Ginesio Fest 2025. Una collina, un borgo, una casa. Per gli attori

Inerpicato sull’Appennino marchigiano e sorvegliato dai monti Sibillini, San Ginesio è un piccolo borgo. Di quelli che fanno il vanto dell’altra Italia. L’Italia senza ponti eclatanti da costruire, senza pasticci di edilizia e potere, senza le urgenze dell’affarismo.

Un borgo appartato, di strade in salita e discese, di severi palazzi color mattone, che deve il nome al martire cristiano che duemila anni fa, al tempo di Diocleziano imperatore, si dichiarava attore. San Ginesio ha pure dato i natali ad Alberico Gentili, il giurista che già nel 1500 andava elaborando l’idea di un moderno diritto internazionale. Non è cosa da poco.

Ginesio Fest 2025 - ph Ester Rieti
Ginesio Fest 2025 – ph Ester Rieti

Il borgo del teatro

Il terremoto del 2016 ha malamente ferito San Ginesio, le chiese, il teatro, la sede municipale. Ma l’attivismo dei suoi abitanti, che si sono rimboccati le maniche e hanno saputo mettere in gioco idee non convenzionali, lo sta risanando. Piano piano.

Rigenerazione, più che ricostruzione. Perché tra i progetti, già avviati, con i quali la cittadina prefigura il futuro, c’è quello che lo vuole borgo del teatro.

Non che in Italia manchino esperienze di questo tipo, ma qui l’ipotesi ha una qualità particolare, perché non sarà un teatro qualsiasi. San Ginesio ha come traguardo un teatro di e per gli attori. Nella fattispecie giovani attori.

In Italia, attori e attrici giovani non mancano. Ce ne stanno fin troppi, sicuramente. Ma forza, determinazione e talento sono doti che non tutti possiedono, tanto più se combinate assieme. E raccoglierle in uno spazio, una casa comune ha senso: il borgo degli attori.

Furore

Nella palestra, ai margini del paese, c’è un gruppo di diplomati nelle maggiori scuole teatrali italiane. Lavorano assieme a un’idea che ha loro proposto Alessio Maria Romano, coreografo e pedagogo, invitato a intervenire, come lo scorso anno, a Ginesio Fest 2025.

Alessio Maria Romano
Alessio Maria Romano – ph Ester Rieti

Dopo aver letto assieme Furore di Steinbeck, il romanzo della Grande Depressione americana, Romano ha proposto a ciascuno di elaborare fisicamente il proprio furore e, con quello, arredare le piccole case di cartone, appena costruite, che accompagnano il lavoro fisico di questo laboratorio di perfezionamento attorale.

Ginesio Fest 2025 - Furore - ph Ester Rieti
Furore – ph Ester Rieti

Glory Glory Hallelujah. Nella palestra risuona la storica marcia – la voce è di Lucia Limonta – e tocca adesso ad ognuno di loro, illustrare a piccoli gruppi di spettatori, le ragioni del personale furore, con il quale ha arredato la propria casetta, aggiungendo alla partitura fisica, anche quella della comunicazione interpersonale. Che del rapporto tra spettacolo e spettatore, è la pietra di fondazione. Da gettare assieme.

Ginesio Fest 2025 - Furore - ph Ester Rieti
Furore – ph Ester Rieti

Nelle case color mattone

Da quattro edizioni oramai, Leonardo Lidi regista, firma il progetto artistico di Ginesio Fest e lo fa lavorando in questa direzione. Raccogliere qui, nelle case color mattone, magari d’estate, magari in primavera, una generazione di giovani artisti della scena ai quali offrire – dice Lidi – le opportunità che a lui stesso, ma per colpi di fortuna, erano state offerte quando aveva cominciato a lavorare. A 17 anni, nei dintorni di Piacenza.

Leonardo Lidi - ph Ester Rieti
Leonardo Lidi – ph Ester Rieti

Lidi ora ha vent’anni di più, ha collezionato un sacco di regie (questo blog lo segue dal suo esordio in Biennale con gli ibseniani Spettri), dirige la Scuola di Teatro dello Stabile di Torino, e insegna pure altrove. I titoli esatti per restituire al sistema teatro italiano, ciò che il sistema aveva consegnato a lui. Un’idea assai chiara, che guardi avanti e non si affidi soltanto ai colpi di fortuna.

