Due festival e una abbuffata. Gorizia è pronta

Era un’insonnolita città di provincia e un posto di confine. La accompagnava un passato altoborghese (la Nizza dell’Adriatico, negli slogan turistici dell’Ottocento) e una brutta fama bellica (O Gorizia tu sei maledetta, cantavano anarchici e antimilitaristi, dopo le pesanti perdite umane nelle battaglie del 1916). 

Più di recente, la promozione di Gorizia a Capitale Europea della Cultura 2025 – assieme alla gemella Nova Gorica, sua estensione in Slovenia – le ha ridato energia. 

GO! 2025 è la sigla con cui la città si presenta al futuro appuntamento internazionale.

GO! 2025Bus per Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025

Un’energia vorace e contemporanea, se qualche giorno fa, sotto il segno delle grandi abbuffate, 600.000 visitatori (tanti ne hanno quantificati i media) l’hanno scelta come meta per una delle sue più stuzzicanti manifestazioni: Gusti di Frontiera, 4 giornate, più di 40 cucine nazionali rappresentate, quasi 400 stand enogastronomici. Figurarsi ciò che accadrà l’anno prossimo.

Al di là della fejiolada

Perché il fritto – si sa – è il re dei sapori. Ma oltre alle ravvicinate wienerschnitzel, oltre alle più lontane samosa (India), fejiolada (Brasile), kürtőskalács (il premiato cannolo ungherese) e oltre a cascate di birre a caduta, l’imminente titolo di capitale culturale europea regala uno speciale accento anche ad altre iniziative che Gorizia coltiva da tempo e si affacciano adesso con risalto maggiore all’attenzione nazionale.

Gorizia - Gusti di Frontiera 2023
Gusti di Frontiera 2023 a Gorizia

In questo primo spicchio d’ottobre – che nel mio personale calendario apre l’autunno – due festival si contendono i palcoscenici di Gorizia e quelli situati nella slovena Nova Gorica, oltreconfine, ma distanti solo qualche centinaio di metri.

Se nei vostri programmi è compresa una breve escape in Friuli Venezia Giulia, se ci stavate pensando, o se ci abitate addirittura, quale miglior occasione per arricchire con lo spettacolo dal vivo alcune delle vostre giornate?

Alpe Adria Puppet Festival 2023

Il primo dei due festival ha un’anzianità onorevole: 32 edizioni. Alpe Adria Puppet Festival nasce infatti negli anni Ottanta quando godeva grande stima il settore del teatro-ragazzi.

Oggi, dopo tre decenni di evoluzioni, un forte risalto va invece al teatro delle figure, entro il quale si muove un universo intero di animatori dalle disparate specialità, votati anche a creazioni tout-public.

Alpe Adrira Puppet Festival 2023

Il volume di Mario Bianchi – appena pubblicato, Il teatro ragazzi in Italia, un percorso possibile dal 2008, FrancoAngeli Editore – dedica al settore un accurato reportage, che aggiorna il suo Atlante del 2009, e ne mette in luce il valore pedagogico e il rilievo sociale, senza trascurare la componente di piacere e di benessere. Ciò che questo teatro, coscientemente lontano dal realismo e seriamente fantastico, mobilita in chi lo vede.

Mario Bianchi - Il teatro ragazzi in Italia - FrancoAngeli Editore 2023

Tra teatri da tavolo e pupazzi di carta

Diretto da Roberto Piaggio, il festival goriziano di animazione e figura prende il via martedì 3 ottobre e si articola in quattro percorsi: Teatro di carta, Teatro da tavolo, Puppet & Design, più una personale dell’animatore isrealiano Ariel Doron

Mentre i personaggi creati con ritagli di giornale dagli ispano-argentini Rauxa se la batteranno con la scatola da scarpe che Doron utilizza per il suo minimalismo scenico, e mentre Carlo Montagna illustrerà in una mastercalss come si fa a trasformare in palcoscenico un banale tavolo, il Puppet Festival punta a incrementare anche le modalità partecipative: Sentieri della Memoria è un percorso performativo di spettatori in cuffia a itinerario transfrontaliero (giovedì 5).

