Residenze, bandi, premi sono agenti di innovazione. Fidatevi.

Da anni, residenze, bandi e premi sono elementi chiave nel sistema teatrale del nostro Paese. Perché sono agenti di innovazione. L’ho scritto altre volte in questo ultimo periodo. Ma lo riscrivo.

Gaia Mencagli - Residenze Dialoghi a Villa Manin - ph Alice Durigatto
Residenze Dialoghi a Villa Manin – ph Alice Durigatto

Creatività, visibilità

Indiscutibile è il contributo che le prime – le residenze – offrono all’esercizio della creatività e dell’invenzione, svincolate dalla pressione immediata del produrre.

Importante è il sostegno e poi la visibilità che i secondi – bandi e premi – danno a creatori, anche di talento, che altrimenti resterebbero sommersi dalla massa di produzioni, non sempre di qualità, che si riversano ogni giorno sulle scene italiane.

Di residenze, bandi, premi, quelli in particolare che rivolgono l’attenzione proprio alla qualità, l’Italia ne conta parecchi. Senza però che i media, e anche l’opinione di chi lavora e frequenta i teatri, valorizzino il ruolo che si meritano e che loro spetterebbe.

Certo, i premi più consolidati, magari per ragioni storiche – i Premi Ubu per esempio: 37 edizioni – oppure per la loro centralità nel sistema – i diversi Premi Hystrio rivolti a vocazione, drammaturgia, emersione – non passano inosservati. Ma situazioni più laterali – il Premio Scenario, oppure TuttoTeatro, per dirne solo due – fanno fatica a esplicitare l’energia che mettono nel sostenere l’innovazione.

Sono ragionamenti che mi spingono ad avvicinarmi, a studiare quasi, ciò che al di là del tamtam delle istituzioni forti, viene proposto in tanti momenti di residenza creativa, di bandi e premi teatrali.

Oltre il tamtam

Mi capita insomma di aderire volentieri, alle proposte di chi mi invita a intervenire in una residenza teatrale, spesso nel ruolo di tutor o di occhio esterno, oppure a partecipare al lavoro di una giuria che sceglierà e premierà la scrittura drammaturgica, o la vocazione di giovani compagnie.

In questo post parlo di due esperienze che mi hanno visto e vedranno coinvolto nel breve tempo, oltre a che sulla breve distanza.

Una è il Premio Giovani Realtà del Teatro. Si è appena svolto a Udine, promosso e organizzato dall’Accademia Nico Pepe, con un’attenzione rivolta a compagnie e singoli performer under 35 anni.

Residenze nel parco

L’altro è un progetto di residenze triennali, finora intitolate Dialoghi, e giunte a una nuova quarta tornata, grazie l’impegno devoluto in questi dieci anni da CSS – Teatro stabile di innovazione del Fvg.

Residenze Dialoghi - edizione 2015-2017
Dialoghi – edizione 2015-2017

La nuova tornata partirà nel 2026 negli spazi, davvero speciali, di Villa Manin di Passariano (Udine), monumentale dimora veneta estesa ai 18 ettari di parco secolare e appartenuta alla famiglia veneziana dei Manin. Il luogo – raccontano le cronache – dove Napoleone dormì, chissà se saporitamente, prima di firmare lo storico Trattato di Campoformio.

Il bando per questa nuova edizione, che vede impegnati anche La Contrada e Artisti Associati ed è suddivisa in due open call, scade fra poco: il 5 dicembre. Una buona ragione per mettere fretta a chi intende aderire alla chiamata.

Residenze Dialoghi - edizione 2022-2024
Dialoghi – edizione 2022-2024

Il programma si interseca con la serie dei miei incontri di formazione del pubblico, La Scuola dello Sguardo #6, e per due date si sposterà nella villa. La prima, imminente, è il 29 gennaio quando la conversazione intitolata Architettare teatro, in una villa del ‘700 sarà accompagnata da un’antologia video, a documento di alcuni fra i più rilevanti momenti di residenza di questi dieci anni.

ph Giovanni Chiarot

Esordi

Diverso, ma altrettanto concentrato sull’innovazione e sulla creatività (under 35, nello specifico caso) è il Premio Giovani Realtà . Nato anni fa, è cresciuto e ha premiato, mettendoli in luce ai loro esordi, nomi che oggi figurano ben in vista nei cartelloni italiani.

È stato proprio a Udine, nello spazio approntato dalla Nico Pepe, che, più di una decina di anni fa, ho scoperto Liv Ferracchiati, quando cominciava a incamminarsi sul suo Baby Walk, e I Gordi, che davano avvio alla loro ricerca sulla Morte Maldestra, anche grazie alla poesia di Wisława Szymborska. E ancora Oyes con il loro primissimo Effetto Lucifero e poi l’approdo a Cechov. Quando cioè le loro poetiche erano ancora in embrione.

