Pasolini nudo e l’ostinazione del vero

Nell’ottobre del 1975, qualche settimana prima della tragica notte all’Idroscalo, Pier Paolo Pasolini commissionò al fotografo Dino Prediali una serie di fotografie che lo ritraevano nudo. “Ti chiedo solo di farlo come se venissi sorpreso o, meglio, come se non mi accorgessi della presenza di un fotografo. Solo in seguito mi comporterò come se intuissi la presenza di qualcuno che mi spia di nascosto“.

Pasolini nudo - ph Dino Previali
ottobre 1975 – ph. Dino Previali

Da quel servizio fotografico, 78 immagini, che nelle intenzioni dello scrittore avrebbero dovuto accompagnare la pubblicazione di Petrolio, ma soprattutto da una serie di articoli che tra il 1968 e il 1970 Pasolini aveva scritto per la sua rubrica, intitolata Il caos, sul settimanale Tempo, è partito il lavoro di Diana Höbel, ideatrice, autrice, attrice.

Il suo Pasolini – il Caos contro il Terrore, prodotto da La Contrada si replica fino a domani sera al Teatro dei Fabbri, a Trieste.

Teatro come incenso. Pagine corsare

Lavoro documentario, ma al tempo stesso molto personale, in cui Höbel riprende in mano quegli articoli, per forza di cose corsari, e li rilegge alla luce del presente. Meglio: alla luce della presenza di Pasolini nel presente. Sollecitata, anzi parecchio contrariata, dalla mole di materiali e dall’incenso che lo scorso anno (il centenario della nascita) hanno santificato, mercificato, definitivamente consumato PPP.

Proprio lui, pubblica accusa in tutti i processi, passati e presenti, al consumismo.

Pier Paolo Pasolini - immagine di Paolo Cervi Kervischer
PPP – immagine di Paolo Cervi Kervischer

L’orticaria

Chi segue questo blog, probabilmente sa quante volte la celebrazione teatrale di anniversari e ricorrenze mi abbia procurato l’orticaria. Niente di più noioso, fastidioso, mercantile, a volte repellente, degli spettacoli che negli scorsi anni hanno festeggiato i cento, duecento, mille anni, dalla nascita o dalla morte di Leonardo Da Vinci, Primo Levi, Dante Alighieri, Pier Paolo Pasolini. Per non parlare della prima guerra mondiale e dell’attuale revival di Italo Calvino (nato il 15 ottobre del 1923). Poi, “passato il santo, passata la festa”.

Per fortuna, mia e sua, la riflessione di Diana Höbel arriva adesso fuori tempo massimo (Pasolini era nato nel marzo del 1922) e fin da principio si intuisce che non siamo di fronte a uno spettacolo d’occasione. Sembra piuttosto essere nato da una convinzione.

Convinzione come quella che l’aveva spinta, anni fa, a scrivere e portare in scena un testo sulla Ferriera di Servola, a Trieste (l’altoforno ora dismesso e in parte demolito). Allestimento molto documentato anche quello, appassionato e avvincente. Al quale era seguito un mio commento, che per molti mesi è stato uno tra gli articoli più letti di questo blog.

Sai chi era Pasolini? No

Bisogna ora risalire a un anno fa, quando Höbel viene chiamata in una scuola superiore per tenere un laboratorio teatrale su PPP, indirizzato agli studenti del quinto anno. Maturandi. Cinque gli iscritti: quattro ragazze, un ragazzo. “Conoscete Pasolini?”. “No”. “Sapete cosa è stato il Sessantotto?”. “No”.

Non è davvero il caso di indulgere al piagnisteo sulla perdita della memoria nazionale. Anzi, della memoria tout court.

Semmai, bisogna rimboccarsi le maniche. Dare agli adolescenti, alla generazione Z (i nati nei primi dieci anni del 2000), l’opportunità di sapere e capire cos’è successo nell’ultimo cinquantennio. Cioè: qual è stata l’adolescenza dei loro genitori.

immagine di Paolo Cervi Kervischer
immagine di Paolo Cervi Kervischer

Ma anche dare a noi stessi (i loro genitori,appunto, noi boomer) un’occasione per capire che cosa sia successo, che cosa abbia ribaltato irrevocabilmente la scala di valori su cui si fonda, in questi ragazzi, la percezione e la conoscenza del passato. Del passato prossimo soprattutto.

Il falso e il vero delle nostre vite

Höbel è molto brava nel mettere assieme tutti i materiali che sono necessari per ricostruire il quadro. Ha fatto ricerche, ha riletto libri, ha scavato dentro Google e YouTube, ha sfruttato genialmente i prestiti bibliotecari. 

È stata brava anche sul piano didattico. Ha fatto vedere ai ragazzi il film Teorema (1968). E quelli, senza aver mai incrociato e pronunciato le parole contestazione, alienazione, conflitto di classe, hanno capito quasi tutto.

