Ibsen secondo Ivica Buljan. La costruzione del nemico


Mentre la storica sala teatrale del Drama di Lubiana attende di essere ristrutturata, a Šiška, il sobborgo industriale assai progressive della capitale slovena, si moltiplicano le attività del suo nuovo palcoscenico.

Qualche sera fa, ho visto qui l’allestimento di Un nemico del popolo: Ibsen riscritto, un secolo e mezzo dopo, da Ivica Buljan e Viktor Ivančić.

Sovraznik Ljudstva - Ibsen Buljan -Marko Mandić, Jure Henigman - ph Toni Soprano Meneglejte
Marko Mandić e Jure Henigman – ph Toni Soprano Meneglejte

Negli autori di teatro impegnati sul piano etico, si possono sempre leggere suggestioni, se non presagi. Succede oggi, con molti dei drammi di Henrik Ibsen.

In questa prospettiva, Ivica Buljan, regista, e Viktor Ivančić, scrittore e editorialista, hanno preso in mano Un nemico del popolo (in sloveno Sovraznik Ljudstva) e lo ripropongono secondo una consolidata formula giornalistica. Una notizia buona, una cattiva.

Notizia buona. Notizia cattiva

Nell’originale, Ibsen racconta la favola etica di una depressa cittadina di provincia (come quella di Skien, Norvegia, dove l’autore era nato). Prima c’è la notizia buona. Il business delle acque termali ne ha risollevato le sorti: gli imprenditori si fanno avanti, affluiscono i capitali, il turismo decolla.

La cattiva notizia arriva pochi anni dopo: le analisi batteriologiche dicono che quelle acque sono inquinate, velenose addirittura.

Scatta allora il braccio di ferro. Tra chi dichiara che la salute pubblica non può essere sacrificata al business e chi vuole insabbiare la notizia, terrorizzato dal tracollo della promettente economia locale.

Nel suo dramma, del 1882, il drammaturgo norvegese analizzava il conflitto morale, mettendo uno di fronte all’altro il medico della città e il borgomastro (per di più, li aveva voluti fratelli).

Con i dovuti ripensamenti, il problema resta centrale. Un romanzo e uno spettacolo recenti come La ferocia di Nicola Lagioia, incrociano lo stesso tema. Non mancano, anche nella realtà italiana, casi più macroscopici di scontro tra salute e imprenditoria: l’Ilva di Taranto, la Ferriera a Trieste. Durante le fasi peggiori della pandemia Covid, lo scontro è esploso ovunque, sul piano politico e su quello istituzionale.

Ibsen era un inflessibile antagonista del conformismo sociale. Il braccio di ferro tra verità e opportunismo, e oggi tra la tutela dell’ambiente e le diverse forme del turbo-capitalismo, ha generato nel tempo molte riscritture di quel dramma.

Nemico del popolo . Ibsen Miller
la versione “americana”

Ci aveva messo mano, per esempio, il drammaturgo americano Arthur Miller nel tempo della caccia alle streghe maccartista (diventato anche un film con Steve McQueen). Lo aveva trasformato invece in un assemblea pubblica il regista tedesco Thomas Ostermeier. Nella Cina ultraconformista è stato addirittura proibito. Troppo antigovernativo.

Costruire il nemico

Ne può venir fuori adesso, per mano di un giornalista caustico come Ivančić, e in decenni fluidi come i nostri, anche un intreccio insolito tra satira politica e denuncia delle tentazioni autoritarie, tra forzature delle maggioranze e manipolazione dell’opinione pubblica.

È facile quindi essere d’accordo con la scelta di Ivančić e Buljan: sembra proprio il momento giusto per parlarne.

Anche perché sotto osservazione, ai tempi di Ibsen, era il crescente potere della stampa, mentre adesso sono i social a costruire e orientare un dibattito pubblico facilmente polarizzabile. Oggi come allora, comunque, la regola di chi li sa manovrare è la stessa: costruire il nemico.

Sauna Party

All’inizio, quando si apre il sipario, vanno giù allegri tutti quanti, nel sauna party che festeggia le nuove opportunità economiche, tra bottiglie di spumante e manate sul culo.

