Avete dei desideri teatrali? Magari esagerati, audaci, spinti, futuristi. Aggiunteli agli altri, quelli di urban dance, live music, digital arts, e infilateli tutti in una scatola. Richiudete e metteteci sopra il nastro. Il gioco è fatto.

Il risultato si chiama Romaeuropa 2025 Festival. Cartellone internazionale della capitale, appena presentato nei saloni di Villa Medici.
Proprio il luogo da cui, 40 anni fa, il festival aveva preso la rincorsa. Quarant’anni esatti, che nelle parole dell’odierno direttore generale e artistico Fabrizio Grifasi, vanno con orgoglio festeggiati: “Un atto di futuro, un invito a guardare avanti, ancora una volta”.
110 spettacoli per 250 repliche con 700 artisti da tutti il mondo.
Qualsiasi sia il vostro desiderio – desiderio di cambiamento, beninteso – la magic box di Romaeuropa 2025, potrebbe realizzarlo, tra il 4 settembre e il 12 novembre, nelle innumerevoli sale che le sue partnership e le reti assicurano al festival ogni anno. Grazie anche all’estesa paletta di istituzioni e teatri con cui collabora e che lo sostengono.
Vi sembrasse eccessivo tanto entusiasmo, basterà scorrere il cospicuo programma. Individuare ciò che soddisfa di più il vostro gusto. E segnarlo nell’agenda.
Ricopio, pari pari, il comunicato stampa, e anticipo che la lettura completa vi prenderà parecchi minuti.
Ma secondo me, e non solo me, ne sarà valsa la pena.
Altre informazioni, le trovate sul sito ufficiale di Romaeuropa 2025, e su tutti i canali social che, da qui a novembre, lo fiancheggeranno. Da Facebook a Instagram, da X– Twitter a Tiktok.
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Il programma della 40esima edizione
di Romaeuropa Festival (comunicato stampa)

OPENING E SCENA INTERNAZIONALE
Nel segno del dialogo culturale tra Italia e Spagna si inaugura, il 4 settembre, la quarantesima edizione del Romaeuropa Festival. Ne è protagonista il Ballet Nacional de España alla sua prima collaborazione con il coreografo Marcos Morau per portare in scena Afanador. Corealizzato con il Teatro dell’Opera di Roma (e presentato in prima nazionale grazie al supporto dell’Ambasciata di Spagna, dell’Istituto Cervantes e di Banca Ifis) lo spettacolo reinventa in scena l’alchimia irripetibile tra il fotografo colombiano Ruvén Afanador, noto per il suo stile capace di trasformare la moda, il ritratto e la danza in visioni oniriche e surreali e le grandi leggende del flamenco. 33 danzatori e 9 musicisti traducono gli scatti raccolti nei libri Ángel Gitano e Mil Besos in movimento e musica trasformandoli in un universo coreografico visionario, nello stile inconfondibile di Morau.

