Da Bassano a Pompei. Inseguendo Napoleone

Dalle Alpi alle Piramidi. Era il tour proposto dalla famosa ode napoleonica che abbiamo tutti studiato a scuola. 

Ora: evitando l’Egitto, Paese non particolarmente sicuro (il caso di Giulio Regeni è ancora aperto) e rinunciando alla gloria (“fu vera gloria?”), vorrei suggerire in questo post un altro itinerario, ugualmente interessante e pure di belle soddisfazioni. Tutto made in Italy, poi. Dal ponte di Bassano alle pietre di Pompei.

Il Teatro Grande degli Scavi di Pompei
Il Teatro Grande degli Scavi di Pompei

Sono stati appena presentati due festival estivi che potrebbero scandire i mesi più caldi della vostra estate 2024, se deciderete di concedervi qualche fine settimana a Nord, oppure a Sud. In due dei luoghi più iconici (si dice così, no?) della nostra penisola.

Bassano, la città veneta celebre per il ponte, su cui darsi la mano, oltre che per l’encomiabile distilleria di grappa, la più antica d’Italia (dal 1739).

E Pompei, che città invece era stata prima che il vulcano che la sovrasta, imbizzarrito, la distruggesse con una ricaduta di fuoco, lava, ceneri, pomici, lapilli.

Pompei, le pietre, i tramonti

Da otto edizioni, da quando cioè il Teatro Grande degli scavi ospita il festival Pompei Theatrum Mundi, alla marea dei turisti che, sotto il solleone, visitano le antiche pietre e la scabrose “stanze dell’amore”, si è aggiunto, la sera, l’arrivo di un altro inaspettato numero di visitatori.

Al tramonto, a giugno e luglio, quando la suggestione del luogo tocca vertici supremi grazie al dialogo tra le luci e le rovine, centinaia di persone si accomodano sui sedili di pietra per recuperare, in forme contemporanee, il sapore dell’antico.

Nel senso che Pompei Theatrum Mundi è un festival dedicato alla manutenzione della drammaturgia antica, greca e latina, rielaborata e riattivata da alcuni fra i maggiori autori e registi italiani, internazionali, contemporanei. Citato da Roberto Andò (il direttore del Teatro di Napoli, che si occupa anche della programmazione di Pompei), Italo Calvino ci ricordava che rileggere un classico impone la domanda del chi siamo e del dove siamo arrivati. E fa bene ogni tanto porsi la questione.

Sembra inoltre (lo avrebbe riferito lo storico latino Cassio Dione) che quando il Vesuvio, la sera fatidica del 79 aC, diede avvio alla furibonda strage, borbottando prima, esplodendo poi, i cittadini pompeiani si trovassero riuniti proprio a teatro. La vita qui finiva, ma la vita anche qui rinasce.

Pompei Theatrum Mundi 2024

Pompei, il programma

Tratta dal comunicato stampa, ecco la sintesi dei quattro spettacoli, frutto della collaborazione tra Teatro di Napoli e Parco Archeologico di Pompei, che si replicheranno ogni fine settimana nelle serate di giovedì, venerdì e sabato, tra il 13 giugno e il 13 luglio 2024.

Si partirà il 13 giugno con la prima assoluta di Odissea cancellata, opera di Emilio Isgrò, con la regia di Giorgio Sangati su installazione scenica dello stesso Isgrò, una produzione del Teatro di Napoli. Le gradinate del Teatro Grande si trasformeranno in una gigantesca video-installazione. E mentre i versi dell’Odissea impressi sulla pietra dei gradini verranno cancellati a vista, dalle cancellature stesse prenderà vita il testo. Cancellando Omero (tornando cioè alla fonte primaria dell’epica) l’artista siciliano ha selezionato solo i frammenti ritenuti essenziali e, sradicandoli dal loro contesto, restituirà loro nuova e inaspettata forza.

Da giovedì 27, un altro debutto nazionale. Si tratta di De Rerum Natura (There is no planet B), liberamente ispirato poema di Lucrezio, su ideazione, adattamento e regia di Davide Iodice e drammaturgia di Fabio Pisano. Iodice e Pisano tornano a collaborare insieme dopo il successo di Hospes- Itis, in un lavoro dove i temi del poema latino precipitano fragorosamente nel nostro presente.

