Immaginate me, a cavallo di un drone. Che svolazzo sui festival teatrali e musicali della penisola e fotografo i panorami. La settimana scorsa mi libravo sopra Pompei, Siracusa, Castrovillari, mentre venivano presentate le rispettive manifestazioni. Ora è la volta di puntare a Nord, per due altri cartelloni di rilievo, annunciati poche ore fa.
Il mio drone volteggia in questo momento sopra Cividale del Friuli. E mi trasporterà tra poco a Bassano del Grappa.

Mittelfest a Cividale
Non c’è bisogno di riassumere la millenaria storia di Cividale. Dai Romani ai Longobardi, dai Veneziani agli Asburgo, fino all’attuale città, valorizzata dal confine là vicino.
Dal quale ha tratto lo slancio per farsi hub mitteleuropeo e poi, alla fine degli anni ’80, dare vita a Mittelfest, festival che è giunto ora alla 35esima edizione, guardando preferibilmente al CentroEuropa.
Certo, in tre decenni la sua identità è cambiata. Anche perché è cambiata, radicalmente, l’Europa. Dall’ottimismo che nel 1989 accompagnava la caduta dei Muri, ai dispacci di guerra e al filo spinato politico di questi Anni Venti.
Tabù
Trasformazioni di cui, in qualche modo, si è fatto carico Giacomo Pedini, dal 2021 alla direzione del festival. Dopo aver sondato imprevisti, inevitabilità, disordini (i titoli, più o meno, delle scorse edizioni), Pedini ha presentato quest’oggi il nuovo cartellone.

Intitolato Tabù: ovvero le cose, i gesti, le parole e i pensieri, che, antropologicamente, e non solo, sappiamo di non poter mostrare. Per quanto di svergognati e svergognate in questa complessa Europa d’oggi ce ne siano anche troppi.
“I tabù – ha detto il direttore di Mittelfest 2025 – segnano il confine tra ciò che è sacro e ciò che è proibito, tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. L’Europa odierna sta vivendo un grande trauma, il che comporta proprio lo spostamento dei suoi limiti. Mi sembrava urgente esplorarli”.

Una parola-chiave
Naturalmente Tabù è una parola-chiave, che si insinua nelle diverse pieghe del programma, da sviluppare tra il 18 e il 30 luglio prossimi.
Moltissimi i nomi degli artisti in locandina, tra cui vanno segnalati almeno quelli più noti: Elisabetta Pozzi, Vinicio Marchioni, Lino Guanciale, Serena Sinigaglia per il teatro; Ivo Pogorelich e Malika Ayane per la musica; Wanda Moretti e Nicola Galli per la danza.
A cui si aggiunge l’ampio spazio riservato al circo, e poi Peripatetiche dell’ascolto, percorso urbano di Fabrizio Saliu , il podcast Teatri di guerra di Enrico Baraldi e Graziano Graziani, parte di quelle prerogative digitali avviate nelle ultime edizioni di Mittelfest.

Seguendo il link potete trovare il programma completo delle 10 giornate di luglio. Che saranno anticipate però dalla 5a edizione di MittelYoung (15 > 18 maggio 2025), contest riservato agli under 30, del quale tra un mese QuanteScene! avrà già modo di parlare.

Operaestate 2025 a Bassano
Muoviamo ora alla volta di Bassano del Grappa. Verso quel Nordest veneto che, nel bene e nel male, resta tra le locomotive d’Italia.
Bacchettato da Gian Antonio Stella nel suo best-seller Schei, dal boom alla rivolta, ma perdonato poi da Raffaele Zanon nel contro-libro L’altro Veneto, non solo sghei, il Veneto operoso si stende tra le acque ferme e ricche della laguna (dove si specchia la sua Biennale) e le cime ardite delle Dolomiti, magari non più innevate, a causa del clima, ma arricchite anch’esse dai finanziamenti per i prossimi appuntamenti olimpionici.
Tra Grande Guerra e cicloturismo
Bassano sta nel mezzo, un po’ in salita un po’ in discesa, tra medioevo e umanesimo urbano, tra tracciati da Grande Guerra e recente cicloturismo: quel trend di vagabondi agili, che si mettono in sella fin dal mattino per pedalare verso Possagno, dove occhieggiano le grazie di Antonio Canova. Verso la Castelfranco del misterioso Giorgione. O per un affettuoso pellegrinaggio alla tomba di Eleonora Duse ad Asolo.

C’è Grappa e grappa
Operaestate è il festival di Bassano, laboriosa anch’essa. Tanto che il festival vi trova spazio da ben 45 anni, ma si è via via allargato agli altri centri urbani della Pedemontana veneta. Anche se il cuore che batte rimane ugualmente nella città del fiume Grappa (e pure della grappa che si beve, soprattutto nella storica distilleria ubicata sullo storico ponte degli Alpini).
Abbonda di nomi di spicco l’edizione 2025, prevista tra 27 giugno al 15 settembre 2025 e anch’essa presentata oggi da Rosa Scapin, da tempo timoniera della manifestazione.
In una short list, che certo non è esaustiva dei 500 artisti che saranno presenti, metterei in evidenza almeno Silvia Gribaudi, Lella Costa, Paolo Fresu & Uri Cane, Marco D’Agostin, Babilonia Teatri, Ascanio Celestini, Marcos Morau, Marco Paolini, Elio Germano & Theo Teardo, Adriano Bolognino.

B.Motion
Operaestate ha visto inoltre crescere la visibilità di un suo svincolo performativo particolarmente advanced: B.Motion curato in questi anni da Michele Mele, che si colloca tendenzialmente a fine festival, nell’ultima decade di agosto.

Anche di B.Motion, QuanteScene! tornerà a parlare, a suo tempo, con il volgere dell’estate. Ecco intanto un elenco di nomi. Parecchi non li conosco ancora, e proprio per questo appunto B.Motion 2025 eccita la mia curiosità.
Anna Basti / Annika Pannitto / Tumbleweed / Wooshing Machine / Pietro Babina / Ezio Schiavulli / Daniele Albanese / Roberta Racis / Andrea Costanzo Martini / Ctrl+Alt+Canc / Chiara Cecconello / Ayelen Parolin / Fabritia D’intino e Agnese Banti / Sarah Baltzinger / Chiara Frigo e Dance Well Dancers / Marina Donatone / Sarah Baltzinger e Isaiah Wilson / Musica Bacàn / Madalena Reversa / Fanny Brouyaux / Leda Kreider / Production Xx / Eloy Cruz Del Prado / Francesca Santamaria / Knn (Renato Grieco) / Emilio Vacca / Florencia Demestri e Samuel Lefeuvre / Sergi Casero / Jacopo Jenna / Jacopo Giacomoni / Benjamin Kahn / Elevator Bunker / Sotterraneo.

Infine qui, il link al sito di Operaestate 2025, con l’intera programmazione, artisti, titoli e date.
