Gioiosa et Amorosa 1. Tra peccati e tiramisù, a Treviso cresce un festival di teatro

Prende il via domani a Treviso la 4a edizione di Gioiosa et amorosa. Con il suo sano spirito edonista, il festival teatrale orienta il proprio pubblico verso i piaceri. Che in quel territorio, la Marca Trevigiana, pare siano oggetto di culto.

Gioiosa et Amorosa 2024

Gioiosa et Amorosa

Di questa definizione Treviso e il suo territorio vanno fieri. Quanto sia autentica o immaginaria ovviamente non si sa. Né quando sia nata.

C’è dice nel Trecento, tanto che perfino Boccaccio in una novella del Decameron (VIII, 8), allude, strizzando l’occhio, a una certa “danza trivigiana”, più erotica che coreografica. 

C’è d’altra parte chi dice che quella definizione sia stata inventata, a tavolino, nell’Ottocento, anticipando lo spirito imprenditoriale locale che oggi, soprattutto per le bottiglie frizzanti, non è secondo a nessuno. 

Fatto sta che da quelle parti gli spiriti, più o meno erotici, più o meno versatili, vanno alla grande. Chi ha una certa età, ricorderà bene il film Signore e Signori di Pietro Germi, che della disinvolta e bigotta Treviso raccontava i retroscena: peccatucci minuscoli e peccati mortali.

Signore e Signori - Pietro Germi 1966
Signore e Signori – regia Pietro Germi, Italia 1966

Tiramisù e teatro

Anche in fatto di gola Treviso ha belle carte da giocare. Lasciando da parte il Prosecco, ci sarebbe pure l’assai discussa creazione del tiramisù (nato dal popolare “sbatudìn”: tuorlo e zucchero sbattuti assieme) che lo chef Roberto Linguanotto negli anni Settanta, portò agli onori nazionali. Grazie anche a Giuseppe (Bepo) Maffioli, gastronomo e scrittore, che accreditò al cuoco trevigiano e al suo patròn, Ado Campeol del ristorante Le beccherie, l’invenzione di quel dolce, dal nome tanto benefico quanto portentoso.

Proprio a Bepo Maffioli – che oltre a essere uno scrittore enogastronomo, è stato anche un formidabile attivatore teatrale – è dedicato da alcuni anni il Premio di drammaturgia con il quale si apre, proprio domani sera, giovedì 20 giugno, l’edizione 2024 del festival Gioiosa et Amorosa.

banner Premio Bepo Maffioli 2024

Condividere i piaceri

Gli ideali che ispirano il festival – in programma al Teatro Mario Del Monaco di Treviso, da domani, giovedì 20 fino a domenica 30 giugno – dicono infatti:

GIOIOSA ET AMOROSA, “dove per ‘gioia’ e ‘amore’ si intende tutto l’amore e la gioia, sotto qualsiasi forma e accezione, la gioia di vivere e il rapporto con la felicità, il sesso, il dionisiaco come l’ebbrezza che deriva dall’arte sensuale, dall’erotismo, dalla convivialità, lo spirito gaio ed entusiasta, nell’imprevisto, nella condivisione del piacere, nell’irrazionale e nell’impeto creativo”.

post it GEA 2024

Questo è il link al programma completo della manifestazione, nato dall’attività di Comitato Teatro Treviso, in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto.

Umano e trans-umano

Il tema di quest’anno ha poi una spiccata attualità. Tanto il Premio di drammaturgia tanto il cartellone del festival, sfidano infatti artisti e pubblico sul terreno della trans-umanità.

GEA.24 – (TRANS)UMANA: “la vita è movimento, spostamento, ha bisogno di andare «al di là, attraverso» per essere e mantenersi tale, andare oltre uno spazio e un tempo dove le condizioni per sussistere potrebbero non essere garantite. Biotecnologie, intelligenze artificiali e sviluppo esponenziale della ricerca scientifica promettono di allungare la nostra esistenza, di trans-portarci «al di là» dell’invecchiamento, della malattia e della morte. Contemporaneamente in alcuni angoli remoti del pianeta, invece, si vive ancora grazie alla pratica millenaria di mantenere in vita gli ovini, conducendoli verso pascoli migliori, verso l’acqua. Milioni di persone si spostano per lasciare luoghi e tempi resi invivibili da guerre e surriscaldamento globale, altre vanno al di là del territorio di un corpo che sentono non appartenergli, si spostano oltre i confini di genere per rinascere e vivere felici”.

locandina festival Gioiosa et Amorosa 2024

Se ho capito bene, il tema invita a guardare oltre i confini dell’umano. E trans (ben al di là del significato più attendibile oggi) ci porta verso i territori complessi e affascianti delle biotecnologie e delle intelligenze artificiali. Senza dimenticare l’antica transumanza che, tra nomadismo e stanzialità, permise in tempi remotissimi la crescita delle prime comunità umane e continua ancora oggi a trasformarle.

Prossimi al Premio

Ce ne sono quindi di cose da inventare. E se sono stati 41, quest’anno, i lavori inediti di drammaturgia che concorrevano al Premio Maffioli, finalmente domani sera verrà annunciato il testo vincitore, offerto al pubblico in una mise en lecture, a cura di Giuliana Musso (Teatro Mario del Monaco, ore 20).

zoom GEA 2024

Appena possibile, QuanteScene! vi aggiornerà sugli esiti. Ma fin d’ora va almeno segnalato lo spettacolo che debutterà sabato 22 (ore 20.30, con una replica il 23) e che si intitola Cobalto. Per tutta la giornata, e anche dopo, l’installazione di Ruggero Franceschini, From here above accompagnerà la manifestazione, alla palazzina del Treviso Tiramisù.

In uno sperduto paese di montagna – raccontano le note di presentazione di Cobalto – il cielo si inscurisce in pieno giorno, per due volte; con la prima, scompare una donna, con la seconda suo marito e il bestiame. I due figli della coppia, Bianca e Bruno, affrontano l’estremo clamore dell’evento e un passato buio che li ha resi ostili. Ci piace definire Cobalto come una tragedia dei colori. Bucolica, maledetta, al confine fra onirismo e realtà”.

Questa, per chi volesse approfondire, è la locandina.

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COBALTO
di Matteo Porru
con Alex Cendron e Laura Serena
regia Francesca Merli
regista assistente Davide Strava
voci off Angelo Callegarin, Giacomo Martini e Davide Strava
riprese video e fotografia Francesco Giacomel
montaggio video Francesco Marotta
musiche Giacomo Benvenuto
scene Davide Strava
luci Francesca Merli
costumi Laura Serena
produzione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale | Comitato Teatro Treviso | GEA.24

FROM HERE ABOVE
concept e regia Ruggero Franceschini
performer Samantha Silvestri
direttore della fotografia e operatore Moussa Mone
montaggio Moussa Mone e Ruggero Franceschini
scenografia Kinga Kolaczko
responsabile di produzione Linda Marana
produzione Treviso Tiramisù e CTT, con il supporto di Quanto Basta srl

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