Nel lungo tramonto dell’Europa, ci fa strada Joseph Roth

Quella grande guerra venne giustamente chiamata guerra mondiale, e non già perché l’ha fatta tutto il mondo, ma perché noi tutti, in seguito ad essa, abbiamo perduto un mondo, il nostro mondo”.

Come molti romanzi che raccontano la Finis Austriae, e anche più altri, La cripta dei Cappuccini di Joseph Roth rende ragione di un tramonto. Una trasformazione epocale che ancora non si è compiuta fino in fondo.

Di questo – di passati lontani, ma anche prossimi, addirittura recenti – parla Inabili alla morte / Nezmožni umreti, il nuovo progetto che Mittelfest, il festival mitteleuropeo di Cividale del Friuli, ha ora in cantiere.

le bare degli Asburgo nella Cripta dei Cappuccini a Vienna
le bare degli Asburgo nella Cripta dei Cappuccini a Vienna

Format mitteleuropeo

È un progetto lungo, allargato, articolato. Un long-format di teatro, radiofonia, digital podcast, editoria, televisione. Un proponimento che intreccia passato e presente, storia e memoria, popoli e individui. E con il quale Mittelfest e i suoi partner internazionali si presenteranno all’appuntamento del 2025, Gorizia e Nova Gorica Capitale Europea della Cultura: GO! 2025.

Inabili alla morte / Nezmožni umreti è stato presentato nei giorni scorsi a Milano, al Piccolo Teatro, e a Lubiana, all’Accademia di Scienze e Lettere : un’iniziativa di spettacolo dal vivo (e non solo) che impegnerà nei prossimi mesi il festival di Cividale del Friuli assieme al Teatro Nazionale Sloveno di Nova Gorica, con la partnership di Rai RadioTre e sede di Rai Friuli Venezia Giulia, Radiotelevisione slovena, Ars Program.

Un mandato culturale commissionato dalla Regione Friuli Venezia Giulia a una cordata di largo respiro che ha garantito al progetto l’accoglienza nella programmazione ufficiale di Go! 2025.

Infinito tramonto

Quel titolo – come una lapidaria iscrizione – proviene da una pagina di La cripta dei Cappuccini, romanzo-affresco nel quale lo scrittore austriaco Joseph Roth (1884-1939) – uno fra i più insigni cantori di ciò che è stata la Mitteleuropa – raffigurava temi, vicende e personaggi che da sempre rappresentano uno dei temi di Mittelfest, la Finis Austriae: quella trasformazione epocale che più di un secolo fa vide l’Europa coinvolta prima nella più grande guerra che il nostro continente avesse mai affrontato.

E poi la sua profonda metamorfosi, la perdita del suo primato, il lungo, infinito tramonto di un continente. Ciò di cui anche il filosofo Oswald Spengler parlava in un suo celebre libro, dal titolo spesso citato, ma molte volte a sproposito: il tramonto dell’Occidente.

In realtà quel tramonto – annunciato in molti capolavori della letteratura novecentesca, cesellato dai più eccellenti tra gli scrittori, Elias Canetti, Karl Kraus, Franz Kafka, Miroslav Krleža, naturalmente lo stesso Roth, indagato nelle stringenti argomentazioni di Claudio Magris sul “mito asburgico” – quel tramonto, noi europei contemporanei lo stiamo ancora vivendo.

manifesto Inabili alla morte - Mittelfest 2024-2025

Tre spettacoli, due podcast bilingui, una pubblicazione

“Dovevamo essere tramontati da un pezzo, e siamo invece ancora qua, invece”, ha detto Giacomo Pedini, direttore di Mittelfest e ideatore di Inabili alla morte, presentando l’intero progetto in tutte le sue articolazioni alla stampa internazionale, nel chiostro del Piccolo Teatro a Milano.

Il format teatrale prevede tre diversi spettacoli (maggio 2024, novembre 2024, e settembre 2025, con una tournée e l’allestimento finale dell’intera trilogia ). Ma anche la loro trasposizione radiofonica, bilingue, inserita nel palinsesto Rai, nelle teche Rai Play Sound, nelle trasmissioni di Rtv Slovenija, inoltre un documentario televisivo e una pubblicazione. 

