Molly attenta, l’algoritmo uccide. I social secondo Cubo Teatro

Tra le tante sciagure che si imputano a internet, piattaforme social, intelligenze artificiali, non c’è storia più triste, più disperante, di quella di Molly Rose Russell (Londra, 27.11.2002 – Londra, 21.11.2017).

Mollly - Letizia Alaide Russo- Cubo Teatro - ph Tommasina Giuliasi
Mollly – Letizia Alaide Russo- Cubo Teatro – ph Tommasina Giuliasi

La stanza di una ragazzina

Quattordici anni. Una vita davanti. Una coscienziosa alunna alla Harrow High School, quartieri nord di Londra. Una divisa scolastica curata e linda, come il suo sorriso, apparso centinaia di volte nei post e nelle dirette alle quali dava avvio dalla sua stanzetta di ragazzina. Su Instagram. Su TikTok. Su Twitter.

“Dalla sua stanza,
invia messaggi nell’oceano della rete
In principio sono
parole che sanno di bellezza 
parole che sono atti di coraggio”

Identità adolescenti

Molly è il titolo dello spettacolo ideato e prodotto Cubo Teatro – Torino – al debutto ufficiale qualche giorno fa a Festil 2025, festival al Nordest d’Italia, nel Fvg. 

Molly racconta la vita breve di questa ragazza, uguale a milioni, se non milioni di milioni, di altre ragazze. Le quali, provviste soltanto di quella fragile strumentazione che è la loro identità adolescente, affrontano senza rete l’universo dei social. Si buttano.

“Buongiorno a tutte e benvenute in questo nuovissimo video sì perché oggi rispondo a un po’ di domande sì perché sinceramente dicendo ho pianto per tutto il giorno perché mi sentivo un sacco sola eccetera eccetera e poi sta piovendo e ho detto voglio troppo parlare con qualcuno e quindi ho deciso di fare un video mentre mi preparo ecco io risponderò a qualche domanda per conoscermi meglio le metterò qui // (indica con la mano destra, e appare un cuore) ecco qui // e magari ecco magari se questo video vi piace andatemi a seguire perché qui ci possiamo sentire sempre qui io darò sempre consigli e vi potrebbero servire sinceramente secondo me cercherò di darvi sempre tutto quello che desiderate ecco e mentre rispondo vi faccio vedere anche la mia make-up routine che da quando ho cambiato trucco ho anche cambiato vita allora ecco la prima cosa è la skin care…”

Mollly - Letizia Alaide Russo- Cubo Teatro - ph Tommasina Giuliasi
ph Tommasina Giuliasi

Il percorso, per tutte, per tutti, è lo stesso. Aprirsi a un mondo che non sia il proprio mondo, quello che ci fa prigionieri, la famiglia, la scuola, gli amici di sempre. Costruire invece un mondo nuovo, un avatar seducente. Inventarlo, videocondividerlo, decoralo con il proprio bel viso e il glitter dei filtri digitali.

“Allora io sono sola cioè non mi piace molto uscire di casa anzi a dire la verità non esco mai di casa con tutte quelle cose che si dicono in giro e quindi ecco stando sempre seduta qui mi piacevano tantissimo le influencer cioè mi piacciono tantissimo che ti dicono tutto come fare cose così mi sembra quasi a volte che sono mie amiche e allora mi son detta lo fanno tutte fammelo fare anche a me magari ecco sto usando questa crema che praticamente è un primer…”

Moltiplicare i follower. Sentirsi altri

Che male può fare esporsi, rendersi visibili, diventare importanti per qualcuno? Moltiplicare i follower. Superare i propri blocchi. Migliorare l’autostima. Sentirsi altri.

“Io sono veramente felice quando cioè se qualcuno di voi lì fuori dovesse mai guardare questo video e poi mi dirà guarda che tu con il tuo video mi hai aiutata ecco parlo proprio a te spero proprio di aiutarti questo credo mi renderà felice ecco credo sia la felicità questa perché penso vabbè ho fatto questo video magari lo ha visto qualcuno eccetera eccetera io vorrei che qualcuno mi avesse aiutata così ecco non so non voglio sembrare pazza ma se mi stai guardando magari mettimi un cuore…”

Mollly - Letizia Alaide Russo- Cubo Teatro - ph Tommasina Giuliasi
Mollly – Letizia Alaide Russo- Cubo Teatro – ph Tommasina Giuliasi

Una bestia che ha nome algoritmo

Di cuoricini, like, menzioni, è fatto l’universo social. Pinterest, Instagram, TikTok, Threads che sia. Di dialoghi apparenti, che spesso sono soliloqui. Di amiche e amici, che forse sono profili fake. Di notifiche, notizie, playlist, raccomandazioni che, irresistibilmente, l’algoritmo propone ai nostri occhi. Pubblicità. Seduzioni. Così eccitanti che ti restano dentro, e non te ne accorgi.

“Da sola, nella sua stanza
Produce e riceve un sacco di contenuti
Tutorial per il trucco
sociologia
pubblicità
elenchi e statistiche
tutorial per fidanzarsi
pubblicità
recensioni di documentari
psicologia online
partite di calcio
video musicali
pubblicità
fidanzate dei rapper
audio motivazionali
vuoi fare il trade online?
reagisce alle hit
pubblicità
gioca a Minecraft
balletti
pubblicità
un sacco di pubblicità coi balletti
un sacco di come stare bene con sé stessi con le pubblicità dei balletti…”

Molly - Cubo Teatro - pg Tommasina Giuliasi
ph Tommasina Giuliasi

Non si accorge, Molly, che il pericolo è proprio là. Forse Molly lo sa che è là, forse Molly lo sottovaluta. La sua adolescenza scavalca il rischio, il bisogno di esserci è più forte. Dopo, forse, anche quello di non esserci.