Il confronto tra tradizione e innovazione attraversa la proposta di artisti, interpreti e grandi formazioni impegnate nel rinnovamento del repertorio: la Dresden Frankfurt Dance Company presenta, in prima nazionale all’Auditorium Conciliazione, un doppio programma composto da Civil Society : Undertainment, nuova creazione co-commissionata da Romaeuropa a William Forsythe – uno dei massimi coreografi del XX secolo – e Lisa, firmata dall’attuale direttore della compagnia Ioannis Mandafounis; il Ballet National de Marseille (memorabile la sua partecipazione al Festival nel 1987 con la direzione di Roland Petit) torna con la direzione di (LA)HORDE, il collettivo impostosi come nuovo punto di riferimento sulla scena globale per presentare Chronicles, con estratti dalle pièce Room with a View e Age of Content. I due spettacoli fanno parte del percorso realizzato in collaborazione con Dance Reflections by Van Cleef & Arpels, il programma della Maison dedicato al sostegno della danza contemporanea che comprende anche la presenza del coreografo Cassiel Gaube con Soirée d’études nei suggestivi spazi di Villa Medici (in collaborazione con l’Accademia di Francia a Roma); del coreografo nigeriano Qudus Onikeku, che in TERRAPOLIS fonde musica, danza urbana, moda, arti visive e spiritualità africana; e infine del greco Christos Papadopoulos, che rinnova la sua collaborazione con il Festival presentando My Fierce Ignorant Step, una nuova creazione in cui reinventa il linguaggio ipnotico e minimalista che lo ha reso celebre a livello internazionale.
Anche per il suo quarantesimo anniversario, Romaeuropa Festival costruisce una mappa di visioni artistiche che dall’Europa si estende a livello globale. Il regista e drammaturgo franco-marocchino Mohamed El Khatib presenta Finir en beauté (in corealizzazione con il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo), delicato e poetico spettacolo dedicato alla scomparsa della madre che ha segnato il suo exploit internazionale. Ma è l’incontro con Israel Galván – icona assoluta del flamenco contemporaneo – a dare vita all’inedito Israel & Mohamed, in cui i due artisti esplorano le rispettive radici e memorie familiari, trasformando il dialogo tra mondi solo in apparenza lontani in un potente confronto scenico. Torna, con il regista e coreografo libanese Rabih Mroué, anche la coreografa Anne Teresa De Keersmaeker,in scena con lo spettacolo A little bit of the moon (presentato in corealizzazione con Short Theatre) parte degli appuntamenti dedicati alla scena fiamminga. Il focus costruito con Flanders State of The Art vede protagonisti il collettivo BERLIN (attualmente alla guida del NTGent), in scena con True Copy, un’indagine sul confine sottile tra genio e frode e sull’ipocrisia del mercato dell’arte; il regista Kasper Vandenberghe, in dialogo con il compositore Timo Tembuyser e il musicista Jens Bouttery, per Mystica (produzione Muziektheater Transparant), rituale scenico che, tra acrobazie aeree, hair suspension, danza e musica, rende omaggio alle grandi figure mistiche della storia; e infine Miet Warlop, tra le più importanti artiste della scena europea – scelta per rappresentare il Belgio alla Biennale Arte 2026 – che arriva per la prima volta a Roma con INHALE, DELIRIUM, EXHALE. Presentato in corealizzazione con la Fondazione Teatro di Roma, lo spettacolo mette in scena 1500 metri di seta in un’onda visiva, potente raffigurazione della forza creativa.
Sempre con Fondazione Teatro di Roma e in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, il Festival torna a ospitare la regista francese Caroline Guiela Nguyen che, dopo il successo di Saigon (al REF nel 2018), debutta in prima nazionale con Valentina, spettacolo che riflette sulla potenza della traduzione, della lingua e dei linguaggi nel rapporto tra una madre e una figlia. Prosegue nell’ambito della quarantesima edizione del Festival anche la collaborazione con il regista Milo Rau, figura chiave del teatro europeo, in scena al Teatro Vascello con il suo nuovo La lettre, ironica riflessione sul ruolo del teatro popolare nel mondo contemporaneo. Debuttano al Festival il tedesco Moritz Ostruschnjak con il suo potente Non + Ultras, rilettura fisica e pulsante della ritualità delle curve calcistiche, il coreografo Dovydas Strimaitis, nell’ambito del focus dedicato alla scena Lituana e la coreografa del Québec Louise Lecavalier, tra i membri della storica La La La Human Steps e per anni collaboratrice di David Bowie, con il suo danses vagabondes, assolo ipnotico costruito sulle musiche di Dawn of Midi, The Black Dog, Kiasmos, Nils Frahm, Trentemøller e Nick Cave.
Al patrimonio culturale e ai paesaggi del deserto di AlUla si ispira Thikra: A night of remembering, nuova produzione di Akram Khan (presente al REF sin dal 2002) in dialogo con l’artista visiva saudita Manal AlDowayan e un cast interamente al femminile composto da 14 danzatrici tra contemporaneo e Bharatanatyam. Da Taiwan arriva invece la compagnia U-Theatre che, in Sword of Wisdom, reinventa la potente tradizione delle percussioni fondendola alle arti marziali, alla danza, alla meditazione e al teatro; mentre dal Brasile – e in particolare da Maré, Favela di Rio de Janeiro – ritorna l’energia irresistibile di Lia Rodrigues che nel suo Borda (altra corealizzazione con Fondazione Teatro di Roma) costruisce potenti tableaux tra rituali ancestrali e urbani. In questo orizzonte internazionale, si inserisce, infine, il progetto BAMBU (ideato da ALDES) che porterà a Roma due giovani coreografi selezionati da un network internazionale costruito coinvolgendo e attraversando l’intero continente africano.

