A qualcuno piace classico. A qualcun altro no. News da Pompei, Siracusa, Castrovillari

Certe scelte sono irrevocabili. Dolce o salato. Fermo o bollicine. Fondente o al latte. Altre sono meno drastiche. Classico o contemporaneo?
Certo, è questione di gusti. Ma il teatro, almeno un po’, ci aiuta.

il Teatro Grande di Pompei
il Teatro Grande a Pompei (Odissea cancellata di Emilio Isgrò)

Grazie al suo meccanismo particolare, che gioca tra drammaturgia e messa in scena, il teatro scavalca il tempo e ha il potere di trasformare il classico in contemporaneo. E qualche volta viceversa.

Allora: mentre già si avvicina l’estate dei festival 2025, succede che su e giù per l’Italia comincino ad essere annunciati programmi, titoli, date delle manifestazioni.

Giusto il tempo per capire come vicende raccontate tremila e passa anni fa possano ancora destare la nostra attenzione. E come certi altri titoli, figure, narrazioni odierne, possano andare occupare un proprio spazio nella storia. Più classica o più contemporanea?

Viaggio a Sud 

Da qualche giorno sono online i cartelloni di tre manifestazioni che, da Sud, stanno quest’anno catturando la mia, di attenzione. Campania, Calabria, Sicilia: un avventuroso tour meridionale apre l’estate dei festival. E tra maggio e luglio, invita a inventarsi un viaggio, per chi già non abitasse da quelle parti.

Prometeo incatenato (regia Ronconi) al festival del Teatro Greco di Siracusa - ph Norberth
Prometeo incatenato (2002, regia Ronconi) al Teatro Greco di Siracusa – ph Norberth

Pompei

Torno sempre volentieri a Pompei. Ha un fascino irresistibile, questa città muta. Che parla però attraverso i suoi fantasmi: coloro che ne subirono la sorte e abitano ancora quegli spazi, quegli edifici, in forma di cenere o di pietra. Per sentirne il respiro basta percorrere – ancor meglio da soli – il viale che dalla biglietteria del Parco porta fino al Teatro Grande.

D’accordo, non è esattamente quello sepolto dall’eruzione del 79 a.C. È stato più volte rimaneggiato, ricostruito, risistemato, e i più recenti restauri risalgono addirittura al 2010. Ma l’immaginazione è più forte di ogni report archeologico.

Il programma di Pompeii Theatrum Mundi 2025 comprende quest’anno quattro spettacoli, che si avvicenderanno tra il 20 giugno e il 20 luglio.

festival Pompeii Theatrum Mindi 2025

Tratte dal vasto universo del classico, il Teatro Grande vedrà allestite una tragedia e una commedia. Firmata da Robertò Andò l’Elettra di Sofocle esibisce fin d’ora una locandina all-star. Da Sonia Bergamasco (nel ruolo del titolo) ad Anna Bonaiuto (Clitemnestra), da Roberto Latini (Creonte) a Roberto Trifirò (Egisto).

D’altra parte, Serena Sinigaglia, regista del successivo allestimento, non ci sta proprio a definire commedia la sua Lisistrata (da Aristofane).

Lisistrata sembra scritta “per un’eroina tragica: altro che commedia!” spiega la regista nell’affrontare un titolo mai fuori dal tempo, vista la sua etimologia: Lisistrata significa colei che scioglie le guerre, e sarà interpretata da Lella Costa.

Gli altri due spettacoli in programma afferiscono al repertorio internazionale. Ideato da Amos Gitai, Golem si ispira a un racconto per bambini di Isaac Bashevis Singer e a testi di Joseph Roth, Léon Poliakov, Lamed Shapiro. Mentre l’ispiratissima Notte Morricone è la coreografia di Marcus Morau dedicata al più noto compositore italiano, scomparso cinque anni fa. 

Qui il link alla programmazione completa di Pompeii Theatrum Mundi, con date e orari del festival.