“Lascia perdere cosa dicono gli psicologi segnalano sensazioni di solitudine e il ghosting è una cosa seria come l’emulazione che è uscito il nuovo modello di lamette L’APA ha espresso preoccupazione perché gli algoritmi sì sei perfetta così rischiano di condurre gli adolescenti secondo una stima dell’OMS in Italia 3500 ragazzi all’anno siamo tutte così sole dentro al web è il palcoscenico per togliersi la vita d’accordo ma soffocare conviene davvero o c’è del positivo dentro di te ma poi guarda che se ti senti così lascia perdere stanno tutti di merda ma non ci andare dallo psi psicologo psi psichiatra non c’è bisogno tu stai bene stai bene stai bene stai bene…”

Giovani pesci

Non vi racconterò fino in fondo la storia di Molly. La prevedete già. E la racconta questo spettacolo, che come altri realizzati da Cubo Teatro (date un’occhiata a Sid – fin qui tutto bene, per esempio) tocca corde scoperte e sensibili, già in noi, immigrati digitali.

Figurasi in chi, nativo, adolescente, in questo mondo nuota, come i pesci ignari di cui parlava David Foster Wallace in un discorso agli studenti laureandi di un college statunitense.

Foster Wallace - Questa è l'acqua - Einaudi

Ci sono due giovani pesci che nuotano insieme e incontrano un pesce più anziano, che nuota nella direzione opposta, fa loro un cenno e dice: “’Giorno ragazzi, com’è l’acqua?”. I due giovani pesci continuano a nuotare per un po’, finché uno dei due guarda l’altro e fa: “che cavolo è l’acqua?” [in David Foster Wallace, Questa è l’acqua, Einaudi, 2009]

Non vi racconterò nemmeno la soluzione scenica che fa del grande schermo centrale, il centro magnetico di questo allestimento, cuore attrattivo e impietoso, magic display accresciuto e intensificato da tutti gli espedienti grafici che tiktoker e instagrammer sanno manipolare sveltamente. Merita che vi sorprenda.

Non vi dirò quanto è credibile e esatta Letizia Russo (Letizia Alaide Russo, che non è la Letizia Russo drammaturga) davanti alla sua ring-light, luminosissima, nel buio di un set-palcoscenico che la scrittura e la regia di Girolamo Lucania hanno creato per lei.

Molly - Cubo Teatro - ph Simone Vona
ph Simone Vona

Tecnocapitalismo

Vi trascriverò solo il referto che l’ufficiale giudiziario – a Londra, il coroner – avrà steso davanti a un corpo senza vita. E sottolineerò la sua ultima frase: un dato di fatto, certamente, ma anche un monito per chi, inconsapevole come i pesci di Foster Wallace, ignora o quantomeno sottovaluta il potere mortifero dei nuovi capitalismi techno. Si chiamino Meta, oppure Amazon, oppure OpenAI.

Se non li padroneggi, ti uccidono.

“Molly. 14 anni. Depressa. Una patologia comune a quell’età. Una domenica notte non prende la sua medicina e decide di farla finita. Tecnicamente si chiama “prima sospensione”. I genitori. Sì, la mattina. Molly voleva informare tutti che la condizione di vuoto che la colpisce è diffusa in tutta la sua generazione. E trova nei social il mezzo migliore per farlo. Il modo in cui funzionano quelle piattaforme dà accesso libero a qualunque contenuto. Autolesionismo. Suicidio. Spesso raccontati come un fatto romantico e spettacolare. Molti di questi contenuti venivano suggeriti senza che Molly ne facesse richiesta. La piattaforma conosce i suoi desideri. Li manipola. Si immedesima, come una specie di specchio. Educati con il solo obiettivo di tenerci incollate. I contenuti sono un mezzo per la pubblicità. La sensazione è che una ragazza così fragile possa fidarsi. Sì. Persino innamorarsi. No. Come ho già detto, sono un mezzo per la pubblicità”.

Nota della produzione

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MOLLY
un progetto di Cubo Teatro
scritto e diretto da Girolamo Lucania
interpretato da Letizia Alaide Russo
visual art e video live Niccolò Borgia
colonna sonora originale e sound design Ivan Bert e Ruben Zambon
una produzione 2025 di Cubo
in collaborazione con Teatro della Caduta, Giallo Mare Minimal Teatro, Catalyst ETS

Visto al debutto a Festil 2025 – Trieste (il Rossetti – sala Bartoli) e Udine (CSS – Teatro S.Giorgio). Anteprima: Castrovillari – Primavera dei teatri 2025

Nota della produzione

Molly si è tolta la vita per autolesionismo, mentre soffriva di depressione e degli effetti negativi dei contenuti online. Negli ultimi 6 mesi di vita gli algoritmi le hanno suggerito 16.300 contenuti di cui 2.100 relativi a suicidio e depressione. Algoritmi educati a creare dipendenza per scopi commerciali.
Un episodio storico, passato in secondo piano, ma che mette in luce una serie di ombre e riflessioni: il rapporto con i social network, le intelligenze artificiali, le responsabilità legali, la coscienza collettiva.
Questo progetto è frutto di un percorso di incontri con ragazze e ragazzi delle scuole superiori, che hanno partecipato a un laboratorio creativo: Anche le AI sognano milioni di followers.
Un percorso di scrittura creativa che affronta temi come la dipendenza dai social, le patologie depressive, e il funzionamento degli algoritmi.
Il laboratorio è disponibile insieme allo spettacolo o indipendente da esso.

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