Bidibibodibiboo. Una favola per oggi, sul tempo e sul lavoro

Dopo il debutto a La Spezia e le repliche a Teatro Contatto a Udine, Bidibibodibiboo di Francesco Alberici arriva tra qualche giorno (dal 20 febbraio al 3 marzo) al Piccolo di Milano, sala Grassi.

Salvatore Aronica, Francesco Alberici - ph Francesco Capitani
Salvatore Aronica, Francesco Alberici – ph Francesco Capitani

Tutta un’altra musica

La prima cosa a cui Pietro dovrebbe pensare quando si sveglia è il suo lavoro, il suo incubo, la sua devastazione. E invece dice: “La prima cosa a cui penso al mattino è soltanto la musica”. 

Pietro lavora in una di quelle multinazionali nelle quali a tutti piacerebbe lavorare. Quelle che nel momento iniziale del reclutamento promettono: “rispettiamo il coraggio e l’originalità di pensiero, difendiamo idee, confrontiamo angolazioni di pensiero”. E prospettano poi “un percorso professionale basato sul senso di comunità”. Insomma, avete capito quali. Quelle in cui vorreste lavorare anche voi.

Credetemi, non è così

Da quando Pietro è stato ha assunto a tempo indeterminato, ha scoperto che le cose non stanno così. Appunto. Da 74 chili che pesava, Piero ha superato gli 80, e adesso è sugli 86. La psoriasi che all’inizio aveva colpito le gambe, ora gli rovina la faccia. La sua posizione in azienda precipita ogni giorno di più. Una via crucis.

Alla macchinetta del caffè, la sua capa, in maniera informale, amichevolissima, gli rimprovera performance sotto media e lo incoraggia. Ma gli ventila pure il licenziamento. Magari non usa proprio questa parola, dice opzioni alternative e sfidanti, dice exit strategy. Che, in quelle aziende, vuol dire la stessa cosa.

Pietro comunque dice: “Quando mi sveglio, la prima cosa a cui penso è ancora e soltanto la musica”. 

Bidibibodibiboo - Francesco Alberici- ph Francesco Capitani
Francesco Alberici, Daniele Turconi – ph Francesco Capitani

Pietro e Daniele

La storia di Pietro ce la racconta suo fratello, Daniele. Che invece lavora in teatro: attore, autore, regista. Professione creativa, che dà soddisfazioni. Daniele ha chiesto a Piero se può presentare al suo pubblico quella storia. Ci ha costruito sopra un copione, ci ha vinto un premio di drammaturgia, ora sta per andare in scena con lo spettacolo. Lavorare con l’arte è mestiere che tutti vorremmo fare. Creativo.

Ma è davvero così? È la domanda che ci rivolgeremo, noi spettatori, a fine spettacolo. Davvero esiste un divario, uno scarto radicale tra chi ha scelto la strada della creatività (del teatro, della musica, e del precariato perenne, va aggiunto) e chi ha scelto la sicurezza del posto fisso, la routine della scrivania (e la logica massacrante della competitività, dentro l’azienda, tra colleghi, e fuori dell’azienda, tra competitors).

E Pietro dice: “Quando mi sveglio, la prima cosa a cui penso è ancora e soltanto la musica”. 

Scrittura contemporanea

Credo sia questo lo snodo (almeno uno degli snodi) attorno ai quali Francesco Alberici ha costruito Bidibibodibiboo. Testo, finalista 2021 al Premio Riccione di drammaturgia, che viene ora portato in scena, con soluzioni di rottura, rispetto al ron ron, che ammorba molta scrittura contemporanea.

Bidibibodibiboo è un spettacolo fuori ordinanza. Quei 100 minuti di durata non si sentono affatto, anche grazie a colpi di scena, sbalordimenti di drammaturgia e di allestimento, che mettono in gioco tutta la compagnia che produce lo spettacolo: i liguri Gli Scarti. Con i loro attori, i figuranti di questa favola al nero, con note di autofiction.

C’è Maria Ariis, tormentata madre, modernamente all’antica (e anche quello delle aspettative famigliari è uno snodo importante). C’è Daniele Turconi, che fa il compulsivo fratello di Pietro (e anche il benessere mentale è un tema). E ci sono ancora, in ruoli che sarebbe un peccato svelare: Salvatore Aronica, Andrea Narsi e altri.

