Manipolare il tempo. Una nuova avventura per Rafael Spregelburd e L’Amalgama


Tempo! Così si intitola, in via provvisoria almeno, il nuovo lavoro teatrale che il drammaturgo argentino Rafael Spregelburd sta costruendo in questa settimana con gli attori del Collettivo L’Amalgama.

È la fase iniziale di un lavoro di residenza, che trova spazi presso Villa Manin di Passariano, sede del Centro di Residenza delle arti performative del Friuli Venezia Giulia.

Rafael Spregelburd
Rafael Spregelburd

Il tempo non esiste

Non occorre davvero aver letto i libri di Carlo Rovelli per sapere che il tempo non esiste. Certo, il tempo ci fa comodo, perché grazie a lui evitiamo di smarrirci e perdere il senso della vita quotidiana. Ma per chi lo ha studiato, magari anche per chi ci si diverte, il tempo è una convenzione, e basta.

Sarà un caso, ma proprio qualche giorno fa, Wayne McGregor, direttore del settore Danza alla Biennale, ha voluto intitolare il suo festival Time does not exist. E nel presentarlo ha usato proprio i motivi con i quali Rovelli rende ragione dei titoli dei suoi libri più noti.

Manipolare il tempo

Danza a parte, la stessa letteratura, il cinema, il teatro, altro non fanno che mettere continuamente in gioco il tempo. Dalla ricerca di quello perduto, alle avveniristiche proiezioni della fantascienza. Dai flashback dei film, al tempo che passa tra un atto e l’altro nella tradizionale scrittura per il teatro.

Uno che con il tempo si diverte un mondo è l‘argentino Rafael Spregelburd, uomo di teatro. E in questo senso manipolatore del tempo, oltre che della scena.

Nei suoi lavori – in cui è autore, e molto spesso anche interprete e regista – ciò che abitualmente associamo a orologi e cronometri, mediane e clessidre, perde linearità e regolarità, costanza e sostanza. Perché esplode. Si disintegra.

Alcune delle storie inventate da Spregelburd si svolgono in universi paralleli, nel tempo dei vivi e in quello dei morti, contemporaneamente; a volte porta in scena personaggi, come Cassandra, che vedono e vivono il futuro, ma non possono cambiarlo; altre volte ancora costruisce loop temporali che precipitano in catastrofi o in finali aperti; e porta la serialità narrativa, le formule degli episodi e delle puntate, all’esasperazione, agli estremi.

Gli piace insomma ciò che si chiama il Caos. E sulla cosiddetta Teoria delle Catastrofi, sul mondo dei Frattali, ha speso un sacco di parole.

Rafaele Spregelburd - ph Ignacio Colo
ph Ignacio Colo

Ecco perché di nuovo, adesso, attendo Rafael Spregelburd al varco. L’avevo visto, due anni fa, ingegnarsi a scompigliare il tempo nella commedia che aveva ideato per gli attori di Teatro Due, a Parma, intitolata Diciassette cavallini.

Rafael Spregelburd - Diciassette Cavallini - ph Andrea Morgillo
Rafael Spregelburd – Diciassette Cavallini – ph Andrea Morgillo

In residenza con L’Amalgama

Ora, da domenica scorsa, in un progetto di lavoro che si sta sviluppano a Villa Manin di Passariano, nei programmi del Centro di Residenza delle arti performative del Friuli Venezia Giulia , Spregelburd prepara la sua nuova avventura teatrale. E lavora con gli attori del Collettivo L’Amalgama. Il titolo scelto, quello provvisorio almeno, è proprio Tempo!

“È come un ramo, questoTempo!, il nuovo progetto che sta nascendo e si aggiunge ad altri nostri lavori precedenti”- mi dice Massimiliano Di Corato, portavoce di quell’ensemble di dieci attori che è L’Amalgama.

Collettivo L'Amalgama
L’Amalgama

“Avevamo allestito Qui e ora del drammaturgo tedesco Roland Schimmelpfennig, lavorando sulla sovrapposizione dei piani temporali. Lost in Macondo, che è in replica da anni, partiva da Gabriel García Márquez e affronta il tempo nei modi delle genealogie e dei ricordi”.

“Finalmente adesso, noi dieci, compagnia contemporanea, ci confrontiamo con un autore contemporaneo, Rafael Spregelburd, maestro nella manipolazione del tempo e della scena”.

Residenza Amalgama a Villa Manin

Tra i buchi neri

In pratica, che succede? “Insieme, ci stiamo immaginando un laboratorio, in uno di quei centri di ricerca importanti, che si occupano di fisica aerospaziale. E succede che qualcuno degli addetti alla pulizia, per errore, stacca una spina elettrica. Di quelle che mai e poi mai dovrebbero essere staccate”.

E quindi? “Capita, e bisogna correre ai ripari. Ad esempio affrontando un viaggio spaziale – un topos della narrativa fantascientifica – che ci porterà nei pressi di un buco nero. Gli scienziati ci spiegano che i buchi neri fermano il tempo. O forse lo comprimono. O lo dilatano. Dipende. Con Spregelburd che sta scrivendo, ci lavoriamo attorno”.

Gli appuntamenti

Sabato 28 marzo, negli spazi di lavoro di Villa Manin, è previsto il bilancio, o meglio l’apertura al pubblico, di queste prime otto giornate di lavoro. Sarà lo stesso autore a spiegare che cosa è stato costruito assieme, e gli attori a mostrarlo.

Intanto già domani, giovedì 26 marzo, anch’io partecipo al gioco, e in una nuova puntata delle mie conversazioni, La Scuola dello Sguardo, giunte oramai alla sesta edizione, mi occuperò di Spregelburd, della sua teatrografia, delle sue storie.

La scuola dello sguardo per Spregelburd e Amalgama

In questa conversazione, dove abbondano immagini e video, proverò a spiegare che cosa significa quella espressione in cui lui si riconosce in pieno: quell’etichetta che mette insieme l’autore e il regista, l’attore e il traduttore, il pedagogo e il saggista. Parola un po’ argentina ma anche un po’ italiana: teatrista.

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TEMPO!
residenza del Collettivo L’Amalgama presso il
Centro di Residenza delle arti performative del Friuli Venezia Giulia
con gli attori: Caterina Bernardi, Angelica Bifano, Jacopo Bottani, Federica Di Cesare, Massimiliano Di Corato, Gilberto Innocenti, Clara Mori, Miriam Russo
tutor del progetto: Rafael Spregelburd

dal 22 al 31 marzo 2026:
Spazio Residenze Villa Manin – Passariano (UD)


giovedì 26 marzo 2026, ore 18:00
La Scuola dello Sguardo, conversazione con Roberto Canziani
ingresso libero, navetta da Udine ore 17.00


sabato 28 marzo 2026, ore 18:00
Apertura al pubblico, ingresso libero

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