I Gordi - Sulla morte senza esagerare - ph Sabrina Cirillo
I Gordi – Sulla morte senza esagerare – ph Sabrina Cirillo

L’edizione di questo 2025, ha portato a Udine una ventina di formazioni in concorso, provenienti da tutta Italia. Ciascuna presentava il proprio lavoro in forma di frammento (una quindicina di minuti circa) davanti al pubblico e alle giurie (quella artistica, quella dei docenti, quella degli allievi, quella del pubblico…).

Nel complesso, una qualità encomiabile, con ovvi distinguo e divergenze tecniche tra chi ha lavorato su originali progetti di compagnia e chi ha puntato sul formato monologo.

Chi ha vinto?

Si sono contese il Premio della Giuria artistica due formazioni: una emiliana (il duo Alessandro Tommasi, Lorenzo Muscolini) e una napoletana (Oberon Teatro: Adriano Fiorillo, Giulia Piscitelli, Erica Tortorizio) con progetti di allestimento molto diversi, che hanno ottenuto così un ex aequo.

Kurakari Ubasute - ph Luca Valenta
Kurakari Ubasute – ph Luca Valenta

Ecco le motivazioni.

La prima: Le fragilità delle età maiuscole: Kurakari Ubasute (di Tommasi e Muscolini) affronta un tema pressante dell’Italia contemporanea, l’invecchiamento della popolazione, senza medicalizzarlo, soffiandoci anzi dentro una ventata d’ironia e una riflessione sul tempo che passa, da parte di una generazione giovane.

La seconda: In ‘A stesa (di Oberon Teatro) l’immagine luminosa di panni stesi al sole, di indumenti puliti e profumati, si confonde con quella scura di un’innocente vittima di camorra: è un lavoro che inquadra la denuncia e il lutto, la difficoltà e la volontà di superarlo.

A stesa - Oberon Teatro - ph Luca A. D'Agostino
‘A stesa – Oberon Teatro – ph Luca A. D’Agostino

Il Premio della Giuria dei docenti della Nico Pepe è andato a Postulati sul senso della vita, di Michele Mion, Filippo Alice Civallero, Alice Cortassa, mentre quello per il miglior monologo a Un altro Stabat Mater di Jacopo Bottani. E ancora un premio a Sette domeniche (di Yulia Redila, Ludovica Angelini, Roberta Gallo, Carlotta Pistillo, Anna Farina).

Punti di incontro


Non è solo la soddisfazione per la vittoria in un bando, né l’incentivo economico, a volte associato ai premi, a renderli appetibili per gruppi di recente formazione. Il vantaggio è che occasioni come queste, contest pubblici, sono prima di tutto punti e momenti di incontro e di confronto per decine e decine di giovani artisti, alcuni addirittura alla prima uscita pubblica, o al primo approdo al mondo del professionismo.

Pietro Cerchiello - ph Marco Lestani
Pietro Cerchiello – ph Marco Lestani

Il vincitore dello scorso anno, Pietro Cerchiello, ha anticipato la giornata portando un suo lavoro, Appunti per uno Schiuma Party, che nel frattempo, di premi e menzioni, ne ha conquistati uno sfracello.

Per me, osservatore curioso, e anche critico, di queste Giovani Realtà, si è trattato sì di registrare il polso a una generazione più recente rispetto a quelle che vedo di solito. Ma di aggiungerci anche scoperte e sorprese.

Uno scouting fra titoli, nomi, idee, che come nei casi citati prima, potrò ritrovare più solide, più cresciute, nelle programmazioni delle stagioni prossime. Ne sono sicuro, fidatevi.

Premio Giovani Realtà del Teatro 2025 - ph Luca A. D'Agostino
Premiati e giurie – Giovani Realtà del Teatro 2025 – ph Luca A. D’Agostino

Una risposta a “Residenze, bandi, premi sono agenti di innovazione. Fidatevi.”

  1. Condivido le riflessioni di Roberto Canziani e la felicità di aver partecipato alle giornate delle ‘giovani realtà del teatro ‘ . Sono occasioni importanti per il confronto tra visioni ed esperienze di artisti di generazioni diverse che nella routine professionale spesso fanno fatica ad incontrarsi e a collaborare. Un’organizzazione come sempre impeccabile della Nico Pepe , una scuola che riesce sempre a sorprendere per la sua dinamicità e la sintonia con l’evolversi del panorama teatrale e culturale.

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