Terreni Creativi 2025. Quel festival verde, dove la menta incrocia il mojito

“Che incredibile profumo di mojito”. Dice seduto davanti al palcoscenico, in attesa dell’inizio dello spettacolo, uno che come me vanta familiarità con le misture alcoliche.

“Sciocchezze. È menta” ribatte chi invece sa che qui, nella piana di Albenga, Liguria di Levante, la produzione di piante aromatiche è un’eccellenza agricola. Non solo menta.

Terreni Creativi - Albenga - ph Luca Del Pia
Terreni Creativi – Albenga – ph Luca Del Pia

Lo dico da anni oramai: Terreni Creativi, il festival ideato e organizzato da Kronoteatro, qui, nei vivai orticoli di Albenga, è il più profumato del mondo.

I suoi palcoscenici, ospitati nei grandi capannoni delle aziende e negli spazi di movimentazione dei veicoli, sono i più curiosi, i più odorosi.

I camerini per gli artisti – per dirne una soltanto – sono montati con le pallet sulle quali ogni giorno viaggiano i vasetti di basilico, menta, salvia, borraggine, erba cipollina, e tutte quelle piantine che regalano uno sprint di sapore ai vostri piatti.

Terreni Creativi 2025 -  il manifesto

“Siamo al verde”

Non solo piantine però. Anche piantone. Nel manifesto e nella grafica di Terreni Creativi 2025 spicca un goloso passion fruit, il frutto della passione.

Espressione che si può leggere in molti modi, soprattutto dopo aver ricordato che, qualche anno fa, quando le risorse economiche di Kronoteatro erano davvero ridotte al minimo, i manifesti del festival confessavano “Siamo al verde”. In tutti i sensi. Quanto a finanziamenti, la situazione quest’anno non è poi migliore.

Ma la passione spesso conduce – ricordava il ligure De Andrè – a trarre il maggior succo possibile da quelle risorse, ogni anno magari più limitate. Così di passioni fruttuose si è nutrito anche il programma di Terreni creativi 2025, quattro giorni di teatro e danza (con dj-ing a seguire) ospitati stavolta presso l’Azienda biologica Bio Vio della regione Massaretti (regione, da queste parti è il circondario del comune).

Terreni Creativi 2025 - ph Luca Del Pia
ph Luca Del Pia

Dieci ore di treno

A Terreni Creativi 2025 sono giunto dopo oltre dieci ore di treno. Ma ne è valsa la pena, perché so che qui posso trovare titoli e artisti che hanno la facoltà di ispirare il contemporaneo e anticipare il nuovo. Spettacoli che gireranno l’Italia, e non soltanto, nelle prossime stagioni. Occasioni di spettacolo che la selezione artistica di Francesca Sartenaesi e Maurizio Sguotti (per il teatro) e di Francesca Foscarini (per la danza) colloca poi in un contesto tanto originale.

All’aperto, per esempio, in una sera stellata, tra gli odori, ho assistito a Seconda classe, spettacolo di Controcanto Collettivo, che attendevo con impazienza. Li avevo già visti raccontare il precariato dei lavoretti in Sempre domenica. Poi concentrarsi sul valore del perdono in Settanta volte sette. Due anni fa, in Salto di specie, riflettevano sugli squilibri del nostro affetto per gli animali: quelli beati, i pet da compagnia, e quelli per loro sventura destinati al macello.

Controcanto Collettivo- Sempre domenica, 2017
Controcanto Collettivo (al tempo di Sempre domenica, 2017)

Specchio delle contraddizioni

Ci mette sempre di fronte questioni, la drammaturgia di Contocanto Collettivo e della loro regista Clara Sancricca. E così illumina lo specchio delle nostre contraddizioni. Ma lo fa con una grazia che evita il peso dello spiegone, e lascia che lo spettacolo si snodi leggero, dentro quel loro mondo, realistico sempre e sempre collettivo, di discussioni in famiglia, o tra amici. Marchiate dal tipico accento laziale di una compagnia teatrale nata ai Castelli Romani.

Seconda classe  - Controcanto Collettivo - ph Luca del Pia
Seconda classe – Controcanto Collettivo – ph Luca del Pia

Perciò, Seconda classe prende avvio da un permesso edilizio per un esclusivo residence sul un lago poco distante, a scapito della spiaggetta libera ad uso dei cittadini. Il Collettivo inventa quindi due tavolate: un’animata cena tra parenti e un compassato pranzo di lavoro.

Nella riproduzione ironica dei dialoghi e dei due vocabolari – famigliare e manageriale – si svela lo scarto (ma soprattutto l’assenza di scarti) tra classi sociali apparentemente diverse. Mentre “er vino de li Castelli” funge da fluido di socializzazione e divertimento arguto.