Chi è il misterioso visitatore (“Arrivo domani”) che in Teorema mette fine al monotono vivere borghese di una famiglia? (ndr: e che famiglia! Silvana Mangano, Laura Betti, Massimo Girotti, Adele Cambria, l’ospite è interpretato da Terence Stamp e c’è pure il poeta Alfonso Gatto).

L’ospite è Dio, lo capiscono presto i ragazzi, istradati anche dalla musica di Ennio Morricone. Il Dio che in nome del Vero, mette a nudo il vuoto ordinario di quella ricca famiglia borghese e cambia e distrugge. Il Dio che “rivela la falsità della loro precedente vita” .

Betti, Pasolini, Girotti, Mangano e Stamp sul set di Teorema
Betti, Pasolini, Girotti, Mangano e Stamp sul set di Teorema

Non solo Teorema. Lo spettacolo di Höbel mette in fila molti dei punti più importanti del Pasolini corsaro: dai processi per oscenità al caso Braibanti, dalla poesia in difesa dei poliziotti a Valle Giulia – “Vi odio, cari studenti…” titolava L’Espresso – fino alla complessa vicenda che coinvolge Montedison, Enrico Mattei, Eugenio Cefis e la stesura di Petrolio, pubblicato poi postumo nel 1992.

Il testo intercetta i pensieri e gli scritti di Enzo Biagi, Rossana Rossanda, Elsa Morante, Franco Fortini, Maria Antonietta Macciocchi, Elvio Facchinelli. Lo spettacolo collega poi quelle figure e quei punti con grandi archi, tornando a sottolineare più volte, sempre, come alla base del lavoro di Pasolini ci sia sempre la ricerca del vero, l’ostinazione e l’ossessione del vero.

Della nuda verità, così come nudo, esposto, alla fine è lui nelle fotografie di Prediali (l’ultima viene scattata pochi giorni prima della notte del 2 novembre 1975).

Pasolini nudo - ph Dino Previali
ottobre 1975 – ph Dino Previali

Alle spalle della perfomer

Per Pasolini – il Caos contro il Terrore si dovrebbe parlare di un formato reading. Ma il commento musicale e sonoro che, alle spalle della performer, viene via via costruito dalla chitarra e dal live electronics del duo Baby Gelido (Daniele e Stefano Mastronuzzi) dà un atmosfera e spessore all’allestimento. Che utilizza pure gli acquarelli di Paolo Cervi Kervischer, i quali restituiscono, per evocazione, il teso spirito del tempo.

immagine di Paolo Cervi Kervischer
Gli scontri a Villa Giulia – immagine di Paolo Cervi Kervischer

È un lavoro, questo, che certo guarda indietro. Ma ha come principale riferimento il presente, e gli adolescenti: la generazione Z, che quel passato ignora. A torto, oppure a ragione.

I pericoli di IA

Dico a ragione e aggiungo una mia riflessione. Al posto di demonizzare le intelligenze artificiali (e il loro agente segreto oggi più famoso Chat GPT), al posto di strapparsi i capelli di fronte ai rischi impliciti nel metaverso, nella post-verità, nel trans-umanesimo, non sarebbe più utile e efficace analizzare e capire quel che succede. A noi, nati nel 1900. A loro nati nel 2000. Potremmo scoprire, per esempio, che la Verità sta perdendo il ruolo di valore cardine. Pericoloso?

Chi lo sa. Per Socrate e poi per Platone l’invenzione della scrittura era sospetta, pericolosa, velenosa. Per la Chiesa di Roma, l’invenzione della stampa a caratteri mobili e la conseguente libera interpretazione della Bibbia erano temibili. Pericolosissime. Sappiamo ciò che è successo dopo. E quanto siamo in debito oggi con la scrittura e la stampa. Ma ci sono voluti cinque secoli e la sociologia per capire che cosa abbia veramente significato la nascita della Galassia Gutenberg e del’homo tipographicus

Oggi ce la vediamo con il digitale. E non c’è forse bisogno di ripetere che le grandi rivoluzioni, i salti senza ritorno nella storia dell’umanità, dipendono dall’evoluzione delle tecnologie.

Pasolini, nel secolo scorso, puntava il dito contro il capitalismo tecnocratico. Oggi il capitalismo è un altro, ma l’attuale tecnocrazia andrebbe capita, studiata, analizzata, criticata. Non con le chiacchiere su Facebook e altri social, ma a fondo. Come faceva Pasolini con il Sessantotto. Nel Sessantotto.

Diana Höbel - locandina spettacolo
Diana Höbel

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PASOLINI. IL CAOS CONTRO IL TERRORE
di e con Diana Höbel
musiche originali dal vivo dei Baby Gelido – Daniele e Stefano Mastronuzzi
produzione La Contrada Teatro stabile di Trieste
al Teatro dei Fabbri – Trieste, fino a sabato 28 ottobre 2023 (ore 20.30)

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