Naturalmente c’è anche molto altro: basta andare sul sito del festival oppure scaricare direttamente qui il pieghevole con l’intero programma.

Visavì, Gorizia Dance Festival 2023

Dentro una storia più recente si colloca invece Visavì – Gorizia Dance Festival che comincia mercoledì 11 ottobre. Esito del buon risultato di una edizione di NID, piattaforma della New Dance Italiana (Gorizia, 2017), la manifestazione organizzata da Artisti Associati e diretta da Waler Mramor ha fatto del carattere transfrontaliero il proprio punto di forza. Cosicché in pochi anni – quattro – questo appuntamento si è aggiunto ai calendari della festivologia made in Italy, però con lo sguardo rivolto anche altrove. 

Visavì - Gorizia Dance Festival

Se non vi è ancora passata sotto gli occhi una delle migliori creazioni di questa stagione – Gli anni di Marco D’Agostin e Marta Ciappina – Gorizia è il luogo giusto per riacciuffarla. E ci potreste mettere accanto Un discreto protagonista, che ha fatto di Damiano Ottavio Bigi (e di Lukasz Przytarski, che danza con lui) uno dei nomi di spicco delle recenti cronache coreografiche.

Gli anni - Marco d'Agostini e Marta Ciappina - ph Michelle Davis
Gli anni – di Marco d’Agostini e Marta Ciappina – ph Michelle Davis

Le attese, i debutti

Volendo concentrarsi sulle attese, saranno un debutto assoluto e cinque prime nazionali a qualificare il festival sul versante delle novità.

Cultus è il nuovissimo lavoro di Roberto Zappalà e della sua compagnia (“un viaggio dalla sofferenza della tortura alla felicità della resurrezione“, il 12 ottobre).

Cultus - Compagnia Roberto Zappalà - ph Guido Mencari
Cultus – Compagnia Roberto Zappalà – ph Guido Mencari

Si apriranno inoltre allo sguardo al pubblico italiano la slovena Mn Company (Distance), l’israeliana Kibbutz Contemporary Dance Company (Me, who am I), i croati En-Knap (Gran Bolero, del madrileno Jesus Rubio Gamo) e la connazionale Mala Kline (Memoria). Da Malta arriveranno infine gli Zfin con Girls&Boys di Roy Assaf (un coreografo bianco, etero, maschio. Così mi definiscono alcune persone“, 13 ottobre).

Altri spettacoli, workshop e il talking time dedicato al fundrising per le arti performative completano il programma. Che si può scorrere sul sito di Visavì

Ecole des Maîtres 2023. Shakespeare e quel sogno nel buio, al parco

Sotto la quercia del Duca, ci vediamo là“. Così Shakespeare, nel Sogno di una notte di mezza estate, dà appuntamento agli attori che in quel luogo, a un miglio dalla città, si preparano per allestire la loro recita. Di notte.

E così anche noi, quando il buio cala, ci incamminiamo verso la quercia del Duca. Che magari è un ippocastano, un tasso, un cedro himalaiano, poco importa.

Intorno, nell’oscurità, si estende il vasto parco di Villa Manin a Passariano, storica dimora veneta in provincia di Udine. E gli attori sono già là. Con le loro lampade.

Ecole des Maitres 2023 - Sogno di una notte di mezza estate - 1
Sogno di una notte di mezza estate – ph Alice BL Durigatto

Un maestro e la sua scuola

Bella intuizione, questa di Marcial Di Fonzo Bo, attore e regista argentino, ma soprattutto maître chiamato quest’anno a dirigere la 31esima edizione dell’Ecole des Maîtres, la scuola del teatro dei maestri.

Assieme ai 16 giovani attori impegnati in questo progetto internazionale di formazione, il regista ha pensato che una commedia notturna e fatata, com’è il Sogno, potesse trovare posto solo in boschi, parchi, giardini. Luoghi esatti, dove la sfera del naturale e quella soprannaturale – se ci credi – ogni notte si sfiorano.

