La fine della storia. Due lingue. Tre tragicommedie di confine. A Gorizia e Nova Gorica

Giunge a conclusione, oggi 16 settembre, domani e dopodomani, tra Gorizia e la gemella slovena Nova Gorica, la trilogia Inabili alla morte / Nezmožni umreti. Titolo transfrontaliero, bilingue. 

Il triplice progetto teatrale ideato da Giacomo Pedini, direttore di Mittelfest, è stato pensato come contributo al programma internazionale Go!2025, che quest’anno fa dell’italiana Gorizia e della slovena, Nova Gorica, congiuntamente, un’unica Capitale europea della Cultura.

Inabili alla morte / Nezmožni umreti - GO!2025

Due lingue, tre spettacoli, una mobile compagnia di interpreti, grazie ai quali comporre il mosaico della “tragicommedia dei confini”. Confini linguistici, ma non solo, per queste terre a Nordest. Tema cruciale del Novecento, ma non solo. 

Nella cripta 

Adattamento dal romanzo (1938) di Joseph Roth, La cripta dei Cappuccini aveva debuttato nel marzo 2024. La vicenda seguiva il disfarsi di un’idea della storia lineare, evolutiva, che sembrava finire una volta dissolto, nel 1918, l’Impero Asburgico. Dopo, sarebbe venuta l’era dei grandi cataclismi, delle dittature feroci, il cosiddetto “secolo breve”. Questo primo capitolo della trilogia, con la regia dello stesso Pedini, verrà ripresentato oggi 16 settembre, al Teatro Verdi di Gorizia.

 GO!2025 - Mittelfest - La cripta dei Cappuccini  - ph Luca d'Agostino
La cripta dei Cappuccini  – ph Luca d’Agostino

La lingua perduta

Secondo capitolo era stato Alla ricerca della lingua perduta, in cui lo scrittore e regista sloveno Goran Vojnović provava a capire che cosa fosse successo, tra Italia e Slovenia, alla fine della seconda guerra mondiale, negli anni dei blocchi ideologici ed economici, nel tempo gelido della guerra fredda. Dopo il debutto del novembre 2024, lo spettacolo diretto dal polacco Janusz Kica verrà ripresentato al Teatro Nazionale Sloveno di Nova Gorica, domani mercoledì 17.

GO!2025 - Alla ricerca della lingua perduta - ph Luca A. d'Agostino
Alla ricerca della lingua perduta – ph Luca A. d’Agostino

La fine della Storia

A concludere la trilogia c’è infine il lavoro dello scrittore e giornalista Paolo Di Paolo: L’alba dopo la fine della Storia (al debutto, giovedì 18, Teatro Verdi Gorizia).

Dedicato alla fine del ‘900, il testo è un intreccio di fili, matassa teatrale in cui convergono storia, politologia, ideologia, costume e teatro, l’arte dell’arrangiarsi e quella del far soldi.

Alle spalle della riflessione di Di Paolo c’è il titolo famoso di Francis Fukuyama, best-seller della saggistica politica: “La fine della storia e l’ultimo uomo”. Contestato dai più, letto per intero da pochi.

Quando è finita la Storia?

Ma è davvero finita la Storia? Quantomeno, la Storia che ci ha accompagnato da millenni. Finiva già nei mesi insanguinati del 1917-1918, al tramonto del Grande Impero? Oppure nell’agosto del 1945, con un fungo atomico che oscurava il Giappone? O ancora, nella fatidica sera del 25 dicembre 1991, quando Mihail Gorbačëv rassegnava le dimissioni, prendendo atto della disgregazione sovietica.

Paolo Di Paolo sembra dire che no, non è affatto finita la Storia. E ne attendiamo l’alba. La Storia gira. E con lei tornerà a girare anche la Giostra, potente elemento scenico e allegorico già al centro di La cripta dei Cappuccini.

 GO!2025 - La cripta dei Cappuccini  - ph Luca A. d'Agostino
La cripta dei Cappuccini  – ph Luca A. d’Agostino

La giostra

Ma stavolta la Giostra girerà tappezzata dai segni del liberismo democratico-capitalista, che intanto ha tappezzato il mondo (il mondo occidentale, almeno) con le sue parole chiave, quelle della persuasione globale.

E davanti alla Giostra, di tanto in tanto, scorreranno schermi sui quali la Storia si farà immagine. Dal faccione di Berlusconi a quello Sgarbi, da Reagan a Kusturica, dalle televendite all’Ovetto Kinder.

Matilde Vigna, Camilla Semino Favro, Francesco Migliaccio - L'alba dopo la fine della Storia  - ph Luca A. d'Agostino
L’alba dopo la fine della Storia – ph Luca A. d’Agostino

E anche la Geografia si sposterà qua e là, ma sempre tra questi confini. Una villa e un buffet a Trieste, un caffè e una spa Lubiana, un teatro, le città adriatiche, Rovigno, Spalato, Ragusa. Che oggi si scrivono Rovinj, Split, Dubrovnik.

