Sei giorni a Milano per Hystrio Festival 2025, manifestazione che mette assieme drammaturgia, interpretazione e allestimenti teatrali di una generazione cresciuta dentro le trasformazioni di questi tre decenni.

Si chiamano Millennials. E mettiamoci accanto pure i più giovani, una frazione di Generazione Z, nati subito dopo il salto del secolo. Insieme, fanno gli under 35.
Che cosa potrebbero insegnare gli under 35 a chi under 35 non è più? Soprattutto una cosa, penso: a guardarsi attorno cambiando prospettiva.
Insegnare no, non è l’espressione migliore. Perché la gerarchia, il leaderismo, la pedagogia dei valori non fanno parte del loro stare al mondo.
Loro sono orizzontali, condivisivi, portati al lavoro in comune. Sempre in discussione e pronti a chiedere “ma chi lo ha detto?”. O qualche altra domanda più scomoda.
Non è una lettura ottimistica – questa – del mondo under 35. È una loro, parziale, fotografia.
Under 35 a Hystrio Festival 2025
Li fotografa appunto, dentro le coordinate parziali del teatro, Hystrio Festival 2025 , ora alla quarta edizione, spin off dal vivo della rivista che porta lo stesso nome.

Hystrio seleziona i loro spettacoli, ne sceglie una decina, e ci mette vicino altrettante letture in scena che saggiano la tenuta dei testi scritti da loro. Una formula che rispecchia, nel titolo e nell’ironia, il loro stare al mondo: Situazione drammatica (da un’intuizione di Tindaro Granata).
Alle situazioni drammatiche – ma senza esagerare, sosteneva Szymborska– gli under 35 ci sono del resto abituati. Crisi economiche e precarietà sono stati il loro ambiente di crescita. Lo si vede bene dal perimetro del loro teatro. Bilanciano l’incertezza con l’adattabilità. Ibridi, evitano lo scontro, optano per la resilienza.

Questioni quotidiane
A teatro, questi under 35, dicono no a tutti quei Greci che per millenni ci hanno fracassato la vita – gli Edipo, le Medea – e dicono no anche alla sperimentazione, quella fine a se stessa, che voleva essere avanguardia.
Si interrogano piuttosto su questioni concrete, assai quotidiane.
Di cosa parlano infatti i loro spettacoli? Quelli che ho visto a Hystrio Festival 2025, almeno. Parlano di squilibri alimentari (Piena come un uovo, della Compagnia Caterpillar). Di maschilismo tossico (C19H28O2 è la formula chimica del testosterone, spiegano i giovani Lidi Precari).

E poi, dell’ambiguo rapporto con il cellulare (30 milligrammi di Ulipristal, scritto da Benedetta Pigoni) e della “comunicazione superficiale” dei social (nella performance furbetta del giapponese Kenji Shinohe).

E ancora: della morte di un amico (A.L.D.E., requiem a sorpresa ideato da Giovanni Onorato), oppure del lavoro a basso indice di specializzazione e soddisfazione (che tradotto diventa “lavoro di merda”, come lo descrive Hinterland, bel testo di Federico Malvaldi).

Certo, mica tutti così. Qualcuno crede ancora in Giovanni Testori (SdisOrè, inscenato con maschere e pupazzi da Evelina Rosselli). Qualcuno si attarda in cupe storie famigliari (Fratelli Benedetti, scritto da Bianca Tortato). Qualcuno immagina un futuro prossimo, che altro non è se non brutta copia del presente (Mammut, ovvero vita e morte di un’Intelligenza Artificiale di Fartagnan Teatro).
Una carriera in crescita
Già nelle precedenti edizioni (qui il 2024, per esempio, e qui il 2023) mi era capitato di trovare, dentro la tavolozza delle serate, qualcuno da seguire poi, nello sviluppo di una carriera in crescita.
Stavolta, per Hystrio Festival 2025, quello che più mi convince è Jonathan Lazzini, che ha presentato un altro dei suoi studi-ritratto su personalità borderline e carismatiche, visto che le due cose spesso convergono. Come in Carlo Michelstaedter, per esempio, sul quale si era impegnato per il contest Futuro Passato di Festil.
Ora, il suo Glenn, una variazione, sono in realtà 30 variazioni (come le Variazioni Goldberg di Bach) attorno alla maniacalità e al genio di Glenn Gould, sciamano canadese del pianoforte, affidate alla voce di Giovanni Franzoni.

E mi è piaciuta pure quell’idea di famiglia allargata sulla quale una tragedia – anche qui, senza esagerare – getta una luce vivace. Il titolo è Ancora qui. Lo ha scritto Paris Antonio Pesantes Morán , peruviano che scrive in un bel italiano, e lo ha battezzato in scena Giuliana Musso.
Serata finale
Alcuni miei amici sostengono – sbagliando – che non c’è festival senza premio. Sono troppo ben abituati dal cinema, suppongo.
Ma Hystrio Festival 2025 ha esteso il principio anche al teatro. E nelle capienti sale milanesi dell’Elfo Puccini, per la serata finale, oltre agli under 35 della scrittura e dell’interpretazione, ha voluto mettere in vetrina anche i campioni teatrali del momento, individuati a maggioranza dalla redazione della rivista.
Li ha incoronati con il logo ideato da Chiara Dattola e ha consegnato loro l’onorificenza. Con un agile copia e incolla vi riporto qui sotto tutto l’elenco.

PREMI HYSTRIO 2025
Premio Hystrio all’interpretazione a Anna Della Rosa
Premio Hystrio alla regia a Leonardo Lidi
Premio Hystrio alla drammaturgia a Daniele Villa
Premio Hystrio-Altre Muse a Paola Villani
Premio Hystrio-Iceberg a Usine Baug
Premio Hystrio-Corpo a Corpo a Enzo Cosimi
Premio Hystrio-Twister a “Vorrei una voce” di e con Tindaro Granata
Premio Mariangela Melato per giovani attori
ad Alessandro Bandini e Leda Kreider
Premio Hystrio alla Vocazione a Marco Divsic e Sofija Zobina.
segnalazione: Giacomo Albites Coen
Premio Ugo Ronfani a Giulia Rita Sarajane Cammilleri
Premio Hystrio – Scritture di Scena
a Bianca Tortato per “Fratelli Benedetti”
segnalazioni: “Il macello” di Federico Mattioli
e “Ancora qui” di Antonio Paris Pesantes Morán

Hystrio Festival è un progetto alla quarta edizione.
Direzione artistica: Claudia Cannella
Organizzazione: Ilaria Angelone, Valeria Brizzi, Giulia Generali, Arianna Lemolino, Alessia Stefanini, Alice Strazzi

