Satie Pandemie. Il compleanno come maratona. Antivirus.

Puntate gli orologi. Alle 00.01, stanotte, tra sabato e domenica 17 maggio, scatta la maratona. Per festeggiare, come ogni anno, Erik Satie.

Dovete prepararvi. Spiritualmente. Nel più profondo silenzio. Nella più seria immobilità. “Il sera bon de se préparer au préalable, et dans le plus grand silence, par des immobilités sérieuses” raccomanda Erik Satie dopo aver stabilito che la sua breve composizione – 19 gruppi di note – che tanto breve non è, deve essere ripetuta 840 volte.

Una tortura, per chi la sente e per chi la suona. Un tormento. Una vessazione. O un piacere estremo. Vexations venne scritta dal compositore francese nel 1893. Oggi diventa un manifesto della musica antivirus.

Vexations Satie

Ogni 17 maggio, dal 1992, il Teatro Miela a Trieste festeggia la nascita del compositore francese. Lo ha sempre fatto con le più eccentriche, divertenti e spettacolari trovate. Tutte in sintonia con lo spirito iconoclasta dell’autore delle Gymnopédies (vedi il mio post sulla festa del 2019).

Quest’anno ci si è messo di mezzo il Covid-19. Ma la pandemia non scalfito l’inventiva di chi come Eleonora Cedaro, curatrice per il secondo anno consecutivo della festa, si è riboccata le maniche o meglio le mani, trattandosi di pianisti.

Satie Pandémie è il titolo scelto per l’ “edizione covid” del compleanno postumo più pazzo del mondo.

La Satie Mania

“Se non ci diverte, non si fa Satie” sostiene Cesare Piccotti, primo ideatore della Satie Mania assieme a Rosella Pisciotta, scomparsa tre anni fa. Così, per ventinove anni, ogni 17 maggio, i satie-maniaci e il loro folto pubblico hanno officiato, al Teatro Miela, il bizzarro culto. Divertendosi un sacco.

Satie Mania Teatro Miela

Ma cosa fare adesso che sicurezza sanitaria e distanziamento sociale impongono uno stop a tutto lo spettacolo dal vivo? Le Vexations (scritte nel 1893 e ‘scoperte’ solo nel 1963, grazie a John Cage) si sono dimostrate la composizione più adatta allo spirito del compositore. E anche alle vessazioni del virus. 

Vexations è la sequenza pianistica di circa sessanta secondi, che va ripetuta per 840 volte, da uno o più esecutori. In totale 840 minuti, cioè 14 ore, forse anche di più, magari 20, a seconda degli interpreti e della velocità. La composizione più lunga nella storia della musica. La più adatta a Satie nel tempo della Pandémie.

Satie Streaming

L’esecuzione avverrà infatti in una maratona web-streaming che prenderà il via questa notte (tra sabato e domenica 17) alle ore 00.01 e avrà come punto di incontro, riferimento e condivisione il sito www.buoncompleannosatie.it e il canale YouTube del Teatro Miela.

http://www.youtube.com/user/teatromiela/live

Aiutata da Sara Codutti, Anna D’Errico e Veniero Rizzardi, Eleonora Cedaro ha pubblicato su quel sito un manifesto, che chiama a raccolta tutti i satie-maniaci del globo e li invita a giocare con la bizzarra infografica, grazie alla quale prenotare la propria partecipazione pianistica.

Satie Pandemie

Superfluo e indispensabile

“Ci sarebbe piaciuto davvero poter eseguire almeno l’ultima ‘vexation’ dal vivo, nella sala del Teatro Miela – spiega Cedaro – e condividere questo atto pubblico con i cittadini attraverso enormi casse acustiche situate fuori dal teatro. Ma abbiamo capito che anche in questo modo avremmo creato i presupposti per uno dei temuti assembramenti. Così il senso di responsabilità ha prevalso. Ma non ha demolito lo spirito dell’ironia e del divertimento. Anzi, come insegnava John Cage, è proprio in questi momenti che ciò che appare superfluo diventa indispensabile“.

“Sono già più di cento, 124 per l’esattezza – continua – gli esecutori che fino a stamattina hanno aderito alla proposta, così indispensabile oggi, per la ripresa delle attività dal vivo. Un pianeta intero che condivide l’importanza della musica dal vivo e del ritorno nei teatri. Professionisti entusiasti che via via si aggiungono da tutta Europa, da Malta alla Lapponia, passando per Belgio, Olanda, Inghilterra, Francia, Germania e Austria. Ma anche da Berkeley in California fino a New York, Argentina, Giappone, Australia e Nuova Zelanda”.

