Matteo Spiazzi e quelle sue fiabe sulle età maiuscole

È un regista che conosce il mondo, Matteo Spiazzi. Anche se è il mondo particolare che noi, con gli occhi dell’Occidente, abbiamo sempre chiamato Europa Centrale. Spiazzi ha lavorato in Austria, Slovenia, Bielorussia, Ucraina, Polonia, Estonia, Lituania. Anche Mosca, quando Mosca era tutto sommato diversa. In quel mondo teatrale lui è di casa.

Così l’ho raggiunto a Celje, Slovenia settentrionale, dove qualche giorno fa ha debuttato il suo nuovo spettacolo, Paradiž.

Paradiž, ansambel SLG Celje, regia Matteo Spiazzi - ph: Uroš Hočevar
Paradiž, ansambel SLG Celje, regia Matteo Spiazzi – ph: Uroš Hočevar

Direzione Est

Cresciuto a Verona, con una tappa di formazione a Udine alla Nico Pepe, Spiazzi ha ben presto scelto la direzione che lo portava a est. Dove ha cominciato a proporre ciò che meglio conosceva: lo stile e le tecniche della Commedia dell’Arte.

A poco a poco le cose sono cambiate: della commedia delle maschere ha conservato appunto quelle. E messa da parte la mezza maschera – il volto dell’Arlecchino di Soleri, o del Pulcinella, per intenderci – ne ha ideate di nuove, attuali, a volto pieno, affidandole anche a maestri mascherai. Ora, per esempio, lavora assieme a Alessandra Faienza, archeologa e scultrice, che proviene dalla nobile scuola dei Sartori.

Volti segnati, caratterizzati, caricaturali, a volte anche neutri. Che in un’unica espressione, fissano un tipo, un’attitudine, un universo personale. Starà poi agli interpreti che le indossano modellare un corpo attorno ai personaggi: i movimenti, gli stati d’animo, le emozioni. Senza pronunciare una sola parola. È la specialità di questi spettacoli. Che così superano anche l’ostacolo linguistico: dall’Italia alla Slovenia, dalla Bielorussia fino ai Paesi Baltici.

Alessandra Faienza - maschera realizzata in worbla
Alessandra Faienza – maschera realizzata in worbla

Siamo proprio all’opposto del realismo stanislavskiano. Ed è forse per questo, che in quell’Europa che ancora oggi ne onora il Metodo, i lavori di Spiazzi sono piaciuti.

Sono piaciuti pure – e nessuno se l’aspettava – anche ad Addis Abeba, capitale non esattamente centroeuropea. Dove con giovani attori locali e studenti ha creato, Album di famiglia, storia di una famiglia etiope non convenzionale, progetto che ha coinvolto l’Università e il Teatro Nazionale Etiope.

manifesto Album di famiglia - Addis Abeba - Etiopia

Fuga da Kiev

Ma l’aneddotica esige che si parli anche della sua avventura a Kiev, febbraio 2022. Nella capitale ucraina, Spiazzi e la coreografa Katia Tubini stavano preparando uno spettacolo ispirato a Ballando ballando di Ettore Scola, con gli attori della Національна оперета України, il Teatro Nazionale dell’Operetta.

Come in altre occasioni, pedagogo oltre che regista, Spiazzi era arrivato a Kiev già a dicembre 2021, per il lavoro di preparazione. Tutto secondo i piani, tranne il momento. 

Il 24 febbraio 2022, l’invasione delle forze armate russe ha cambiato la vita in Ucraina. Non solo quella dei teatri, ovviamente. A pochi giorni dal debutto, Spiazzi, Tubini, gli attori, si sono ritrovati ammassati in un rifugio, dal quale hanno cominciato a documentare via whatsapp, la situazione che precipitava.

È stato solo pochi giorni dopo che, avventurosamente, in pulmino, via Moldavia e Romania, sono riusciti a rientrare in Italia, grazie al lavoro delle ambasciate. Rammaricati per aver lasciato a Kiev, pena la legge marziale, i loro compagni di lavoro.

