Tutti a brindare con Čechov. Dopo la maratona di Parma

Atti unici è stato un progetto di Teatro Due Parma. Otto piccoli lavori di Anton Čechov, nove mesi di lavoro, sei spazi, due traduttori, ventisei attori, più macchinisti, sarte, elettricisti, fonici, assistenti. Alla fine, sabato scorso, la maratona.

Le nozze

Nei bassifondi

Bisogna scendere una scala stretta, tortuosa. Avventurarsi nel seminterrato. Fare attenzione a non sbattere la testa. Attraversare poi la sala caldaie. Più in là gli archi in mattoni di ciò che un tempo – agli inizi del secolo scorso – furono i Bagni pubblici di Parma, lasciano intuire, nella semioscurità, l’ambiente sotterraneo.

Luci fioche. Panche lungo le pareti. Terra umida per pavimento. Non se sia solo immaginazione, la mia, ma c’è sentore di muffa. Eppure sono in un teatro, ciò che sto per vedere è uno spettacolo. Una serie di spettacoli, anzi.

L’edificio dei Bagni, sorto 120 anni fa, ospita oggi il Teatro Due di Parma. L’attuale sistemazione, con sale, salette, ridotti, foyer, uffici, spazi comuni, l’anfiteatro all’aperto sul retro, e quell’incredibile sottosuolo, è davvero un luogo ideale in cui ambientare la maratona, che attraverso otto atti unici di Čechov e attraverso i suoi tanti, curiosi strambi personaggi, in un lunga giornata, guiderà noi spettatori verso la notte.

Studi, scherzi, schizzi

Siamo dunque qui, nei bassifondi. Potrebbe anzi essere proprio il dramma di Maxim Gor’kij (più noto come L’albergo dei poveri) ciò che ci attende. In realtà, è un breve studio teatrale, da cui il maestro russo del realismo trasse forse ispirazione, e che vive delle stesse disperazioni. Povertà, freddo, rabbia, alcolismo.

Sulla strada maestra -Atti Unici
Sulla strada maestra

Sono i temi che attraversano Sulla strada maestra, il primo degli otto titoli di Čechov che ci attendono, squadernati in una sola giornata, nella quale si sintetizza, in oltre sei ore, il progetto che Teatro Due ha pensato di costruire , fin dal 9 gennaio scorso, attorno alle produzioni minori del commediografo del Gabbiano.

Che nei momenti in cui non doveva esercitare la professione di medico, o non si affaticava a cesellare i propri capolavori (dal Gabbiano appunto al Giardino dei Ciliegi), schizzava con mano felice piccoli quadretti teatrali, comici loro malgrado. Studi o scherzi, li chiamava lui. Ma minori fino a un certo punto.

Atti unici. Contro le donne

Aveva questa capacità il medico Anton Pavlovič Čechov: saper leggere il tragico della vita, i conflitti, le malattie, perfino la morte, con una leggerezza che sarebbe piaciuta a Italo Calvino.

E soprattutto, in questi Atti unici, darle un ritmo brillante, un vociare impetuoso, uno sguardo inclusivo, che accoglie infelicità, malinconie, feste di nozze, ridicole conferenze, attacchi di panico, ubriacature e – l’avreste mai pensato? – insolenze contro le donne. Chissà quanto sincere. Chissà.

L'anniversario - Atti Unici Cechov - Teatro Due Parma
L’anniversario

Il tabacco e i suoi danni

Dalla bettola di provincia, unta e bisunta, che si trova appunto Sulla strada maestra, al punto di incrocio tra storie diverse, di ricchezza che si trasforma in miseria e di fede che diventa medicinale, la Maratona Čechov ci trasporta ben presto altrove.

I danni del tabacco - Atti Unici Cechov - Teatro Due Parma
I danni del tabacco

Per esempio là dove un conferenziere dalla parlantina inarrestabile (Antonio Rosti) ci istruisce su I danni del tabacco e sui guai per la salute che quel vizio può comportare. Ma soprattutto sui propri guai, famigliari, scatenati, a suo dire, dal piglio con cui la moglie irregimenta la di lui vita.

Trentatré svenimenti

Tocca subito dopo, a quei due o tre titoli che, affidati ad attori bravi (ma anche, a volte, ai meno bravi) scoccano inesorabili dardi comici alla volta dello spettatore.

L'orso
L’orso

E si ride di gusto per L’orso, in cui e Bruna Rossi e Alberto Astorri, in grande forma, si affrontano testa a testa. Lei la vedova (ovviamente inconsolabile), lui il creditore (giustamente ruvido).