Tra gli ospiti, tanti nomi illustri e una autentica sorpresa. Che verrà svelata in anticipo, questa sera alle ore 19.30, in collegamento con RadioTre Suite. Tenete pronti gli orologi.

[parzialmente pubblicato nell’edizione 15/5/20 di IL PICCOLO di Trieste]

Gli ospiti previsti a cominciare dalle ore 00.01 di domenica 17 maggio 2020:

Alvin Curran

Stephen Drury

Michelangelo Rinaldi

Ilaria Baldaccini

Debora Petrina

David Kaplan

Monica Chew

Haydée Schvartz

Allen Teyvell

Florence Millet

Yfei Xu

Antoniette Perry

Petra Persolja

Susan Svrcek

Kathleen Supove

Louis Goldstein

Nic Gerpe

Luba Poliak

Steven Vanhauwaert

Danny Holt

Colin Fowler

Sarah Cahill

Gloria Cheng

Sarah Gibson

Alexander Schwarzkopf

Thomas Kotcheff

Daniela Terranova

Vicki Ray

Corey Hamm

Richard Valitutto

Claudia Chan

Aleksander Rojc

Nico Morelli

Laura Carraro

Fabrizio Ottaviucci

Sebastiano De Gennaro

Giulia Vazzoler

Augusta Dall’Arche

Eleonora M. Ravasi

Martin Rizov

Yuna Kobayashi

Miwa Hoyano

Aki Kuroda

Lorenzo Marasso

Wayne Marshall

Antonina Tea Sala

Paola Fasola

Miharu Ogura

Lena Kollmeier

Louise Kollmeier

Sophie Patey

Andrea Corazziari

Luca delle Donne

Arianna Granieri

Svetlina Boyadzhieva

Michiko Saiki

Alex Raineri

Sara Costa

Fabiano Casanova

Cecilia Apostolo

Dimitri Candoni

Giancarlo Simonacci

Valentina Messa

Eleonora Lana

Giovanni Di Domenico

Ricciarda Belgiojoso

Leonardo Zunica

Annalisa Orlando

Enrico Gabrielli

Antonio Bonazzo

Alessandro Zuppardo

Maria Iaiza

Franco Venturini

Andrea Rebaudengo

Francesco Leineri

Alexander Hawkins

Roberto Olzer

Paolo Francese

Fabrizio Puglisi

Vida Rucli

Elena Rucli

Orietta Fossati

Stefania Rucli

Kelsey Walsh

Eleonor Sandresky

Ciro Longobardi

Carmen Anastasio

Stefano Pierini

Gian Luca Sfriso

Francesco Pavan

Maeva Beltran

Lucio Perotti

Giuseppe Jos Olivini

Roberto Esposito

Patrick Grant

Luca Chiandotto

Pak Yan Lau

Nicole Brancato

Rossella Fracaros

Margaret Kim

Adam Marks

Guy Livingston

Emanuele Torquati

Hans w. Koch

Simone Sgarbanti

Alessandra Celletti

Domenico di Leo

Daniele Ceraolo

Alfonso Santimone

Vincenzo Parisi

Maria Ala-Hannula

Marlies Debacker

Geoffrey Burleson

Hiroko Sakurazawa

Sarah Bob

Andrea Lodge

Jed Distler

Meral Guneyman

Daniel Goldstein

Alessandro Commellato

Nicolas Horvath

Bobby Mitchell

Ralph Grierson

Anna D’Errico

Stasera porto una sedia a teatro. È il mio regalo per il compleanno di Erik Satie

Musica d’arredamento da oggi sabato 11 e fino a venerdì 17 maggio, giorno del compleanno del compositore francese. Eccentriche e affettuose, ecco le serate di SatieRose, al Teatro Miela di Trieste

In un soleggiato giorno di maggio del 1992, John Cage buonanima (ma allora ancora in vita) spedì un fax al Teatro Miela di Trieste.

Si complimentava, quel genio, per un’iniziativa con cui al Miela si sarebbe festeggiato, il 17 maggio, il compleanno di Erik Satie. Un evento che nel corso degli anni successivi – quasi trenta – si trasformerà in vera e propria SatieMania.

Ideata da Rosella Pisciotta e Cesare Piccotti (estroversi e affettuosi, avevano scelto il compositore francese, loro beniamino) la SatieMania di Trieste non ha mai perso un colpo.