Ecole des Maitres 2023 - Sogno di una notte di mezza estate - 1

E così al Parc Balzac di Angers (Francia), al Jardim de Sereia di Coimbra (Portogallo), al Parco Trotter di Milano, e qualche sera fa nel fitto degli alberi e delle siepi di Villa Manin, circondati dalla campagna, Di Fonzo Bo e i suoi attori hanno saputo raccogliere e restituire a noi spettatori seduti sull’erba, tutti gli amori, i disamori, i sortilegi, i misteri, anche gli odori che Shakespeare aveva sparso nella sua commedia nuziale. 

Con l’intreccio di tre diverse storie, il drammaturgo inglese aveva aperto il varco dal quale filtrano le fate, gli elfi, i folletti, e le figure della mitologia nordica cominciano a confondersi con i personaggi della scena classica. Oberon e Titania, Ippolita e Teseo, i quattro innamorati sballottati qua e là, e quei pasticcioni degli artigiani che si credono grandi attori.

Un carosello di ombre cinesi

Creano un incanto arcano, i parchi di notte. Anche qui, alle spalle della settecentesca dimora dove soggiornò addirittura Napoleone. Anche adesso, nel buio, ora che la grande luna di carta fa a gara con la luna vera.

Ecole des Maitres 2023 - Sogno di una notte di mezza estate - 1

E minuscole, nella lunga prospettiva del prato, le ombre degli attori si rincorrono tra l’erba, spariscono dietro le sagome degli alberi, ricompaiono. Mentre lo stagno riflette la loro voce: il corteggiamento, i dinieghi, le risate e i rimproveri.

Niente paura se mancano i macchinari del teatro, i riflettori, le poltrone. Ci sono pile e telefonini per illuminare la strada, cuscini sui quali accomodarsi, tutti i piccoli rumori della natura in modalità notturna.

E il gioco dei sortilegi, come lo aveva pensato Shakespeare, diventa un carosello di ombre cinesi che si proiettano su un muro

Ecole des Maitres 2023 - Sogno di una notte di mezza estate - 1

Dopo che negli anni scorsi, altri nomi di spicco del panorama teatrale mondiale – da Claudio Tolcachir a Tiago Rodrigues, da Christiane Jatahy a Angélica Liddell – hanno lavorato con altrettanti gruppi di attori, tra i 24 e i 35 anni, provenienti dai quattro Paesi (Belgio, Francia, Italia e Portogallo), ecco stavolta aggiungersi alle loro sessioni l’inventiva latina di Marcial Di Fonzo Bo, che congiunta all’agile schema organizzativo dell’Ecole des Maîtres, li porta a cimentarsi con quel profilo di attore europeo che il critico teatrale Franco Quadri aveva immaginato più di trent’anni fa, nel dare avvio a questo progetto di pedagogia teatrale avanzata.

La notte poi si riprende gli spazi

Si è fatto tardi. La recita degli artigiani è terminata, si sono ricomposti le storie e i contrasti , quattro matrimoni sembrano imminenti e la notte si riprende gli spazi.

Intanto gli attori, i collaboratori dell’Ecole, la parte più giovane del pubblico, ancora in vena di rave, o di sabba, continua a ballare alla luce delle pile. E dai telefonini si alza il sound dei Bronski Beat. Run away, turn away, run away…

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ECOLE DES MAÎTRES 2023
corso internazionale itinerante di perfezionamento teatrale
31esima edizione: 28 agosto – 7 ottobre 2023

maestro Ecole des Maîtres 2023
Marcial Di Fonzo Bo
assistente 
Marianne Ségol-Samoy

allievi
Giuseppe Benvegna, Emma Bolcato, Michele De Paola, Elena Natucci (Italia); Fanny Blondeau, Simon Espalieu, Jules Puibaraud, Souâd Toughraï (Belgio); Hélène Bressiant, Julien Crampon, Alexis Gilot, Adil Mekki (Francia); Pedro Baptista, Mariana Magalhães, Carolina Lopes, Rui Maria Pêgo (Portogallo)