Diciotto. Tra i ventuno e i ventisei

Tra le quinte, nella ex chiesa di Sant’Agostino, spazio scenico ora e espositivo, c’è fermento. Non senza trepidazione, i diciotto allievi attori del primo anno della Scuola dello Stabile di Torino si preparano al loro primo debutto importante. Lidi regista ha allestito per loro un dittico che lega due titoli di Rainer Werner Fassbinder.

Più sociopolitico il primo, Katzelmacher, più mélo il secondo, Un anno con 13 lune, rappresentativi però della complessità produttiva del regista tedesco, scomparso più di 40 anni fa.

Ginesio Fest 2025 Un anno con 13 lune - ph Ester Rieti
Un anno con 13 lune – ph Ester Rieti

E loro – una generazione tra i 21 e i 26 anni – ce la fanno. Pure bene, a cimentarsi con le dinamiche del branco, la gretta e provinciale xenofobia, i fascismi, per dirla senza infingimenti, di quella bassa Baviera che RWF aveva destrutturato in quei due lavori giovanili. Xenofobia che oggi non è soltanto Baviera.

Ginesio Fest 2025 Un anno con 13 lune - ph Ester Rieti
Katzelmacher – ph Ester Rieti

Ginesio Fest 2025. L’excel degli eventi

Nonostante il riconoscimento, e il finanziamento pubblico progressivamente in crescita di Ministero e Amministrazioni locali, Ginesio Fest non può esibire un budget nababbo. Non può neppure impegnarsi in un cartellone di clamorosi debutti e prime nazionali: l’indispensabile benzina dei festival. Ma qualità degli artisti e precisione delle scelte possono supplire.

Così che ha avuto senso, non estemporaneo, far arrivare arrivare quassù, tra le case color mattone, titoli di rilievo. Come Stuporosa, etnografia e coreografia premio Ubu di Francesco Marilungo, o il teatro di Wonder Woman (a firma di Antonio Latella e Federico Bellini) e quello di Altri libertini di Pier Vittorio Tondelli (a firma Licia Lanera).

Altri libertini – Licia Lanera, Danilo Giuva – ph Ester Rieti

Ma ve le immaginate, voi, le scatenate amazzoni di Wonder Woman, le vite spericolate e le bestemmie degli anni Settanta di Tondelli, risuonare qui, nel chiostro monacale di un borgo dell’Appennino?

È successo. Succederà ancora, e di più, nei prossimi anni. Perché è la forza del progetto, più che l’excel della contabilità, a fare la differenza.

San Ginesio (prov. di Macerata)

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GINESIO FEST 2025
San Ginesio (Macerata)
direzione artistica Leonardo Lidi
ideatrice e direttrice generale Isabella Parrucci
presidente giuria Premio nazionale San Ginesio, Remo Girone

Prendersi cura del pianeta. Marta Cuscunà tra sguardi e salti di specie

Trecentottanta pagine. Molto curate. Colore blu e argento. Pubblicate da Muse (il Museo delle Scienze di Trento) e Etnorama (associazione focalizzata sulle culture per i nuovi ecosistemi). 

Diciotto euro. Per affrontare il futuro del nostro pianeta. Attraverso gli sguardi di una delle protagoniste della scena contemporanea, ma anche di filosofi, scienziati, divulgatori, che in questo viaggio la accompagnano.

Sguardi di specie - copertina

Scrigno blu

“Tu sei il libro che sognavo”. Marta Cuscunà entra a gamba tesa nelle librerie con il suo sogno editoriale: Sguardi di specie.

Non è solo una performer dunque, Marta Cuscunà, artista oggi ai vertici italiani di un teatro visuale, che lei investe di una fortissima componente ecologica e ambientalista. Al suo attivo, una cascata di premi. A cominciare dal primo, del 2009, nel nome di Ustica e della drammaturgia civile. Per arrivare poi, nel 2021, al riconoscimento di Artista associata al Piccolo Teatro di Milano. E l’anno dopo, contribuire con i suoi ruvidi corvi meccanici, alle puntate di La Fabbrica del Mondo, programma ideato dal filosofo Telmo Pievani e dal “narrattore” Marco Paolini per RaiTre: un caso virtuoso, unico, nel ronron d’intrattenimento della televisione italiana.

Marta Cuscunà Il canto della caduta - ph Daniele Borghello
Il canto della caduta – ph Daniele Borghello

Sguardi di specie riporta su carta l’impegno artistico di Cuscunà in questi ultimi anni: uno scrigno blu nel quale trovano posto tre dei suoi testi teatrali e una costellazione di contributi di uomini e donne della scienza, della filosofia, del futuro dell’ambiente. Tutti insieme formano un reticolo di parole e di immagini attraverso i quali leggere, trepidanti, ciò che potrebbe accadere a un mondo, il nostro, che tra pochi decenni – non secoli: decenni – sarà diverso da quello che conosciamo. Il che non deve fare necessariamente paura.