Una convergenza larga di produttori, ma soprattutto un lungo arco storico, che prenderà le mosse dal romanzo di Roth (La cripta dei Cappuccini, rielaborato per il teatro dal dramaturg Jacopo Giacomoni e con la regia dello stesso Pedini).

copertina Roth Cripta Cappuccini Adelphi

Ma si estenderà nella seconda parte agli anni Sessanta della Jugoslavia (Cercando la lingua perduta, frutto del lavoro di scrittura di una delle più interessanti figure della cultura slovena contemporanea, Goran Vojnović, e con la regia del polacco Janusz Kica). Per poi toccare gli anni Novanta, quelli da poco trascorsi, nella terza parte (L’alba dopo la fine della storia, a cui sta mettendo mano lo scrittore e conduttore radiofonico Paolo Di Paolo, assieme al compositore Cristian Carrara e alla Fvg Orchestra).

La perdita del primato

Saranno poi Rai RadioTre, la sede Rai del Fvg, Radio Slovenija a trasformare i tre spettacoli in produzioni radiofoniche, affidandole ai canali podcast sempre più frequentati dai contemporanei fruitori di prodotti culturali. “Perché al di là al consumo turistico della Mitteleuropa, della piacevolezza delle passeggiate che si possono oggi fare a Lubiana, come a Cracovia – ha spiegato Pedini – ciò che conta è capire che questa questa trasformazione, questa perdita del primato culturale, noi europei la stiamo ancora vivendo, e sono gli artisti contemporanei a darcene la consapevolezza”.

Gli hanno fatto eco Marko Bratuš, direttore artistico dello SNG di Nova Gorica, e Stojan Pelko, responsabile del programma culturale di Go! 2025, ricordando quali siano le opportunità che la nomina a Capitale della Cultura Europea delle città gemelle di Gorizia e Nova Gorica, offrono al territorio transfrontaliero. Dove la dualità, ideologica e linguistica, da momento di contrapposizione e conflitto, soprattutto nei decenni della Guerra Fredda, si è trasformata oramai in volano economico e culturale.

Il confine italo-sloveno a piazza della Transalpina - Gorizia ph Luca A. d'Agostino
Il confine italo-sloveno a piazza della Transalpina – Gorizia – ph Luca A. d’Agostino

Modello che potrebbe essere imitato anche altrove, laddove vi fosse la volontà e la prospettiva politica. Sottolineate anche da Mario Anzil, vice-presidente della Regione Fvg con delega alla Cultura: “Regioni di frontiera sono sinonimo di culture di frontiera – ha detto – e plurilinguismo significa anche policentrismo”.

Bevendo, nella cripta dei cappuccini

Non è mancato fra tanti contributi alla presentazione, quello di Natalino Balasso, che vestirà gli abiti di Francesco Ferdinando Trotta, protagonista-narratore del romanzo di Roth.

Natalino Balasso - ph Massimo Battista
Natalino Balasso vestirà gli abiti del protagonista di La cripta dei Cappuccini

L’attore ha ricordato quanto l’addentrarsi in La cripta dei Cappuccini gli sia stato utile a dirimere la falsa credenza, a metà tra ironia e Witz ebraico, che lo ha portato per oltre cinquant’anni a credere che quel luogo, tanto famoso, fosse “una mescita sotterranea di bevande calde”. I cappuccini di Roth, insomma.

Con buona pace dell’altro grande personaggio dello scrittore austriaco, di origine ucraina e morto a Parigi: il suo santo bevitore.

– – – – – – – – – – –
Il progetto

La cripta dei Cappuccini di Joseph Roth
debutto 11 maggio 2024 , Teatro Verdi – Gorizia
regia Giacomo Pedinii
produzione Mittelfest

Cercando la lingua perduta (titolo provvisorio) di Goran Vojnović 
debutto novembre 2024, SNG Nova Gorica (Slo)
regia Janusz Kica
produzione SNG Nova Gorica

L’alba dopo la fine della storia (titolo provvisorio) di Paolo Di Paolo 
debutto 20 settembre 2025, Teatro Verdi – Gorizia
produzione Mittelfest

I podcast radiofonici, in versione italiana e slovena saranno una co-produzione Mittelfest con Rai FVG per Rai Radio3 e SNG Nova Gorica, con Radio Slovenija – Program Ars.

[L’ articolo è stato pubblicato sul quotidiano di Trieste, IL PICCOLO, il giorno 18 gennaio 2024]

Una risposta a “Nel lungo tramonto dell’Europa, ci fa strada Joseph Roth”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.