gli allievi dell'Ecole 2023

partner di progetto e direzione artistica
CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa (Italia), CREPA – Centre de Recherche et d’Expérimentation en Pédagogie Artistique (CFWB/Belgio), Teatro Nacional D. Maria II, TAGV – Teatro Académico de Gil Vicente (Portogallo), Le Quai Centre Dramatique National Angers Pays de la Loire, Comédie, Centre dramatique national de Reims (Francia)

con il sostegno di
MiC Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Direzione centrale cultura, sport e solidarietà, Fondazione Friuli (Italia)
con la partecipazione di
ERPAC – Ente Regionale Patrimonio Culturale Friuli Venezia Giulia (Italia), Théâtre de Liège – Centre européen de création théâtrale et chorégraphique, Centre des Arts scéniques, Fédération Wallonie Bruxelles – Service général de la Création artistique, Wallonie-Bruxelles International, La Loterie Nationale (CFWB/Belgio), Ministère de la Culture et de la Communication (Francia), Universidade de Coimbra (Portogallo)

Ascoltare il battito. Hystrio Festival 2023, seconda edizione

È matematico. Alla fine le sorprese arrivano. Ma bisogna lasciarsi portare dall’onda, aprire lo sguardo, resettare i valori. Ascoltare il battito. Solo così si entra in sintonia con il teatro degli under 35. Lo abbiamo fatto.

Lo abbiamo fatto in molti, anzi, perfino i boomer come me, a Hystrio Festival 2023: sei giorni di spettacoli e letture, audizioni e premiazioni, a Milano, nelle tre sale del teatro Elfo Puccini. 

Argonauti e Xanax - Compagnia Caterpillar - Hystrio Festival 2023
Argonauti e Xanax – Compagnia Caterpillar – ph Franco Rabino

C’è questa spettatrice, giovane, svelta, simpatica, che è seduta nella poltrona accanto alla mia. Mi osserva mentre saluto e parlotto un po’ con chi passa, prima che inizi Uccelli di passo del collettivo napoletano BEstand.

Ma qui vi conoscete tutti!” mi dice, con una punta di rimprovero, quasi. Vorrei dirle che il villaggio teatrale è piccolo e la gente mormora. Ma siamo a Milano e il foyer delle tre sale dell’Elfo Puccini dà sull’affollato corso Buenos Aires. Le sorrido soltanto. 

Però ha ragione lei, anche nella Milano Globale, la gente di teatro è quella: si conoscono tutti, si baciano tutti, si sono abbracciati neanche una settimana fa, spettatori in qualche altro festival.

Per questo è importante – aggiungo allora un momento dopo – che un festival, e tanto più a Milano, sia dedicato dedicato agli under 35, come è lei, del resto.

Quel treno che passa

Un festival che dia loro visibilità e spazi, affinché this new generation, che si affaccia ora alle professioni dello spettacolo, non rischi di restare al palo come la precedente, quella che oggi viaggia sui 50 anni, e ha perso il treno del ricambio generazionale (anzi, quel treno per loro non è mai passato, per colpa di noi boomer, bisogna aggiungere).

Ma il discorso delle generazioni è lungo. Anche un po’ superato. Parliamo invece di questi artisti e di questo pubblico, che non hanno nemmeno trent’anni o li hanno passati da poco. Attratti dal teatro, ma ignari di ciò che il teatro potrà offrire loro nel futuro prossimo.

Braccia e gambe

Lo spettacolo dal vivo ce l’hanno nell’anima, magari perché hanno fatto scuole di teatro, speso gli anni a studiare con i maestri, a coltivare stage e seminari. La testa e le abitudini però li spingono altrove, verso il digitale, nell’universo dei nuovi social, del gaming, delle serie Netflix.