Ma basta l‘arrivo delle analisi delle acque (vibrioni, batteri, e chissà quali altre porcherie) per far crollare quell’ottimismo, dividere le fazioni, stringere le alleanze di convenienza, e opporre il dato scientifico alle opportunità del profitto.

Sovraznik Ljudstva - Ibsen Buljan - ph Toni Soprano Meneglejte
ph Toni Soprano Meneglejte

Non ci vuole poi tanto. Le parole d’ordine della propaganda, che sobilla la vox populi, sono armi efficaci per costringere il rappresentante della scienza (il medico, interpretato da uno degli attori di punta della teatrografia di Buljan: Marko Mandić) a capitolare di fronte all’arroganza del establishment (il borgomastro, nell’interpretazione di Jure Henigman) rappresentante di tanti nostri sindaci-sceriffo, e volendo allargare il campo, del trumpismo imprenditoriale.

Due icone contrapposte, che Ibsen vedeva (anche prima della psicanalisi) appunto come fratelli in lotta.

Sovraznik Ljudstva - Ibsen Buljan - ph Toni Soprano Meneglejte
ph Toni Soprano Meneglejte

Dire la verità. Ma a chi?

Il culmine si raggiunge quando, nel foyer della sala, Buljan lascia gli spettatori in piedi, e dà il via al dibattito pubblico. Esito scontato: la perorazione del medico soccombe a un’assemblea inferocita che lo dichiara nemico del popolo. Lui, che il popolo avrebbe voluto tutelarlo.

“Non si tratta più di sapere se un individuo abbia il diritto di opporsi alla maggioranza – dicono Buljan e Ivančić – ma di cosa succede alla verità in una società che la consente, ma allo stesso tempo la neutralizza sistematicamente“. Il che suona familiare – mi pare – in questi tempi.

Certo è che l‘arguzia giornalistica e attualizzante di Ivančić non si lascia domare dal consueto lavoro visivo e performativo di Buljan, al quale eravamo invece abituati. Stavolta, seguendo Ibsen, si dialoga, si interloquisce, si dibatte. Sediamoci e parliamo, è la ricetta con cui l’autore norvegese confezionava molto del suo teatro.

Così nei sovrabbondanti dialoghi, intessuti anche di spunti comici (tra le parole d’ordine del nazionalismo sloveno e le umoristiche boutade sull’imperialismo russo), la costruzione del nemico impiega belle tre ore per neutralizzare il residuo di una verità (in sloveno resnica) che ripetutamente rimbalza sul palcoscenico.

Sovraznik Ljudstva - Ibsen Buljan - ph Toni Soprano Meneglejte
ph Toni Soprano Meneglejte

Nel secolo della post-verità

Ma non si spegne affatto con l’eroica chiusa ibseniana che faceva del medico un eroe dell’intransigenza: “l‘uomo più forte del mondo è quello che è più solo“. Alla verità Ibsen ci credeva. Noi un po’ di meno.

Nel tempo delle post-verità – sostiene Buljan – la verità è diventata un elemento superfluo del sistema e l’eroe, che non conosce più la politica come negoziazione, né il popolo come una complessa infrastruttura di interessi e paure, non può far altro che soccombere. Perché nemico.

Chi credeva di essersi lascato alle spalle il Novecento, secolo delle masse e delle propagande, e di aver trovato nella Rete la libertà individuale di parola, bacchetta magica delle democrazie, farà bene a ricredersi. E anche presto. I nemici oggi li costruisce proprio il Web.

La nuova sede di Drama SNG a Šiška - Lubiana
La nuova sede di Drama SNG a Šiška – Lubiana

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SOVRAZNIK LJUDSTVA (NEMICO DEL POPOLO)
di Henrik Ibsen e Viktor Ivančić
traduzione Đurđa Strsoglavec
regia Ivica Buljan
con Marko Mandić, Pia Zemljič, Kaja Petrovič, Jure Henigman, Klemen Janežič, Benjamin Krnetić, Timon Šturbej, Matija Rozman, Maks Dakskobler
consulenza artistica Robert Waltl
dramaturg Diana Koloini
scene Aleksandar Denić
costumi Ana Savić Gecan
musiche Mitja Vrhovnik Smrekar
una produzione Teatro Nazionale Sloveno SNG Drama Ljubliana
[le prossime repliche dal 23 marzo 2026]

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