Cento candele che suonano per il compleanno di Satie 

Due o tre forse li avrò mancati, ma i compleanni di Erik Satie, da trent’anni a questa parte, li ho festeggiati quasi tutti. E ogni volta in maniera diversa. Lo farò anche nel 2022.

manifesto SatieRose 2022

Erik Satie era nato a Parigi nel 1866. La data da segnare sul calendario è il 17 maggio. Uno scopo soltanto hanno infatti calendari e compleanni: farci far festa ogni anno. Del resto, qui a Trieste non abbiamo mai rinunciato alla festa per Satie, l’eccentrico compositore e pianista francese che a cavallo tra ‘800 e ‘900 metteva in fila, disordinatamente, stravaganti idee musicali, e non solo. 

Accompagnato da celebrazioni bizzarre, inventate fin dal 1992 da Rosella Pisciotta e Cesare Piccotti, SatieRose è oramai un appuntamento d’obbligo per i cultori del musicista e si ripete anche nel 2022 al Teatro Miela.

Erik Satie da trent’anni, anche a dispetto della pandemia

Eleonora Cedaro, appassionata esploratrice di arti, ha infatti raccolto il testimone lasciatole dai “satie-maniaci” di tre decenni, e tra le opere del maestro delle Gymnopédies trova sempre sollecitazioni nuove. 

Come quest’anno: ispirata dalla penultima composizione di Satie, ha ideato un micro-festival che culminerà nella serata di martedì 17 (ore 21.00) con il concerto del compositore e musicista statunitense Alvin Curran. “È il punto di arrivo di tutto l’incerto, l’accidentale, il mai definitivo, che è nello spirito di questo festival” spiega Cedaro. “Concerto e manifestazione si intitolano perciò Penultimi pensieri. Perché non arriveremo mai scoprire l’ultimo”.

“Tutto ciò che riguarda Erik Satie mi interessa” – aveva detto Curran, messo al corrente delle celebrazioni triestine. “Satie ha un’influenza fondamentale sul mio modo di comporre. Tenetemi informato”. 

Alvin Curran
Alvin Curran

Attorno all’esibizione dell’85enne maestro dell’elettronica contemporanea, compagno di strada di John Cage, David Tudor, Philip Glass, si dispone perciò la tre-giorni che prenderà il via già domenica 15 (ore 21.00) con Il sogno di 100 candele e l’apparizione al Teatro Miela di una sorprendente macchina di luce e di suono.

Fabio Bonelli 100 candele per Erik Satie

La macchina dei suoni e delle luci

“Accendere una candelina di compleanno è un segno festoso – prosegue Cedaro – ma accenderne 100, e in tempi bui come questi, ci ricordava anche Hannah Arendt, ha un valore speciale”.

La macchina dei suoni e delle luci, ideata da Fabio Bonelli, è semplice, ma anche complessa. Un carillon gigante di scintillanti metalli e caldo legno. Un turbine calmo di girandole, cetre, fili, tasselli, mossi da cento piccole candele, che danno calore e luce. Il marchingegno li trasforma poi in delicate note musicali, cui si sovrappongono la chitarra e il vibrafono dello stesso Bonelli e di Paolo Novellino.

Fabio Bonelli 100 candele per Erik Satie
Fabio Bonelli e la sua macchina sonora

Le tre giornate prevedono anche il Satie-Laboratorio condotto da Giovanni Mancuso (fondatore del Laboratorio Novamusica), residenza alla quale prenderanno parte 14 musicisti under 35, italiani e stranieri. Dal loro lavoro collettivo di composizione, improvvisazione e musica d’insieme, scaturirà Entr’acte – Penultimi giochi, la performance che nella giornata di martedì 17 (ore 19.30) anticiperà il concerto di Curran.

E non basta. Durante tutti i tre giorni, ad accogliere il pubblico negli spazi del Miela ci sarà l’installazione sonora Penultimopensierometro (a cura di Spazioersetti). Un congegno sonoro (musica, testi, idee, e chissà quant’altro) realizzato con i messaggi vocali che in questi giorni stanno arrivano da tutto il mondo. 

Scopri di più su SatieRose, sul sito della manifestazione.

[questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano IL PICCOLO DI TRIESTE, domenica 15 maggio 2022]

Mettiti all’opera. Pochi giorni ancora per creare una “operina per Rosella”

Ne stanno arrivando, piano piano, sempre di più. Via via che si avvicina la scadenza, gli amici di Rosella si mettono d’impegno. Per lei, ognuno crea un’operina.