“Ti ho immaginato tutto blu e argento” – dice Cuscunà a proposito del volume – “senza scritte sul dorso, fedele in tutto alla poetica che contieni. Un piccolo oggetto di carta, che mi calza a pennello come un guanto”. Perché l’attenzione e la cura messe nel realizzarlo sono pari all’attivismo, che è il tratto etico del suo lavoro teatrale.

Ecofemminismi

Cuscunà non è nuova alla carta. Cinque anni fa aveva raccolto in un altro libro (Resistenze femminili, edito da Forum) i testi degli spettacoli con cui si era via via affermata in campo nazionale. 

Resistenze femminili - copertina

È bello vivere liberi in cui rievocava la vita della staffetta partigiana Ondina Peteani, poi La semplicità ingannata, ambientato in un convento al tempo dell’inquisizione, e infine Sorry, boys, contemporaneo. Tre esempi di come gli stereotipi di genere – il maschile, il femminile – possano essere combattuti: in campo politico, sociale, famigliare, oggi come in tempi lontani.

Marta Cuscunà - La semplicità ingannata
La semplicità ingannata

Nella nuova pubblicazione il passo è più audace, più radicale. Questa trilogia ecofemminista (così il sottotitolo) colleziona progetti, che da una parte criticano l’esasperata centralità dell’essere umano – l’antropocentrismo – e dall’altra parte guardano a un universo multispecie. A quella biosfera, cioè, nella quale siamo totalmente immersi. Ma che, da noi tiranneggiata e malgovernata, si ribella attraverso epidemie e pandemie, attivando i temibili “salti di specie” che consociamo. E tuttavia, accolta nella diversità delle sue tante specie, animali, vegetali, batteriche, rappresenta l’unica possibilità per disinnescare l’arroganza del dominio dell’uomo sulla Natura.

Tre testi per il futuro

Bucolica, uno dei tre testi, è un affondo nel paesaggio agreste, laddove esso confina con il tessuto urbano (alla periferia di Milano, per esempio) e si mette sulle tracce di un gregge di pecore condotte, come si è fatto per millenni, alla transumanza.

Marta Cuscunà - Bucolica
Bucolica

Corvidae trascrive i dialoghi dei beffardi corvi di La fabbrica del mondo diventati anche protagonisti di uno spettacolo teatrale giocato sull’animatronica: manipolazione di pupazzi meccanici attraverso strumenti e congegni di antiche o recenti tecnologie.

Marta Cuscunà- Corvidae - ph Daniele Borghello
Corvidae – ph Daniele Borghello

Earthbound infine, ambientato nel 2425, audacemente immagina il destino della specie umana, indissolubilmente legato alla terra (questa la traduzione del titolo). Ma ibridatosi nel frattempo con altre specie,“per salvare il pianeta e prendersene di nuovo (e meglio) cura”. 

Earthbound - ph Daniele Borghello
Earthbound – ph Daniele Borghello

Fedele alla tradizione teatrale della tournée, Cuscunà sta in questo periodo presentando il volume in diverse città italiane, e non solo. Date un occhiata al calendario qui sotto, si parte già domani.

[questo articolo è apparso su IL PICCOLO, quotidiano di Trieste, l’11 agosto 2025]

Roberto Canziani - IL PICCOLO 11 agosto 2025
IL PICCOLO 11 agosto 2025

Il calendario di Sguardi di specie

23 agosto 2025 ore 15:00
RESISTENZE ECOCULTURALI. LINGUE E PRATICHE IN VIA D’ESTINZIONE
feat. Giustina Selvelli, antropologa e sociolinguista
Festival Če Povem, Čepovan, Slovenia

29 agosto ore 21:30
THE BEAT OF FREEDOM. IN LIS (LINGUA DEI SEGNI ITALIANA)
feat. Elisa Verrando
Insolito Festival, Spazio Malerba, Parma

30 agosto ore 11:00
SGUARDI di SPECIE. UNA TRILOGIA ECOFEMMINISTA
feat. Francesca di Fazio, ricercatrice e dramaturg
in collaborazione con Re/Sister! Festival Femminista, Casa delle Donne, Parma

3 settembre 2025 ore 19.00
CON-DIVIDUO. COME LA BIOLOGIA PUÒ AIUTARCI A USCIRE DALL’ANTROPOCENE
feat. Manuela Monti, biologa dello sviluppo
Festival In/Visible Cities, Gradisca D’Isonzo (Gorizia)

