Dopo le schiarite di inizio aprile, sempre più soleggiata si distende l’estate dei festival di teatro.

Cartelloni, programmi, iniziative e rispettive date, continuano a essere presentate in capoluoghi di provincia, città, paesi, paesini che, insieme, danno forma alla rete italiana che mette assieme turismo e spettacolo dal vivo. Un connubio che ha dato visibilità e notorietà a molti luoghi, forse difficili da trovare sulle mappe, ma rinomati per la manifestazione che li caratterizza.
Località minuscole magari – Dro, Monticchiello, Polverigi, San Ginesio, solo per fare alcuni nomi – piccoli borghi emersi dalle topografie proprio grazie ai progetti e agli spettacoli che accolgono. Nelle maggiori città, d’altra parte, i festival rivitalizzano i mesi estivi, solitamente segnati dagli esodo per le vacanze.
Fin dall’inizio di questo mese, QuanteScene! dà conto delle principali manifestazione che costellano la penisola. Quelle, perlomeno, che stimolano la curiosità di chi ora sta scrivendo questa nota e che, imbracciate pinne, fucile e occhiali, disegnerà tra non molto le proprie, personalissime, mappe.
Per tenervi aggiornati sui più recenti annunci parto quest’oggi da Nord, più esattamente dal Nordest del Friuli, per arrivare al Sud, non quello più estremo, insulare, ma certo un Sud parecchio meridionale: la Calabria.
Mittelfest a Cividale del Friuli
Proprio ieri, a conclusione del suo secondo mandato da direttore, Giacomo Pedini, ha presentato l’edizione 2026 di di Mittelfest, l’ultima da lui programmata.
Un festival che all’estremo oriente d’Italia, Cividale del Friuli, da 35 edizioni, volge lo sguardo a ciò che le performing arts sviluppano sui palcoscenici nell’Europa Centrale. L’edizione 2026 si svolgerà tra il 16 e il 26 luglio, preceduta, tra 14 e 17 maggio da Mittelyoung, che agli stessi territori guarda, ma con il filtro degli under 30.

Sul sito del festival cividalese, che quest’anno si è dato come tema portante la Paura, si possono già consultare entrambi i programmi (link al sito). E visto che spesso capita, evitare i tutto esaurito, acquistando fin d’ora i biglietti.
Pergine Festival in Trentino
Ha traguardato, lo scorso anno, le cinquanta edizioni il festival che dalle sponde di un lago alpino, lancia anche quest’anno le sue proposte. Dal 2023, a imprimere una svolta decisiva alla programmazione c’èla direzione di Babilonia Teatri.

Geografie Umane – il titolo di questa edizione – si svolgerà tra 27 giugno e 11 luglio . “Quando il cielo si fa più scuro, l’arte non arretra. Si alza. Si tende. Si lascia guidare e allo stesso tempo guida. Invita ad alzare lo sguardo” dicono Enrico Castellani e Valeria Raimondi, che hanno scelto questa immagine per il programma 2026. Sarà disponibile online a partire dal 14 maggio, con una offerta “plurale, comunitaria e intergenerazionale”. Intanto, già ieri, Licia Lanera ha fatto sua un’anticipazione, dando avvio al proprio The Black’s Tales Tour estivo.
Santarcangelo di Romagna
Sempre atteso, anche per una lunga e gloriosa storia che parte dal teatro di piazza arriva alle recenti edizioni curate da Tomasz Kireńczuk, anche Santarcangelo Festival si appresta a presentare il cartellone 2026. Il programma va dal 3 al 12 luglio.

Lascio qui il link alla home page dove, appena ufficializzata, il prossimo 19 maggio, si potrà scorrere la nuova programmazione
Primavera dei Teatri a Castrovillari
Avamposto primaverile di un teatro che fiorirà poi nel resto dalla penisola, il festival diretto da Saverio La Ruina e Dario De Luca conta una numerosa schiera di fedelissimi. Spettatori e osservatori, come del resto il sottoscritto, disposti a macinarsi centinaia di chilometri per arrivare sotto il calabrese Monte Pollino, con la soddisfazione però di puntare sempre lo sguardo su nuove creazioni.
Questa edizione è dedicata a Laura Palmieri, Giancarlo Cauteruccio e Goffredo Fofi, figure scomparse da poco e che, in modi diversi e profondi – dicono i due direttori – “hanno intrecciato il proprio percorso umano e intellettuale con quello di Primavera dei Teatri, condividendone nel tempo visione, tensione etica e responsabilità culturale”.

