Visavì 2024: è la quinta edizione del festival di Gorizia dedicato alla danza e, prima ancora, a un’idea di confine, la linea che separa e al tempo stesso unisce. In questo caso Italia e Slovenia. E zoomando ancora di più, Gorizia e Nova Gorizia: le due città bifronti che il prossimo anno diventeranno un’unica Capitale Europea della Cultura.

La frontiera, a volte, è un lungo snodarsi di filo spinato. Altre volte è una piazza aperta, porosa, attraversabile
Visavì è una manifestazione transfrontaliera. Attraversa la linea che 75 anni fa, rappresentava la cortina di ferro, separazione tra Europa Orientale e Occidentale, al tempo della guerra fredda. Quella stessa linea, 20 anni fa, al tempo delle speranze, era invece un simbolo permeabile: la attraversavi placidamente, abbracciava Italia e Slovenia, riunite assieme sotto la bandiera d’Europa.
Oggi chissà: piccoli posti di blocco (la sindrome Schengen), attraversamenti notturni (la rotta balcanica), la richiesta di documenti (averceli, i documenti), respingimenti (e di nuovo, altre frontiere). La difesa dei confini, sbraitano alcuni.

Le frontiere sono un segno virtuale. Un metro prima, un metro dopo, non cambia nulla. Le frontiere sono anche concrete. Decidono loro da che parte stai
Visavì è un festival di danza. Proprio per questo, può scavalcare le frontiere linguistiche e politiche che in anni di guerre calde e di riattivati nazionalismi tornano a separare la gente. Gente che vive sotto lo stesso sole, mangia gli stessi cibi, si sveglia e va a dormire alla stessa ora.
Uno degli lavori più interessanti presentato nel corso di Visavì 2024, la quinta edizione del festival, si intitolava Amateur Smugglers, produzione ideata dagli italiani Silvia Gribaudi e Andrea Rampazzo per i danzatori della compagnia slovena En-Knap.
Tradotto, il titolo significa contrabbandieri dilettanti, e si riferisce all’incessante via vai merceologico che la gente di qua e di la del confine era abituata a praticare. Mettendo tutti davanti all’evidenza che le frontiere stanno solo nelle teste e sulle carte geografiche. Per chi ci vive e le attraversa esse sono complicazioni inutili della vita quotidiana.

Ho bisogno di sigarette. Sto andando a fare il piena di benzina. Costa meno la carne qui. I jeans da noi non si trovano. Un litro di grappa, una dozzina di uova?
Per decenni il piccolo traffico di questi improvvisati contrabbandieri ha caratterizzato i territori confinari e il vivere quotidiano in queste zone. Oggi le regole della Comunità Europea non ostacolano le merci. Le leggi degli Stati criminalizzano invece le persone che “di contrabbando” le attraversano, e violano “i sacri confini“.
Vengono da Ungheria, Spagna, Slovenia e Italia i giovani performer di En-Knap. L’impulso coreografico di Gribaudi e Rampazzo li ha sospinti a cercare il rischio e il desiderio che le frontiere (ma qualsiasi ostacolo, qualsiasi limite) fanno sempre scaturire. Le regole del lecito, l’attrazione dell’illecito.

La scelta della libertà è il tema di questo spettacolo veloce e disinvolto, in cui la danza è il tramite espressivo delle proprie scelte e coinvolge ed energizza anche il pubblico, in quel circo-danza che Gribaudi riesce sempre a costruire (vedi il caso di R.Osa, vedi il caso di Graces).
I luoghi, i momenti, gli edifici, la natura. Il mantra del site-specific
È chiaro poi che di molti altri temi e titoli, un festival si compone. Uno come me, che si annoia davanti alla danza-danza e preferisce creazioni che si adattano ai luoghi, agli edifici, alla natura circostante (il famoso mantra del site-specific) ne ha trovato alcuni interessanti.
Un bolero molto particolare, per esempio, ravvicinato, di epidermidi, di membra nude, inventato da Maria Focaraccio e Emanuele Rosa. Paesaggio di due corpi, perimetrati da un tappeto, How to_just another boelro è stato ambientato prima nella sala di un museo d’arte contemporanea, poi in un villone aristocratico, infine nella sala più intima di un castello. Sapientemente integrato a una visita guidata al luogo.

Così come, in un altro castello, quello di Gorizia, nel salone degli Stati provinciali, Davide Tagliavini ha dispiegato il suo solo, That’s all, tra stemmi nobiliari e antichi caminetti.
Mettete pure nel conto gli spettacoli da palco, che il Teatro Verdi di Gorizia hanno accolto, forti di firme ormai accreditate come quelle di Pablo Girolami (Selective Breeding) e Adriano Bolognino (Skirk). E aggiungete infine il contest di sfide che giovani talenti di hip-hop e break dance, portano ogni anno qui, richiamati dalla proposta della compagnia Bellanda.

Visavì 2024 e GO!2025, le azioni transfontaliere
Spettacoli, walk-experience, attraversamenti, laboratori e incontri pubblici, sono stati insomma al centro delle cinque giornate di Visavì 2024. Ideato nel 2018 da Walter Mramor e realizzato dal centro di produzione teatrale Artisti.Associati, il festival si pone ora come modello per quelle azioni transfrontaliere che caratterizzeranno, a partire dal febbraio prossimo, le iniziative di GO!2025, il programma completo di attività con cui Gorizia e Nova Gorizia realizzano il titolo di Capitale europea della Cultura
Artisti.Associati ha approfittato dell’occasionde per illustrare l’ampiezza del suo intervento in GO!2025, che vorrà dire farsi da tramite con istituzioni italiane forti come AterBalletto e reti europee di spettacolo dal vivo: Aereowaves è la più importante, con i suoi 46 partner, da 34 Paesi diversi, ma anche PanAdria, più piccola, e focalizzata su artisti da Croazia, Slovenia e Italia.

Il progetto più ambizioso è stato comunque l’acquisizione, grazie ai fondi Pnrr, di un edificio in una delle vie storiche di Gorizia. In quegli spazi prenderà il via a breve, Borgo Live Academy, un doppio percorso di specializzazione internazionale per professionisti del teatro e della danza.
La ristrutturazione dell’edificio, che un tempo ospitava attività commerciali, ha previsto la collocazione, a piano terra, di una saletta teatrale di 45 posti, a cui si aggiungono, ai piani superiori, sale prova e la foresteria per Artisti in Residenza.
Settore, questo delle Residenze, in cui, assieme a CSS-Udine (ideatori di Dialoghi) e La Contrada (ideatori di Vettori), anche Artisti.Associati (con il proprio progetto, Artefici) mantiene alta, in Friuli Venezia Giulia, la qualità delle forme di accoglienza, accudimento e sostegno organizzativo a coloro che creano dal vivo.





