TEATRO E DANZA ITALIANI
Accanto alla sua vocazione internazionale, è proprio l’attenzione alla creatività italiana a rappresentare, da quarant’anni, il cuore pulsante del Romaeuropa Festival. Un impegno costante che si traduce in una fitta trama di percorsi dedicati alle voci più originali e innovative della scena nazionale, dove si incontrano le scritture e i movimenti delle nuove generazioni insieme ai grandi protagonisti del nostro panorama artistico. Si rinnova il dialogo con La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello per la costruzione di un focus specifico dedicato alla scena nazionale di cui fanno parte la compagnia Fanny & Alexander che, con l’attrice Federica Fracassi, porta in scena L’Analfabeta ispirandosi all’omonimo testo di Ágota Kristóf; Motus che presenta per la prima volta insieme Frankenstein (a love story) e Frankenstein (a history of hate), entrambi ispirati alla creatura mostruosa di Mary Shelley; Gabriele Paolocà che con Claudia Marsicano e Fabio Antonelli costruisce un musical caustico e irriverente per raccontare la figura tragica di Audrey, una giovane donna che si reinventa come sopravvissuta agli attentati del Bataclan; e Oltre, Come 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande nuova produzione di Fabiana Iacozzilli realizzata con la drammaturgia di Linda Dalisi e i puppets di Paola Villani.

Se il duo composto da Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi guida per la prima volta la compagnia croata Studio Contemporary Dance nel geometrico All’Arme, il dialogo tra Italia e Spagna continua a essere protagonista con la presenza della compagnia KOR’SIA che presenta per la prima volta a Roma, al Teatro Argentina, la nuova creazione Simulacro. A Federica Rosellini, invece, il compito di portare in scena iGirl della drammaturga irlandese Marina Carr in dialogo con l’artista visiva Rä di Martino e le musiche originali di Daniela Pes.
Infine, in corealizzazione con Fondazione Teatro di Roma, il Teatro India ospita Buchettino, spettacolo ideato nel 1995 all’interno della Societas (all’epoca Socìetas Raffaello Sanzio) e presto divenuto un vero e proprio cult per bambini e famiglie; e Atomica della compagnia Muta Imago, che porta in scena l’intenso scambio epistolare tra Claude Eatherly – l’uomo che sganciò la bomba atomica su Hiroshima – e il filosofo Günther Anders.

CONCERTI, TEATRO MUSICALE E CLOSING
Eredità del Novecento e innovazione si intrecciano nei percorsi musicali del Festival, assieme a nuovi formati di teatro musicale, progetti di elettronica e l’attenzione a una molteplicità di compositori ed esecutori con le loro differenti estetiche. Tante le collaborazioni con Accademia Nazionale di Santa Cecilia per gli spettacoli presentati nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone: torna dopo 15 anni al REF l’icona dell’avanguardia newyorkese Laurie Anderson per presentare, in prima italiana, la nuova versione di Let X = X (2025), live che, tra narrazione, sperimentazione e suoni multimediali, la vede sul palco insieme alla band Sexmob. Tra le presenze storiche del Romaeuropa Festival, Alessandro Baricco torna in scena con Novecento: Il duello un progetto ideato con Alessio Bertallot e Stefano Bollani che lo vede protagonista di una speciale dialogo tra parola e musica, con la partecipazione di Enrico Rava.
È ancora l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con la sua Orchestra e Coro a omaggiare John Adams, artista emblematico del minimalismo americano, nel programma John Adams in Rome con estratti da Nixon in China, Short Ride in a Fast Machine e la suite di Billy the Kid di Aaron Copland. I percorsi dedicati al minimalismo proseguono con la presenza di Christophe Chassol, che con l’ensemble Miroirs Ètendus unisce le visioni di Steve Reich alle proprie composizioni tra jazz e pop; e Constellation del Leone d’Oro alla Biennale Arte Christian Marclay con le sue sperimentazioni musicali e visive che incontrano le composizioni di Stephen O’Malley e Éliane Radigue nell’esecuzione di ONCEIM (Orchestra of new creation, experiments and improvised music).
Se teatro e musica dialogano in Flammenwerfer di Hotel Pro Forma con le musiche e i testi originali di Blixa Bargeld, live in scena insieme all’ensemble vocale IKI,è il cinema a entrare in sintonia con le esecuzioni live in due speciali cine-concerti: Whiplashdi Damien Chazelle con le musiche di Justin Hurwitz eseguite dal vivo dalla Multiquarium Big Band in occasione del 10° anniversario dall’uscita del film (in collaborazione con Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Fondazione Cinema per Roma) e la proiezione de La Haine (L’Odio), il film culto di Mathieu Kassovitz al suo 30° anniversario, con le musiche live degli Asian Dub Foundation.

