Visavì 2023. La danza di fronte

Visavì è un modo per dire “di fronte”. Vis-à-vis. Faccia a faccia. Gorizia e Nova Gorica sono due città, una di fronte all’altra.

Italiana la prima, con una lunga storia alle spalle. Slovena l’altra, si è sviluppata dopo la seconda guerra mondiale. In realtà si tratta di uno stesso nucleo urbano, bilingue, spezzato dalle regole inesorabili dei trattati di pace, della storia, delle ideologie che separano le genti, invece che unirle. Ne abbiamo esempi molto attuali.

Nel 2025, Gorizia e Nova Gorica, assieme, saranno Capitale Europea della Cultura.

Visavì 2023 - Rijeka National Theatre Dance Company - ph Giovanni Chiarot
Rijeka National Theatre Dance Company – ph Giovanni Chiarot

Visavì è anche un festival di danza, di nuova danza anzi, che da quattro anni si tiene a cavallo tra le due Gorizie, aprendo le porte dei teatri dell’una e dell’altra, movimentando un pubblico che per cinque giorni – di continuo, agevolmente, senza problemi – attraversa il confine di Stato italo-sloveno (*). Gli artisti – italiani, sloveni, croati e non solo – si esibiscono di qua e di là. Grazie alla sua lingua, la danza parla in fondo ogni lingua.

La forma festival

Mi sono altre volte occupato di Visavì, l’ho seguito e ne ho scritto (per esempio qui). Perché incarna la giusta forma che un festival dovrebbe avere oggi . Secondo me, almeno. 

Lo sguardo concentrato sul contemporaneo. L’equilibrio tra il richiamo di personalità note e la curiosità per giovani figure, ancora da scoprire. L’internazionalità. L’intuito nell’allestire, oltre alle sale, luoghi nuovi, inconsueti, nei quali ambientare eventi, e allargare fuori dalle città l’orizzonte della manifestazione. 

Infine, l’attenzione al pubblico e agli operatori internazionali, che oltre agli spettacoli, possono frequentare workshop e sharing, intensificare gli incontri, percepire la presenza e l’importanza di tutto il territorio. 

Visavi 2023 - Gorizia Dance Festival - manifesto
il manifesto di Visavì 2023

Ecco perché enti locali, ministero Mibact, organizzazioni interstatali sostengono e hanno finanziato Visavì 2023. È uno dei motori di quella economia circolare, che permette di investire allo stesso tempo in cultura, intrattenimento, turismo, imprenditoria locale. Se ci aggiungete che a nord-ovest di Gorizia si stendono le pendici del Collio, una delle più apprezzate aree vitivinicole del nostro Paese, il quadro si completa anche sul piano eno-gastronomico. 

In antiche dimore

A pochi chilometri da Gorizia, si trovano Gradisca e Cormons, cittadine con una storia singolare, piccoli centri, ricchi di segreti urbanistici. Perché non approfittare – ha pensato il direttore artistico di Visavì 2023, Walter Mramor – di queste disperse ricchezze. Gradisca per esempio, vanta una significativa galleria d’arte contemporanea, con un bel patrimonio di opere.

Da parecchi anni la coreografa Marta Bevilacqua studia, dentro i musei, il rapporto che i manufatti possono intrattenere con il lavoro dal vivo dei danzatori. Così proprio a Gradisca, città-fortezza, nella piccola corte di Palazzo Torriani, alle spalle della Galleria Spazzapan, con una performance dal titolo Four, Bevilacqua ha sperimentato inediti percorsi di visione tra gli spazi all’aperto dell’edificio, alcune sculture, il movimento dei performer. Un modo, anche, per ridare valore e senso al camminare e al guardare, con cui si affrontano di solito pigramente le visite culturali.

Four - Marta Bevilacqua - ph Nicola Merlino
Four – Marta Bevilacqua – ph Nicola Merlino

Qualcosa di simile era accaduto il giorno prima a Cormòns, dove il giardino di Palazzo Locatelli, antica dimora borghese, adesso municipio, ha offerto ai giovani interpreti della Compagnia EgriBiancoDanza la possibilità di presentare al pubblico la destrutturazione di una delle partiture più celebrate e storicizzate della danza novecentesca, La sagra della primavera di Strawinsky. Affidata qui all’algoritmo di un programma digitale e a un gioco combinatorio, aleatorio addirittura, che potrebbe perfino ribaltare il sacrificio che il compositore aveva concepito come esito della propria creazione (del resto, lo aveva fatto anche Maurice Béjart).

Visavì 2023 -Coreofonie Le Sacre - EgriBiancoDanza - ph Giovanni Chiarot
Coreofonie Le Sacre – EgriBiancoDanza – ph Giovanni Chiarot

Liberarsi. Anche dagli indumenti

La stessa intenzione vivificante che mi è parsa attraversare anche una rinnovata lettura del Bolero di Ravel. Pezzo inesorabile, che nella versione coreografica di Béjart aveva segnato il secolo scorso. Ebbene, per le compagnie di Lubiana, En-Knap, e di Zagabria, Zagreb Dance, il madrileno Jesús Rubio Gamo ha rieditato quel ritmo vorticoso, facendo compiere al gruppo larghe marce circolari che si risolvono in una gran liberazione di energie, oltre che di abiti e indumenti. Fino a far esplodere la pulsione liberatoria, panica, che intercetta il ritmo sempre più stringente della musica e ricade sul pubblico, eccitandolo, facendolo alzare in piedi (qui il trailer).