Un gran duello di battute orchestrato dalla regia di Nicoletta Robello, in cui compariranno pure due pistole. Stavolta viene però smentito il luogo comune cechoviano che vuole che, se sono in scena, le pistole a un certo punto sparino

Non spareranno affatto. Esploderanno semmai in un bacio umido, che salverà pure la pelle dell’affannato servitore Mauro Maliverno

Una domanda di matrimonio
Una domanda di matrimonio

Non si sta neanche dietro alla velocità con cui tre attori (Massimiliano Aceti, Irene Paloma Jona, Giovanni Carta) scandiscono la puntigliosa Domanda di matrimonio, costellata dai celebri svenimenti (33 in tutto, su tre testi) che Mejerchol’d aveva contato e portato in scena, prima di fare la drammatica fine che poi hanno fatto, lui e il suo rivoluzionario teatro biomeccanico. Teatro che qui la regia di Matteo Tarasco, prova a reinventare in chiave fluo.

Uno spiraglio sulla sala vuota

Un po’ meno noti, certo non meno garbati, Tragico suo malgrado e L’anniversario, ci aprono la vista su altri spazi del Teatro Due. Perché poi, quando saremo accomodati su un palcoscenico, il sipario discosto svelerà in uno spiraglio anche la platea vuota della Sala Grande. 

È proprio la sala dove mi era capitato di veder recitare, molti molti anni fa, Bernhard Minetti, e che era stata il primo approdo italiano di Eimuntas Nekrošius per Parma Teatro Festival. Anni Ottanta. Con le emozioni di allora, ascolto perciò Roberto Abbati, tra i fondatori a quel tempo del Collettivo di Parma e tra gli animatori di quel Festival.

Di Čechov, Abbati ha scelto Il canto del cigno. Sono i pensieri di un attore di successo e di età importanti, che ripercorre grandezze e mali della propria arte. Ma è anche, palesemente, la sua storia. 

Il canto del cigno - Atti Unici Cechov - Teatro Due Parma
Il canto del cigno

Nozze e fichi secchi

Si finisce che è già notte. Nell’ampiezza dello Spazio Bignardi, Le nozze mettono infine attorno a un tavolone, allestito per il gran banchetto, tutti noi spettatori.

Per farci scoprire, nel crescendo trash e sboccato, che i matrimoni coi fichi secchi si possono anche fare. Poi però restano sullo stomaco.

Le nozze - Atti Unici  Cechov - Teatro Due Parma
Le nozze

Champagne

Così continuo a chiedermi, tornando all’albergo inebriato di Čechov – ma forse è il mix di prosecco e vodka – perché questo autore continui, a 120 anni dalla morte, a catturare artisti e pubblico. Sempre con risultati positivi.

Un tentativo veloce di risposta ho provato a darlo, parlando del restyling del Gabbiano firmato da Liv Ferracchiati (vedi qui). Proverò a pensarci al prossimo appuntamento con Čechov, medico e scrittore, che proprio in Il canto del cigno scrive: “Dove c’è arte e talento, non esiste vecchiaia, né solitudine, né malattie, e anche la morte non sarà così tremenda”. 

Čechov morì nel 1904, a soli 44 anni, sorseggiando una coppa di Moët, dopo aver rifiutato l’ossigeno che il medico si era prodigato per ottenergli. Così almeno ce la raccontano Irène Némirovsky e Raymond Carver.

«È tanto che non bevo champagne» disse. Bisognerebbe saperlo imitare.

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MARATONA ATTI UNICI
di Anton Čechov
traduzioni di Fausto Malcovati e Giovanni Gorla
regie di Mateo Tarasco, Antonio Rosti, Nicoletta Robello, Roberto Abbati
costumi Elisabetta Zinelli
luci Luca Bronzo
foto di scena Andrea Morgillo
produzione Fondazione Teatro Due

SULLA STRADA MAESTRA
con Giovanni Carta, Stefano Guerrieri, Stefano Gragnani, Andrea Mattei, Alberto Melone, Salvo Pappalardo, Fabio Pasquini, Franca Penone, Bruna Rossi, Francesca Tripaldi, Pavel Zelinskiy

I DANNI DEL TABACCO
con Antonio Rosti

TRAGICO SUO MALGRADO
con Luca Nucera, Pavel Zelinskiy

L’ORSO
con Alberto Astorri, Mauro Malinverno, Bruna Rossi

L’ANNIVERSARIO
con Francesco Biscione, Lidia Castella, Andrea Mattei, Franca Penone, Francesca Somma, Pino Tufillaro

UNA DOMANDA DI MATRIMONIO
con Massimiliano Aceti, Giovanni Carta, Irene Paloma Jona

IL CANTO DEL CIGNO
con Roberto Abbati e Pino L’Abbadessa

LE NOZZE
con Massimiliano Aceti, Lidia Castella, Stefano Guerrieri, Stefano Gragnani, Dino Lopardo, Andrea Mattei, Alberto Melone, Salvo Pappalardo, Bruna Rossi, Massimiliano Sbarsi, Francesca Tripaldi, Pavel Zelinskiy

2 risposte a “Tutti a brindare con Čechov. Dopo la maratona di Parma”

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