Le braccia e le gambe, inaspettatamente, li riportano invece qui, sui palcoscenici. Hanno capito che questi antichi luoghi – il palcoscenico, la platea – tra un po’ potrebbero diventare residuali, se non saranno loro, le loro braccia, le gambe, a rigenerarli magari spazzando via tutto quel Novecento che ancora scorrazza qua sopra. 

Uccelli di passo - Collettivo BEstand
Uccelli di passo – Collettivo BEstand

Presente agguerrito, passato glorioso

E questo è difficile. Perché gli antichi maestri ti restano nel cuore, ti si appiccicano addosso, li ami e li onori come il padre e la madre, forse di più. Nella scrittura, negli spettacoli degli under 35 di Hystrio Festival 2023, ho visto questo cortocircuito. Passato glorioso vs presente agguerrito.

Ho visto l’ombra di Ubu Roi (in Il presidente, una scrittura di Alberto Fumagalli). Ho visto l’assurdo di Beckett (in Memori, uno spettacolo del duo Lorusso-Macrì). Ho visto il gesto del ‘900 che ricolloca nel quotidiano gli eroi del mito antico (in Semidei, di Pier Lorenzo Pisano, uno tra i nostri più bravi e premiati drammaturghi, classe 1991). Ho visto perfino Peter Pan (in Uccelli di passo).

Memori - Compagnia Lorusso Macrì
Memori – Compagnia Lorusso Macrì – ph Sara Pagani/Nicola Massella

Ma poi là, seduto in platea, quando riuscivo a scrollarmi il peso di tutta quella storia, quando mi lasciavo trasportare dal loro lavoro, dal flusso delle loro idee, ecco balenare le sorprese, gli sgambetti, le fughe, i non-sense, lo scarto dal teatro abituale, il mio.

Ardore e coraggio

Per questo mi è piaciuto Uccelli di passo. Rischioso come un tuffo nel vuoto. Avventuroso come l’esplorazione in un edificio abbandonato. Povero come un abito da sposa fatto con il cellofan. Divertente come quando nel buio si gioca con le pile.

E sconquassato quel che basta per non capire dove comincia e come finisce (finisce male, mi è parso di capire). Ma clamoroso nel dirmi quanto ardore e coraggio ci vogliano per crescere e spiccare il volo da under 35. Anche se, appunto, si è solo di passo.

Condiscendenti e feroci

Così mi è piaciuto pure Memori, in cui il duo formato da Nicola Lorusso e Giulio Macrì, si affida sì al meccanismo delle gag di coppia e lascia che sul palco riappaiano, come benefici numi, Vladimiro e Estragone di Aspettando Godot. Ma li ridisegna di netto, con una matita da cartoonist arguto, a tratti condiscendente, a tratti feroce.

Ballano, litigano, si consolano, esasperano il grottesco con la biacca da clown sul viso, e incatenano gli spettatori con i tormentoni appresi alla scuola sapiente della commedia dell’arte. Ritmo incalzante, tempi esatti. E tutta la scena è una panchina soltanto.

Poi, certo, ognuno hai propri gusti. E può piacere anche il rigore di una cam che viviseziona in modalità macro il corpo di una performer che vorrebbe essere montagna (Il mio corpo è come un monte di Collettivo Effe/Giulia Odetto). Può piacere il romanzo di crescita di chi si è trovato a nascere in provincia (a Pavia per l’esattezza, culla un po’ stretta di Mia mamma fa il notaio ma anche il risotto con Filippo Capobianco).

 

Il mio corpo è come un monte - Collettivo Effe / Giulia Odetto - Hystrio Festival 2023 - ph Piero Tauro
Il mio corpo è come un monte – Collettivo Effe / Giulia Odetto – ph Piero Tauro

Gli under in gara

Alla sua seconda edizione, Hystrio Festival 2023 è stato anche occasione per metterli in gara, questi under. Sotto i 30 anni quando si è trattato di scegliere tra le aspirazioni più intense (il Premio Hystrio alla vocazione è andato a Francesca Fedeli e Giulia Messina).