Terzo appuntamento, da giovedì 4 luglio, è Edipo Re di Sofocle con l’adattamento e la regia di Andrea De Rosa. Simbolo dell’eterno dissidio tra libertà e necessità, tra colpa e fato, nella nuova regia di De Rosa, che torna per l’occasione a lavorare con Fabrizio Sinisi, la tragedia ruota attorno alla verità, proclamata, cercata e misconosciuta: “Il sapere è terribile, se non giova a chi sa”.

Quarto e ultimo spettacolo sarà Fedra, Ippolito portatore di corona di Euripide, con la regia di Paul Curran nella traduzione di Nicola Crocetti, in scena da giovedì 11 luglio, una creazione nella quale Napoli rinnova la collaborazione con l’INDA – Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, che coproduce lo spettacolo. Affidata alla sensibilità del regista scozzese, noto per le innovative interpretazioni di opere classiche, l’antica narrazione di Fedra riecheggia con sorprendente attualità nel contesto odierno. 

Emilio Isgrò
L’artista e scrittore siciliano Emilio Isgrò

Bassano, là ci darem la mano 

Diversa storia, quanto è diversificata l’Italia, quella di Bassano del Grappa. Che è un tranquilla città, veneta e di provincia, con i suoi 43mila abitanti ben fieri di quel magnete turistico di cui ho parlato prima, il ponte.

Non dimenticherei però, qualche decina di chilometri più su, a Possagno, l’impareggiabile gipsoteca che raccoglie i più importanti modelli in gesso di Antonio Canova. E qui, il Napoleone che avevamo snobbato all’inizio, ci sta (e non lo pubblico, che sennò Facebook me lo censura).

Il modello realizzato da Canova per Le tre Grazie

A chi si interessa inoltre di spettacolo dal vivo e si indirizza verso luoghi dove teatro, musica e danza interagiscono attraverso formati innovativi, la città offre il valore aggiunto del suo Bassano OperaFestival.

Nato come programmazione estiva del Comune, cresciuto grazie alla determinazione e all’intuito dell’ingegnosa Rosa Scapin, Bassano OperaFestival è diventato un punto di riferimento importante, anche per il fervore con cui schiera in campo progetti nuovi, accende le luci su prime assolte e debutti, esplora prospettive e finanziamenti internazionali.

Per mettere a segno un cartellone che di anno in anno anno si fa più attrattivo per il numero di nuovi (e non solo) artisti che riesce a convogliare nel territorio, che alla città aggiunge i centri della Pedemontana veneta: Castelfranco, Marostica, la valle del Brenta…

Bassano OperaEstate 2024

Bassano, il programma

Di nuovo, sulla base sul comunicato stampa, ecco una sintesi forzatamente ridotta, visto il programma di oltre cento eventi, che si svolgeranno tra il 2 luglio e il 15 settembre 2024). Il programma completo è qui.

Nella sezione Danza molti i progetti interdisciplinari che intrecciano linguaggi diversi: così è per l’evento Un Amico, che vede insieme per la prima volta il musicista Mario Brunello con il coreografo Virgilio Sieni in una serata omaggio al mondo della musica di Ezio Bosso, grande amico di Mario Brunello. Tra le altre composizioni anche Roots, la sonata per violoncello e pianoforte che Ezio Bosso scrisse e dedicò a Brunello 10 anni fa. (29/7). Alessandro Sciarroni, Leone d’oro alla Biennale, sarà al festival con il suo nuovo lavoro U., che dà corpo a una coreografia di voci, un inno di gioia, speranza e amore (26/7). Due tra le coreografe italiane più innovative: Cristina Kristal Rizzo, riunisce straordinari danzatori nel suo nuovo Monumentum the second sleep, (31/7) e Silvia Gribaudi con MM Contemporary Dance Company, in Grand Jeté, propone una riflessione divertente sui cliché della danza e del balletto (2/8). 
Al confine tra danza e installazione artistica, Gruppo Nanou propone una creazione coreografica tra architetture di luce e di oggetti che omaggia Shining di Stephen King e la ancor più celebre trasposizione cinematografica di Kubrick (20 e 21/7). 
Un grande ritorno è quello con Sharon Fridman, che in Go Figure crea una coreografia intrisa di poesia e forza fisica, equilibrio e leggerezza, potenza e precisione, per i corpi non conformi dei suoi danzatori. (6/8). 
Le futuristiche Bolle, disegnate da Fuksas per le distillerie Nardini, ospitano infine Michele Di Stefano con la sua compagnia MK in Creatures. Album degli abitanti del Nuovo Mondo che unisce l’architettura dei corpi all’architettura contemporanea, mettendo in connessione le competenze specialistiche differenti ma complementari proprie della danza e dell’architettura. (9 e 10/8).