Elettronica e musica acustica convivono nelle nuove proposte del giapponese Ryoji Ikeda presente al Festival con due differenti appuntamenti: Utratronics, nuova esperienza audio-video tesa a sfidare i confini tra fisico e virtuale e Music for strings, live (realizzato in collaborazione con Villa Massimo – Accademia Tedesca Roma) che lo vede dialogare con l’Ensemble Modern per tradurre le composizioni elettroniche che lo hanno reso uno dei più interessanti sperimentatori a livello globale. La collaborazione con Villa Massimosi estende, inoltre, alla presenza del Decoder Ensemble con il compositore e pianista Andrej Koroliov.
Nell’ambito del focus dedicato alla scena Lituaniail Festival presenta (oltre Dovydas Strimaitis) lo spettacolo musicale per strumenti di palestra Sports Group delle artiste Gabrielė Labanauskaitė, Gailė Griciūtė, Viktorija Damerell; la band folk/pop Merope; e il film Requiemdi Jonas Mekas, tra i più rilevanti artisti visivi del Novecento, ispirato al Requiemdi Verdi (in collaborazione con MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo).
Se Fabrizio Cassol (storico complice musicale di Alain Platel) continua il dialogo con Lorenzo Bianchi Hoesch e Adèle Viret, Federico Albanese presenta Blackbirds and the Sun of October, un album che intreccia classica contemporanea, pop ed elettronica in paesaggi sonori evocativi.
Infine, in collaborazione con Tempo Reale, il centro di ricerca fondato da Luciano Berio, Romaeuropa dedica due appuntamenti speciali in omaggio ai 100 anni del grande compositore: l’installazione sonora In-Naturale, che intreccia frammenti delle sue opere e materiali d’archivio, e la performance Berio a colori, dove le sue composizioni si fondono con immagini di Bruno Munari, Roberto Masotti, Silvia Lelli e con la danza della coreografa e performer italiana Simona Bertozzi.
Chiude la quarantesima edizione del Festival, il 16 novembre, nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone (grazie alla collaborazione con Accademia Nazionale di Santa Cecilia) Kruder & Dorfmeister con The K&D Sessions Live, celebrazione dei trent’anni di carriera del duo austriaco e di uno dei dischi culto dell’elettronica anni Novanta.
Uno speciale appuntamento in cui l’album verrà eseguito integralmente dal vivo con una band di musicisti di altissimo livello, restituendo al pubblico la sua magia e le sue atmosfere e trasportandole nel presente, con la loro innata forza e attualità.

ULTRA REF
Un nuovo festival nel festival tra musica, creatività emergente e nuovi formati
La Pelanda del Mattatoio, grazie alla collaborazione con Azienda Speciale Palaexpo, è divenuta negli ultimi anni il cuore pulsante delle attività del Romaeuropa Festival: uno spazio dedicato alla creatività emergente, dove hanno preso forma le sezioni più innovative, ibride e trasversali del programma. Per i suoi quarant’anni, REF rilancia con convinzione questo percorso attraverso ULTRA REF: un luogo di festa e condivisione, in continua trasformazione, crocevia di estetiche e sperimentazioni, dove la contaminazione è regola e i confini dei linguaggi si dissolvono.
A inaugurarlo, non a caso, uno speciale doppio concerto con Lyra Pramuk – punta di diamante dell’avant-pop internazionale con il suo “futurist folk” – e ISABELLE LEWIS, progetto nato dall’incontro tra Valgeir Sigurðsson (producer di Björk, Feist, Damon Albarn), il regista e controtenore fiammingo Benjamin Abel Meirhaeghe (già al REF 2022 con Madrigals) e la violinista Elisabeth Klinck (già con Miet Warlop), presentato insieme a Flanders State of The Art.
Sempre nel segno della musica, la sezione ULTRA CLUB (a cura di Matteo Antonaci, Giulia Di Giovanni e Federica Patti) trasforma gli spazi della Pelanda in un vero club musicale per una settimana dedicata a cantautorato, pop, elettronica e sperimentazioni digitali, tra reti, nuove sonorità e contaminazioni. In line-up: Populous – da anni punto di riferimento dell’elettronica italiana, con la tappa del suo tour nelle capitali europee (in collaborazione con Manifesto Fest); le esplorazioni tra folclore, AI ed elettronica delle spagnole Tarta Relena (in corealizzazione con Instituto Cervantes) e Maria Arnal (con Institut Ramon Llull); uno showcase dell’etichetta indipendente Dischi Sotterranei; e ancora i live di Fuera, Altea, Gaia Banfi, Ginevra, Donatella Della Ratta, Cosimo Damiano con le musiche dal film San Damiano, Sara Persico ed Erotiq (in collaborazione con Klang); oltre ai progetti realizzati con Re:Humanism (tra cui il Romaeuropa Digital Prize), le proposte in realtà virtuale di RUFA – Rome University of Fine Arts, il Raster Prize a cura di Caterina Tomeo; Le Parole delle Canzoni di Treccani e molto altro. Legato alla ricerca tecnologica è anche il Talk Urban Experience – Paesaggi Umani. Performing Media Storytelling con geopodcast per l’innovazione territoriale proposto dallo studioso Carlo Infante.