Così nacque la SatieMania

Purtroppo John Cage non arrivò a Trieste (e scomparirà nell’agosto di quell’anno). Ma altri eccellenti nomi della musica internazionale hanno poi scelto di partecipare, entusiasti, alle annuali celebrazioni. Che sono via via diventate un eccentrico festival: Steve Lacy, Uri Caine, René Aubry, Wim Mertens, Giancarlo Cardini… Tutta gente che nel proprio dna nasconde una sequenza di geni sicuramente appartenuti al compositore delle Gymnopédies. Sequenza responsabile appunto della Satiemania e capace di contagiare anche i tanti pianisti coinvolti nelle maratone di 24 ore e 840 ripetizioni di Vexations.

Rosella è scomparsa quasi da due anni e per ricordarla il festival ha cambiato titolo: SatieRose. “Ma qui al Miela siamo tutti dell’idea che festeggiare, nel suo nome, una personalità come Erik Satie resti una buona occasione per far incontrare la qualità dell’offerta musicale, il piacere della condivisione e, perché no, anche il guizzo della provocazione” spiega Eleonora Cedaro, che ha curato il programma 2019, incrociando l’eredità creativa di Rosella con solida competenza e giovane passione.

Proprio da Cedaro nasce l’idea di svuotare completamente la sala del teatro per collocarvi al centro, monumentale, il pianoforte. Attorno al quale, come costellazioni, andranno collocati i dispositivi di seduta che ciascuno spettatore dovrà portarsi da casa: il proprio regalo all’arte liberatoria di Satie. Sedie, sedili, sgabelli, cuscini, poltrone, sofà, ottomane: le più disparate “sedute per musica d’arredamento“.

La musica d’arredamento secondo Erik Satie

Satie definiva infatti la sua tarda produzione – quella degli anni in cui divampava la prima guerra – musica d’arredamento. E divertendosi forse ancora di più: musica tappezzeria. Da questa idea è partita la “chiamata” che Cedaro ha rivolto a una decina di artisti del pianoforte. I quali con identico spirito ludico, andranno a comporre fino a venerdì 17 (e certamente per scaramanzia) il programma della manifestazione.

Il programma

Così la prima serata, oggi, vedrà un talento del pianoforte italiano, Agnese Toniutti, cimentarsi sì con le musiche di Satie, Glass, Shiomi, ma anche con una personale lettura dello spartito grafico del compositore e artista di Fluxus, Dick Higgins, e con la prima assoluta di un pezzo di Philip Corner: A really lovely piece made for e by Agnese (2019).

Attorno al pianoforte, dalle pareti del Teatro Miela, occhieggeranno intanto le partiture grafiche, i manifesti, le fotografie, i libretti di sala che il collezionismo raffinato di Cristina Burelli e Sara Candotti ha saputo mettere insieme come omaggio a Fluxus, la corrente artistica che in Satie aveva visto certo un precursore.

Preludio per un canarino, su musica e parole di Silvio Mix (1900-1927)

Ognuno degli appuntamenti di SatieRose, ha comunque una ragione speciale d’attenzione. La riscoperta che due veterani satie-maniaci, Aleksander Rojc e Stefano Dongetti, hanno fatto dell’opera di Silvio Mix, compositore futurista nato nel 1900 (Preludio per un canarino, martedì 14) Oppure le due suite colorate di blu, come i suoi abiti, i video, i tratti del volto, che Alessandra Celletti, presenterà domenica 12: Cellettiblue.

Alessandra Celletti in Cellettiblue

Nella stessa serata, anche la performance (o “informance”, come la chiama lui) che il regista sloveno Dragan Zivadinov, pensa di dedicare a Edvard Zajec, artista di una Trieste un tempo innovativa e pioniere, già negli anni Sessanta, della grafica computerizzata.

Gli studenti del Conservatorio Tartini (Jeunes pour Satie, mercoledì 15), il quartetto jazz di Gianni Bertoncini (Il meccanismo demolito, giovedì 16) e la presentazione del volume Silenzio di John Cage (a cura di Veniero Rizzardi, venerdì 17) completeranno l’offerta.

Il Meccanismo Demolito di Gianni Bertoncini

Fino all’imprevedibile concerto finale in cui Triadic Memories, che Morton Feldman aveva pensato come composizione per piano sì, ma “a fisarmonica” (variabile cioè da 65 a 120 minuti), concluderà sotto le dita di Anna D’Errico, una settimana intera di libertà percettiva.

Le sedute per musica d’arredamento, accompagnate dal proprietario/a, devono pervenire in teatro oggi, 11 maggio, tra le 9.00 e le 15.00.

[parzialmente pubblicato nell’edizione del 10 maggio 2019 del quotidiano di Trieste, IL PICCOLO]