Mittelfest 2024. Dentro il magico mondo del disordine

Ha tutta l’aria di una trilogia. E di fatto, lo è.  Disordini (titolo dell’edizione di Mittelfest 2024) si aggiunge ai titoli che nei due anni precedenti avevano già dato forma al festival di Cividale del Friuli: Imprevisti (nel 2022) e Inevitabile (nel 2023). 

Tre modi per raccontare in tre parole la complessità del presente. Un presente che, parafrasando un celebre scrittore mitteleuropeo, Italo Svevo, non dev’essere per forza di cose bello, né necessariamente brutto. Perché è la complessità che lo definisce.

Mittelfest 2024 Disordini

Complessità

Disordine quindi. E disordini soprattutto: da affrontare sì sull’ostico versante negativo, con tutto ciò che lo scompiglio e la mancanza d’ordine comportano. Ma anche sul versante positivo, per le tante possibilità generative che il caos frutta e alimenta. 

Così, se nel 2023 a evocare l’inevitabile corso degli eventi, era una fila di tessere del gioco del domino, pronte a rovesciarsi una sull’altra, a disegnare ora i disordini è il mazzo degli shanghai. I famosi bastoncini giapponesi (?) che, lasciati cadere alla rinfusa, mettono alla prova la pazienza, la precisione, la soddisfazione e il piacere ludico dei giocatori. Nel caso del festival di Cividale, degli spettatori.

Shanghai
Shanghai è il tema visivo di Mittelfest 2024 – Disordini


Shanghai mitteleuropei

Un mazzo di shanghai lo ha lasciato cadere sul tavolo, apposta, Giacomo Pedini, direttore e responsabile delle scelte artistiche anche di questa edizione, presentata proprio oggi nella sede della Regione Friuli Venezia Giulia, che del festival è il principale sostenitore e finanziatore.

Mittelfest 2024 è in programma nella città friulana, pochi chilometri dal confine, dal 19 al 28 luglio, anticipato nei tre giorni precedenti (cioè dal 16 luglio) da Mittelyoung, contest di teatro, musica, danza e circo riservato ad artisti internazionali under 30 (erano 250 le candidature pervenute quest’anno, saranno 9 gli spettacoli finalisti in concorso).

Gli shanghai mitteleuropei nel banner 2024

Sul sito, oggi aggiornato, si può consultare il programma completo della manifestazione, che nello spirito della trilogia, e con alcune soluzioni innovative, ripropone la formula adottata nei due anni precedenti. Quella di un festival multidisciplinare in cui i linguaggi del teatro, della danza, della musica e del circo diventano difficilmente separabili.

Perché le nuove generazioni tendono a amalgamare, in un mix felicemente disordinato (càpita, a volte), l’intera varietà degli input che il panorama contemporaneo offre.

Mittelfest 2024 - Mittelyoung - call

Succederà a Mittelfest 2024

Tra gli oltre 40 eventi che Mittelfest 2024 mette in fila in dieci giorni (due weekend compresi), mi va di segnalarne alcuni, di teatro in particolare, che brillano di luce propria e a Cividale avranno il battesimo del debutto.

Per esempio, il lavoro di spazi e di figure che Teatrino Giullare sta elaborando attorno a un racconto, La tana di Franz Kafka, di cui ricorre quest’anno il 100esimo dalla morte.

Oppure Le tue parole, spettacolo-dedica che Giuseppe Battiston e Piero Sidoti, hanno ideato per ricordare assieme il lavoro poetico di Pierluigi Cappello.

O ancora Zlotogrod, città immaginaria e metamorfosi itinerante di un romanzo breve di Joseph Roth (Il peso falso) che Mittelfest affida al drammaturgo Jacopo Giacomoni e ai team attorali di L’Amalgama e del Circo all’Incirca.

Dello scrittore austriaco, Mittelfest ha già raccolto l’eredità, portando al debutto teatrale solo qualche settimana fa, La cripta dei Cappuccini (vedi il post di Quante Scene!) che verrà riproposto durante il festival, in una rielaborazione radiofonica.

Un altro orizzonte

Allargando lo sguardo all’orizzonte internazionale, si segnalano intanto il nuovo titolo del regista Jeton Neziraj (che dal Kosovo porterà a Cividale la propria vis da combattimento in Negotiating Peace, riflessioni sul concetto di pace). O quello del coreografo franco-ungherese Josef Nadj (in un danza-concerto intitolato Full Moon).

Negotiating Peace - regia Jeton Neziraj - Mittelfest 2024
Negotiating Peace – regia Jeton Neziraj – Qendra Multimedia

Ci sono poi il lavoro sul volto e sulle maschere che Matteo Spiazzi (più centroeuropeo di quanto non lasci intendere il suo cognome) ha realizzato per il Teatro Nazionale Sloveno di Celje (Paradiz, vedi qui).

E anche l’enorme zattera che, dopo aver occupato lo spazio centrale di piazza Duomo affonderà (o salverà, chissà) il pubblico da un naufragio raccontato alla rovescia (Fortuna è il titolo della proposta italo-belga di Piergiorgio Milano).

Paradiž, regia Matteo Spiazzi, SLG Celje, Slovenia

Ci aggiungerei, musicalmente parlando, il talento vocale della greca Katarina Papadopoulou (Pelagos). Il disordine allegro degli ottoni dei Džambo Agušev (Brasses for Masses). Il pianismo esplosivo di Alexander Gadjiev.

E ancora: il teatro-musica di Moni Ovadia (Senza confini). Il quintetto di fiati polacco di Sinfonia Varsovia. L’hip-hop carinziano di Kernconfusion, e il concerto finale dell’Orchestra Corelli, orchestrata appunto dall’attrice, cantautrice e regista cinematografica Margherita Vicario.

Abbastanza, non vi pare?

Brasses for Masses - Džambo Agušev

Mittelfest, Mittelyoung, Mittelland

Sono solo esempi, stimolanti per chi, come me, osserva il teatro e anche la musica da un particolare punto di vista. Altri stimoli – anche coreografici, anche di nuovo circo – ciascuno spettatore potrebbe trovarli in ciascuna piega del cartellone. 

Cioè nell’offerta plurale che, nei tre giorni di Mittelyoung, nei dieci di Mittelfest, e nella ancora più estesa durata dei progetti di Mittelland, disegna una parte del progetto complesso, inevitabilmente complesso, con cui la Regione Friuli Venezia Giulia si avvia ad affrontare il 2025.

Anno in cui tutto il confine orientale, e in particolare la città di Gorizia e la gemella slovena Nova Gorica diventeranno, assieme, Capitale Europea della Cultura (GO! 2025).

Sarà un anno ad alta intensità di eventi. Che QuanteScene! si prepara a documentare.

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