Scena emergente e nuovi talenti sono al centro delle rinnovate sezioni di danza e teatro. Dancing Days, a cura di Francesca Manica, continua a esplorare le nuove tendenze della danza europea e nazionale in rete con Aerowaves e diverse realtà del territorio. Tra gli artisti: Ermira Goro (Grecia), Janet Novás e Mercedes Peón (Galizia), Armin Hokmi (Germania) e gli italiani Francesca Santamaria, Vittorio Pagani, Aristide Rontini e Matteo Sedda, quest’ultimo vincitore della scorsa edizione di DNAppunti Coreografici, il premio dedicato alla coreografia italiana under 35, giunto quest’anno all’undicesima edizione la cui finale tornerà a svolgersi nell’ambito del programma di ULTRA REF.
POWERED BY REF
Giunge, invece, alla sua sesta edizione Powered by REF, il progetto a sostegno di artisti under 30 attivi nella ricerca teatrale, che seleziona tre giovani autori i cui studi vengono presentati all’interno della sezione Anni Luce a cura di Maura Teofili interamente dedicata al teatro italiano. Al loro fianco i debutti di Caterina Marino, Pietro Angelini con Pietro Turano, Alice Sinigaglia e Agnese Banti, con un progetto dedicato alla comunità cieca e ipovedente.

Nell’ambito della ricerca teatrale, REF rinnova il legame con l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico attraverso il Premio Silvio d’Amico alla Regia, che porta in scena lo spettacolo di un giovane regista all’interno del calendario del Festival, e con il Premio Riccione – Premio Pier Vittorio Tondelli, in collaborazione con cui viene proposta la lettura scenica di estratti dei testi finalisti, affidati a un gruppo di giovani interpreti.
Tornano anche gli appuntamenti con Ghost Track, il format condotto da Gioia Salvatori con Simone Alessandrini che intreccia teatro, musica e comicità in un’atmosfera informale completamente rinnovata, e con Design Talks, la giornata dedicata al graphic design ideata da David Aprea e curata da Stefano Cipolla insieme allo studio creativo Mistaker.
REF KIDS & FAMILY
Lo spazio dedicato all’infanzia
Ma il Mattatoio è anche la casa di REF Kids & Family, la sezione a cura di Stefania Lo Giudice che rinnova la sua proposta di musica, teatro e nuovo circo dedicata all’infanzia, articolata in tre weekend ricchi di spettacoli e attività gratuite. In programma: il focus sulla scena catalana (realizzato in collaborazione con Institut Ramon Llull) con Guillem Alba e i due spettacoli della compagnia La Petita Malumaluga omaggi ai Beatles e al celebre clown Marcéline Orbes, i concerti di No Funny Stuff, La RusticaXBand, Frankie Back From Hollywood e Fossick Project (con la cantautrice Marta Del Grandi e Cecilia Valagussa), le favole di Michelangelo Campanale con la sua compagnia La Luna nel Letto e lo spettacolo dedicato ai piccolissimi di Man || Co.

Ad arricchire la proposta, anche un playground ad accesso gratuito che animerà l’intera Galleria delle Vasche con aree ludiche, laboratori dedicati alla creatività dei più piccoli e l’installazione Odissea Sonora, un percorso sensoriale e immersivo ispirato all’epopea di Ulisse.
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Maggiori Informazioni al sito Romaeuropa 2015 Festival.
