Tovaglia a Quadri 2025: un libro e un nuovo spettacolo festeggiano tre decenni della manifestazione che ogni anno, ad agosto, nella città della battaglia immaginata da Leonardo, si interroga su storia locale, nazionale, globale. A tavola, con il teatro e con i piatti della tradizione culinaria toscana.

Una spa, per dimenticare
Le prime, a volare dalla finestra, sono le Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. Poi volano a terra i due volumi di Guerra e pace, Gorky Park, perfino La via del cuore, capolavoro di Oshi. Tocca quindi ai documenti di storia locale: i Disegni della Val Tiberina, le carte dell’Archivio Diocesano. Finiscono tutti su una carriola e via. Al macero.
Si sgombrano scaffali e armadi: il proposito è liberare gli spazi della biblioteca-archivio del Castello. Faranno posto a una nuova struttura. Una spa, promette la eterea ideatrice del progetto, la dottoressa Oblio. Una luxury wet room. Al posto di libri ammuffiti e carta ingiallita dal tempo, il progetto prevede vapori, massaggi, coccole. Al passato possiamo dire addio.

SPAssato
SPAssato è il titolo scelto per Tovaglia a Quadri 2025. Che sia il participio di spassarsela, è in discussione. Certo ha a che vedere con le spa, percorsi wellness, rilassamenti termali, recente trastullo delle abitudini di massa, e ovviamente con il passato. Del quale non si può conservare tutto. Sul piano individuale e su quello collettivo. Benvenuti nell’oblio, dunque.
In SPAssato – nuovo testo di Andrea Merendelli e Paolo Pennacchini per la compagnia di Tovaglia a Quadri – il disegno futuro è chiaro. Far piazza pulita di un trascorso ingombrante, magari doloroso, e aprirsi al nuovo.
Il passato però è identità collettiva. Mentre il nuovo, chissà: l’ennesima privatizzazione.
Il caso dell’urbanistica a Milano insegna. E ne parlavo anche in un precedente post, su Seconda classe di Controcanto Collettivo. Da una parte le promesse di un esperienza esclusiva, per pochi ricchi. Dall’altra, l’arrembaggio e il depauperamento dei beni ad uso collettivo, quelli di tutti. Complici anche i pubblici amministratori. Marchette e marketing, in altre parole.
Al macero
Allo stesso modo, Tovaglia a Quadri 2025 riprende un tema da sempre caro ai suoi ideatori: il bene comune. Dove finisce il patrimonio di una comunità nel tempo della liberalizzazione cialtrona, che insegue i valori individualistici e il mito del dio denaro.
Un antico archivio, identità del territorio, viene portato al macero per fare spazio ai profitti di un’impresa privata che promette la liberazione “dallo stress e dalle preoccupazioni, dai ricordi spiacevoli, un turismo volto al benessere e alla leggerezza“.
Sul problema, per Tovaglia a Quadri 2025, scende in campo l’intera comunità locale. Assessori di destra e imprenditori scodinzolanti. Paladini attivisti buoni per ogni qualsiasi battaglia progressista e giovani sottoccupati, delusi dalle promesse del libero mercato.

Anche i media ci mettono lo zampino. Si aggira infatti là intorno il giornalista Civetta, pronto a ogni scoop, maestro di titoli che acchiappano. Insomma il dibattito è aperto.
In quattro atti
Dibattito in quatto atti, separati dalle portate che ogni sera vengono servite ai 150 spettatori, attovagliati sulle lunghe tavolate che occupano il cortile del Castello di Sorci, dopo che per più di vent’anni venivano apparecchiate sotto le mura del centro storico di Anghiari, al Poggiolino.
I menù però non è cambiato. Crostini rossi e neri, bringoli al sugo finto, stracotto di chianina, contorno. E alla fine cantucci, torcoli e vinsanto. Le eccellenze della cucina locale.

