Fabrizio Sinisi e Fabrizio Arcuri. Scrivere il teatro. Al presente

Black star è un nuovo testo di Fabrizio Sinisi, che Fabrizio Arcuri porta in scena. L’analisi cruda, senza speranza, di come si costruisce e si esercita la violenza a matrice razzista. Anche laddove non regna il razzismo. Oggi e non solo oggi.

Black Star debutta il 23 novembre a Udine, nella stagione di Teatro Contatto 42. Lo presenteranno, subito dopo, il Teatro Astra a Torino (dal 30 novembre) e il Fabbricone a Prato (dal 7 dicembre) co-produttori dello spettacolo assieme a CSS di Udine.

Edward e Nancy Kienholz – Five Car Stud

Al presente

Un teatro al presente non può essere un teatro che descrive, oggi, l’annientamento di Gaza, o l’invasione dell’Ucraina, o che fa l’elenco delle donne uccise dai maschi.

Il teatro non sopporta la realtà immediata, il documento, l’esplosione della notizia. Il teatro, anche quello più realistico, quello più politico, fa estrazione della realtà, la processa, la cristallizza. Non la riproduce. Ne crea un’altra, non meno vera, forse più credibile. Perché ne mostra lo scheletro, nudo, disturbante.

Fabrizio Sinisi con le armi del drammaturgo, e Fabrizio Arcuri con quelle della regia, hanno scritto assieme Black star: l’indagine sui modi in cui si costruisce e esercita la violenza a matrice razzista.

Black Star Css Udine Teatro Contatto locandina

Arte e linciaggio

Ciò che aveva anche fatto, alla fine degli anni Sessanta, Edward Kienholz, l’artista statunitense di Five Car Stud. Con manichini in gesso, a grandezza naturale, aveva riprodotto il linciaggio e l’evirazione di un giovane afroamericano da parte di cinque bianchi, i volti coperti da oscene maschere di Halloween, alla luce dei fari delle loro cinque automobili.

La creazione – angosciante, repellente, trash art, per chi all’arte chiede solo salvazione e bellezza – è stata una delle diverse fonti a cui drammaturgo e regista si sono ispirati nel comporre Black Star.

Che non parla dell’America e delle mai assopite derive razziste, né di black lives matter, ma di come il fluido impetuoso della violenza stia, oggi ancora e soprattutto, nel linguaggio. Ne sa qualcosa la generazione che si nutre solo di social.

Edward e Nancy Kienholz - Five Car stud
Edward e Nancy Kienholz – Five Car stud

Dice Fabrizio Sinisi: “Proprio perché costituisce il centro del testo, la violenza non è mai rappresentata, ma solo detta, recitata, raccontata. Come nella tragedia classica – di cui questo testo prova a essere un estremo ripensamento contemporaneo – in Black Star c’è la convinzione che la violenza può essere affrontata solo quando la si mette al centro del linguaggio”.

Corpo erotico, capro espiatorio

Black Star sono quattro episodi: ciascuno con un diverso protagonista e una (apparentemente) diversa vicenda. Nel primo, una donna di mezza età, colta, affluente, s’innamora di un immigrato clandestino. Nel secondo, un cruento episodio di cronaca. Nel terzo, una crisi matrimoniale. Nel quarto, un raid a sfondo razzista nella periferia di una grande città.

Un solo elemento accomuna questi quattro quadri: la presenza di un giovane immigrato afrodiscendente di nome Grock, che attraversa le vicende in modo ambiguo, sfuggente, assumendo via via su di sé i più diversi significati: corpo erotico, avversario politico, vittima sociale, capro espiatorio.

Aggiunge Fabrizio Arcuri: “Sono le circostanze in cui nasciamo e cresciamo che ci rendono più o meno fortunati. Noi, oggi, qui, siamo cittadini fortunati di uno stato ricco bianco e di questa parte del mondo. Questo non è il risultato delle nostre capacità o delle nostre scelte, ma della fortuna”.

Fabrizio Arcuri e Fabrizio Sinisi - ph Alice Durigatto
Fabrizio Arcuri e Fabrizio Sinisi – ph Alice Durigatto

Black star. Dentro al fuoco dell’odio

La ricostruzione del razzismo, che oggi il nostro sguardo europeo si ingegna a relegare ai tempi del colonialismo, si alimenta invece con le parole, anche quelle più quotidiane. E a nulla serve distinguere tra buonismo e cattivismo. L’inclusività è una foglia di fico che il fuoco dell’odio incenerisce presto.

A differenza di The old oak, il film recente di Ken Loach , che inquadra il problema sul piano sociologico, e si chiude con una nota di solidale ottimismo, Black Star ne fa una questione di persuasione linguistica. Alla quale è ben più difficile opporre le pratiche dei buoni comportamenti.

Anche Alessandro Berti, nelle tre parti del suo polittico Bugie bianche, aveva affrontato il problema del colore delle pelli e del loro subdolo immaginario, partendo proprio dalle pratiche del corpo.

In due, lontani dal realismo

Ha sempre cercato scritture contemporanee, Fabrizio Arcuri. Dalla fondazione dell’Accademia degli Artefatti (siamo negli anni ’90). Attraversando la stagione più fortunata della nuova drammaturgia britannica (Martin Crimp e Tim Crouch, ma anche Sarah Kane, Mark Ravenhill, Dennis Kelly). Modellando long-format di scena (dai Materiali per una tragedia tedesca di Tarantino agli affreschi del Ritratto di una capitale e Ritratto di una nazione per il Teatro di Roma). Fino a questa stretta di mano forte con Fabrizio Sinisi.

Gli ho chiesto di parlarmi di questa collaborazione. Sentite qua.

Fabizio Arcuri

Partito dai drammaturghi poeti (Testori e Pasolini), Sinisi ha rivestito il ruolo di dramaturg nelle creazioni di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi, e in parallelo ha sviluppato un proprio percorso poetico, che ha poi influenzato il suo scrivere per il teatro.

Dice di sé: “Ciò che più mi interessa, nel lavoro drammaturgico, è la possibilità di trasfigurare il reale perché ne emerga il suo carattere più vero”. E ancora: “Il naturalismo m’interessa poco. Credo in un teatro che non sia un commento all’esistente”,

– – – – – – – – – – –
BLACK STAR
testo Fabrizio Sinisi
regia e luci Fabrizio Arcuri
interpreti Gabriele Benedetti, Martin Chishimba, Michele Guidi, Aglaia Mora, Maria Roveran
scene e costumi Luigina Tusini
musiche composte ed eseguite dal vivo da Giulio Ragno Favero

una co-produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, Teatro Metastasio di Prato, TPE – Teatro Piemonte Europa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.