Family Album – Left Bank Theatre (Kyiv, Ukraine) – ph: Anastasiia Mantach

Alcuni delle ragazze e dei ragazzi coinvolti in questo spettacolo hanno tra i diciassette e i diciannove anni, ora siamo in contatto con loro, sono soli a casa o nelle cantine, e quelli più giovani con cui ho parlato stanno valutando di entrare nella Resistenza armata. Stanno iniziando infatti a organizzarsi gruppi di civili, ed è terribile che a diciannove anni si debba fare la guerra” scriveva in quei giorni di apprensione.

Spiazzi in Slovenia

Almeno oggi, non giungono forti gli echi di guerra a Celje – Slovenia settentrionale – che dista poco più di un centinaio di chilometri dal confine italiano. Il teatro locale – SLG Celje – ha programmato lo spettacolo Paradiž, commedia amara in questo mese di dicembre (perfino il 31, San Silvestro, poi tutti a festeggiare).

Vedetevi il trailer, poi provo a raccontarvelo.

Potrei raccontarlo così

Nella casa di riposo ci si sveglia presto. E la sala comune si riempie di ogni tipo d’anziano. Chi vorrebbe leggere il proprio libro in santa pace. Chi preferisce ascoltare musica popolare alla radio. C’è l’ex militare con le medaglie appuntate in petto, il pensionato abituato a cavarsela lavorando di cacciavite e martello, la signora di una certa classe, bastone, borsetta elegante in grembo, costretta sulla sedia a rotelle. Un’altra che vaga dal divano al tavolo con il deambulatore.

Paradiž, ansambel SLG Celje, regia Matteo Spiazzi - ph: Uroš Hočevar
ph: Uroš Hočevar

Il personale – tre svelte operatici socio-assistenziali – è severo, ma un po’ cialtrone. E la porta del bagno si presta a un continuo va e vieni. Personaggi carichi di sentimento, come l’uomo che non si separa mai dall’urna con le ceneri della moglie, oppure disinvoltamente ironici, clamorosamente comici. Il mercatino nero è gestito da una furbona che spaccia tutto ciò che che è proibito: sigarette, vodka, patatine … Non una sola parola, ma un sacco di musica. 

Una fiaba sulle età maiuscole

Perché quei corpi, e quei volti fissati in un’unica espressione, non raccontano una storia, ma tanti piccoli episodi, di ostilità e comprensione, di Parkinson e Alzheimer, acciacchi ridicoli e passate storie d’amore: una fiaba sulle età maiuscole.

Un micromondo vegliardo, fragile, che con i suoi tic e le sue ossessioni, i rancori e gli affetti, si presta a una comicità che non è pantomima, ma costruzione di maschere sociali, diverse per genere, censo, carattere, opportunità, stato di salute. Più spesso divertenti che tristi.

Paradiž, ansambel SLG Celje, regia Matteo Spiazzi - ph: Uroš Hočevar
ph: Uroš Hočevar

Molti e molto ripetuti i sorrisi tra il pubblico (che non è affatto formato da anziani) e anche qualche lacrima di commozione.

Tanto per ricordarci che il mondo, pure quello chiuso in una casa di riposo per anziani, non è né bello né brutto. A volte può essere sorprendente, mezzo inferno e mezzo Paradiž.

Paradiž, ansambel SLG Celje, regia Matteo Spiazzi - ph: Uroš Hočevar
ph: Uroš Hočevar

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PARADIŽ
regia Matteo Spiazzi
dramaturg Tatjana Doma 
scene Primož Mihevc 
costumi Dajana Ljubičić 
ideazione e realizzazione maschere Alessandra Faienza 
suono Mitja Švener
luci Gregor Počivalšek

cast: Žan Brelih Hatunić, David Čeh, Maša Grošelj, Lucija Harum, Aljoša Koltak, Rastko Krošl, Urban Kuntarič, Manca Ogorevc, Lučka Počkaj, Tanja Potočnik, Branko Završan

produzione SLG Celje (Slovenia)

4 risposte a “Matteo Spiazzi e quelle sue fiabe sulle età maiuscole”

  1. Grazie molte, sono molto interessata anche a capire se lo spettacolo si può portare in Italia , ne hai notizia? Un saluto caro
    Cristina Palumbo

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