Offerte fin da allora, sopra le tovaglie a quadri, color salmone, della tessitura Busatti, azienda storica del luogo, che rappresenta l’aristocrazia artigianale toscana. Ogni sera le tovaglie vengono lavate, stese, stirate. Per accogliere il giorno dopo altri 150 commensali spettatori. Davanti ai quali replicare i sapidi piatti e le altrettanto sapidi battute, battibecchi stornelli.

Tutto esaurito. O quasi
Non vi racconterò come va a finire Spassato, che si replica fino al 19 agosto e da molte settimane ha esaurito le prenotazioni (c’è però la lista d’attesa). Vi parlerò invece della mostra e del libro che di trent’anni di teatro a tavola racconta il lungimirante progetto.
Dicono Merendelli e Pennacchini: “Tovaglia a Quadri è un evento di teatro e cibo ma è anche, e principalmente, un fenomeno sociale, culturale, identitario, comunitario. Da 30 anni la nostra comunità ha saputo indagare e raccontare sé stessa. Una comunità che, vista trent’anni dopo, non sembra più la stessa. Sono cambiati i volti, gli strumenti, le abitudini. Questa stessa comunità possiede però una identità profonda, una filigrana che, nonostante i mutamenti e gli sconvolgimenti, la rende riconoscibile e familiare a tutti coloro i quali l’hanno animata, incrociata o anche solo sfiorata. Uomini e donne hanno ostinatamente messo in scena per trent’anni i mutamenti della loro gente e della loro terra”.

Memorabilia e copioni
In uno spazio separato del Castello, il tempietto, è stata allestita la mostra che raccoglie fotografie, cimeli, memorabilia di queste trenta edizioni. Ci sono appesi, in bella mostra, sfogliabili, anche i trenta storici copioni, che raccontano, con titoli a sorpresa, la storia d’Italia attraverso gli occhi della Val Tiberina.

Calembour teatrali come Restaurante, Ci Amazzon, Disajob, Maltiberina, Mattimonio… sintetizzati poi nel libro a cura di Flavia Gramaccioni (che è anche attrice della Compagnia) e illustrati dalle foto di Giovanni Santi (solo quelle degli ultimi dieci anni, purtroppo).
“Quella che può apparire, la prima volta, un’esperienza pop, svela e rivela e squarcia le esperienze di ognuno”, scrive nell’introduzione Gianfranco Capitta. Che si è sempre seduto a quelle tavole con loro, fin dalle prime edizioni: “… il mangiare assieme a tutti quegli sconosciuti (o quasi) favorisce una condivisione, come nell’antica Atene…”.

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TOVAGLIA A QUADRI 2025
trentesima edizione
SPAssato
una storia di Andrea Merendelli e Paolo Pennacchini
regia Andrea Merendelli
oggetti di scena e costumi Svetlana Mikova
assistenza tecnica Stefan Schweitzer
con la Gente del Castello:
Stefania, maestra di campagna………………………STEFANIA BOLLETTI
El Civetta, giornalista aretino……..……………SAMUELE BONCOMPAGNI
Elisa, estetista della Spassato…..……………..………………..ELISA CENNI
Giulio, cameriere laureando online..…………..……………..GIULIO DETTI
Pier15, venditore di enciclopedie………………..PIERLUIGI DOMINI
Andrea Presente, Assessore al Turismo………………………ANDREA FINZI
Sergio, assistente della Dottoressa Oblio……….………….SERGIO FIORINI
Rossano, detto “Ululone”, trombaio………………….ROSSANO GHIGNONI
Dott.ssa Oblio, direttrice di Spassato…….…..FLAVIA GRAMACCIONI
Jolie Lete, consulente dell’Assessore…….…..…GIOVANNA GUARINIELLO
Fabrizio, archivista e bibliotecario……….…………..FABRIZIO MARIOTTI
Miranda, sentinella dell’Archivio………………..…..….…..MIRANDA NERI
Katia, ultima ostessa e madre di Elisa……………………….KATIA TALOZZI
Ubardo, fisarmonicista……………………………………..GIOVANNI BELIA