Maria Ariis- ph Francesco Capitani
Maria Ariis- ph Francesco Capitani

Tutti ben calibrati – mi sembra – su quello stile non interpretativo, diretto, interlocutivo verso il pubblico, al quale nei cinque anni di lavoro con la compagnia Deflorian/Tagliarini, Alberici si è attrezzato. Pure con bei risultati personali (il premio Ubu 2021 come migliore attore under 35, in particolare per Diario di un dolore e Chi ha ucciso mio padre), conquistati nell’area del teatro italiano più vitale.

Un teatro nel quale anche Daniele, l’artista (cioè il personaggio nel quale si proietta Alberici) è comunque un tassello, la funzione di un sistema aziendale. Che magari non produce componenti informatici, ma orienta e segrega i talenti creativi, la passione per le arti, nel labirinto di quelle procedure che, regolano, ad esempio, lo spettacolo dal vivo.

Tanto le regole antiche e non scritte (ancora dell’Ottocento capicomicale), tanto l’algoritmo (nato dieci anni fa tra le pieghe di un criticato decreto legislativo, che ha messo nero su bianco criteri di performance quantificati con minuzia).

Bidibibodibiboo - La compagnia - ph Francesco Capitani
ph Francesco Capitani

Life Work Balance

Insomma, non è soltanto questione di posto fisso vs precariato, o di soldi sicuri vs libertà creativa. Né solo di nuovi asset nel mondo del lavoro, quelli che ottimizzano il life work balance, e che oltre la forza-lavoro di marxiana memoria, mettono a profitto anche talenti, passioni, aspirazioni di chi lavora soddisfatto.

È questione, anche e soprattutto, di tempo. Quel tempo che a tutti sembra sfuggire di mano. Nonostante sia stata proprio la componentistica digitale e il magico mondo delle applicazioni, a comprimerlo, a dilatarlo, a accelerarlo, a renderlo oggi un iper-tempo.

Per questo Bidibibodibiboo fa il paio con l’altro titolo importante di questa stagione, Il capitale, di Kepler-452 (leggi qui). Anche là, di lavoro e di tempo si parla, pur dal punto di vista di una fabbrica, diciamo poco creativa, che per decenni ha prodotto semiassi automobilistici.

Sarebbero da vedere assieme, uno dopo l’altro, questi due spettacoli. E proprio a Udine, nel cartellone di Teatro Contatto, ciò è successo.

Bidibibodibiboo. Una favola di oggi, sul tempo e sul lavoro

Aggiungo due cose

Il discorso sul tempo, sulla tirannia del tempo, dà il titolo a un bel libro, da cui prende le mosse anche Bididibodidiboo, un saggio scritto dalla sociologa Judy Wajcman. Leggerlo, è il mio suggerimento. Anzi se proprio volete, acquistatevi in pochi secondi l’e-book e leggetelo sull’e-reader: guadagnerete tempo. ; -)

Judy Wajcman - La tirannia del tempo

La seconda riguarda il titolo, Bidibibodibiboo. Forse niente a che fare con il magico mondo che, cantando, la Fata presenta a Cenerentola nel celebre cartone di Disney. Molto a che fare invece con l’opera omonima dell’iper-scultore Maurizio Cattelan.

Nella quale, imbalsamato, scorgiamo uno scoiattolo suicida, un attimo dopo che si è sparato il colpo di pistola: gli occhi ancora aperti, la testa riversa sul tavolo di formica gialla, un lavabo alle sue spalle, il boiler dell’acqua calda. Tutti oggetti che lo spettacolo di Alberici riporta in scena.

Maurizio Cattelan – Bidibibodibiboodiboo

Magari è proprio nella somiglianza tra il fatato mondo cenerentolesco, con le sue promesse di felicità, e il magico life-work balance, con tutte le altre favole che ci racconta l’industria globale, che sta il punto. O almeno uno dei punti: la ignota costellazione del futuro verso cui Bidibibodibiboodiboo ci spinge a guardare.

– – – – – – – – – – – – – – 
BIDIBIBODIBIBOO
regia e drammaturgia Francesco Alberici
testo creato nell’ambito dell’École des Maîtres 2020/21
con Francesco Alberici, Maria Ariis, Salvatore Aronica, Andrea Narsi, Daniele Turconi
e con Federico Maso per la replica di Udine
aiuto regia Ermelinda Nasuto
scene Alessandro Ratti
luci Daniele Passeri

produzione SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione. In coproduzione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Ente Autonomo Teatro Stabile di Bolzano. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.