Operina per Rosella by Cesare Piccotti
la prima operina per Rosella pubblicata nel gruppo – by Cesare Piccotti

OPERINE IN ROSE_LLA è il gruppo Facebook che abbiamo attivato per ricordare a tutti coloro che le hanno voluto bene, che il 19 dicembre Rosella avrebbe compiuto… beh, un numero tondo. 🙂

Tante idee per chi ci ha regalato idee

Ci è sembrato un buon pensiero, semplice, senza fronzoli, pensato nello spirito che Rosella aveva sempre trasfuso nel suo lavoro. E quanto lavoro!

L’idea è semplice. Ognuno può creare un’operina, preferibilmente una foto, un disegno, una composizione originale – ma la scelta è strettamente personale – e pubblicarla con un post sul gruppo.

Operina per Rosella by Massimo Gardone
un’altra fra le prime operine postate nel gruppo

Domenica 19 dicembre 2021, alla Stazione Rogers, a Trieste, ma anche in streaming su Facebook, scorreremo tutti assieme la galleria delle operine, e le trasformeremo quindi in un libro. Cartaceo sì, perché il digitale non ha mica fatto fuori la carta. Certi miei amici assai avanti dicono che la carta è resiliente, antifragile. Del resto, pure Rosella lo era.

Poche e semplici, le indicazioni che abbiamo dato. Le trascrivo qui sotto.

“Il 19 dicembre, giorno in cui Rosella avrebbe festeggiato il suo compleanno, noi la festeggeremo con la presentazione di tutte le “operine” che i suoi amici le vorranno dedicare per l’occasione. Ricordando così il suo spirito d’iniziativa, le sue aperture creative, la dedizione alle arti e agli altri, la gentilezza, l’umanità“.

Operina per Rosella by Maila Zarattini

Contribuire è semplice

– crea un “operina per Rosella” (pensa a una cosa che le sarebbe piaciuto ricevere)

– “gentilezza” e “però non tanti gattini, eh!” sono le sole regole che suggeriamo 

– fanne una foto e pubblicala sul gruppo Facebook “Operine in rose_lla” (lei amava Fb), il link è questo: https://www.facebook.com/groups/431674095199299

– ricorda che tutte le operine pubblicate entro le 18.00 del 18 dicembre saranno visibili nel gruppo (dopo una verifica tecnica)

– partecipa, domenica 19 dicembre 2021, alle ore 11.00, in Stazione Rogers a Trieste, e in diretta streaming su Fb, all’evento in cui visioneremo tutti assieme la galleria delle operine. E brinderemo: perché a Rosella piacevano le feste.

– se vuoi entrare nel gruppo, e non sai come fare, manda a me (o a qualsiasi altro amministratore del gruppo) una mail attraverso Fb e ti faccio avere il link.

Tutto chiaro? Penso di sì. E mi raccomando, sii gentile, perché la gentilezza fa bene.

Operina per Rosella by Alessandra Muran

Rosella

Rosella Pisciotta (1941 – 2017) è stata l’anima e il motore femminile di tante iniziative che hanno trasformato Trieste dagli anni Sessanta in poi.

Gentile e sorridente, schiva e determinata, irresistibilmente pop, ha acceso nella città le luci internazionali di una cultura d’avanguardia.

Operina per Rosella by Ori Varesano

Stasera porto una sedia a teatro. È il mio regalo per il compleanno di Erik Satie

Musica d’arredamento da oggi sabato 11 e fino a venerdì 17 maggio, giorno del compleanno del compositore francese. Eccentriche e affettuose, ecco le serate di SatieRose, al Teatro Miela di Trieste

In un soleggiato giorno di maggio del 1992, John Cage buonanima (ma allora ancora in vita) spedì un fax al Teatro Miela di Trieste.

Si complimentava, quel genio, per un’iniziativa con cui al Miela si sarebbe festeggiato, il 17 maggio, il compleanno di Erik Satie. Un evento che nel corso degli anni successivi – quasi trenta – si trasformerà in vera e propria SatieMania.

Ideata da Rosella Pisciotta e Cesare Piccotti (estroversi e affettuosi, avevano scelto il compositore francese, loro beniamino) la SatieMania di Trieste non ha mai perso un colpo.

