Renato Carpentieri. Va a lui, questa sera, il Premio Simoni 2025: “una vita per il teatro”

Il riconoscimento che da 67 edizioni premia chi ha dedicato la propria vita al teatro e “per il teatro” verrà consegnato, questa sera, nel Teatro Romano di Verona, a Renato Carpentieri, “attore maiuscolo”.

Renato Carpentieri
Renato Carpentieri

Una vita per la prosa

Con il suo elenco di nomi illustri – avviato nel 1958 in ricordo di Renato Simoni, uno fra i più operosi critici teatrali del ‘900, anche drammaturgo, sceneggiatore, librettista di Turandot – il Premio Renato Simoni rappresenta l’albo d’oro del teatro italiano e in molti modi ne traccia la storia recente.

Vite votate al teatro, e in particolare alla “prosa”, si illuminano ogni anno di più, a luglio, in occasione dell’Estate Teatrale Veronese, davanti alle gradinate del Teatro Romano, quello che ospita anche il Festival Shakespeariano.

Così, scorrendo l’elenco di quella settantina di premiati – soprattutto attrici e attori, ma anche figure chiave della scena nazionale, da Paolo Grassi a Gianfranco de Bosio a Luca Ronconi – si ripercorrono le metamorfosi e la sinusoide performativa che ha attraversato i palcoscenici del nostro Paese dal secondo dopoguerra in poi. 

All’unanimità

Da qualche anno, assieme a Masolino d’Amico, Rodolfo di Giammarco, Claudia Cannella e Katia Ippaso, faccio parte anch’io della giuria del Premio Simoni. Cinque giornalisti teatrali che, non senza diversità di giudizi, ma all’unanimità sempre, individuano un nome e lo propongono al Comune di Verona, l’ente attivatore e organizzatore del Premio coordinato da Carlo Mangolini.

Negli anni scorsi, dopo che al lungo elenco abbiamo aggiunto Isa Danieli, Massimo De Francovich, Franco Branciaroli, e nel 2024 Elisabetta Pozzi. Non è stata né difficile né complicata la scelta di un’altra vita totalmente impegnata nel mestiere della scena, com’è quella di Renato Carpentieri, 82 anni, attore di “genio espressivo, modellato a colpi d’ascia”.

Renato Carpentieri David di Donatello 2018
A Carpentieri anche il David di Donatello 2018

Lo scrive, con affetto, il mio collega Rodolfo di Giammarco, il quale ha preparato per la motivazione che verrà letta questa sera agli spettatori del Teatro Romano a Verona.

La motivazione

“Se è vero che Ingmar Bergman ammise quanto la propria sfiducia nella parola fosse tale da fargli considerare il silenzio la sola forma di verità, allora va detto che l’identificazione più profonda e umana d’un maiuscolo attore qual è Renato Carpentieri è stata suggerita e suggellata dal chiuso, taciturno e laconico personaggio di Johan, l’anziano autosegregatosi dal mondo nel film di Bergman Sarabanda, opera trasposta a teatro da Roberto Andò. In questi mesi Carpentieri ha regalato in scena al ruolo di Johan i suoi mutismi, le sue scostanti quarantene, le sue irrequiete solitudini ”. 

E ancora…

“Il Premio Simoni trova in Carpentieri un genio espressivo modellato col tempo a colpi d’ascia, sovvertitore d’ogni chiasso borghese, compagno di strada del Teatro dei Mutamenti, di Gabriele Salvatores, di Dario Fo, e poi corpo storico di Mario Martone, di Carlo Cecchi e di Libera Scena Ensemble, raccontatore delle puntate di Museum, tra i protagonisti di Operette morali di Leopardi ancora per Martone, e, già diretto dallo stesso Andò, indimenticato Prospero da ospedale o carismatico Robert Schuster di campagna forgiato da Bernhard in Piazza degli Eroi”. 