Poetesse suicide

Teatro della realtà quindi, che Terreni creativi 2025 è capace di opporre a disegni più rarefatti: quello della poesia per esempio.

In Malincònio, Piergiuseppe di Tanno scolpisce immobile davanti a quattro microfoni la sua plaquette poetica (con lo stesso titolo, pubblicata da Collana Isola) in cui le manciate dei versi settenari si accompagnano a schegge di volti femminili proiettati a parete.

Sono poetesse suicide: le muse di un ‘900 che al poeta-performer stanno dolorosamente a cuore, da Amelia Rosselli a Anne Sexton, a Sarah Kane. 

Malincònio  - Piergiuseppe Di Tanno - ph Luca del Pia
Malincònio – Piergiuseppe Di Tanno – ph Luca del Pia

Su un altro fronte, Francesca Mazza e Angela Malfitano si impegnano nel récit, molto molto francese, che spinge due bizzose sorelle anziane a un pellegrinaggio tra gli ombrosi cimiteri della Piccardia, nel nord del Paese. Un po’ a strascico, un po’ a scapicollo, alla ricerca di una tomba che ricongiunga i loro genitori.

Due vecchiette vanno a Nord - Angela Malfitano e Francesca Mazza - ph Luca Del Pia
Due vecchiette vanno a Nord – Angela Malfitano e Francesca Mazza – ph Luca Del Pia

Il mosaico di Aquileia

Tanto quanto, su un altro versante ancora, Matteo Cason, performer multi-continentale, piega alfabeti e lingue antichissime – fenicio, nubiano, babilonese, greco arcaico, latino, ma anche quelle parlate tuttora – alla sua utopia di un’Europa afro-asiatica.

Che ha il respiro aurorale delle culture mediterranee e innalza a portavoce l’immagine di Pier Paolo Pasolini (e anche, mi pare, il suo mal d’Africa).

Aquilee, il titolo, richiama il mosaico della basilica patriacale, poco distante dalla laguna di Grado, dove il regista girò la scena di Giasone e del Centauro per la sua Medea. 

Aquilee - Mattia Cason - ph Luca Del Pia
Aquilee – Mattia Cason – ph Luca Del Pia

Vestito proprio come PPP (maglioncino bianco a scollo e cravatta, in una foto famosa di Giuseppe Zigaina), Cason danza, saltabeccando sopra il mosaico-firmamento aquileiese, e attiva legami tra diaspora ebraica e i fedayn palestinesi, krampus alpini e sciamani africani, “per un’Europa nuova e antichissima”. Interessante, a questo punto, sottoporre il progetto a von der Leyen.

Senza rimpianti

Tutto ciò prelude alla danza di Terreni Creativi 2025 che – lo confesso – in questa edizione ho archiviato senza rimpianti. Perché il culto del corpo, quello ben fatto, tonico, performante perfino, a me dice poco, se non vi si accompagna il senso.

E negli a solo di tre danzatori (Loraine Dambermort in Toujours de ¾ face, Gennaro Lauro in Sarajevo, Erica Bravini per Fallen Angels) vedevo via via dissolversi ciò che io chiamo drammaturgia della danza, a vantaggio di un virtuosismo fine a se stesso. Che infine fa dire agli spettatori “ma quanto è bravo (o brava)!”. Virtuosismo e ambizione di perfezione che – lo dico personalmente – stuccano.

Sarajevo - Gennaro Lauro - ph Luca Del Pia
Sarajevo – Gennaro Lauro – ph Luca Del Pia

Kilometro zero

Meno male che poi arrivava il mojto. No. Scherzo. Mojtos, qui non se sono visti proprio. Perché le cene a Terreni Creativi, su lunghe e vivaci tavolate comuni, onorano sempre il kilometro zero e possibili intolleranze alimentari.

Terreni Creativi 2025  - ph Luca del Pia
ph Luca Del Pia

Perciò al rum statunitense e alla canna da zucchero delle piantagioni sudamericane, preferiscono i sorbetti di frutta locale (senza lattosio, appunto) e il vino di qua. A scelta, bianco cortese o rosso. E per i no-alcool, bottigliate d’acqua. Non trascurerei poi certe croccanti zucchine trombetta.

Sapienti partnership alimentari, oltre che agricole, che sono uno dei segreti meglio custoditi di Terreni Creativi.

Terreni Creativi 2025  - il team - ph Luca del Pia
Terreni Creativi 2025 – il team – ph Luca del Pia

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TERRENI CREATIVI 2025

direzione artistica teatro, Francesca Sarteanesi e Maurizio Sguotti
direzione artistica, danza Francesca Foscarini
direzione artistica musica, Manuele Roberto
direzione organizzativa, Tommaso Bianco e Maurizio Sguotti
direzione tecnica e logistica, Alex Nesti
comunicazione e cura progetto, Elena Lamberti
responsabile social, Filippo Tampieri

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