Fuksas Bolle Bassano Nardini
Le Bolle ideate da Massimiliano Fuksas per la Distilleria Nardini

Per la sezione Teatro, a Bassano sarà in scena il nuovo progetto di Motus: Frankenstein, che affronta il capolavoro di Mary Shelley guardando al Mostro come metafora della diversità (23/7). In prima nazionale Anagoor con la nuova produzione nata per il tedesco Theater an der Ruhr : Bromio con Marta Ciappina, che incrocia danza, performance, teatro e musica, sviluppando un rituale poetico di trance, per vivere la comunità in modo nuovo (prima nazionale 26 e 27 luglio); Marco Paolini ambienta invece alla Tagliata della Scala in Valbrenta, Latitudini, un primo studio ispirato alla figura umana e scientifica di Charles Darwin (18 e 19 luglio). 

Particolarità del Festival è proprio la sua ambientazione nei luoghi di rilievo del territorio e del suo patrimonio: ville, palazzi, paesaggi. E così la nuova creazione per i Dance Well dancers di Castelfranco Veneto – la pratica di danza per persone con Parkinson, nel 2023 Premio Rete Critica e Premio Speciale Danza&Danza – è affidata al coreografo Matteo Marchesi, in scena in Villa Parco Bolasco (13/7); in prima nazionale Villa Dolfin Boldù di Rosà, ospita la nuova produzione di Stivalaccio Teatro, Strighe Maledette! (11/7), mentre Alessandro Bergonzoni nel parco di Villa Cerchiari a Isola Vicentina prosegue le sue sperimentazioni linguistiche nel nuovo Sempre sia rodato (22/7). A Marostica, sulla Collina del Pigrotto, la mega scultura del cane creato da Elena Xausa, giovane illustratrice da poco scomparsa, i Fratelli Dalla Via in Nulla è più invisibile, riflettono proprio sui monumenti e sul rapporto tra il ricordare e l’agire (3/8). 

Accoglie stili e linguaggi differenti anche il programma dedicato alla Musica, che si apre con il collettivo dei C’Mon Tigre in Habitat live, dal loro ultimo lavoro, acclamato tra i migliori dischi del 2023 (12/7). Prosegue con il programma dedicato ai giovani talenti della classica: il violinista Giovanni Andrea Zanon con Martin James Bartlett al pianoforte (13/7), che cura anche il programma Leonora Armellini e un Quintetto di fiati (25/7), la pianista Eva Gevorgyan (8/8) e il duo violoncello pianoforte formato da Luca Giovannini e Leonardo Colafelice (11/8). 
Appuntamento con la classica il 4 agosto con l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Marco Angius nella Nona Sinfonia di Beethoven che, in occasione del centenario dalle composizione, esprime ideali di libertà, pace e solidarietà così necessari in questi tempi. 

B.Motion. Il contemporaneo. Realmente

Una sezione, che considero assai stimolante, si colloca poi nelle ultime settimane del Festival (tra il 21 agosto e il primo settembre). B.Motion, modellato adesso da Michele Mele, dopo essere stato consolidato da Roberto Casarotto, si concentra su linguaggi del contemporaneo e artisti emergenti.

B.Motion a Bassano
Una precedente edizione di B.Motion

Senza costringersi alla separazione di generi, anche perché in questi lavori, danza, musica e teatro si fondono grazie a nuove pratiche di spettacolo che spesso portano allo scoperto i corpi vulnerabili (vedi un precedente post su Dance Well), le dinamiche del gioco e del videogioco, gli archivi della memoria individuale e collettiva, i legami con lo sport.

A Bassano insomma, anche questa estate, si prova a disegnare il vasto panorama del realmente contemporaneo. Seguendo questo link trovate il programma dettagliato (ma anche qui e qui). Di B.Motion riparleremo poi a suo tempo.

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