Willem Dafoe sarà il direttore 2025-2026 del Settore Teatro della Biennale

Si chiude un capitolo, se ne apre un altro. Willem Dafoe sarà il nuovo direttore artistico del settore Teatro della Biennale di Venezia per il biennio 2025-2026.

Willem Dafoe - ph Saha Karlgaltsev
Willem Dafoe – ph Saha Karlgaltsev

Alla conclusione del loro mandato quadriennale, Stefano Ricci e Gianni Forte cedono il testimone all’attore statunitense, sessantottenne, fondatore a New York negli anni ’70 dello storico Wooster Group.

Sono consapevole di essere noto come attore di cinema, ma io sono nato in teatro: il teatro mi ha formato e mi ha scosso. Sono un animale da palcoscenico. Sono un attore. Il teatro mi ha educato all’arte e alla vita. Ho lavorato con il Wooster Group per ventisette anni, ho collaborato con grandi registi da Richard Foreman a Bob Wilson. La direzione del mio programma sarà tracciata dalla mia formazione personale. Una sorta di esplorazione dell’essenza del corpo”.

Willem Dafoe - ph Saha Karlgaltsev
Willem Dafoe – ph Saha Karlgaltsev

Così si è espresso Dafoe oggi, appena ufficializzata la notizia che imprimerà un’altra svolta ai cartelloni del festival internazionale di teatro che ogni anno, a giugno, apre gli eventi del settore DMT (Danza Musica Teatro), la Biennale dal vivo.

E che insieme alle manifestazioni sorelle – la mostra del Cinema, la mostra di Arte Contemporanea e quella di Architettura – rappresenta l’impegno più forte, in campo artistico, dell’istituzione che ben si può considerare patrimonio dell’umanità, come la città, Venezia, di cui è espressione.

Dafoe: la formazione

“Attore dalla vocazione sperimentale e dalle scelte eterodosse – raccontano le note biografiche –  Willem Dafoe (Appleton – Wisconsin, 1955) ha iniziato il suo percorso artistico fin dai tempi universitari a Milwaukee, dove a 19 anni entra a far parte del Theatre X (1975-1977).

Si tratta di una delle prime formazioni di ricerca negli Usa, influenzata dal Living Theatre e da Jerzy Grotowski, con la quale è in scena in Insulti al pubblico di Peter Handke e in molti dei testi del regista e direttore artistico John Schneider. Anche in Europa, dove si trova nel ‘76, è al Mickery Theatre di Amsterdam, un perno della scena alternativa internazionale, dove è interprete in Folter Follies.

Il teatro

È però a New York che Dafoe inizia una più personale carriera teatrale. Fonda – insieme alla regista Elizabeth LeCompte e agli attori Ron Vawter, Kate Valk, Jim Clayburgh, Peyton Smith –  The Wooster Group, in cui ha lavorato per oltre vent’anni (1977-2003) partecipando a molte creazioni.

Un lavoro caratterizzato dal singolare intreccio di linguaggi e di testi – dai classici alla controcultura americana, da Flaubert a Lenny Bruce – che ne ha fatto il fulcro della scena underground newyorchese degli anni ’80. 

Willem Defoe in North Atlantic by The Wooster Group (1984)
Defoe in North Atlantic per The Wooster Group (1984)

Accanto al Wooster Group, Willem Dafoe ha collaborato con registi teatrali che hanno segnato la scena internazionale.

Richard Foreman, drammaturgo, regista e teorico della ricerca, ideatore di un teatro “ontologico-isterico”, lo ha chiamato per Miss Universal Happiness (1985) e The Idiot Savant (2009).

Robert Wilson lo ha voluto per The Life and Death of Marina Abramovic (2011) e, insieme a Mikhail Baryshnikov, in The Old Woman, dai racconti del poeta russo Daniil Kharms (2013).

Per Romeo Castellucci Willem Dafoe è stato interprete de Il velo nero del pastore, dall’enigmatico racconto di Nathaniel Hawthorne (2016). Nel 2016 ha partecipato alla Biennale Teatro nella sezione masterclass con un laboratorio dedicato all’attore.

Defoe in Il velo nero del pastore - regia Romeo Castellucci
Defoe in Il velo nero del pastore – regia Romeo Castellucci

Il cinema

Nella sua carriera di attore cinematografico Dafoe ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali. È stato candidato a quattro Premi Oscar (la prima volta per Platoon (di Oliver Sone, 1987) la più recente nel 2019 per Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità di Julian Schnabel, film con il quale ha vinto nel 2018 la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia). E inoltre a quattro Golden Globe (la più recente nel 2024 per Poor Things (Povere creature!, film Leone d’oro alla Mostra di Venezia). 

Quest’anno sarà nel cast del film di apertura dell’81esima Mostra del Cinema (28 agosto – 7 settembre) in Beetlejuice Beetlejuice di Tim Burton”.

Defoe in The life and death of Marina Abramovic - regia Robert Wilson
Defoe in The life and death of Marina Abramovic – regia Robert Wilson

Al neo direttore, cui giova anche la doppia cittadinanza, statunitense e italiana (dal 2018), gli auguri di buon lavoro pure da QuanteScene!

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