Un filo più cresciuti, quando si è giunti alla premiazione di Scritture di Scena, il contest di drammaturgia riservato a chi non ha ancora compiuto i 35 (in questo caso la scelta è caduta su Ma-Donna di Camilla Dania, e si è segnalato Niccolò Matcovich con Dittico della deriva). E non è mancato il momento in cui alcuni di questi nuovi testi hanno preso vita, grazie al format di lettura “a tavolino” ideato da Tindaro Granata per Situazione Drammatica.

 

Vincitrici e vincitori del Premio Hystrio 2023 alla vocazione
a destra, vincitrici e vincitori del Premio Hystrio 2023 alla vocazione – ph Gabriele Lopez

Il Premio Hystrio vero e proprio ha infine fatto sfilare sul palco più grande dell’Elfo Puccini l’eccellenze del teatro italiano (qui sotto l’elenco dei premiati). Con i rituali baci e i doverosi abbracci.

Non è vero che li conosco tutti, Vale“, dico allora alla mia vicina di poltrona: ho appena scoperto che di nome fa Valeria. “Anzi, di under 35 come te, ne ho appena conosciuti molti, che mai avrei immaginato di incrociare“. E non le dico, invece, che frequentarli fa anche bene alla salute. Non vorrei pensasse che li prendo come medicina.

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HYSTRIO FESTIVAL 2023

direzione artistica Claudia Cannella
organizzazione Ilaria Angelone, Valeria Brizzi, Arianna Lomolino, Alessia Stefanini, Alice Strazzi 

I VINCITORI DEL PREMIO HYSTRIO 2023
Premio Hystrio all’interpretazione a Lino Musella
Premio Hystrio alla regia a Lisa Ferlazzo Natoli
Premio Hystrio alla drammaturgia a Emanuele Aldrovandi
Premio Hystrio Altre Muse a Nuovo Teatro Sanità
Premio Hystrio Iceberg a Les Moustaches
Premio Hystrio Corpo a Corpo a Zaches Teatro
Premio Hystrio Twister Le supplici, regia di Serena Sinigaglia
Premio Hystrio Scritture di Scena Ma-Donna di Camilla Dania
Premio Mariangela Melato a Roberta Lidia De Stefano e Alessandro Averone

I VINCITORI DEL PREMIO HYSTRIO 2023 ALLA VOCAZIONE (under 30)
Francesca Fedeli e Giulia Messina 
segnalati Davide Fasano e Gianluca Pantaleo 
borsa di studio “Ugo Ronfani” a Simona Bordasco

NID 2023, la nuova danza italiana. Il resto è chiacchiera

Artisti molti. Ma moltissimi (e internazionali) i direttori di festival, di teatri, di circuiti, gli operatori dello spettacolo, i programmatori, gli studiosi, i giornalisti. E anche i social media manager, i video-maker, i curiosi.

Quasi quattrocentocinquanta osservatori erano la scorsa settimana a Cagliari, la città che ha ospitato la settima sessione della New Italian Dance Platform – NID 2023. Appuntamento biennale durante il quale la coreografia italiana fa il punto su se stessa e – soprattutto – si presenta ai compratori stranieri.

Un’expò muscoloso. Con le parole dell’economia della cultura, un simposio importante (vedi cosa scrivevo qui). Per gli artisti. Per i produttori. Per i pubblici futuri.

Premiére -  Andrea Costanzo Martini -  Nid 2023 - Cagliari
Premiére – Andrea Costanzo Martini

Qualche colpo d’occhio

Primo colpo d’occhio. Davanti al sipario incendiato di luce, una figura si muove a carponi. Chissà se è un uomo, o un ominide piuttosto, creatura ancora animale. Tasta il terreno con gli arti, si inoltra con cautela in quel deserto infuocato, disabitato. Per lui è una terra sconosciuta. Certo pericolosa. E la esplora. (Deserto tattile, di Nicola Galli)

Secondo colpo d’occhio. Due scattanti figure femminili saltano con la corda. Come facevano da bambine. Vanno avanti per un quarto d’ora. Senza sbagliare un colpo. Movimenti identici e coordinati. Battito regolare. Poi, impercettibilmente, il ritmo si sfasa, però resta controllato, impeccabile, esatto. Fase e controfase. Danza e contraddanza. Corpi e corde diventano una tecnologia sonora. (Do-around-the-world, coreografia di Parini Secondo).