Renato Carpentieri in Piazza degli eroi di Thomas Bernhard - ph Lia Pasqualino
Carpentieri in Piazza degli eroi di Thomas Bernhard – ph Lia Pasqualino

“Ma Renato Carpentieri è anche, stupendamente, qualcosa di imprendibile, di inclassificabile, di privo di vincoli: gli faremmo torto se – oltre che tributare riconoscenza a lui rarefatto filosofo valorizzato da registi sensibili – una quota di questo Premio non fosse riservata al suo manifestare con grazia una certa longevità, un qualche civismo senile, un filo di sapienza antica”. 

“E in tema di emozioni di dentro, ecco anche quel qualcosa d’inspiegabile che Carpentieri ha trasmesso nella parte del vecchio attore che dopo lunghe dispersive paranoie di mestiere tenta un tardivo riapproccio con una figlia sempre ignorata, rivelando esistenze quasi inconciliabili ne La stoffa dei sogni di Armando Pirozzi, con complicità d’un regista calmo, Massimiliano Civica. Una calma cui al termine di Sarabanda ha strappato le vesti e un urlo, adesso, l’Andò bergmaniano”.

Imprendibile, inclassificabile

Basterebbe questo ritratto di un carattere “imprendibile, inclassificabile”– come scrive appunto di Giammarco – a spiegare quanto tutti noi ci tenessimo ad aggiungere Carpentieri all’albo illustre del Premio Simoni.

Renato Carperntieri in Operette Morali - regia Mario Martone (2011)
Carperntieri in Operette Morali – regia Mario Martone (2011)

Ma per chi non ne abbia fino in fondo conosciuto la carriera, anche cinematografica, anche televisiva, oltre che teatrale, ecco una breve nota biografica che aiuta a comprenderne la versatilità e la sapienza antica.

La sintesi che segue è opera di quella solerte creatura che si chiama ChatGPT.

Volevo chiederti chi è Renato Carpentieri

Gigante silenzioso del teatro italiano, Renato Carpentieri è una delle figure più raffinate della scena contemporanea. Nato nel 1943 a Savignano Irpino, in provincia di Avellino, Carpentieri si forma come architetto, ma ben presto sceglie la via del teatro, portando in scena un’idea colta, rigorosa e sperimentale del fare arte.

Negli anni ’60 comincia a muoversi nei circuiti della cultura alternativa napoletana, e entra a far parte del gruppo Nuova Cultura, promotore di eventi, dibattiti e progetti interdisciplinari. È il preludio a una carriera coerente, dove teatro, cinema e letteratura si fondono nella figura di un attore-autore capace di incarnare in profondità la parola scenica.

L’invenzione del Teatro dei Mutamenti

Nel 1975 Carpentieri fonda il Teatro dei Mutamenti, laboratorio di drammaturgia e sperimentazione a Napoli, del quale è anima e mente: attore, regista, autore, scenografo. In quel contesto mette in scena opere come BerlinDada, Il nipote di Rameau, Serata futurista, Kabarett e Negli spazi oltre la luna, per dare vita a un teatro fatto di idee e contaminazioni, tra letteratura, politica e avanguardia.

Il teatro per Carpentieri è un mezzo di riflessione, di trasformazione. La scena è luogo critico, linguaggio plurale. In quegli anni si confronta con autori come Brecht, Diderot, Majakovskij, di cui affronta testi marginali, riscrivendoli in chiave teatrale.

Da Libera Scena Ensemble a Museum

Negli anni ’80 e ’90 si apre ad altre collaborazioni: lavora con Roberto Bacci, Claudio Meldolesi, Dario Fo, e nel 1995 assume la direzione artistica della compagnia Libera Scena Ensemble, dove apre il suo teatro a un pubblico più vasto, senza mai rinunciare all’impegno intellettuale.

È anche il tempo di Museum, un progetto annuale ospitato per tredici edizioni nella Certosa di San Martino a Napoli. Qui Carpentieri adatta e dirige testi tratti da romanzi, saggi e racconti, contaminando i linguaggi scenici con la parola letteraria e la ricerca storica. Una delle sue intuizioni più fertili.

