Guidando un camion con Erri De Luca. Trent’anni fa e oggi

Basta un momento. Basta che Erri De Luca cominci a raccontare del camion, alla cui guida trasportava aiuti umanitari nella Sarajevo assediata, e subito le parole diventano visioni.

Lo stretto tunnel sotterraneo scavato nei pressi dell’aeroporto. Le strade della città disseminate dai cartelli pazi snjper! (attenti ai cecchini). Gli incontri con Izet Sarajlic, poeta bosniaco. Il frammento del fregio della Biblioteca Nazionale raccolto per strada e poi portato in Italia.

Le sue visioni, i primi piani, i dettagli di allora, che adesso hanno trent’anni.

Erri De Luca - ph Luca A. d'Agostino
Erri De Luca a Mittelfest 2023 fotografato da Luca A. d’Agostino

Le rose di Sarajevo 

Sono passati tre decenni, eppure quelle visioni, quelle storie, non smettono di occupare lo spazio di un piccolo cortile a Cividale del Friuli dove Erri De Luca e Cosimo Damiano Damato hanno incontrato, domenica scorsa, il pubblico di Mittelfest. Per conversare. 

Insieme, la sera precedente, accompagnati dalla Minuscola Orchestra Balcanica di Giovanni Seneca, avevano presentato Le rose di Sarajevo: musica, poesie, lettere, ricordi.

Mittelfest 2023 - Le rose di Sarajevo - - ph Luca A. d'Agostino
Mittelfest 2023 – Le rose di Sarajevo – ph Luca A. d’Agostino

Le rose di Bosnia sono i fiori che crescevano nella città – prima – dice De Luca. Dopo, saranno i segni lasciati sul suolo dall’esplosione di una, cento, mille granate. Sangue e metallo. Un’altra visione, un altro dettaglio.

Oggi, che le medesime rose assassine sbocciano nelle città dell’Ucraina, si potrebbe pensare che quelle di Sarajevo siano oramai consegnate alla storia. La storia maiuscola. Ma chissà. Nella storia di Mittelfest, invece, gli anni della guerra nei Balcani sono ben presenti.

Proprio nel 1993, il festival che allora si ispirava alle culture dei paesi della Mitteleuropa venne sospeso. Era nato due anni prima: voleva essere uno dei segnali del futuro europeo, dopo il crollo del Muro. Ma si inaugurò proprio nei giorni in cui anche la Jugoslavia cominciava a crollare. Fino a esplodere.

1991, blindati dell’esercito jugoslavo al valico italo-sloveno di Casa Rossa – Gorizia

Il manifesto di Mittelfest 1994, l’anno dopo, quando il festival scelse il tema della guerra e della pace, era segnato da una striscia rossa di sangue

Trent’anni fa. Oggi quel sangue è rappreso, chissà se lo è anche la sua memoria.

Sarajevo è una città molto cambiata, di nuovo in espansione. Ricostruita, ma non so quanto pacificata. Tra qualche giorno (dall’11 agosto) si inaugura il suo festival cinematografico internazionale, dedicato tra l’altro ai diritti umani. Il 9 settembre, la città dell’assedio più lungo ospiterà le semifinali delle Red Bull Cliff Diving World Series, con gli spettacolari e mondiali tuffi dal ponte sulla Neretva. Giustamente, i tempi cambiano.

Nel tempo delle walk experience

Anche Mittelfest è molto cambiato. Al pubblico propone spettacoli che esorbitano dalle sale e dai palcoscenici e si disperdono nella città, con formule ormai consolidate come le walk experience.

Se camminando incroci qualcuno con una cuffia in testa, e lo sguardo fisso sul telefonino o sul tablet, stai sicuro che è uno spettatore partecipante, concentrato nel suo walkabout.

Mittelfest 2023 - Tempo rubato - - ph Luca Valenta
Mittelfest 2023 – Tempo rubato – ph Luca Valenta

Sono cambiati gli stili di vita, anche il teatro è cambiato molto.

Nel verde parco alberato del Convitto Paolo Diacono, dove, sempre trent’anni fa, era scaturito Danubio, lo spettacolo tratto dal libro di Claudio Magris, oggi si erge un colorato tendone da circo, con nuovi acrobati e prove di coraggio su pali cinesi alti sei metri.

Mittelfest 2023 - Drunken Master - ph Luca A. d'Agostino
Mittelfest 2023 – Drunken Master – ph Luca A. d’Agostino

Un titolo del programma 2023 ci ricorda inoltre chi era Nikola Tesla, beautiful mind serbo-statunitense a cui dobbiamo, non solo il grande affare della corrente alternata, ma anche le idee che stanno alla base, oggi, di tutto il mondo wireless (oltre a un sacco di altre cose, compresa l’omonima vettura e il lifestyle del suo Ceo, Elon Musk).

Mittelfest 2033- Tesla di Ksenija Martinovic e Federico Bellini - ph Luca A. d'Agostino
Mittelfest 2033 – Tesla di Ksenija Martinovic e Federico Bellini – ph Luca A. d’Agostino

Mittelfest 2023

Il festival di Cividale, insomma, parla adesso altre lingue (benché a prevalere sia l’inglese).

Si concentra sulla parola “inevitabile” (è il titolo-guida che il direttore Giacomo Pedini ha scelto quest’anno).

Punta ai concerti e al cross-over musicale (sì, i Fast Animal and Slow Kids possono suonare anche assieme ai fiati e agli archi dell’Orchestra Arcangelo Corelli, e un nuovo pubblico accorre).

Ma restano anche spazi per una storia, nemmeno troppo recente, che nella mia memoria almeno, associa i due arditi ponti: quello di Cividale, il Ponte del Diavolo, sul fiume Natisone e il Ponte Vecchio di Mostar, sulla Neretva

E assieme a loro, due figure imprescindibili per la complessa evoluzione delle culture dell’Europa. Giorgio Pressburger, che il Mittelfest l’aveva progettato (ed è stato ricordato quest’anno in una mostra) e Predrag Matvejevic, che con i suoi libri (primo fra tutti Breviario mediterraneo) ci ha spiegato che confini e istituzioni politiche, dopo tutto, passano velocemente.

La geografia e l’architettura dei popoli, quelle invece no. Ci vogliono secoli e secoli per trasformarle.

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Mittelbabel

La storia, gli artisti, le immagini di 32 edizioni di Mittelfest si trovano tutte raccolte in Mittelbabel, archivio digitale del festival, di cui vi ho parlato in un precedente post di QuanteScene!

2 risposte a “Guidando un camion con Erri De Luca. Trent’anni fa e oggi”

  1. Il revisionismo storico, il negazionismo. Attenzione ai trucchi della memoria e alle ideologie che scivolano sotto i ponti. La finzione e il trucco teatrale devono essere saldamente ancorati alle esperienze vissute e conservate nei sentimenti che le hanno accompagnate

    1. Ci aiutano appunto i ricordi detti al microfono da Erri De Luca, che hanno il dettaglio della fotografia. E volendo il lavoro poetico di un autore a lui molto caro, Izet Sarajlic, che si può leggere in un libro dal titolo esemplare “Chi ha fatto il turno di notte per impedire l’arresto del cuore del mondo? Noi, i poeti”. In Collezione di poesia Einaudi.

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