Mittelyoung è un punto di incontro e di visibilità per artisti under 30. Si è appena conclusa, Cividale del Friuli, l’edizione di quest’anno. Vediamo che dicono.
Fili, ragnatele, membrane
“Chiuso là, nella mia casa di sempre, in un paesino nella provincia toscana, vedevo che fuori l’erba cresceva. E io, quei fili volevo sentirmeli addosso, cucirmeli addosso”.
In una sola immagine, un’istantanea dal tempo dell’epidemia, Mad Beltrami racconta l’origine del suo progetto e del suo percorso nel campo delle performing arts.

Cucirsi addosso. Sottili aghi d’acciaio che si infilano nell’epidermide. Fili rossi che scorrono e ricamano il corpo. Niente sangue. Neanche una goccia di autolesionismo. Solo filamenti, ragnatele, membrane, che imbastiscono le dita, le braccia, il corpo intero, crisalide dentro una rete leggera.
Così si intuiscono, attraverso le maglie, i modi della trasformazione. Della transizione anzi, nel caso di Mad Beltrami e del suo progetto. Cinquanta minuti di ricerca su se stesso, intitolati Both – On the threshold. Vale a dire “sulla soglia”. Che anche un modo per suggerire: non-binario.
Formule per la Z-Generation
Sono parecchie in Italia le manifestazioni che mettono a fuoco i ‘giovani‘ artisti under 35. Che giovani sono solo nel nostro Paese, mentre altrove il thirtysomething è sinonimo già di raggiunta maturità artistica. Comunque: da noi è così, e a questo bisogna adeguarsi.
Tra le rassegne e i festival che si occupano del teatro, della danza, della musica di questa Generazione Zeta, Mittelyoung è invece under 30 al quadrato. Spiego: non solo accoglie artisti e compagnie internazionali sotto a quel limite, ma li fa scegliere e programmare dai loro coetanei.
È la formula ideata cinque anni fa da Giacomo Pedini: Mittelyoung per Mittelfest, un festival pre-festival, che anche quest’anno si è sviluppato in quattro giorni, a Cividale del Friuli.

Singoli artisti e formazioni under 30, sottoscrivono la propria candidatura (183 ne sono arrivate, per Mittelyoung 2025, da tutta Europa), un team di curatores (under anche loro) li selezionano, li valutano, ne invitano nove, li programmano in un weekend. Alla fine scelgono i tre spettacoli da inserire nel programma principale di Mittelfest (previsto quest’anno dal dal 18 al 27 luglio).
Mittelyoung 2025. Etichette che si fondono
Mittelyoung diventa così un osservatorio, una vetrina performativa sul versante dell’età. E permette a giovani promettenti – perché la maggior parte di loro è in realtà under 25 – di verificare se la strada che vogliono intraprendere è quella giusta
Nove dunque i titoli in concorso per questo Mittelyoung 2025, ripartiti tra teatro, musica, danza e circo. Anche se le etichette non sono più frontiere e sempre più spesso, felicemente, ciascuna si fonde nell’altra. Così che un concerto assume le forme dell’happening, l’acrobazia si piega alla drammaturgia, e in un assolo di sax il musicista duetta con il podcast delle lezioni di un eccentrico filosofo britannico.
Ciò che, ad esempio, fa il sassofonista lettone Ģirts Grigorjevs nel suo New Resonance: saxophone unbound. Dove si alternano la sperimentazione sonora e il panteismo teologico di Alan Watts.

I poeti danzano in catene
Tutti spettacoli molto diversi, in rapporto a durata, a presenze sul palco, a invenzione e precisione, e a temi sottostanti. Per quanto il tema portante di Mittelfest quest’anno – Tabù – rappresenti già una linea guida. E lo spazio preciso dell’altare di un’antica chiesa (la ‘sala’ di Mittelyoung 2025) faccia da limite severo alle invenzioni di scenografia e al light-design.
“Il poeta danza in catene” rammentava però uno dei partecipanti, citando vagamente Nietzsche. Per sottolineare quanto i limiti non siano ostacoli ma, al contrario, spinte alla creazione.

I corpi
Se il conflitto di coppia resta un topic costante nella danza (qui era al centro di Beyond 26 del duo italo-danese formato da Carmine Vigliotti e Sophie Tukker) non è detto che altrove (in Solitario della giovanissima formazione italiana Hum) il dialogo non si possa aprire attorno a un tavolo e a un intricato gioco di carte, che apre la solitudine del solitario alla collaborazione di tre danzatrici.
Più vicino a un teatro di documenti, che a un metafora della prigionia, Shadows and Lights (della compagnia rumena Magic Puppet Theater) rendiconta in scena, soprattutto con l’aiuto di pupazzi, sulla situazione dei carcerati nelle case di detenzione di quel Paese. Nelle quali i principi del diritto giudiziario non sempre coincidono con la realtà dei fatti.
L’acrobazia di un corpo ben trainato accompagna le evoluzioni di Riccardo Saggese che, mentre si lascia alle spalle le aeree tecniche del circo, adatta il suo Bless (una benedizione) alle fogge di un drag-show, dentro al quale lasciar penetrare la biografia: la rievocazione sonora del proprio coming-out difficile da accettare, soprattutto da parte dei suoi genitori.

