Inaugurata a Cividale del Friuli lo scorso novembre, la mostra Piccoli personaggi, i fantocci di Maria Signorelli, prolungherà l’apertura fino a maggio, forse fino all’ estate. Ne avevo parlato mesi fa: ci torno su ora che è stato pubblicato il catalogo.

Il pezzetto di tulle, lo spago, il feltro
Giuseppe Ungaretti – poeta di poche parole, come sappiamo, e versi brevi – non si risparmiava mica quando gli capitava di parlare di Maria Signorelli, signora delle figure, delle marionette, dei burattini. E non solo: magistrale creatrice di bambole e di fantocci.
“Da alcuni anni, sempre mi sono domandato – confessava Ungaretti negli anni Trenta – come ella [Maria Signorelli], nelle bambole indifferenti, puerile distrazione, sia arrivata percepire e a liberare voci così varie della natura e così complessa umanità”. E continuava: “quale potere ha questa giovane per rendere plastico e lirico il pezzetto di tulle, lo spago, il feltro, il vetro, la bambagia e la stoppa?”.
Il rango dell’arte
A tessere elogi di Maria Signorelli, giustamente ritenuta colei che in Italia, nel Novecento, ha elevato a rango d’arte, quelle figure che fino ad allora erano considerati giocattoli, pupazzi, divertimenti infantili, sono state innumerevoli voci.
Da Giorgio de Chirico a Anton Giulio Bragaglia a Guido Ceronetti. Per non parlare di tutte le avanguardie passate nella grande casa romana di famiglia, dove lei era cresciuta tra Ejzenštejn e Marinetti, Rodin e Casella.

Sergej Djagilev, magico fondatore e impresario dei Balletti Russi, riferendosi a lei scriveva: “Penso che questa bambina diventerà qualcuno”. Poi rivolto alla madre, Olga Resnevič, biografa di Eleonora Duse, aggiungeva: “Mi mandi ogni anno una di queste bambolette, perché mi piacerebbe seguire un talento così originale e vedere cosa diventerà”.
Inoltre – e questa è davvero una sorpresa – a ricordarne l’impulso innovativo è stata anche gente come Carlo Verdone, o Lina Wertmueller, i quali, prima del cinema, allievi presso la mitica Accademica di Pietro Scharoff, avevano cominciato a manipolare con lei burattini e marionette.

Piccoli personaggi
Tutto ciò l’ho appreso assistendo, qualche giorno fa, alla presentazione del prezioso catalogo fotografico e documentario che accompagna la mostra Piccoli personaggi, i fantocci di Maria Signorelli, curata da Barbara Della Polla e Ennio Guerrato per conto dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Cividale del Friuli.
Non solo un appuntamento editoriale, ma l’occasione per far incontrare chi professionalmente si occupa d’arte (James Bradburne, già direttore alla Pinacoteca di Brera; Federico Zanoner, curatore al Mart di Rovereto; Pietro Valle, architetto) e i tre figli di Signorelli: Giuseppina, Maria Letizia, Ignazio.
I quali, in modi diversi e pratico spirito divulgativo, hanno proseguito il lavoro di valorizzazione del teatro di figura, di cui la madre è stata musa infaticabile e incontestabile, studiosa, collezionista, animatrice, ma anche creatrice in proprio.

Fili sapienti, imbastiture, colle
I suoi fantocci – figure morbide, costruite in stoffa, non senza un tesoro di altri materiali, nastri, bottoni, perline, oggetti di recupero, che sapienti fili, imbastiture e colle legano tra loro – non erano infatti destinati al palcoscenico, come saranno invece poi le altre figure da lei inventate.
Erano invece innovative sculture destinate a un altro tipo di visione: ravvicinata, intima, capace di svelare, tra le pieghe dei tessuti e i piccoli punti che le fermano, l’enigmatica espressione dei volti, l’incanto narrativo delle posture.
Così è capitato che, nelle sale di Palazzo De Martiis, il contenitore espositivo che per questi mesi ospita decine di Piccoli Personaggi, figure felicemente ambientate tra i quadri di una collezione che punta in particolar modo alle avanguardie pittoriche russe di inizio Novecento (Tatlin, Rodčenko, Gončarova, Larionov…), in un pomeriggio di approfondimenti e racconti, si alternassero la storia dell’arte e le storie delle persone, l’aneddotica e la testimonianza.

Fantocci e supermarionette
Dalla riscoperta della figura come antitesi all’umano, troppo umano, della scena realistica dell’800 (nella proposta della super-marionetta di Edward Gordon Craig, per esempio) ai legami concreti con le Avanguardie Storiche (Futurismo, Suprematismo, Espressionismo) il lavoro d’arte di Signorelli, respirava lo stesso clima in cui si muovevano i contemporanei Balla e Depero nella loro Ricostruzione Futurista dell’Universo (il manifesto del 1915).

Ma anche Vittorio Podrecca. Il legame con il creatore dei Piccoli, le marionette dei due mondi, nato però a Cividale, è del resto sancito dall’intitolazione del Centro Internazionale Podrecca Signorelli (CIPS) che nella città longobarda e friulana salvaguarda ed espone entrambi i lasciti. Migliaia di figure.
Largo al factoum
Sorpresa tra le sorprese, a beneficio dei presenti, è stata infine la rara visione di Largo al factotum, cortometraggio (1947) tratto dal Barbiere di Siviglia, in cui la selezione musicale rossiniana vede all’opera i burattini di Signorelli (mossi proprio da lei e dai suoi allievi) e il virtuosismo vocale del baritono Gino Bechi. Un pezzo raro, recuperato dagli archivi dell’Istituto Luce.

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catalogo della mostra
PICCOLI PERSONAGGI
I fantocci di Maria Signorelli
progetto promosso da Comune di Cividale del Friuli
sindaco Daniela Bernardi
assessore alla Cultura Angela Zappulla
con la preziosa collaborazione di Giuseppina Volpicelli, Maria Letizia Volpicelli, Marco Schiavoni
a cura di Barbara Della Polla Ferrante e Ennio Guerrato

organizzazione generale a cura dell’Ufficio Cultura del Comune di Cividale del Friuli: Elisabetta Gottardo, Michela Predan, Marco Craighero
partner di progetto: MART – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto – Casa d’arte Futurista Depero, Teatro Stabile FVG – Il Rossetti, CIRCI – Centro Internazionale di Ricerca della Cultura dell’Infanzia, Coop sociale Cinquantacinque – Scuola di Musica cinquantacinque
con il contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