Così nacque la SatieMania

Purtroppo John Cage non arrivò a Trieste (e scomparirà nell’agosto di quell’anno). Ma altri eccellenti nomi della musica internazionale hanno poi scelto di partecipare, entusiasti, alle annuali celebrazioni. Che sono via via diventate un eccentrico festival: Steve Lacy, Uri Caine, René Aubry, Wim Mertens, Giancarlo Cardini… Tutta gente che nel proprio dna nasconde una sequenza di geni sicuramente appartenuti al compositore delle Gymnopédies. Sequenza responsabile appunto della Satiemania e capace di contagiare anche i tanti pianisti coinvolti nelle maratone di 24 ore e 840 ripetizioni di Vexations.

Rosella è scomparsa quasi da due anni e per ricordarla il festival ha cambiato titolo: SatieRose. “Ma qui al Miela siamo tutti dell’idea che festeggiare, nel suo nome, una personalità come Erik Satie resti una buona occasione per far incontrare la qualità dell’offerta musicale, il piacere della condivisione e, perché no, anche il guizzo della provocazione” spiega Eleonora Cedaro, che ha curato il programma 2019, incrociando l’eredità creativa di Rosella con solida competenza e giovane passione.

Proprio da Cedaro nasce l’idea di svuotare completamente la sala del teatro per collocarvi al centro, monumentale, il pianoforte. Attorno al quale, come costellazioni, andranno collocati i dispositivi di seduta che ciascuno spettatore dovrà portarsi da casa: il proprio regalo all’arte liberatoria di Satie. Sedie, sedili, sgabelli, cuscini, poltrone, sofà, ottomane: le più disparate “sedute per musica d’arredamento“.

La musica d’arredamento secondo Erik Satie

Satie definiva infatti la sua tarda produzione – quella degli anni in cui divampava la prima guerra – musica d’arredamento. E divertendosi forse ancora di più: musica tappezzeria. Da questa idea è partita la “chiamata” che Cedaro ha rivolto a una decina di artisti del pianoforte. I quali con identico spirito ludico, andranno a comporre fino a venerdì 17 (e certamente per scaramanzia) il programma della manifestazione.

Il programma

Così la prima serata, oggi, vedrà un talento del pianoforte italiano, Agnese Toniutti, cimentarsi sì con le musiche di Satie, Glass, Shiomi, ma anche con una personale lettura dello spartito grafico del compositore e artista di Fluxus, Dick Higgins, e con la prima assoluta di un pezzo di Philip Corner: A really lovely piece made for e by Agnese (2019).

Attorno al pianoforte, dalle pareti del Teatro Miela, occhieggeranno intanto le partiture grafiche, i manifesti, le fotografie, i libretti di sala che il collezionismo raffinato di Cristina Burelli e Sara Candotti ha saputo mettere insieme come omaggio a Fluxus, la corrente artistica che in Satie aveva visto certo un precursore.

Preludio per un canarino, su musica e parole di Silvio Mix (1900-1927)

Ognuno degli appuntamenti di SatieRose, ha comunque una ragione speciale d’attenzione. La riscoperta che due veterani satie-maniaci, Aleksander Rojc e Stefano Dongetti, hanno fatto dell’opera di Silvio Mix, compositore futurista nato nel 1900 (Preludio per un canarino, martedì 14) Oppure le due suite colorate di blu, come i suoi abiti, i video, i tratti del volto, che Alessandra Celletti, presenterà domenica 12: Cellettiblue.

Alessandra Celletti in Cellettiblue

Nella stessa serata, anche la performance (o “informance”, come la chiama lui) che il regista sloveno Dragan Zivadinov, pensa di dedicare a Edvard Zajec, artista di una Trieste un tempo innovativa e pioniere, già negli anni Sessanta, della grafica computerizzata.

Gli studenti del Conservatorio Tartini (Jeunes pour Satie, mercoledì 15), il quartetto jazz di Gianni Bertoncini (Il meccanismo demolito, giovedì 16) e la presentazione del volume Silenzio di John Cage (a cura di Veniero Rizzardi, venerdì 17) completeranno l’offerta.

Il Meccanismo Demolito di Gianni Bertoncini

Fino all’imprevedibile concerto finale in cui Triadic Memories, che Morton Feldman aveva pensato come composizione per piano sì, ma “a fisarmonica” (variabile cioè da 65 a 120 minuti), concluderà sotto le dita di Anna D’Errico, una settimana intera di libertà percettiva.

Le sedute per musica d’arredamento, accompagnate dal proprietario/a, devono pervenire in teatro oggi, 11 maggio, tra le 9.00 e le 15.00.

[parzialmente pubblicato nell’edizione del 10 maggio 2019 del quotidiano di Trieste, IL PICCOLO]