Do-around-the-world - Parini Secondo - NID 2023 - Cagliari
Do-around-the-world – Parini Secondo

Terzo flash. Come se fossimo in sala prove, il coreografo Fabrizio Favale presenta alcuni momenti del suo training. Ciascuno è dedicato a un nome magistrale della danza del secolo scorso: José Limón, Merce Cunningham, Trisha Brown. Nessuna esigenza spettacolare, solo la volontà di dimostrare che lo studio implica progressione e evoluzione. E consente derive fortunate (Danze americane, danza di Fabrizio Favale).

Torte, oppure calze a rete

Quarta visione, con ricetta inclusa. Anna Pavlova è stata una ballerina russa, tra le più famose degli inizi del XX secolo. La Pavlova è anche un dessert, molto iconico: “torta di meringhe, farcita di panna montata, con una cascata di frutta fresca” spiega il tutorial che scorre in sovraimpressione, mentre la voce del perfomer intona al microfono canti piuttosto arrugginiti. Con grazia, la sua partner serve fette di dolce al pubblico in prima fila (Umlaut, ideazione e coreografia di Giuseppe Vincent Giampino).

Quinta e ultima immagine, scollacciata. Una decina di palloncini neri nuotano sul palcoscenico. Sei gambe tornite, avvolte nelle calze a rete dei porno fetish, si aprono e si chiudono come compassi. Davanti a loro, ci siamo noi, voyeur discreti di un ballo di un secolo e mezzo fa: il cancan. Che in questo frangente ammicca a un eros contemporaneo, malizioso, fluido. I maschi sono due, la donna è una. Noi vediamo però solo sei gambe, potenti. (Cancan, coreografia di Fabritia d’Intino).

Cancan - Fabritia d'Intino - Nid 2023
Cancan – Fabritia d’Intino

Pensata e praticata

Progetti, percorsi e traguardi diversi. Questi, e molti altri ancora, si offrivano agli occhi degli ospiti della settima sessione di NID 2023, la piattaforma che ogni due anni chiama a raccolta, seleziona e presenta a una platea internazionale la nuova danza del nostro Paese. In altri termini, più aziendali, la promozione all’estero del made in Italy.

A Cagliari, sede di questa edizione, molte erano le creazioni recenti, recentissime, come quelle a cui ho appena accennato. Alcune ancora in gestazione, altre già solide: insieme andavano a formare la sezione Open Studios, ventaglio aperto nel quale registrare il movimento veloce di un settore in continua crescita. Almeno dal punto di vista artistico, perché le risorse economiche sembrano sempre mancare.

Tra i molti tentativi – alcuni fragili, approssimativi, incespicanti – si potevano però distinguere lavori di un’originalità e di un intuito che parlano una una lingua d’arte pensata e praticata, con sicurezza e determinazione

Penso a CrePa, per esempio, miscela di movimento, gesto, testo, nella quale i tanti significati del titolo, riescono davvero a prendere corpo, anzi i corpi, quelli di Sara Sguotti e Arianna Ulian (autrice del mordace testo in versi). Succedeva nello slargo all’aperto dell’Exma, il fabbricato del dismesso macello cagliaritano, che ora è un centro culturale e uno snodo di iniziative. 

CrePa - Sara Sguotti e Arianna Ulian - NID 2023
CrePa – Sara Sguotti e Arianna Ulian

Così come nel piccolo e raccolto Teatro Doglio, un titolo già presentato negli Open Studios 2021 e ripreso quest’anno, confermava la personalità coreografica di Damiano Ottavio Bigi, già interprete per Pina Bausch e Dimitris Papaioannou. Un discreto protagonista è un duetto maschile, leggero, senza fronzoli. Con quel titolo low profile che dall’inizio alla fine tiene sospesa l’attenzione. E con l’attitudine di Bigi per un narrare volatile, senza spiegoni, senza giustificazioni.