19 settembre 2025 ore 21.00
THE BEAT OF FREEDOM. LA RESISTENZA A FUMETTI
feat. Fabio Babich, disegnatore per Bonelli Editore
Anpi, Teatro San Giorgio, Udine

I corvi di Marta Cuscunà in esposizione
I corvi di Marta Cuscunà in esposizione

e inoltre
CORVIDAE: L’INSTALLAZIONE
all’interno della mostra curata da Telmo Pievani “Un viaggio nella biodiversità. Otto stazioni sul pianeta Terra”, Triennale, Milano
(il pubblico potrà provare ad animare i corvi usando i joystick meccanici, fino al 9 novembre 2025)

Anghiari. Trent’anni di teatro. Su trenta tovaglie a quadri

Tovaglia a Quadri 2025: un libro e un nuovo spettacolo festeggiano tre decenni della manifestazione che ogni anno, ad agosto, nella città della battaglia immaginata da Leonardo, si interroga su storia locale, nazionale, globale. A tavola, con il teatro e con i piatti della tradizione culinaria toscana.

Tovaglia a quadri 2025 - Castello di Sorci - ph Giovanni Santi
Tovaglia a quadri 2025 al Castello di Sorci (Anghiari) – ph Giovanni Santi

Una spa, per dimenticare

Le prime, a volare dalla finestra, sono le Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. Poi volano a terra i due volumi di Guerra e pace, Gorky Park, perfino La via del cuore, capolavoro di Oshi. Tocca quindi ai documenti di storia locale: i Disegni della Val Tiberina, le carte dell’Archivio Diocesano. Finiscono tutti su una carriola e via. Al macero.

Si sgombrano scaffali e armadi: il proposito è liberare gli spazi della biblioteca-archivio del Castello. Faranno posto a una nuova struttura. Una spa, promette la eterea ideatrice del progetto, la dottoressa Oblio. Una luxury wet room. Al posto di libri ammuffiti e carta ingiallita dal tempo, il progetto prevede vapori, massaggi, coccole. Al passato possiamo dire addio.

Flavia Gramaccioni, Sergio Fiorini, Samuele Boncompagni
Flavia Gramaccioni, Sergio Fiorini, Samuele Boncompagni

SPAssato

SPAssato è il titolo scelto per Tovaglia a Quadri 2025. Che sia il participio di spassarsela, è in discussione. Certo ha a che vedere con le spa, percorsi wellness, rilassamenti termali, recente trastullo delle abitudini di massa, e ovviamente con il passato. Del quale non si può conservare tutto. Sul piano individuale e su quello collettivo. Benvenuti nell’oblio, dunque.

In SPAssato – nuovo testo di Andrea Merendelli e Paolo Pennacchini per la compagnia di Tovaglia a Quadri – il disegno futuro è chiaro. Far piazza pulita di un trascorso ingombrante, magari doloroso, e aprirsi al nuovo.

Il passato però è identità collettiva. Mentre il nuovo, chissà: l’ennesima privatizzazione.

Il caso dell’urbanistica a Milano insegna. E ne parlavo anche in un precedente post, su Seconda classe di Controcanto Collettivo. Da una parte le promesse di un esperienza esclusiva, per pochi ricchi. Dall’altra, l’arrembaggio e il depauperamento dei beni ad uso collettivo, quelli di tutti. Complici anche i pubblici amministratori. Marchette e marketing, in altre parole.

Al macero

Allo stesso modo, Tovaglia a Quadri 2025 riprende un tema da sempre caro ai suoi ideatori: il bene comune. Dove finisce il patrimonio di una comunità nel tempo della liberalizzazione cialtrona, che insegue i valori individualistici e il mito del dio denaro.

Un antico archivio, identità del territorio, viene portato al macero per fare spazio ai profitti di un’impresa privata che promette la liberazione “dallo stress e dalle preoccupazioni, dai ricordi spiacevoli, un turismo volto al benessere e alla leggerezza“.

Sul problema, per Tovaglia a Quadri 2025, scende in campo l’intera comunità locale. Assessori di destra e imprenditori scodinzolanti. Paladini attivisti buoni per ogni qualsiasi battaglia progressista e giovani sottoccupati, delusi dalle promesse del libero mercato.