La musica
Se infine qualcuno pensa che rap, trap, house urbano o indie pop siano il nutrimento musicale elettivo della Generazione Z, quella cresciuta dentro i social, ci sarebbe un buon motivo per sorprendersi, scoprendo che in alcuni casi, nemmeno rari, a tenere banco c’è anche la musica barocca (italiana e francese per la formazione Le Doux Rossignol, nel concerto Chi disprezza compra ).
Chiaro però che il sound dell’hip-hop, resta un irresistibile polo d’attrazione. E lo conferma il fatto che Sorvina (un’artista di formazione urban newyorkese, ma con base a Berlino e alla testa di un agguerrito team musicale) risulta infine una delle tre proposte vincitrici: indicata, senza esitazione alcuna, dal gruppo dei curatores.
Vi basta sentire un pezzo di Sorvina, per immaginare l’elettricità che circola in scena.
Gli altri due vincitori, selezionati per Mittelfest a luglio, sono stati Solitario, di cui ho scritto sopra, e un titolo apparentemente impossibile da pronunciare, ma del tutto chiaro nel suo enigmatico riferimento.
Fragile e tossico testosterone
Si scrive C19H28O2. È la formula del testosterone e vale come sinonimo di mascolinità. Alla quale da un po’ di tempo è sempre più facile affiancare l’aggettivo tossica. Di questo parla C19H28O2, affrontando di lato il tema di un patriarcato che permea anche i comportamenti più contemporanei e alimenta la serie infinita delle donne ammazzate da chi dice di amarle.
Due uomini dunque, fratelli, due maschi fragili, uno più giovane, uno più navigato. Che il lavoro del mare, la barca, la pesca nel buio, stringe nel patto della mascolinità forzata. Tra di loro un’esile figura femminile: voce di sirena, motivo di desiderio e di contesa, oggetto e soggetto di una tragedia che non è difficile immaginare.

Tra la scelta del canto, nella esecuzione bella di Eny Cassia Corvo, e l’ingegnosa invenzione di un sistema autoportante di luci – le pile dei pescatori – Paolo Sangiorgio e Leonardo Cesaroni, formano assieme a lei e al regista e autore Riccardo Rampazzo, la compagnia Lidi Precari.
Cresciuti assieme alla Silvio d’Amico, in soli due anni si sono portati a casa un sostanziosa manciata di riconoscimenti, a cui si aggiunge adesso questo di Mitteyoung 2025.
E si segnalano all’attenzione di chi, in un teatro senza banalità e senza retorica, cerca il racconto dell’oggi, dentro al chiaroscuro che sempre illumina periodi e generazioni in transizione. Proprio come questa, non ancora trentenne.

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I TITOLI VINCITORI DI MITTELYOUNG 2025
C19H28O2
Lidi Precari
scritto e diretto da Riccardo Rampazzo
con Leonardo Cesaroni, Eny Cassia Corvo, Paolo Sangiorgio
musica originale Massimo Rusi
un progetto Lidi Precari
produzione Pallaksch in collaborazione con Fortezza-est, con il sostegno del Centro Culturale Artemia con il Patrocinio dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e con il sostegno di Mittelfest 2025
SOLITARIO
uno spettacolo di Collettivo HUM
concept, coreografia e interpretazione Anya Pozza, Kyda Pozza e Aurora Sbailò
disegno luci e tecnica Davide De Togni, Claudia Perossini
fotografie, riprese e montaggio video Nicola Massella
musiche Don Shirley, Dictaphone, René Aubry, Agnes Obel, Aukai, Rodrigo Leão
produzione Altri Posti in Piedi e Cinema Teatro Astra
con il sostegno di Mittelfest 2025
SORVINA
Sorvina Carr, voce
Elias Olivera Graversen, tastiere
Karl Kindermann, basso
Jakob Hegner, batteria
Charlotte Colace, cori
produzione F-Cat Productions
con il sostegno di Mittelfest 2025
I TITOLI SEGNALATI DALLA GIURIA TECNICA
Special Jury Award
BOTH – ON THE THRESHOLD
di e con Mad Beltrami
produzione Associazione Nina
con il sostegno di quattrox4, BASE Milano, premio Vassalli – sezione scenografia, Associazione Duetti e ½, CircusNext, La Bréche Cherbourg e Progetto Slip, con il sostegno di Mittelfest 2025
Best concept
NEW RESONANCE: SAXOPHONE UNBOUND
Ģirts Grigorjevs, sax
produzione Mittelfest 2025
Best Performer
BLESS
creatore e performer Riccardo Saggese
musica David Murray
regista e drammaturga ospite Firenza Guidi
produzione Mittelfest 2025
Best Show
C19H28O2
Lidi Precari
scritto e diretto da Riccardo Rampazzo
con Leonardo Cesaroni, Eny Cassia Corvo, Paolo Sangiorgio
musica originale Massimo Rusi
un progetto Lidi Precari
produzione Pallaksch in collaborazione con Fortezza-est, con il sostegno del Centro Culturale Artemia con il Patrocinio dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e con il sostegno di Mittelfest 2025
GLI ALTRI TITOLI DI MITTELYOUNG 2025
BEYOND 26 – MIND IN MOVEMENT
di e con Carmine Vigliotti e Sophie Tukker
musiche Dave Brubeck, David Toop e Greg Haines
produzione Mittelfest2025
CHI DISPREZZA COMPRA
Ensemble Le Doux Rossignol
Marta Pacifici, mezzosoprano
Francesco Lussignoli, flauto traversiere
Elisa Ciavola, violino barocco,
Adele Serena, viola da gamba
Lucía Velasco, arciliuto
Fabio Marconetti, clavicembalo
produzione Mittelfest 2025
SHADOWS AND LIGHTS
Magic Puppet Theater
regia Cătălin Mardale
testo Petro Ionesco
con Alina Neagoe, Cristina, Raluca, Paul Sebastian Popa, Edy, Bogdan de la Brăila, Dragoș Lupău, Harry, Ioan Crișan
musica Max Anchidin
scene Răzvan Chendrean
luci Alexandru Bote
produzione Asociatia Magic Puppet
con il sostegno di Mittelfest 2025
