“Perché mi menti? Perché mi dici che vai a Lemberg, per farmi credere che vai a Cracovia, mentre vai proprio a Lemberg?” .
Chissà se il viaggiatore di questa famosa storiella ebraica, ambientata su un treno, molto amata da Freud e da Lacan, andava veramente Lemberg (che per noi occidental è Leopoli, in Ucraina).
Magari partiva davvero per Cracovia. O forse se ne andava altrove, chissà.

Oggi, me piace pensare che avesse in tasca un biglietto per Zlotogrod, immaginario, sperduto e misero villaggio di quella regione, la Galizia, a cavallo tra Polonia, Ucraina, Romania. Terra della corona austro-ungarica, regno ai margini dell’Impero, destinata a dissolversi nel 1918, con la fine della guerra.
Di Zlotogrod ci parla Joseph Roth, lo scrittore della Finis Austriae. La occhieggia nel suo romanzo più noto, La Cripta dei Cappuccini. Ma la piccola cittadina ricompare nei suoi racconti, autentici reportage dai confini del nulla. E proprio per questo mi attrae.

Vestire gli abiti di Anselm Eibenschütz
A visitare Zlotogrod – chissà se quella reale, chissà se quella immaginaria – mi ci ha spinto uno spettacolo presentato nelle giornate conclusive di Mittelfest 2024, a Cividale del Friuli.
È successo che il drammaturgo Jacopo Giacomoni, che già aveva adattato per il teatro, assieme a Giacomo Pedini, La Cripta dei Cappuccini (vedi un precedente articolo), si innamorasse proprio di questo posto. E decidesse di reinventarlo in forma di spettacolo itinerante nella Cividale del Festival.
Al gioco del walking-tour, si sono prestate due compagnie: gli attori di L’Amalgama e i circensi di Circo all’inCirca. Hanno guidato il pubblico lungo un itinerario urbano noto, eppure trasformista e sorprendente.
Hanno proposto a noi, spettatori viandanti, di chiudere gli occhi e metterci nelle vesti di Anselm Eibenschütz, verificatore di pesi e misure, protagonista di Il peso falso, romanzo breve di Roth.

Le viuzze, le osterie, le botteghe oscure e i loro sudici banconi, la stanze affumicate dalle stufe, le piccole storie di Zlotogrod, sono così riapparse nel dedalo di una Cividale fatta ancora di case di pietra, strade di ciottoli, slarghi assolati, cortili d’ombra, finestrelle.
Una bottiglia di vodka, un tintinnio di orecchini, un cavallo stremato… Tutto converge nella vicenda di questo funzionario austro-ungarico, inflessibile e ligio al proprio dovere, ma travolto dal dissolversi dei valori e abbruttito dal grande freddo che d’inverno attanaglia Zlotogrod.
L’inno e il vessillo di Zlotogrod
Gli attori del Collettivo L’Amalgama hanno il passo lesto, attraversano ponti, si infilano in strettoie, cantano a squarciagola l’inno di Zlotogrod, dispiegando il vessillo cittadino. Li avevo già visti all’opera in uno dei loro spettacoli più vagabondi, Lost in Macondo, modellato su Cent’anni di solitudine di García Márquez (vedi qui).

I circensi di Circo all’inCirca piegano le loro arti giocoliere al volgere dei destini di Anselm Eibenschütz, di sua moglie Regina, della bella zingara Euphemia, del vendicativo oste Jadlovker.

Equilibrismi su una scala a pioli, virtuosismi di palline in aria, e la curiosa specialità d’oggetti in cui si cimenta la sinuosa Laia: il trasformismo di lampade e abat-jour.

Va a finire che… beh, non ve lo racconto, perché il bello delle storie sta quasi sempre nel finale.
Mittelfest 2025 : Tabù
Finale che coincideva con le giornate conclusive di Mittelfest. Questo spettacolo, Zlotogrod, assieme a La tana che Teatrino Giullare ha tratto dai racconti di Kafka, e a Paradiž del Teatro sloveno di Celje (vedi un precedente articolo), hanno suggellato domenica scorsa il percorso teatrale del Festival.
Accompagnato dall’annuncio di quello che sarà di titolo dell’edizione 2025, ovvero Tabù. Che si possa immaginare, il prossimo anno, un programma scabroso?

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ZLOTOGROD
testo e regia Jacopo Giacomoni
ispirato ai racconti di Joseph Roth
con gli attori del Collettivo L’Amalgama (Caterina Bernardi, Federica Di Cesare, Massimiliano Di Corato, Gilberto Innocenti)
e gli artisti di Circo all’inCirca (Simone Di Biagio, Laia Picas Rodoreda, Paolo Tonezzer)
produzione Mittelfest2024