Miranda Neri, Sergio Fiorini, Stefania Bolletti
Miranda Neri, Sergio Fiorini, Stefania Bolletti

Anche i media ci mettono lo zampino. Si aggira infatti là intorno il giornalista Civetta, pronto a ogni scoop, maestro di titoli che acchiappano. Insomma il dibattito è aperto.

In quattro atti

Dibattito in quatto atti, separati dalle portate che ogni sera vengono servite ai 150 spettatori, attovagliati sulle lunghe tavolate che occupano il cortile del Castello di Sorci, dopo che per più di vent’anni venivano apparecchiate sotto le mura del centro storico di Anghiari, al Poggiolino.

I menù però non è cambiato. Crostini rossi e neri, bringoli al sugo finto, stracotto di chianina, contorno. E alla fine cantucci, torcoli e vinsanto. Le eccellenze della cucina locale.

Pierluigi Domini
Pierluigi Domini

Offerte fin da allora, sopra le tovaglie a quadri, color salmone, della tessitura Busatti, azienda storica del luogo, che rappresenta l’aristocrazia artigianale toscana. Ogni sera le tovaglie vengono lavate, stese, stirate. Per accogliere il giorno dopo altri 150 commensali spettatori. Davanti ai quali replicare i sapidi piatti e le altrettanto sapidi battute, battibecchi stornelli.

Tovaglia a Quadri (Edizioni Aboca, 25 euro)
Tovaglia a Quadri (Edizioni Aboca, 25 euro)

Tutto esaurito. O quasi

Non vi racconterò come va a finire Spassato, che si replica fino al 19 agosto e da molte settimane ha esaurito le prenotazioni (c’è però la lista d’attesa). Vi parlerò invece della mostra e del libro che di trent’anni di teatro a tavola racconta il lungimirante progetto.

Dicono Merendelli e Pennacchini: “Tovaglia a Quadri è un evento di teatro e cibo ma è anche, e principalmente, un fenomeno sociale, culturale, identitario, comunitario. Da 30 anni la nostra comunità ha saputo indagare e raccontare sé stessa. Una comunità che, vista trent’anni dopo, non sembra più la stessa. Sono cambiati i volti, gli strumenti, le abitudini. Questa stessa comunità possiede però una identità profonda, una filigrana che, nonostante i mutamenti e gli sconvolgimenti, la rende riconoscibile e familiare a tutti coloro i quali l’hanno animata, incrociata o anche solo sfiorata. Uomini e donne hanno ostinatamente messo in scena per trent’anni i mutamenti della loro gente e della loro terra”.

Giovanna Guarinello, Miranda Neri, Elisa Cenni, Katia Talozzi, Stefania Bolletti - Mattimonio
Giovanna Guarinello, Miranda Neri, Elisa Cenni, Katia Talozzi, Stefania Bolletti

Memorabilia e copioni

In uno spazio separato del Castello, il tempietto, è stata allestita la mostra che raccoglie fotografie, cimeli, memorabilia di queste trenta edizioni. Ci sono appesi, in bella mostra, sfogliabili, anche i trenta storici copioni, che raccontano, con titoli a sorpresa, la storia d’Italia attraverso gli occhi della Val Tiberina.

Restaurante - Tovaglia a Quadri 2006
Restaurante – Tovaglia a Quadri 2006

Calembour teatrali come Restaurante, Ci Amazzon, Disajob, Maltiberina, Mattimonio… sintetizzati poi nel libro a cura di Flavia Gramaccioni (che è anche attrice della Compagnia) e illustrati dalle foto di Giovanni Santi (solo quelle degli ultimi dieci anni, purtroppo).

“Quella che può apparire, la prima volta, un’esperienza pop, svela e rivela e squarcia le esperienze di ognuno”, scrive nell’introduzione Gianfranco Capitta. Che si è sempre seduto a quelle tavole con loro, fin dalle prime edizioni: “… il mangiare assieme a tutti quegli sconosciuti (o quasi) favorisce una condivisione, come nell’antica Atene…”.