Le tante anime di NID 2023 

Muscolo cardiaco vivace della quattro giorni cagliaritana è stata Sa Manifattura, il complesso di edifici della antica Manifattura Tabacchi, in pieno centro, con i suoi spazi ristrutturati e accoglienti, ideali per incrociare le tante anime di questa NID 2023.

Anime e storie analizzate e ripercorse in panel e tavole rotonde (con esperti italiani – Fabio Acca, Elisa Guzzo Vaccarino, Rossella Battisti – pronti a sollecitarne le diverse voci) e in applaudite escursioni (di Carmelo Zapparata) fra i banchetti allestiti dalle compagnie per presentarsi, col giusto piglio mercantile, agli operatori.

Greta on the beach - Francesca Foscarini, Cosimo Lopalco - NID 2023
Greta on the beach – Francesca Foscarini, Cosimo Lopalco

Pullman scattanti erano poi pronti per trasportare tutti al Massimo oppure al Doglio, le due sale che ospitavano la programmazione vera e propria. Daniele Ninarello (con Nobody, Nobody, Nobody), Francesca Foscarini (con Greta on the beach), Roberto Castello (con Inferno), Luna Cenere (Shoes on, per Michele Scappa e Davide Tagliavini, vestiti solo delle proprie scarpe) sono alcuni dei nomi che chi segue la recente coreografia in Italia ha già avuto modo di conoscere e di apprezzare.

Shoes on - Luna Cenere - Davide Tagliavini e Michele Scappa - NID 2023 - Cagliari
Shoes on – Luna Cenere

Da un bastione panoramico

Così come apprezzato e conosciuto è Michele Di Stefano con la sua Mk Company, cui NID 2023 ha affidato il titolo di chiusura. Atmosferologia, spettacolare evento site-specific e fuori formato, ha richiamato tutti sulle terrazze panoramiche di Saint Remy, il bastione prospettico che domina l’intera città di Cagliari. Qui, sulla spianata, corse a perdifiato, tracce sonore in cuffia, vedute urbane in lontananza, casualità di incontri tra vita quotidiana e progetto d’arte.

Per ricordare, a chi non lo avesse ancora capito, che la danza italiana cambia, si dota di strumenti nuovi, conquista nuovi spazi, taglia e ritaglia ulteriori traguardi. Così facendo, lascia molti spiazzati. Amen. Resteranno indietro. Tutto il resto, è chiacchiera.

Atmosferologia - Michele Di Stefano - NID 2023
Atmosferologia – concept Michele Di Stefano

NID 2023 – New Italian Dance Platform – Fluidity

Comissione artistica

Coordinamento organizzativo

I luoghi di NID 2023

Platform or what? – panel internazionale moderato da Elisa Guzzo Vaccarino

Tutte le immagini sono di Agostino Mela e Sara Deidda McLeod

Traguardo di fine estate. QuanteScene ha superato le 150mila visite

Il trend è buono, continua così“. La scritta continuava ad apparire, in automatico, da qualche settimana. Ma che i 150mila arrivassero così presto non me l’aspettavo.

150k

Però, oramai è fatta. QuanteScene! ha raggiunto le 150mila visite e non posso che esserne soddisfatto.

Ogni giorno una media di 40 persone approda su questo blog e si legge qualche articolo. Lo legge davvero, poi, se la durata media di una visita supera i 2 minuti.

Gli analytics, e cioè le statistiche, mi dicono inoltre che ciascun visitatore, ci torna di nuovo almeno una volta. Mediamente.

statistiche 30 agosto
A fine agosto, QuanteScene ha tagliato il traguardo delle 150.000 visite

La carica dei 150.000

Non resta – come dice il tutor automatico – che continuare così. Alla fine dell’anno, Quante Scene potrebbe superare del 15%, forse anche del 20%, il numero della visite dello scorso anno. Bene no?

Grazie a tutti coloro che passano da queste parti.