Come risulta chiaro, gli appuntamenti del festival si snodano tra il 26 il 31 maggio. Il sito è ancora in aggiornamento, ma non mi è difficile trascrivervi qui sotto il comunicato stampa che lo anticipa.
[dal comunicato stampa]
26 MAGGIO
Il festival si apre come un attraversamento simultaneo di tre nuclei di ricerca. Al Teatro Sybaris la restituzione della residenza di Principio Attivo Teatro e Drama Teatro con Nervo Vago porta in superficie una scrittura scenica che lavora sulla fragilità percettiva del presente, mettendo al centro il dispositivo attoriale e la sua instabilità.
27 MAGGIO
Al Teatro Vittoria la restituzione della residenza coreografica di Aurelio Di Virgilio con Scented Panther prosegue questa indagine nei territori del corpo, tra esposizione e costruzione di immaginario. Al Teatro San Girolamo, in anteprima nazionale, Luna Cenere con Agape apre un lessico coreografico che interroga la prossimità, la relazione e la tensione tra gesto e comunità, inscrivendo la danza dentro una dimensione politica dello stare insieme.
La giornata si articola come una mappa mobile. Al Castello Aragonese la restituzione della residenza di Maria Chiara Pederzini con Carmen si misura con la riscrittura del mito, lavorando sulle sue stratificazioni simboliche e corporee.
Al Teatro Sybaris Rossella Pugliese, autrice e interprete, presenta PapàVeri sempre in piedi, una partitura scenica che affonda nella materia opaca del legame filiale, tra colpa, rimozione e un bisogno ostinato di riscatto, mentre al Teatro Vittoria Maiali rosa volanti di e con Giulia Carrara attraversa il quotidiano come dispositivo di deviazione e slittamento. Al Teatro San Girolamo – in anteprima nazionale – Daniela Vitale con Untitled n°22 insiste su una pratica coreografica che si sottrae alla nominazione definitiva. Il lavoro di Teatro delle Ariette, Noi siamo un minestrone, porta il discorso sul terreno della convivenza: un’esperienza condivisa in cui la scena si costruisce come gesto alimentare, relazione diretta e comunità temporanea.
28 MAGGIO
La giornata insiste sulla disseminazione. Teatro delle Ariette torna con due repliche di Noi siamo un minestrone, spostando il teatro nella dimensione del tempo lungo e della prossimità fisica tra artiste, artisti e pubblico.
Al Teatro San Girolamo Giuseppe Provinzano e Giuseppe Massa con Sutta Scupa propongono – in prima nazionale – un nuovo allestimento a distanza di vent’anni, attraversando le tensioni della lingua e della memoria, mentre al Teatro Vittoria Bambole da Collezione di Erika Fusini — prima nazionale — vede protagonista una compagine tutta al femminile di artiste giovanissime: autrice, regista e cinque attrici lavorano insieme su una grammatica dell’identità esposta e costruita. Filippo Andreatta con Nuvolario/Elena – in anteprima – apre una riflessione sul dispositivo scenico come architettura percettiva e ambientale. La giornata si chiude al Giardino Emi’s Bakery con il concerto di Marco Russo, che riporta il suono dentro la trama del festival come ulteriore forma di scrittura.
29 MAGGIO
Il rapporto tra forma e dissoluzione diventa centrale. Al Teatro Vittoria Mario Perrotta, autore, regista e interprete, presenta — in prima nazionale — Qualcuno, nessuno, centomila. Pirandello in loop, lavorando sulla reiterazione come dispositivo critico dell’identità. Al San Girolamo Scena Verticale presenta KR70M16 – Naufrago senza nome di e con Saverio La Ruina e con Dario De Luca, Cecilia Foti, musiche Gianfranco De Franco, costruendo una stratificazione di segni, memoria e presenza che insiste sulla responsabilità della testimonianza.
Al Teatro Sybaris – in prima nazionale – Roberto Rustioni con Nada del amor me produce envidia, con protagonista Silvia D’Amico, continua questa linea di disarticolazione del discorso sentimentale presentando per la prima volta in Italia il testo di Santiago Loza, regista cinematografico, scrittore e drammaturgo argentino le cui opere, acclamate nei principali festival internazionali, intrecciano cinema e teatro in un linguaggio originale. La giornata si apre e si chiude nel suono con il concerto Marley Session al Giardino Emi’s Bakery, controcampo ritmico dell’intero programma.
30 MAGGIO
La scrittura scenica si fa esplicitamente politica nella sua forma quotidiana. Al Teatro San Girolamo, Scena Verticale presenta in prima nazionale Le Tre Cicoriane, spettacolo che completa la trilogia sulla fiaba calabrese di Dario De Luca, mantenendo una tensione costante tra radicamento territoriale e costruzione drammaturgica, e affrontando, in filigrana ma con incisività, il tema della violenza di genere.
IN prima nazionale, al teatro Vittoria, i Quotidiana.com con Vorrei morire non so come fare, sviluppano una scrittura scenica di forte rigore formale, capace di rovesciare le attese e di aprire prospettive inattese su una materia che riguarda in modo radicale l’esperienza umana, trattata con uno sguardo lucido e spiazzante, attraversando la soglia tra vita e rappresentazione con una tensione insieme analitica e disincantata.
Al Sybaris – in prima nazionale – Ivonne Capece con Casa di bambola rilegge il classico attraverso una lente di frattura contemporanea, insistendo sul dispositivo attoriale come campo di crisi. Anche qui il concerto Marley Session al Giardino Emi’s Bakery torna come elemento di continuità sonora, quasi a segnare una respirazione collettiva del festival.
31 MAGGIO
La giornata conclusiva si apre con una concentrazione dei processi. Alla Sala Varcasia la restituzione della residenza di Cecilia Foti con La Questione dell’imbuto si colloca dentro il farsi stesso della scrittura scenica, rendendo visibile il suo statuto instabile.
Al Teatro San Girolamo Ateliersì con Armande sono io! — progetto che intreccia drammaturgia, regia e interpretazione in una dimensione autoriale condivisa, a partire da un testo di Carla Lonzi sul femminismo, che indaga le relazioni tra il movimento delle Preziose del XVII secolo e l’opera di Molière — con ideazione e regia di Fiorenza Menni, lavora sulla costruzione dell’identità come spazio plurale. Al Teatro Vittoria Dino Lopardo, autore e interprete, con Rigetto, in anteprima nazionale, porta il discorso su una soglia di resistenza corporea e linguistica. Al Teatro Sybaris il duo Fettarappa/Guerrieri con Scemi del Villaggio — in anteprima nazionale — chiude il percorso attraversando la figura del disallineamento come possibilità critica e politica dello sguardo.