Mattimonio - Tovaglia a quadri 2024 al Castello di Sorci (Anghiari) - ph Giovanni Santi
Mattimonio – Tovaglia a quadri 2024 – ph Giovanni Santi

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TOVAGLIA A QUADRI 2025
trentesima edizione

SPAssato
una storia di Andrea Merendelli e Paolo Pennacchini
regia Andrea Merendelli
oggetti di scena e costumi Svetlana Mikova
assistenza tecnica Stefan Schweitzer

con la Gente del Castello:
Stefania, maestra di campagna………………………STEFANIA BOLLETTI
El Civetta, giornalista aretino……..……………SAMUELE BONCOMPAGNI
Elisa, estetista della Spassato…..……………..………………..ELISA CENNI
Giulio, cameriere laureando online..…………..……………..GIULIO DETTI
Pier15, venditore di enciclopedie………………..PIERLUIGI DOMINI
Andrea Presente, Assessore al Turismo………………………ANDREA FINZI
Sergio, assistente della Dottoressa Oblio……….………….SERGIO FIORINI
Rossano, detto “Ululone”, trombaio………………….ROSSANO GHIGNONI
Dott.ssa Oblio, direttrice di Spassato…….…..FLAVIA GRAMACCIONI
Jolie Lete, consulente dell’Assessore…….…..…GIOVANNA GUARINIELLO
Fabrizio, archivista e bibliotecario……….…………..FABRIZIO MARIOTTI
Miranda, sentinella dell’Archivio………………..…..….…..MIRANDA NERI
Katia, ultima ostessa e madre di Elisa……………………….KATIA TALOZZI
Ubardo, fisarmonicista……………………………………..GIOVANNI BELIA

Duecentocinquantamila. Se una notte di mezza estate, un contatore…

250K + 1. Vuol dire che QuanteScene! ha superato il traguardo delle 250mila visualizzazioni. La notte scorsa. Non è cosa da tutti i giorni, no?

250k


Così, quasi alla sprovvista, in una notte di mezza estate, il contatore di questo blog di culture teatrali ha traguardato le 250mila visualizzazioni. E si è avviato verso il prossimo traguardo.

Il punto è sempre lo stesso. Anzi: il bicchiere è lo stesso. Mezzo pieno o mezzo vuoto? Ho contabilizzato un quarto di milione di visite. O devo ancora metterne insieme 750mila, per arrivare a un risultato decente? Un milione, come Marco Polo. Ditemi voi.

250k statistiche

Otto anni e 250k di QuanteScene!

Su QuanteScene! mi impegno da otto anni. Nel frattempo ho mollato finalmente l’università. Ho assottigliato le mia presenza sulla stampa quotidiana. Ho evitato i social, che uso soltanto come leva.

Si sono moltiplicati invece i viaggi – come avrete forse intuito dai post – e spaziano davvero su tutta la penisola da Puglia e Calabria a Friuli e Veneto (prossimamente a B.Motion a Bassano del Grappa).

Bilanci di percorso ne ho già fatti nelle precedenti tappe. Nella più recente, a quota 200mila, ricordavo quali sono stati i post più letti in assoluto, nell’arco degli otto anni.

Ecco il più cliccato.

Il post dedicato alla scomparsa di Raffaella Carrà (nel luglio 2021) resta sempre in testa alla classifica. Sorprendentemente, continuate a leggerlo, forse perché volete tutti sapere quanto è bello far l’amore da Trieste in giù.

Anche Pier Paolo Pasolini ( Pasolini nudo e l’ostinazione del vero) tiene bene la posizione. Così pure Ingvar Kamprad, il signor Ikea, a cui nel 2022 avevo dedicato un post svedese (In sauna, nudi e sudati). Capite bene che i titoli un po’ scollacciati, acchiappano.

Quest’anno, molti lettori si sono interessati al reportage da Puglia Showcase 2025 e ai due articoli su Maria Signorelli, la musa italiana del teatro di figura (Fantocci, magnifiche presenze).

Anche Molly (lo spettacolo dei piemontesi di Teatro Cubo) e Renato Carpentieri (a cui è andato il Premio Simoni 2025) stanno ottenendo parecchio seguito.

Il venerdì. Alle 14.00

Allora: ci rivediamo qui a breve. Anche perché il contatore, sempre solerte, mi segnala che il giorno della settimana in cui QuanteScene! viene letto con più frequenza è il venerdì. E l’ora magica sono le 14.00. Meraviglie della statistica.

Grazie quindi a tutti i lettori e alle lettrici per essere approdati qui ben 250k volte in questi otto anni. Continuate a farlo.

Terreni Creativi 2025. Quel festival verde, dove la menta incrocia il mojito

“Che incredibile profumo di mojito”. Dice seduto davanti al palcoscenico, in attesa dell’inizio dello spettacolo, uno che come me vanta familiarità con le misture alcoliche.

“Sciocchezze. È menta” ribatte chi invece sa che qui, nella piana di Albenga, Liguria di Levante, la produzione di piante aromatiche è un’eccellenza agricola. Non solo menta.