Si rievocherà la corsa dell’oro ai blue-jeans nella Trieste anni ’80, che aveva il suo cuore emporiale in Ponterosso. Ma anche i 50mila stupri etnici delle milizie ex-jugoslave e i massacri balcanici nel cuore degli anni ’90.

E si intuirà qualche storia d’amore. O di sesso. O di affari. Jeans taroccati e kalashnikov veri. Poco importa. È il business che conta.

L'alba dopo la fine della Storia 1 - ph Luca A. d'Agostino
Matilde Vigna as Gorbacëv – ph Luca A. d’Agostino

Frequentarsi

“Frequentarsi, questo conta – spiega Giacomo Pedini, che ha curato la regia anche di questo terzo capitolo – frequentarsi e mettere insieme le storie del secolo breve che noi avevamo conosciuto a ovest e quelle che loro che avevano conosciuto all’est. Per scoprire che erano diverse. Un bell’intruglio tragicomico, ma capace finalmente di accomunarci”.

Copertina di  Inabili alla morte

Dialoghi

Apro una pagina – la 224 – del volume che raccoglie i tre testi, edito da Bottega Errante, un libro che verrà presentato il 19 settembre al festival letterario PordenoneLegge. 

– Già, la Storia… la Storia… Non era finita? Non avevamo detto così?
– È una solfa vecchia di dieci anni. Ti pare che sia finita davvero?
– La fine della storia sembra un po’ come il finale di un romanzo utopico, che non considera i fattori imprevisti. Troppo ottimista.
– La Storia non finisce mai, si sposta, tutt’al più.
– E dove? 
– Dove pare a lei, non chiede il consenso. La fine della storia è solo la fine di una storia. La tua. La mia.

[Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano di Udine MESSAGGERO VENETO e su IL PICCOLO di Trieste, il 16 settembre 2025]

 GO!2025 - La cripta dei Cappuccini  - ph Luca A. d'Agostino
ph Luca A. d’Agostino


Crediti

LA CRIPTA DEI CAPPUCCINI 
KAPUCINSKA GROBNICA
di Joseph Roth, traduzione Laura Terreni
adattamento Giacomo Pedini e Jacopo Giacomoni
regia di Giacomo Pedini
scene Alice Vanini
costumi Gianluca Sbicca e Francesca Novati
musiche Cristian Carrara eseguite in registrato da FVG Orchestra
luci Stefano Laudato
suono e fonica Corrado Cristina
con Natalino Balasso (Francesco Ferdinando Trotta)
e con Nicola Bortolotti (Joseph Branco), Primož Ekart (Conte Chojnicki), Francesco Migliaccio, (Manes Reisiger/Barone Kovacs), Ivana Monti (Sig.ra Trotta), Alberto Pirazzini (Bubi Kovacs/dott. Grünhut/Sentinella), Camilla Semino Favro (Elisabeth Kovacs), Giovanni Battista Storti (Jacques/Adolf Feldmann/Jadlowker), Simone Tangolo (Kurt von Stettenheim/Jan Baranovitsch/Soldato/Frate), Matilde Vigna (Jolanth Szatmary)produzione Associazione Mittelfest
per GO!2025

ALLA RICERCA DELLA LINGUA PERDUTA
V ISKANJU IZGUBLJENEGA JEZIKA
di Goran Vojnović, traduzione italiana Patrizia Raveggi
regia Janusz Kica
dramaturg Martina Mrhar
scenografa Karin Fritz
costumista Bjanka Adžić Ursulov
compositore Mitja Vrhovnik Smrekar
con Radoš Bolčina (Giuseppe Materazzi / Marjan Ramovš), Francesco Borchi k.g. (Roberto Materazzi), Urška Taufer (Anna Vieri / Ivana Župančič), Aleš Valič k.g. (Stane Ramovš), Vesna Pernarčič k.g. / Helena Peršuh (Metka Ramovš), Matic Valič k.g. (Lovro Ramovš), Lara Fortuna (Mateja Ramovš), Gorazd Jakomini (Franc Žnidaršič, born Vatovec)
produzione SNG Nova Gorica
co-produzione GO!2025

L’ALBA DOPO LA FINE DELLA STORIA
ZORA PO KONCU ZGODOVINE
testo Paolo Di Paolo
regia Giacomo Pedini
dramaturg Jacopo Giacomoni
scene Alice Vanini
costumi Gianluca Sbicca e Francesca Novati
live cinema e regia video Stefano Bergomas
musiche Cristian Carrara
eseguite in registrato da FVG Orchestra
luci Stefano Laudato
suono Corrado Cristina
con Primož Ekart (Viktor), Francesco Migliaccio (Emiliano) ,Woody Neri (Franco), Alberto Pirazzini (Tenente), Camilla Semino Favro (Monika), Matilde Vigna (Gloria, Fake Gorbacëv) produzione Associazione Mittelfest
per GO!2025

I tre testi, pubblicati in volume e trasformati in radiodrammi nelle sedi di Rai Fvg per RaiRadio3 e Radio Slovenija-Program Ars , saranno radiotrasmessi nel corso di settembre.

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