Una seconda giovinezza: classici, regie, interpretazioni

Negli ultimi vent’anni, Carpentieri torna alla grande drammaturgia: nel 2007 è Falstaff per la regia di Mario Martone, nel 2011 prende parte alle Operette morali di Leopardi, mentre nel 2019 è Prospero ne La tempesta di Shakespeare. Accanto alla recitazione, porta avanti il lavoro registico: nel 2017 dirige L’intervista di Moravia e nel 2022 Il complice di Dürrenmatt, presentato al Teatro Metastasio di Prato.

I suoi personaggi sono sempre costruiti con intelligenza e misura: Carpentieri è capace di passare dal comico al tragico, dal filosofico al grottesco, mantenendo sempre la sua adesione emotiva e stilistica.

Nanni Moretti e Renato Carpentieri in Caro diario (1993)
Nanni Moretti e Renato Carpentieri in Caro diario (1993)

Il cinema, tardivo ma esplosivo

Arriva al cinema tardi, nel 1990, con Porte aperte di Gianni Amelio. Ma sarà solo l’inizio di una seconda, fortunata carriera sul grande schermo. Lavora con registi come Nanni Moretti, Gabriele Salvatores, i fratelli Taviani, Paolo Sorrentino. Indimenticabile la sua interpretazione in La tenerezza (2017), sempre di Amelio, che gli vale il David di Donatello come miglior attore protagonista e anche il Nastro d’Argento. Recentemente è apparso in Hammamet, La stranezza, La vita davanti a sé con Sophia Loren e I peggiori giorni.

Nel 2023, anche il Montecatini International Short Film Festival gli ha conferito un premio alla carriera, riconoscendone il valore. Quest’anno, 2025, Carpentieri è protagonista in Sarabanda, tratto da Ingmar Bergman e diretto da Roberto Andò, ulteriore conferma di una carriera che non conosce pause. 

Renato Carpentieri - ph Riccardo Siani
Renato Carpentieri fotografato da Riccardo Siani

Nell’albo d’oro del teatro italiano

Dall’anno della sua fondazione, il Premio Renato Simoni è andato a:

1958 Lucio Ridenti

1959 Emma Gramatica

1960 Renzo Ricci

1961 Cesco Baseggio

1962 Antonio Saviotti

1963 Wanda Capodaglio

1964 Guido Salvini

1965 Annibale Ninchi

1966 Sergio Tofano

1967 Gualtiero Tumiati

1968 Paola Borboni

1969 Eduardo De Filippo

1970 Sarah Ferrati

1971 Elsa Merlini

1972 Gino Cavalieri

1973 Tino Carraro

1974 Edda Albertini

1975 Nina Vinchi

1976 Orazio Costa Giovangigli

1977 Paolo Grassi

1978 Gianfranco De Bosio

1979 Raul Radice

1980 Lilla Brignone

1981 Paolo Stoppa

1982 Gianni Santuccio

1983 Ivo Chiesa

1984 Giovanni Testori

1985 Luca Ronconi

1986 Lina Volonghi

1987 Emanuele Luzzati

1988 Giorgio Strehler

1989 Anna Maria Guarnieri

1990 Dario Fo

1991 Ernesto Calindri

1992 Valeria Moriconi

1993 Aroldo Tieri

1994 Anna Proclemer

1995 Turi Ferro

1996 Franca Nuti

1997 Vittorio Gassman

1998 Gianrico Tedeschi

1999 Carlo Giuffré

2000 Glauco Mauri

2001 Franca Valeri

2002 Mariangela Melato

2003 Pietro Garinei

2004 Giorgio Albertazzi

2005 Giulia Lazzarini

2006 Eros Pagni

2007 Paolo Poli

2008 Rossella Falk

2009 Umberto Orsini

2010 Gigi Proietti

2011 Paolo Bonacelli

2012 Giuliana Lojodice

2013 Carlo Cecchi

2014 Luca De Filippo

2015 Andrea Jonasson

2016 Toni Servillo

2017 Gabriele Lavia

2018 Roberto Herlitzka

2019 Ottavia Piccolo

2020/2021 Isa Danieli

2022 Massimo De Francovich

2023 Franco Branciaroli

2024 Elisabetta Pozzi

2025 Renato Carpentieri

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