Trecentottanta pagine. Molto curate. Colore blu e argento. Pubblicate da Muse (il Museo delle Scienze di Trento) e Etnorama (associazione focalizzata sulle culture per i nuovi ecosistemi).
Diciotto euro. Per affrontare il futuro del nostro pianeta. Attraverso gli sguardi di una delle protagoniste della scena contemporanea, ma anche di filosofi, scienziati, divulgatori, che in questo viaggio la accompagnano.

Scrigno blu
“Tu sei il libro che sognavo”. Marta Cuscunà entra a gamba tesa nelle librerie con il suo sogno editoriale: Sguardi di specie.
Non è solo una performer dunque, Marta Cuscunà, artista oggi ai vertici italiani di un teatro visuale, che lei investe di una fortissima componente ecologica e ambientalista. Al suo attivo, una cascata di premi. A cominciare dal primo, del 2009, nel nome di Ustica e della drammaturgia civile. Per arrivare poi, nel 2021, al riconoscimento di Artista associata al Piccolo Teatro di Milano. E l’anno dopo, contribuire con i suoi ruvidi corvi meccanici, alle puntate di La Fabbrica del Mondo, programma ideato dal filosofo Telmo Pievani e dal “narrattore” Marco Paolini per RaiTre: un caso virtuoso, unico, nel ronron d’intrattenimento della televisione italiana.

Sguardi di specie riporta su carta l’impegno artistico di Cuscunà in questi ultimi anni: uno scrigno blu nel quale trovano posto tre dei suoi testi teatrali e una costellazione di contributi di uomini e donne della scienza, della filosofia, del futuro dell’ambiente. Tutti insieme formano un reticolo di parole e di immagini attraverso i quali leggere, trepidanti, ciò che potrebbe accadere a un mondo, il nostro, che tra pochi decenni – non secoli: decenni – sarà diverso da quello che conosciamo. Il che non deve fare necessariamente paura.
“Ti ho immaginato tutto blu e argento” – dice Cuscunà a proposito del volume – “senza scritte sul dorso, fedele in tutto alla poetica che contieni. Un piccolo oggetto di carta, che mi calza a pennello come un guanto”. Perché l’attenzione e la cura messe nel realizzarlo sono pari all’attivismo, che è il tratto etico del suo lavoro teatrale.
Ecofemminismi
Cuscunà non è nuova alla carta. Cinque anni fa aveva raccolto in un altro libro (Resistenze femminili, edito da Forum) i testi degli spettacoli con cui si era via via affermata in campo nazionale.

È bello vivere liberi in cui rievocava la vita della staffetta partigiana Ondina Peteani, poi La semplicità ingannata, ambientato in un convento al tempo dell’inquisizione, e infine Sorry, boys, contemporaneo. Tre esempi di come gli stereotipi di genere – il maschile, il femminile – possano essere combattuti: in campo politico, sociale, famigliare, oggi come in tempi lontani.

Nella nuova pubblicazione il passo è più audace, più radicale. Questa trilogia ecofemminista (così il sottotitolo) colleziona progetti, che da una parte criticano l’esasperata centralità dell’essere umano – l’antropocentrismo – e dall’altra parte guardano a un universo multispecie. A quella biosfera, cioè, nella quale siamo totalmente immersi. Ma che, da noi tiranneggiata e malgovernata, si ribella attraverso epidemie e pandemie, attivando i temibili “salti di specie” che consociamo. E tuttavia, accolta nella diversità delle sue tante specie, animali, vegetali, batteriche, rappresenta l’unica possibilità per disinnescare l’arroganza del dominio dell’uomo sulla Natura.
Tre testi per il futuro
Bucolica, uno dei tre testi, è un affondo nel paesaggio agreste, laddove esso confina con il tessuto urbano (alla periferia di Milano, per esempio) e si mette sulle tracce di un gregge di pecore condotte, come si è fatto per millenni, alla transumanza.

Corvidae trascrive i dialoghi dei beffardi corvi di La fabbrica del mondo diventati anche protagonisti di uno spettacolo teatrale giocato sull’animatronica: manipolazione di pupazzi meccanici attraverso strumenti e congegni di antiche o recenti tecnologie.

Earthbound infine, ambientato nel 2425, audacemente immagina il destino della specie umana, indissolubilmente legato alla terra (questa la traduzione del titolo). Ma ibridatosi nel frattempo con altre specie,“per salvare il pianeta e prendersene di nuovo (e meglio) cura”.

Fedele alla tradizione teatrale della tournée, Cuscunà sta in questo periodo presentando il volume in diverse città italiane, e non solo. Date un occhiata al calendario qui sotto, si parte già domani.
[questo articolo è apparso su IL PICCOLO, quotidiano di Trieste, l’11 agosto 2025]

Il calendario di Sguardi di specie
23 agosto 2025 ore 15:00
RESISTENZE ECOCULTURALI. LINGUE E PRATICHE IN VIA D’ESTINZIONE
feat. Giustina Selvelli, antropologa e sociolinguista
Festival Če Povem, Čepovan, Slovenia
29 agosto ore 21:30
THE BEAT OF FREEDOM. IN LIS (LINGUA DEI SEGNI ITALIANA)
feat. Elisa Verrando
Insolito Festival, Spazio Malerba, Parma
30 agosto ore 11:00
SGUARDI di SPECIE. UNA TRILOGIA ECOFEMMINISTA
feat. Francesca di Fazio, ricercatrice e dramaturg
in collaborazione con Re/Sister! Festival Femminista, Casa delle Donne, Parma
3 settembre 2025 ore 19.00
CON-DIVIDUO. COME LA BIOLOGIA PUÒ AIUTARCI A USCIRE DALL’ANTROPOCENE
feat. Manuela Monti, biologa dello sviluppo
Festival In/Visible Cities, Gradisca D’Isonzo (Gorizia)
19 settembre 2025 ore 21.00
THE BEAT OF FREEDOM. LA RESISTENZA A FUMETTI
feat. Fabio Babich, disegnatore per Bonelli Editore
Anpi, Teatro San Giorgio, Udine

e inoltre
CORVIDAE: L’INSTALLAZIONE
all’interno della mostra curata da Telmo Pievani “Un viaggio nella biodiversità. Otto stazioni sul pianeta Terra”, Triennale, Milano
(il pubblico potrà provare ad animare i corvi usando i joystick meccanici, fino al 9 novembre 2025)