Terreni Creativi - Albenga - ph Luca Del Pia
Terreni Creativi – Albenga – ph Luca Del Pia

Lo dico da anni oramai: Terreni Creativi, il festival ideato e organizzato da Kronoteatro, qui, nei vivai orticoli di Albenga, è il più profumato del mondo.

I suoi palcoscenici, ospitati nei grandi capannoni delle aziende e negli spazi di movimentazione dei veicoli, sono i più curiosi, i più odorosi.

I camerini per gli artisti – per dirne una soltanto – sono montati con le pallet sulle quali ogni giorno viaggiano i vasetti di basilico, menta, salvia, borraggine, erba cipollina, e tutte quelle piantine che regalano uno sprint di sapore ai vostri piatti.

Terreni Creativi 2025 -  il manifesto

“Siamo al verde”

Non solo piantine però. Anche piantone. Nel manifesto e nella grafica di Terreni Creativi 2025 spicca un goloso passion fruit, il frutto della passione.

Espressione che si può leggere in molti modi, soprattutto dopo aver ricordato che, qualche anno fa, quando le risorse economiche di Kronoteatro erano davvero ridotte al minimo, i manifesti del festival confessavano “Siamo al verde”. In tutti i sensi. Quanto a finanziamenti, la situazione quest’anno non è poi migliore.

Ma la passione spesso conduce – ricordava il ligure De Andrè – a trarre il maggior succo possibile da quelle risorse, ogni anno magari più limitate. Così di passioni fruttuose si è nutrito anche il programma di Terreni creativi 2025, quattro giorni di teatro e danza (con dj-ing a seguire) ospitati stavolta presso l’Azienda biologica Bio Vio della regione Massaretti (regione, da queste parti è il circondario del comune).

Terreni Creativi 2025 - ph Luca Del Pia
ph Luca Del Pia

Dieci ore di treno

A Terreni Creativi 2025 sono giunto dopo oltre dieci ore di treno. Ma ne è valsa la pena, perché so che qui posso trovare titoli e artisti che hanno la facoltà di ispirare il contemporaneo e anticipare il nuovo. Spettacoli che gireranno l’Italia, e non soltanto, nelle prossime stagioni. Occasioni di spettacolo che la selezione artistica di Francesca Sartenaesi e Maurizio Sguotti (per il teatro) e di Francesca Foscarini (per la danza) colloca poi in un contesto tanto originale.

All’aperto, per esempio, in una sera stellata, tra gli odori, ho assistito a Seconda classe, spettacolo di Controcanto Collettivo, che attendevo con impazienza. Li avevo già visti raccontare il precariato dei lavoretti in Sempre domenica. Poi concentrarsi sul valore del perdono in Settanta volte sette. Due anni fa, in Salto di specie, riflettevano sugli squilibri del nostro affetto per gli animali: quelli beati, i pet da compagnia, e quelli per loro sventura destinati al macello.

Controcanto Collettivo- Sempre domenica, 2017
Controcanto Collettivo (al tempo di Sempre domenica, 2017)

Specchio delle contraddizioni

Ci mette sempre di fronte questioni, la drammaturgia di Contocanto Collettivo e della loro regista Clara Sancricca. E così illumina lo specchio delle nostre contraddizioni. Ma lo fa con una grazia che evita il peso dello spiegone, e lascia che lo spettacolo si snodi leggero, dentro quel loro mondo, realistico sempre e sempre collettivo, di discussioni in famiglia, o tra amici. Marchiate dal tipico accento laziale di una compagnia teatrale nata ai Castelli Romani.

Seconda classe  - Controcanto Collettivo - ph Luca del Pia
Seconda classe – Controcanto Collettivo – ph Luca del Pia

Perciò, Seconda classe prende avvio da un permesso edilizio per un esclusivo residence sul un lago poco distante, a scapito della spiaggetta libera ad uso dei cittadini. Il Collettivo inventa quindi due tavolate: un’animata cena tra parenti e un compassato pranzo di lavoro.

Nella riproduzione ironica dei dialoghi e dei due vocabolari – famigliare e manageriale – si svela lo scarto (ma soprattutto l’assenza di scarti) tra classi sociali apparentemente diverse. Mentre “er vino de li Castelli” funge da fluido di socializzazione e divertimento arguto.

Poetesse suicide

Teatro della realtà quindi, che Terreni creativi 2025 è capace di opporre a disegni più rarefatti: quello della poesia per esempio.

In Malincònio, Piergiuseppe di Tanno scolpisce immobile davanti a quattro microfoni la sua plaquette poetica (con lo stesso titolo, pubblicata da Collana Isola) in cui le manciate dei versi settenari si accompagnano a schegge di volti femminili proiettati a parete.