Gran Bolero – Jesús Rubio Gamo – ph Giovanni Chiarot

Molto più compassata all’opposto, la distinzione tra Girls&Boys, o meglio tra ruoli di genere, che il coreografo Roy Assaf, ha imposto ai suoi due gruppi, maschi e femmine della compagnia maltese Zfin. Spiritosi, a tratti, altre volte molesti.

Girls&Boys - Roy Assaf - ph Giovanni Chiarot
Girls&Boys – Roy Assaf – ph Giovanni Chiarot

Zappalà. Solenne. Bachiano

Al centro del cartellone di Visavì 2023 spiccava la prima ufficiale di una recente creazione di Roberto Zappalà. Il coreografo catanese è noto per l’ispirazione mediterranea, l’esuberante drammaturgia dei lavori e l’abilità nel comporre affreschi in movimento.

In Cultus, il nuovo titolo, le tante ispirazioni sembrano prendere strade diverse. Si inizia con appelli all’affrancarsi dalle dittature e con una carrellata di sonetti shakespeariani in lingua originale, cui fa seguito un divertente e colorato numero di liscio: una mazurka romagnola intesa arditamente come citazione dalla tradizione musicale italiana.

È solo dopo, che l’atmosfera mondana si disperde, i colori si stemperano, e sulla sontuosa partitura di David Lang (Little Match Girl Passion, ispirata al racconto della piccola fiammiferaia), Zappalà fa crescere un pezzo di danza teso, intenso, solenne, bachiano, che ferma gli occhi. Difficile resta capire come i primi capitoli di Cultus, più sbarazzini, si mettano in rapporto con l’ultima parte. Sarà il tempo, forse, a spiegarlo. O a separare le sequenze.

Cultus – Roberto Zappalà – ph Guido Mencari.

Oggettivamente bello

Accanto a questi titoli di richiamo, Visavì 2023 includeva spettacoli oggettivamente belli. Di Gli anni, lavoro che Marco D’Agostin ha dedicato a Marta Ciappina, ho parlato dal debutto al festival Vie di Modena (vedi qui).

Rivederlo, mi ha convinto che si tratta di uno dei titoli che più mi hanno colpito e coinvolto quest’anno. Io voterò ai Premi Ubu, voi intanto guardatevi il trailer su YouTube.

Anche a Un discreto protagonista, dove Damiano Ottavio Bigi duetta con Lukasz Przytarsk, ho già accennato altre volte. Vedo in questo sobrio danzatore italiano, che porta in sé tracce del percorso di formazione con maestri come Pina Bausch e Dimitris Papaioannou, la capacità di coniugare la discrezione del titolo (frutto anche della collaborazione con Alessandra Paoletti) e una allegra disinvoltura di movimenti, a tratti ironica, a tratti sperimentosa, a tratti frivola, che tiene sempre all’erta lo spettatore lungo tutta una tavolozza visiva e musicale (da Vivaldi e Caldara al Jumpin’ Jive di Cab Calloway). Il trailer è qui.

Un discreto protagonista - Fritz Company
Un discreto protagonista – Fritz Company

Visavì 2023 nella rete

Non mi sono fatto un’idea precisa, infine, riguardo alla creazione che l’artista slovena Mala Kline ha dedicato al rapporto, intensissimo, con il proprio padre. Nella rivisitazione di quel rapporto e della sua vita, anche grazie ai film di famiglia, i mitici super-otto, Kline ricostruisce un mondo personalissimo, ora intimo, ora doloroso. Che solo il lavorìo sonoro del violoncello di Kristijan Krajnčan riesce ad alleviare.

PanAdria, una rete internazionale di operatori di settore, ha individuato in questo Memoria, un progetto su cui puntare risorse per la sua crescita. 

Visavì 2023 - Memoria - Mala Kline - ph Giovanni Chiarot
Memoria – Mala Kline – ph Giovanni Chiarot

E siccome ho la tendenza fidarmi, credo che rivederlo in una fase più avanzata potrà chiarire a me, e non solo a me, parecchie idee. Se vi capitasse di incrociarlo non esitate però a vederlo. E fatemi poi sapere le vostre impressioni.

(*) postscriptum : quel confine di Stato italo-sloveno che fino a ieri sembrava così attraversabile, invisibile quasi, oggi si è di nuovo fatto stretto. Per “ragioni di sicurezza”, nei prossimi giorni si registreranno sospensione del Trattato di Schengen, controlli di frontiera, eventuali respingimenti. E siamo dentro l’Unione Europea. Non sempre la storia, e chi la determina, fanno passi avanti. I dietrofront sui diritti sono dietro l’angolo.

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VISAVÌ 2023
Gorizia Dance Festival
direzione artistica Walter Mramor
coordinamento Sara Pastorcich
organizzazione Chiara Cardinali, Maria Chiozza, Tatiana Castellan
ufficio stampa Martina Apollonio

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