Siracusa

Il Teatro Greco di Siracusa è quello che, nella mia immaginazione, incarna l’ideale dell’edificio classico. Epidauro sta in Grecia, e va bene. Ma Siracusa è emblema della Magna Grecia, scusate se è poco.

il Teatro Greco a Siracusa
il Teatro Greco a Siracusa

Epidauro funziona come una tourist trap, con i suoi torpedoni e migliaia di visitatori al giorno, pronti a mettersi al centro dell ὀρχήστρα, battere le mani, e poi via, di nuovo sul pullman. Attorno al teatro di Siracusa c’è invece una città viva, c’è Ortigia, ci sono trattorie e squarci di vita.

E mi commuove anche il fatto che perfino Filippo Tommaso Marinetti, gran futurista in guerra con il passato, volesse calpestare quelle pietre, dalle quali lanciare poi uno dei suoi veementi manifesti. Ma la cosa gli riuscì, dovendo alla fine, lui e i suoi avveniristi colleghi, ripiegare sulla ben più modesta sala del Teatro Epicarmo.

1014 - Manifesto per le rappresentazioni classiche a Siracusa
il primo manifesto delle rappresentazioni classiche a Siracusa

Vabbè, è storia di cent’anni fa. Quanto ai programmi odierni, l’Istituto Nazionale per il Dramma antico (INDA) che dal 1914 regge le sorti del Teatro Greco, articola il programma 2025 (dal 9 maggio al 6 luglio) su quattro titoli. 

Vanno in scena l’Elettra sofoclea e la Lisistrata di cui ho parlato sopra, cui si aggiunge un Edipo a Colono, con la regia del canadese Robert Carsten, e un cast che nei ruoli principali prevede Giuseppe Sartori (Edipo) e Paolo Mazzarelli (Creonte). A luglio si attende pure una selezione di testi dall’Iliade, coreografata da Giuliano Peparini, che sarà ripresa anche a settembre.

Anche per gli spettacoli classici di Siracusa, il link rimanda a date e orari del festival.

Contemporanei a Castrovillari

Della mancanza di un teatro adeguato, Castrovillari, in provincia di Cosenza, ha sofferto a lungo. Nonostante l’handicap è però riuscita, con la perseveranza di un’agguerrita compagnia calabrese, Scena Verticale, a salire sul podio delle città teatrali. Ci sono voluti anni, ma adesso siamo già alla 25esima edizione di Primavera dei Teatri. 

E bisogna riconoscere che l’avere adottato gli spazi particolarissimi del Protoconvento, laggiù sullo sperone della città, ha modellato un’idea assai contemporanea di festival: i grandi chiostri dove tessere conoscenze e rapporti e i piccoli spazi monacali nei quali ideare performance alternative al palcoscenico. 

I chiostri del Protoconvento a Castrovillari
I chiostri del Protoconvento a Castrovillari

In due decenni, i luoghi dove ambientare spettacoli si sono poi moltiplicati: Sybaris, Vittoria, il Polifunzionale, Varcasia, l’autostazione. In molte occasioni, i nomi d’artista che avrei cominciato più avanti ad apprezzare, li ho incontrati per la prima volta proprio là, nei pressi del chiostro, o nella vulcanica Taverna della torre infame, tra i suoi menu infuocati.

Presentato ufficialmente questa mattina, il cartellone risuona ancora una volta di quella voglia di scoperte e di curiosità che da 25 anni modella il festival. E certo, nello scorrere il programma, i molti nomi d’artista che ancora non conosco sono per me una molla anche più forte di quelli che conosco bene. Come Iaia Forte e Marco Sgrosso attori, come Daniele Ninarello e Francesco Marilungo coreografi, come Letizia Russo e Duncan Mcmillan drammaturghi. O figure speciali come Federica Rosellini.

Li trovate intanto qui, sulla pagina Fb del Festival e prossimamente sul sito ufficiale.

Primavera dei teatri 2025, sempre sotto la direzione di Dario De Luca, Saverio La Ruina e Settimio Pisano, si svilupperà a Castrovillari tra il 26 maggio e il 1 giugno. 

2 risposte a “A qualcuno piace classico. A qualcun altro no. News da Pompei, Siracusa, Castrovillari”

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