Due festival e una abbuffata. Gorizia è pronta

Era un’insonnolita città di provincia e un posto di confine. La accompagnava un passato altoborghese (la Nizza dell’Adriatico, negli slogan turistici dell’Ottocento) e una brutta fama bellica (O Gorizia tu sei maledetta, cantavano anarchici e antimilitaristi, dopo le pesanti perdite umane nelle battaglie del 1916). 

Più di recente, la promozione di Gorizia a Capitale Europea della Cultura 2025 – assieme alla gemella Nova Gorica, sua estensione in Slovenia – le ha ridato energia. 

GO! 2025 è la sigla con cui la città si presenta al futuro appuntamento internazionale.

GO! 2025Bus per Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025

Un’energia vorace e contemporanea, se qualche giorno fa, sotto il segno delle grandi abbuffate, 600.000 visitatori (tanti ne hanno quantificati i media) l’hanno scelta come meta per una delle sue più stuzzicanti manifestazioni: Gusti di Frontiera, 4 giornate, più di 40 cucine nazionali rappresentate, quasi 400 stand enogastronomici. Figurarsi ciò che accadrà l’anno prossimo.

Al di là della fejiolada

Perché il fritto – si sa – è il re dei sapori. Ma oltre alle ravvicinate wienerschnitzel, oltre alle più lontane samosa (India), fejiolada (Brasile), kürtőskalács (il premiato cannolo ungherese) e oltre a cascate di birre a caduta, l’imminente titolo di capitale culturale europea regala uno speciale accento anche ad altre iniziative che Gorizia coltiva da tempo e si affacciano adesso con risalto maggiore all’attenzione nazionale.

Gorizia - Gusti di Frontiera 2023
Gusti di Frontiera 2023 a Gorizia

In questo primo spicchio d’ottobre – che nel mio personale calendario apre l’autunno – due festival si contendono i palcoscenici di Gorizia e quelli situati nella slovena Nova Gorica, oltreconfine, ma distanti solo qualche centinaio di metri.

Se nei vostri programmi è compresa una breve escape in Friuli Venezia Giulia, se ci stavate pensando, o se ci abitate addirittura, quale miglior occasione per arricchire con lo spettacolo dal vivo alcune delle vostre giornate?

Alpe Adria Puppet Festival 2023

Il primo dei due festival ha un’anzianità onorevole: 32 edizioni. Alpe Adria Puppet Festival nasce infatti negli anni Ottanta quando godeva grande stima il settore del teatro-ragazzi.

Oggi, dopo tre decenni di evoluzioni, un forte risalto va invece al teatro delle figure, entro il quale si muove un universo intero di animatori dalle disparate specialità, votati anche a creazioni tout-public.

Alpe Adrira Puppet Festival 2023

Il volume di Mario Bianchi – appena pubblicato, Il teatro ragazzi in Italia, un percorso possibile dal 2008, FrancoAngeli Editore – dedica al settore un accurato reportage, che aggiorna il suo Atlante del 2009, e ne mette in luce il valore pedagogico e il rilievo sociale, senza trascurare la componente di piacere e di benessere. Ciò che questo teatro, coscientemente lontano dal realismo e seriamente fantastico, mobilita in chi lo vede.

Mario Bianchi - Il teatro ragazzi in Italia - FrancoAngeli Editore 2023

Tra teatri da tavolo e pupazzi di carta

Diretto da Roberto Piaggio, il festival goriziano di animazione e figura prende il via martedì 3 ottobre e si articola in quattro percorsi: Teatro di carta, Teatro da tavolo, Puppet & Design, più una personale dell’animatore isrealiano Ariel Doron

Mentre i personaggi creati con ritagli di giornale dagli ispano-argentini Rauxa se la batteranno con la scatola da scarpe che Doron utilizza per il suo minimalismo scenico, e mentre Carlo Montagna illustrerà in una mastercalss come si fa a trasformare in palcoscenico un banale tavolo, il Puppet Festival punta a incrementare anche le modalità partecipative: Sentieri della Memoria è un percorso performativo di spettatori in cuffia a itinerario transfrontaliero (giovedì 5).

Naturalmente c’è anche molto altro: basta andare sul sito del festival oppure scaricare direttamente qui il pieghevole con l’intero programma.

Visavì, Gorizia Dance Festival 2023

Dentro una storia più recente si colloca invece Visavì – Gorizia Dance Festival che comincia mercoledì 11 ottobre. Esito del buon risultato di una edizione di NID, piattaforma della New Dance Italiana (Gorizia, 2017), la manifestazione organizzata da Artisti Associati e diretta da Waler Mramor ha fatto del carattere transfrontaliero il proprio punto di forza. Cosicché in pochi anni – quattro – questo appuntamento si è aggiunto ai calendari della festivologia made in Italy, però con lo sguardo rivolto anche altrove. 

Visavì - Gorizia Dance Festival

Se non vi è ancora passata sotto gli occhi una delle migliori creazioni di questa stagione – Gli anni di Marco D’Agostin e Marta Ciappina – Gorizia è il luogo giusto per riacciuffarla. E ci potreste mettere accanto Un discreto protagonista, che ha fatto di Damiano Ottavio Bigi (e di Lukasz Przytarski, che danza con lui) uno dei nomi di spicco delle recenti cronache coreografiche.

Gli anni - Marco d'Agostini e Marta Ciappina - ph Michelle Davis
Gli anni – di Marco d’Agostini e Marta Ciappina – ph Michelle Davis

Le attese, i debutti

Volendo concentrarsi sulle attese, saranno un debutto assoluto e cinque prime nazionali a qualificare il festival sul versante delle novità.

Cultus è il nuovissimo lavoro di Roberto Zappalà e della sua compagnia (“un viaggio dalla sofferenza della tortura alla felicità della resurrezione“, il 12 ottobre).

Cultus - Compagnia Roberto Zappalà - ph Guido Mencari
Cultus – Compagnia Roberto Zappalà – ph Guido Mencari

Si apriranno inoltre allo sguardo al pubblico italiano la slovena Mn Company (Distance), l’israeliana Kibbutz Contemporary Dance Company (Me, who am I), i croati En-Knap (Gran Bolero, del madrileno Jesus Rubio Gamo) e la connazionale Mala Kline (Memoria). Da Malta arriveranno infine gli Zfin con Girls&Boys di Roy Assaf (un coreografo bianco, etero, maschio. Così mi definiscono alcune persone“, 13 ottobre).

Altri spettacoli, workshop e il talking time dedicato al fundrising per le arti performative completano il programma. Che si può scorrere sul sito di Visavì

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