchio nel bagno di un bar del Greenwich Village. E di aver scelto come titolo, strizzando un po’ l’occhio alle paure: dei protagonisti, ma anche sue. Fino a ricavarne però una fortuna (500.000 dollari per i diritti del film, più una percentuale sugli incassi). 

In quella paura del lupo Latella sembra invece vederci anche altro. “Ogni volta che entra la morte, bisogna inventare, mentire, ricostruire. La morte la puoi vincere solo con l’invenzione” aveva scritto Virginia Woolf.

“Albee prende spunto da questa frase – scrive Latella – e porta questa coppia, ormai morente, a inventare per ricrearsi, per restare in vita, a scegliere di inventare un figlio mai esistito: è spiazzante che lo faccia proprio lui che fu un figlio adottato. Bisogna scegliere di spiazzare la morte, di vincere la depressione, la paura, forse anche di anticiparla”.

Ora potete guardarvi il trailer che il Teatro Stabile dell’Umbria, produttore dello spettacolo, ha preparato.

Chi ha paura di rinchiudersi in casa?

Staremo perciò a vedere. Anzi, a vedere starete tutti quanti, dal momento che lo spettacolo, vuoi per il titolo, vuoi per i nomi in locandina, è uno di quelli che – pandemia permettendo – potrebbe girare tutta l’Italia nel 2022 e oltre. Poco male se non saranno proprio 664 repliche. 

Ogni serata, di questi tempi, è un respiro per il mondo dello spettacolo dal vivo. E se non ci dovremo chiudere di nuovo in casa, da qui alla fine di marzo, Chi ha paura di Virginia Woolf? sarà a Torino, Reggio Emilia, Rimini, Napoli, Perugia, Bologna, Arezzo, Pavia, Genova, Milano, Lugano. 

Chi ha paura di Virginia Wolf? domanda Latella. “Se qualcuno c’è, alzi la mano” aggiunge. Provate a metterlo in agenda.

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CHI HA PAURA DI VIRGINIA WOOLF? 

traduzione Monica Capuani
regia Antonio Latella
con Sonia Bergamasco, Vinicio Marchioni, Ludovico Fededegni, Paola Giannini
dramaturg Linda Dalisi
scene Annelisa Zaccheria
costumi Graziella Pepe
musiche e suono Franco Visioli
luci Simone De Angelis
produzione Teatro Stabile dell’Umbria 
con il contributo speciale della Fondazione Brunello e Federica Cucinelli

debutto: Teatro Nuovo, Spoleto (Pg), 9 gennaio 2022

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