Eccellenti. Rosalind e le altre. Donne oscurate e ladri di Nobel

Di Rosalind Franklin, biochimica britannica, molti conoscono il caso e le frustrazioni. Abbastanza note sono pure le storie di scienziate come Mileva Marić e Lise Meitner. Oppure quella incredibile di Hedy Lamarr, attrice e anche pioniera del wireless. Ma le altre?

Rosalind Franklin foto 51
foto n.51

Rosalind Franklin. Era sua la foto numero 51. Era sua l’idea dell’elica. Ed è lei che per prima intuì la struttura del Dna. Ma la foto numero 51, “una delle più belle fotografie a raggi X mai scattate“, era stata poi trafugata. E il premio Nobel per la Medicina 1962 era andato ai suoi tre colleghi uomini, Watson, Crick, Wilkins. 

Storie come quelle di miss Rosalind Franklin, “la donna capace di studiare il Dna come un uomo“, non sono rare nella storia della scienza. Le hanno anche vissute la fisica Lise Meitner, la chimica Alice Ball, l’astrofisica Jocelyn Bell, la matematica Katherine Johnson. Solo nell’ultimo decennio, grazie agli studi sulla diseguaglianza di genere, ne sono emerse decine e decine. E non riguardano solo casi eclatanti come il furto dei premi Nobel, ma la vita di tutti i giorni nel campo della ricerca scientifica.

Matilda, le donne e le Stim

L’oscuramento del contributo femminile nel campo delle Stim (i campi di Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica) ha un nome. Si chiama “effetto Matilda“. Ne ho parlato in altre occasioni su questo blog. In particolare per il caso di Mileva Marić, la prima mogie di Albert Einstein (vedi qui a febbraio 2020 e qui a dicembre).

Ma anche oggi: quante giovani ricercatrici si vedono scippare il risultato di un lavoro dai loro stessi mentori e supervisori, accademici e professori, che lo pubblicheranno poi a proprio nome. Quante donne impegnate in università e istituti specializzati vedono minacciata la propria carriera dai responsabili (per lo più maschi) del progetto. E non raramente capita che subiscano avance, quando non si tratta di molestie.

Le eccellenti 1 - Marcela Serli
(ph. Vito Lorusso)

Donne eccellenti, donne oscurate

Di loro – donne passate, presenti, future – si occupa il lavoro teatrale di Marcela Serli, dal titolo inequivocabile, Le eccellenti.

A questo spettacolo – coprodotto da Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro della Tosse Genova e Fattoria Vittadini Milano, con un formula cara alla regista e drammaturga italo-argentina Serli – partecipano molte donne non abituate al palcoscenico, ma a proprio agio piuttosto in laboratori, università, studi di ricerca.

Ricercatrici quindi, e professoresse, docenti, responsabili di team, imprenditrici, cui la diseguaglianza di genere assicura stipendi spesso inferiori a quelli dei loro colleghi maschi, e prospettive di carriera assai più accidentate, allorché ambiscano com’è giusto, ai ruoli apicali. Il famoso soffitto di cristallo, per dirlo con una frase già molto consumata.

Chiara, Domenica, Saveria, Anna, Pamela, Lorenza, Laura, Veronica e Caterina. Sono loro (con voci a volte incrinate dall’emozione per lo stare sotto i riflettori, una volta tanto) che raccontano i percorsi difficili della propria carriera, le delusioni, le insoddisfazioni, oppure gli spunti che le hanno convinte a reindirizzare il proprio lavoro. Ad esempio diventare imprenditrici, creatrici di un’azienda che lancia mini-satelliti nello spazio. Eccellenza italiana.

Le eccellenti 2 - regia Marcela Serli
(ph. Vito Lorusso)

Paradosso delle donne eccellenti

Dice però l’ideatrice di questo progetto teatrale, Marcela Serli, in una frase dal senso volutamente paradossale: “Non si potrà parlare di uguaglianza quando le donne di talento avranno le stesse opportunità degli uomini di talento. L’uguaglianza si realizzerà solo quando ad essere visibili saranno pure le donne mediocri, perché fin troppo evidente è la visibilità dei maschi mediocri“. Eggià: ce ne sono tanti.

Le eccellenti - Marcela Serli come Lise Meitner in Le eccellenti (ph. Vito Lorusso)
Marcela Serli come Lise Meitner in Le eccellenti (ph. Vito Lorusso)

Giannola e le altre

Il debutto dello spettacolo, ieri sera al Politeama Rossetti di Trieste, è stato preceduto da un incontro di altrettante eccellenze femminili, che si sono affermate in altri campi. Da Giannola Nonino (l’immagine più convincente del successo mondiale della grappa) a Barbara Franchin (visionaria ideatrice del contest internazionale di giovani creatività Its), a Serena Zacchingna (biologa molecolare all’Università di Trieste, impegnata nella ricerca sulle cellule cardiache) e Cristina Bacchini (top manager di Generali Assicurazioni, esperta di analisi del rischio). 

A condurre l’incontro, è stata la giornalista e anchorwoman Rai, Marinella Chirico, che con l’eccellenza dell’interloquire, le ha spronate a parlare di sé, tralasciando il ruolo dei loro mariti. 

Perché non succeda che il famoso luogo comune “Dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna” possa essere ribaltato. E valga semmai il detto che si attribuisce a Luciana Littizzetto: “Dietro a un grande donna, c’è sempre una grande colf“. Battutaccia.

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LE ECCELLENTI 
progetto, regia e drammaturgia di Marcela Serli
con in scena:
Cinzia Spanò, Noemi Bresciani, Marcela Serli. Margherita Baggi, Camilla Collet, Piercarlo Favro
e le ricercatici Chiara Ameglio, Domenica Bueti, Saveria Capellari, Anna Gregorio, Pamela Martinez Orellana, Lorenza Masutto, Laura Nenzi, Veronica Ujcich
e Caterinaa Bonetti
promosso da CUG dell’Università degli Studi di Trieste, CUG della SISSA-Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati
prodotto dal Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia, Teatro della Tosse e Fattoria Vittadini

in scena al Politeama Rossetti di Trieste fino al 23 maggio