Sono poetesse suicide: le muse di un ‘900 che al poeta-performer stanno dolorosamente a cuore, da Amelia Rosselli a Anne Sexton, a Sarah Kane. 

Malincònio  - Piergiuseppe Di Tanno - ph Luca del Pia
Malincònio – Piergiuseppe Di Tanno – ph Luca del Pia

Su un altro fronte, Francesca Mazza e Angela Malfitano si impegnano nel récit, molto molto francese, che spinge due bizzose sorelle anziane a un pellegrinaggio tra gli ombrosi cimiteri della Piccardia, nel nord del Paese. Un po’ a strascico, un po’ a scapicollo, alla ricerca di una tomba che ricongiunga i loro genitori.

Due vecchiette vanno a Nord - Angela Malfitano e Francesca Mazza - ph Luca Del Pia
Due vecchiette vanno a Nord – Angela Malfitano e Francesca Mazza – ph Luca Del Pia

Il mosaico di Aquileia

Tanto quanto, su un altro versante ancora, Matteo Cason, performer multi-continentale, piega alfabeti e lingue antichissime – fenicio, nubiano, babilonese, greco arcaico, latino, ma anche quelle parlate tuttora – alla sua utopia di un’Europa afro-asiatica.

Che ha il respiro aurorale delle culture mediterranee e innalza a portavoce l’immagine di Pier Paolo Pasolini (e anche, mi pare, il suo mal d’Africa).

Aquilee, il titolo, richiama il mosaico della basilica patriacale, poco distante dalla laguna di Grado, dove il regista girò la scena di Giasone e del Centauro per la sua Medea. 

Aquilee - Mattia Cason - ph Luca Del Pia
Aquilee – Mattia Cason – ph Luca Del Pia

Vestito proprio come PPP (maglioncino bianco a scollo e cravatta, in una foto famosa di Giuseppe Zigaina), Cason danza, saltabeccando sopra il mosaico-firmamento aquileiese, e attiva legami tra diaspora ebraica e i fedayn palestinesi, krampus alpini e sciamani africani, “per un’Europa nuova e antichissima”. Interessante, a questo punto, sottoporre il progetto a von der Leyen.

Senza rimpianti

Tutto ciò prelude alla danza di Terreni Creativi 2025 che – lo confesso – in questa edizione ho archiviato senza rimpianti. Perché il culto del corpo, quello ben fatto, tonico, performante perfino, a me dice poco, se non vi si accompagna il senso.

E negli a solo di tre danzatori (Loraine Dambermort in Toujours de ¾ face, Gennaro Lauro in Sarajevo, Erica Bravini per Fallen Angels) vedevo via via dissolversi ciò che io chiamo drammaturgia della danza, a vantaggio di un virtuosismo fine a se stesso. Che infine fa dire agli spettatori “ma quanto è bravo (o brava)!”. Virtuosismo e ambizione di perfezione che – lo dico personalmente – stuccano.

Sarajevo - Gennaro Lauro - ph Luca Del Pia
Sarajevo – Gennaro Lauro – ph Luca Del Pia

Kilometro zero

Meno male che poi arrivava il mojto. No. Scherzo. Mojtos, qui non se sono visti proprio. Perché le cene a Terreni Creativi, su lunghe e vivaci tavolate comuni, onorano sempre il kilometro zero e possibili intolleranze alimentari.

Terreni Creativi 2025  - ph Luca del Pia
ph Luca Del Pia

Perciò al rum statunitense e alla canna da zucchero delle piantagioni sudamericane, preferiscono i sorbetti di frutta locale (senza lattosio, appunto) e il vino di qua. A scelta, bianco cortese o rosso. E per i no-alcool, bottigliate d’acqua. Non trascurerei poi certe croccanti zucchine trombetta.

Sapienti partnership alimentari, oltre che agricole, che sono uno dei segreti meglio custoditi di Terreni Creativi.

Terreni Creativi 2025  - il team - ph Luca del Pia
Terreni Creativi 2025 – il team – ph Luca del Pia

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TERRENI CREATIVI 2025

direzione artistica teatro, Francesca Sarteanesi e Maurizio Sguotti
direzione artistica, danza Francesca Foscarini
direzione artistica musica, Manuele Roberto
direzione organizzativa, Tommaso Bianco e Maurizio Sguotti
direzione tecnica e logistica, Alex Nesti
comunicazione e cura progetto, Elena Lamberti
responsabile social, Filippo Tampieri